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Pagina 1 - Oltre 2 monitor con una scheda video Tra appassionati ci si trova a discutere sulle architetture dei processori, sulle potenze elaborative delle nuove GPU, sui benefici prestazionali ottenibili utilizzando solid state drive al posto di tradizionali hard disk meccanici, dimenticandosi spesso che il componente che più spesso si guarda, e con il quale si interagisce ogni giorno, è quello del quale si discute meno. Mi riferisco ovviamente al display, periferica che è ormai accessibile in modelli di elevata risoluzione dal costo molto contenuto soprattutto prendendo come riferimento quanto proposto sul mercato alcuni anni fa. Gli utenti in possesso di schermi con diagonale elevata sanno bene come una risoluzione maggiore permetta di inserire sullo schermo un maggior numero di finestre e gestire quindi più applicazioni aperte contemporaneamente. Chi ha utilizzato configurazioni multimonitor, con almeno due schermi, ha però presto realizzato come dal punto di vista della pura produttività sia preferibile avere a disposizione due schermi o più, anche di risoluzione non elevatissima in assoluto, piuttosto che un singolo schermo di risoluzione elevata, in quanto la gestione delle varie applicazioni su schermi differenti è largamente facilitata. Il discorso cambia se pensiamo alle esigenze di un videogiocatore: con la stragrandde maggioranza dei titoli può venir sfruttato un solo schermo per volta, caratteristica che di fatto impone l'utilizzo di schermi dalla risoluzione sempre più elevata per poter assicurare un miglioramento nella qualità d'immagine e un realismo più elevato. La canadese Matrox ha cercato in questi anni di ovviare a questa limitazione: la scheda Parhelia ha per prima introdotto il concetto di Surround Gaming, con il quale utilizzare 3 schermi per gestire una visione ultrawide della scena 3D grazie anche ad alcune specifiche ottimizzazioni implementate all'interno dei giochi.
Quell'approccio è risultato essere concettualmente e tecnologicamente molto interessante, ma con ridotta ricaduta pratica: la scheda Matrox era ai tempi un valido prodotto ma non all'altezza di altre soluzioni NVIDIA e ATI presenti sul mercato, complice in questo anche una ridotta ottimizzazione dei driver per applicazioni Open GL. In seguito Matrox si è orientata allo sviluppo di altri mercati di nicchia, riproponendo il concetto di surround gaming con TripleHead2Go, box esterno che permette con una singola scheda video di gestire contemporaneamente sino a 3 schermi. ATI Eyefinity è il nome che indica una nuova funzionalità implementata da ATI all'interno della propria nuova generazione di schede video, dotate di supporto alle API DirectX 11 che Microsoft prima presenterà con il sistema operativo Windows 7 e in seguito, questione di qualche giorno, renderà disponibili anche per sistemi operativi Windows Vista attraverso un aggiornamento. L'approccio scelto da ATI è quello di implementare all'interno delle proprie soluzioni DirectX 11 funzionalità multimonitor particolarmente avanzate, grazie alle quali gestire da un minimo di 2 sino ad un massimo di 6 monitor, a seconda del tipo di scheda, proponendo per tutti questi display pieno supporto alle funzionalità sia di accelerazione di flussi video sia di riproduzione di scene 3D. Tutto questo può sembrare una ripresa della proposta Matrox originata dalla prima scheda Parhelia, con tutti i limiti connessi a quell'approccio. Nel frattempo sono trascorsi vari anni di evoluzione tecnologica: non solo le GPU ATI DirectX 11 si candidano a diventare un riferimento dal punto di vista prestazionale, ma il mercato degli schermi è notevolmente cambiato sia in termini di costo e dimensioni sia di risoluzioni massime supportate. Di cosa non si parla oggi L'annuncio odierno non riguarda le schede video ATI Radeon che utilizzeranno la tecnologia Eyefinity; non possiamo di conseguenza anticiparne nome commerciale, caratteristiche tecniche e prestazioni velocistiche sino al lancio ufficiale previsto tra alcune settimane. AMD ha voluto anticipare le informazioni su questa nuova tecnologia, che è rimasta in questi ultimi mesi ben celata all'interno degli uffici di Markham, Ontario, dell'azienda americana. Abbiamo un sample di scheda in redazione con la quale poter provare la nuova tecnologia: stiamo iniziando a preparare la nostra analisi prestazionale e architettuale per il lancio ufficiale ma non possiamo fornire alcun tipo di informazione o dettaglio sulla nuova famiglia di prodotti DirectX 11 che ATI immetterà sul mercato. Per chi vuole saperne di più, due strade: la prima quella di attendere alcune settimane, la seconda di affidarsi ai rumors emersi online nelle ultime settimane, ricordandosi sempre che si tratta di informazioni non ufficiali e quindi potenzialmente non corrette. Pagina 2 - Multidisplay: come incrementare produttività e divertimento Abbiamo accennato in introduzione come le configurazioni multimonitor possano venir gestite in due principali ambiti di utilizzo. Riprendiamo questo approccio per capire come influenzi la tecnologia ATI Eyefinity:
In ambito di produttività personale configurazioni multimonitor possono venir utilizzate per gestire differenti tipologie di applicazioni su schermi che abbiano sia risoluzione sia orientamento differente. Non è una novità che uno schermo a sviluppo verticale sia preferibile per la consultazione di siti web o l'analisi di documenti, mentre operazioni di fotoritocco o di montaggio video vengano gestite al meglio con schermi che abbiano uno sviluppo orizzontale. Eyefinity permette di combinare gli schermi in questa modalità mista, oltre ovviamente a tradizionali configurazioni con schermi affiancati a sviluppo orizzontale.
