Hardware Upgrade - il sito italiano sulla tecnologia - www.hwupgrade.it
« Torna all'articolo  -  Stampa
Radeon HD 4770, le proposte di Asus e Sapphire in Crossfire
Gabriele Burgazzi - 09 Luglio 2009
"In test le proposte Radeon HD 4770 di Sapphire e Asus. Una analisi incentrata non solo sulla struttura delle due schede ma anche sulla tecnologia Crossfire di AMD."
Pagina 1 - Introduzione

Per vedere qualcosa di nuovo nel mercato delle schede video è necessario attendere i mesi di Settembre e Ottobre: la particolare situazione del mercato, unita alla contrazione delle vendite ha allungato di fatto le roadmap dei produttori, lasciando ampio spazio di manovra ai diversi partner. Proprio questi ultimi hanno delineato la linea di sviluppo nel corso degli ultimi mesi, applicando differenziazioni alla propria gamma prodotti nel tentativo di riuscire a mantenere una offerta sempre valida e fresca per l'utente, diversificandosi dalla concorrenza: sono così spuntati come funghi modelli caratterizzati da frequenze di funzionamento fuori standard, con dissipatori particolari e design innovativi più o meno vincenti.

Questo tipo di politica è stata applicata dai partner per quasi tutte le schede video rilasciate, destinate alla fascia medio/alta del mercato: dalle versioni overcloccate, a quelle con quantitativi di memoria raddoppiati, ogni brand ha percorso questa strada offrendo sì una vasta scelta, ma al tempo stesso contribuendo a creare maggiore confusione in un segmento di mercato che per natura intrinseca lo è. In ordine temporale una delle ultime novità nel segmento è rappresentato da Radeon HD 4770: ATI si è presentata come la prima società sul mercato a lanciare una scheda grafica sviluppata a 40 nanometri, mantenendo la propria strategia.

Una scheda sviluppata non per andare a raccogliere lo scettro prestazionale, bensì in grado di garantire una rapporto prezzo/prestazioni altamente competitivo, facendo leva sui grossi volumi di vendita. Il passaggio al nuovo processo produttivo, in questo senso, dovrebbe rappresentare con il passare del tempo un elemento fondamentale che aprirà nuovi scenari in cui AMD e NVIDIA si troveranno a battagliare. Al momento i 40 nanometri hanno però ancora qualche problema di troppo e faticano ad arrivare sul mercato le soluzioni: NVIDIA potrebbe andare incontro a ritardi per il lancio delle nuove soluzioni, mentre AMD si è già trovata a dover fronteggiare la mancanza di arrivo in volumi della 4770.

Oggi andremo ad analizzare due soluzioni offerte rispettivamente da Asus e Sapphire, entrambe sviluppate su design frequenze di funzionamento reference, che non differiscono pertanto dal modello proposto in occasione del lancio e da noi analizzato. L'opportunità di avere due schede video identiche, eccezion fatta per il sistema di dissipazione, ci ha quindi consentito di provare i modelli in modalità CrossFire e confrontare i risultati con quelli ottenuti nella modalità a singola scheda. Oltre all'analisi delle schede di Asus e Sapphire, abbiamo deciso di concentrarci anche sull'analisi del funzionamento in combinata, non ancora affrontato nel corso dei test precedenti.

Pagina 2 - La proposta di Sapphire

La proposta di Sapphire si presenta con un layout estremamente semplice ed essenziale, prerogativa di una soluzione come Radeon HD 4770, caratterizzata da un rapporto prezzo/prestazioni altamente competitivo. Il partner ha quindi sviluppato la proposta con il chiaro intento di ridurre i costi, sfruttando così un dissipatore essenziale e lasciando tutto il resto della scheda completamente libero.

Un piccolo accorgimento è stato apportato alla circuteria di alimentazione, per evitare il surriscaldamento della stessa: una piccola placca metallica si occupa infatti di dissipare il calore prodotto, aumentando la stabilità della stessa. Se in una soluzione "normale", che prevede l'impiego di uno chassis di tipo mid-tower non sarebbe necessario, questa caratteristica si rivela interessante per l'impiego in sistemi più compatti, dove il calore, considerate le dimensioni, aumenta in modo sensibile.

Rimosso il dissipatore, fissato al PCB della scheda attraverso quattro semplici viti, si può osservare come il design della scheda risulti estremamente pulito ed essenziale. Otto moduli di memoria GDDR5 sono stati posizionati attorno la GPU, l'unico componente raffreddato in modo attivo.

La connettività che è in grado di garantire la scheda non differisce dallo standard: due connessioni DVI sono affiancate dal connettore destinato al collegamento di periferiche via component, S-video o RCA. Rispetto alla versione reference analizzata diverso tempo fa, la soluzione Sapphire è stata invece prodotta con design a singolo slot.

Smontato il dissipatore è possibile notare e accorgersi di quanto quest'ultimo somigli a quelli sfruttati da Intel per i propri processori boxed. Il sistema di fissaggio, come abbiamo già accennato in precedenza è a vite, e non crea particolari problemi durante la fase di smontaggio.

Pagina 3 - La soluzione di Asus

Il modello proposto da Asus rientra nella famiglia Formula, caratterizzata da un dissipatore a forma di, ebbene sì, macchina da gara. Nonostante il nome suggerisca performance da fuoriserie, la soluzione di Asus non ha frequenze di funzionamento fuori standard, ma solo una forma aerodinamica, per quanto possa servire ad una scheda video.