Un approccio simile può essere seguito anche per applicazioni 3D, ovviamente tenendo fisso l'orientamento di tutti e 3 gli schermi così da ottenere una risoluzione uniforme. Nell'esempio 3 schermi con rapporto 16:9 sono stati montati in verticale, ottenendo con pannelli dalla risoluzione di 1920x1080 pixel una risoluzione complessiva di 3240x1980 pixel. Qualora gli schermi fossero modelli da 30 pollici di diagonale e risoluzione di 2560x1600 pixel se ne otterrebbe uno schermo somma da 4800x2560 pixel, con 12,2 megapixel di risoluzione e un rapporto tra base e altezza pari a circa 16/8,5.
La flessibilità offerta dalla tecnologia Eyefinity è molto elevata: con una specifica versione di scheda dotata di 6 connettori per display è possibile configurare sino a 6 schermi, disposti sulla propria scrivania nelle forme più differenti. Non solo: è possibile abbinare display montati orizzontalmente con altri disposti in verticale, oppure affiancare solo display in verticale così da ottenere una risoluzione che sia wide ma non estremizzata come abbinando 3 schermi per lunghezza.
Come è possibile gestire un così elevato numero di display con una singola scheda? A parte la scontata considerazione che i driver rivestano un ruolo fondamentale, c'è una componente hardware implementata nella scheda che permette di gestire differenti display in modo tale che il sistema operativo li interpreti come un'unico schermo di particolare risoluzione, così che anche le applicazioni 3D vi possano essere eseguite a pieno schermo. L'architettura implementata da ATI prevede un massimo di 6 display con segnale da 10bit di profondità ciascuno; in coda alle 6 massime pipeline di display che possono venir gestite da una scheda è stato implementato un output crossbar, circuiteria che indirizza le pipeline ai display in funzione del tipo di collegamento scelto. Troviamo in ogni scheda due DAC tradizionali, affiancati da transmitter Display Port in numero massimo pari a 6: in funzione del numero e della tipologia di display verranno attivati gli adeguati transmitter DP, ciascuno capace di gestire come massimo una risoluzione di 2560x1600 pixel. Pagina 3 - Quali connessioni per quanti schermi Una scheda video della famiglia Evergreen, questo il nome in codice della nuova generazione di schede DirectX 11 sviluppate da ATI, implementa differenti connettori per display a seconda del tipo di supporto alla tecnologia Eyefinity sia stato implementato.
Una configurazione standard per schede di fascia alta prevede la presenza di 4 differenti connettori: da un lato due connettori DVI, dall'altro un connettori HDMI affiancato da uno Display Port. La configurazione di un setup a 3 schermi prevede le seguenti possibili combinazioni:
La flessibilità di combinazioni tra pannelli con connessioni differenti è complessivamente elevata, ma sussistono alcune limitazioni. Non è possibile ad esempio utilizzare più di 1 schermo con connettore VGA, oppure abbinare un display VGA, uno HDMI e uno Display Port contemporaneamente. Ricordiamo inoltre che con queste schede, pur essendo presenti 4 connettori, non è possibile pilotare più di 3 display per volta. La proposta limite della tecnologia Eyefinity di ATI è quella che vede l'utilizzo di ben 6 display collegati alla stessa scheda video, indicata con il nome di Eyefinity6. Alla base di questo concetto una scheda leggermente differente dallo standard, che implementa ben 6 connettori Display Port con i quali collegare altrettanti schermi.
Considerando le elevate risoluzioni video che possono venir raggiunte utilizzando 6 display contemporaneamente il quantitativo di memoria video, soprattutto con applicazioni 3D, potrebbe diventare un collo di bottiglia. AMD non ha fornito informazioni specifiche a riguardo ma riteniamo che una delle principali differenze delle schede Eyefinity6 sarà proprio nella dotazione di memoria video, presumibilmente raddoppiata rispetto a quella standard delle versioni con supporto a 3 schermi.
Abbiamo visto in precedenza come la tecnologia Eyefinity possa combinare differenti tipologie di connessione di output, e quindi display, nel momento in cui vengono gestiti 3 display contemporaneamente. Qual è lo schema logico di collegamento dei display nel momento in cui ne vengono utilizzati sino a 6 collegati ad una singola scheda video?
In questo caso la configurazione preferibile è quella che vede l'utilizzo di soli cavi Display Port, complice anche la ridotta dimensione complessiva. Il numero massimo di display DVI e VGA che possono venir gestiti in abbinamento a pannelli Display Port è pari a 2, mentre per schermi HDMI rimane la limitazione ad un massimo di 1. Pagina 4 - La componente software e l'ecosistema Nella gestione di configurazioni multimonitor la componente software è importante almeno quanto quella hardware: i driver sono fondamentali per assicurare la capacità di gestire differenti display contemporaneamente, in modo tale che vengano visti come un'unico display dalla risoluzione complessiva data dalla somma delle parti.
Il cuore della gestione delle configurazioni multidisplay rimane Catalyst Control Center, pacchetto software che opera come interfaccia di controllo di quanto è stato integrato all'interno dei driver. Tra le funzionalità implementate segnaliamo quella di creare dei gruppi di display, grazie ai quali è possibile far identificare abbinamenti di schermi al sistema operativo che operino come un singolo schermo. Un esempio è stato mostrato da AMD in fase di presentazione della tecnologia, con una configurazione a 6 schermi da 1920x1080 pixel di risoluzione disposti in due file da 3: i primi 4 schermi, 2 inferiori e 2 superiori, sono stati utilizzati per la riproduzione di un singolo video mentre i due restanti erano occupati nella riproduzione, indipendente, di due flussi video ad alta definizione.
Negli scorsi mesi ATI ha presentato una versione rinnovata del proprio Catalyst Control Center, stravolto dal punto di vista dell'impatto grafico. Al debutto della nuova interfaccia molti utenti si sono espressi contro il cambiamento, non riuscendo a trovarvi una precisa motivazione che c'era ma non poteva essere in quel momento spiegata: trovare spazio, nell'interfaccia del CCC, per la gestione delle configurazioni multimonitor con tecnologia Eyefinity.
Con applicazioni 3D i driver operano in modo tale che l'applicazione ritenga di avere a disposizione un display con risoluzione video che è pari alla somma delle risoluzioni dei display messi a disposizione. Nell'immagine è presente una schermata di Crysis, titolo utilizzabile con 6 schermi alla risoluzione di 5760x2160 pixel utilizzando schermi da 1920x1080 pixel di risoluzione nativa.
AMDha avviato un processo di verifica della compatibilità della tecnologia Eyefinity con tutti i principali titoli presenti in commercio, nonché buona parte di quelli già presenti sul mercato da tempo. Al momento attuale la lista comprende circa 100 giochi, numero che è destinato a crescere nel corso del tempo integrando tutti i titoli di prossima presentazione, in primis quelli DirectX 11.
I prezzi dei display con risoluzione full HD sono in continua contrazione: pannelli da 23 pollici di diagonale con risoluzione di 1920x1080 pixel sono accessibili alla maggior parte degli utenti, motivo per il quale l'investimento in 3 display di questo tipo risulta essere nel complesso accetabile. E' evidente come una riduzione dei costi dei display debba andare di pari passo con la costruzione di un vero e proprio ecosistema da parte delle aziende del settore, nel quale vengano proposti display dalla cornice molto sottile e soluzioni stand che permettano di montare più display sulla scrivania in modo solido, facilitandone l'utilizzo. AMD sta lavorando congiuntamente con Samsung per accelerare la disponbilità di pannelli da 23 pollici che abbiano bordi molto sottili, pari a 7 mm ai lati e a 8,1 mm sopra e sotto, da utilizzare in configurazioni sino a 6 display grazie anche ad un sistema di stand integrato. Mancano al momento dettagli specifici ma è auspicabile che queste soluzioni possano entrare sul mercato per il mese di Ottobre, di fatto in concomitanza con le prime schede ATI dotate di supporto alla tecnologia Eyefinity. Pagina 5 - Considerazioni Ripetiamo quanto scritto in introduzione: non possiamo al momento attuale fornire alcuna informazione tecnica e/o prestazionale sulla nuova generazione di schede video ATI Radeon dotate di supporto alle API DirectX 11. Queste soluzioni supportano, in una particolare configurazione, tecnologia Eyefinity con un massimo di 6 display utilizzati per visualizzare giochi di ultima generazione: la potenza di elaborazione è tale da poter dire che la riproduzione sia fluida, anche con 6 pannelli da 1920x1080 pixel di risoluzione ciascuno, utilizzati contemporaneamente così come abbiamo avuto modo di osservare di persona durante le dimostrazioni fatte da ATI.
Per capire quanto siano potenti queste soluzioni c'è ancora tempo da attendere, ma non molto: ATI è in chiaro vantaggio temporale rispetto a quanto metterà a disposizione NVIDIA, ripetendo in questo quanto accaduto con il debutto delle API DirectX 9 nell'estate 2002. In quel periodo ATI aveva presentato la propria scheda Radeon 9700 PRO basata su architettura R300, alla quale NVIDIA contrappose le schede GeForce FX 5800 con GPU NV30 solo alla fine dell'anno, con risultati che gli appassionati ben ricordano. Situazione opposta si era invece verificata con le prime architetture DirectX 10: NVIDIA ha presentato le soluzioni della serie GeForce 8800 a Novembre 2006, mentre ATI aveva proposto solo ad Aprile 2007 le proprie schede Radeon HD 2900 XT basate su GPU nota con il nome in codice di R600, non per altro ricordata dagli addetti ai lavori come "NV30 di ATI".
Possiamo per il momento delineare le caratteristiche tecniche della tecnologia ATI Eyevision e fornire alcune personali considerazioni. L'impressione che abbiamo avuto vedendo all'opera questa tecnologia è estremamente positiva, sia con applicazioni di produttività personale sia con giochi 3D. L'immersive gaming è un filone particolarmente interessante che al pari delle tecniche di gaming 3D permettono di spingersi oltre le limitazioni di una sessione di gioco fatta di fronte ad un tradizionale display.
Si potrebbe contestare che questa soluzione non proponga di fatto nulla di particolarmente innovativo: il surround gaming a 3 schermi è nato con Matrox nel 2002, mentre sono in commercio schede video ATI e NVIDIA capaci di gestire configurazioni multidisplay da molto tempo. Il valore di Eyefinity è quello di rendere questi approcci accessibili con una singola scheda, con una configurazione del sistema particolarmente semplice e con prestazioni sia 3D che in riproduzione video molto elevate. Il demo che ha maggiormente sorpreso è stato proprio quello che ha visto la gestione di 3 flussi video ad alta definizione, inviati dalla scheda video su una configurazione a 6 display con rapporti differenti. Una tecnologia di questo tipo, accessibile per il costo di una scheda video desktop di fascia alta e non per quello di un prodotto professionale, lascia spazio a configurazioni anche su scala industriale per la gestione dei cosiddetti "wall" di schermi, con i quali più pannelli dalla diagonale ben più elevata dei 30 pollici utilizzati in sistemi desktop vengono abbinati per ottenere una superficie visiva di tutto rispetto. Riteniamo che questo tipo di tecnologia possa trovare interessanti prospettive di utilizzo in ambito notebook. Chi utilizza un PC portatile ogni giorno sul proprio posto di lavoro ben conosce la praticità di avere a disposizione sempre con se i propri dati e applicazioni, ma rimpiange una certa flessibilità nella configurazione dei display propria delle soluzioni desktop. AMD è interessata a lavorare con produttori di notebook propri partner per integrare Eyefinity all'interno di notebook dotati di apposite docking station: il pannello del notebook viene utilizzato lontano dalla scrivania, mentre seduti al proprio posto il notebook rimane chiuso e si utilizzano 3 o più schermi montati su appositi stand, collegati alla docking station. GALLERY: ATI Eyefinity (per vedere la gallery, guardare la versione completa dell'articolo) Ancora alcune settimane di attesa e potremo scoprire se e come questa tecnologia garantisca riproduzione fluida anche con giochi 3D, senza tralasciare le abituali analisi a singolo schermo e risoluzioni molto elevate. |
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