A differenza della soluzione analizzanta in precedenza, Asus non ha ritenuto necessario andare a raffreddare, anche in modo passivo la circuteria di alimentazione, lasciandola completamente scoperta.

Rispetto alla soluzione analizzata in precedenza non sono molti i cambiamenti: non cambia la disposizione dei moduli di memoria, disposti attorno alla GPU, mentre trovano una collocazione diversa i condensatori, allineati sulla parte posteriore del PCB.

La connettività scelta da Asus in questo caso appare un po' più ricercata. Oltre alla canonica e indispensabile uscita DVI, il produttore ha optato per integrare anche una comune VGA, garantendo così supporto anche ai vecchi display e un HDMI, per il collegamento dei moderni televisori LCD o al plasma.

Rimosso il simpatico dissipatore a forma di macchinina, abbiamo modo di osservare la struttura dello stesso. Asus ha preferito adottare un dissipatore dalle dimensioni più generose, in grado di coprire anche in parte i moduli di memoria. Analogamente alla soluzione proposta da Sapphire, anche in questo caso il fissaggio avviene attraverso quattro semplici viti.

Pagina 4 - Rumorosità, consumi e temperature

Uno dei principali aspetti che differenzia le due proposte analizzate nel corso di questa prova dal modello reference che era giunto in redazione in occasione del lancio di Radeon HD 4770 è rappresentato dal dissipatore. Se infatti AMD ha presentato Radeon HD 4770 con un dissipatore dual-slot caratterizzato dalla presenza di heat pipe, i modelli di Asus e Sapphire sono invece studiati per andare ad occupare un solo slot all'interno del nostro sistema, presentando soluzioni di dissipazione meno evolute. Abbiamo quindi deciso di andare ad analizzare il comportamento dei due modelli in relazione ai dati registrati con la soluzione reference, per avere un quadro quanto più possibile completo. I grafici sono stati registrati con Rivatuner:

Radeon HD 4770 Reference

Asus EAH4770

Sapphire Radeon HD 4770

L'andamento del grafico mostra la temperatura della GPU durante lo scenario di testing: dopo aver registrato i gradi con cui la scheda opera in idle, abbiamo lanciato una intensa sessione di Shadermark, della durata di circa sei minuti. Sul finire di tale sessione abbiamo rilevato il punto massimo di temperatura operativa e a distanza di qualche minuto abbiamo invece analizzato l'efficienza del sistema di dissipazione. Da notare come i valori della soluzione reference e quelli fatti registrare dal modello fornito da Asus siano pressochè identici e facciano registrare divari minimi: Asus con la propria proposta dimostra come per Radeon HD 4770 non sia fondamentale un dissipatore a doppio slot, mantenendo temperature di funzionamento sempre al di sotto dei 70°. Un comportamento diverso è stato invece registrato con la soluzione di Sapphire: in questo caso la temperatura massima di funzionamento sfiora gli 80°, circa 10 al di sopra dei valori registrati con le altre soluzioni.

I consumi mostrano invece l'aumento in corrispondenza del collegamento di una seconda scheda video, per sfruttare la modalità Crossfire. Se in idle e durante lo stress dalla CPU il divario è quantificabile in 30 Watt, questo aumenta in modo esponenziale durante la sessione di Shadermark. Si passa così da un consumo di 300 Watt agli oltre 400.

La rumorisità è invece stata rilevata per ogni singola scheda e confrontata con i valori ottenuti durante i test della soluzione reference: i valori dimostrano come il dissipatore della proposta iniziale di ATI sia decisamente più rumoroso, segno di una mancata ottimizzazione del firmware, operazione invece eseguita dai produttori. Il fatto che la soluzione reference, nonostante sia dotata di un dissipatore qualitativamente superiore rispetto ai due modelli standard, faccia registrare una rumorosità superiore, non deve stupire. È normale infatti che un prodotto che viene spedito come primo esemplare di test possa ricevere successivamente importanti ottimizzazioni che ne modifichino non tanto le prestazioni quanto gli elementi considerati secondari.

Pagina 5 - Configurazione di test

Per analizzare le prestazioni delle schede video in prova abbiamo utilizzato una piattaforma basata su processore Intel Core i7 965 Extreme, con frequenza di clock di default pari a 3,2 GHz e tecnologia Turbo Mode abilitata. La scheda madre, basata su chipset Intel X58, è compatibile sia con la tecnologia SLI di NVIDIA sia con quella CrossfireX di ATI, rendendo quindi possibile il confronto delle differenti tecniche multi GPU senza dover cambiare scheda madre.

Di seguito il dettaglio dei componenti utilizzati per i test:

  • Processore: Intel Core i7 965 Extreme, clock 3,2 GHz con tecnologia Turbo Mode attiva;
  • memoria RAM: 3x2 Gbytes Corsair TR3X6G1600C8D; frequenza di clock 1.600 MHz con timings pari a 8-8-8-24;
  • Hard disk: Western Digital WD7500AAKS, 750 Gbytes SATA 7.200 rpm;
  • Scheda madre: MSI Eclipse SLI, chipset Intel X58
  • Sistema operativo: Windows Vista Ultimate 64bit, con Service Pack 1 e tutti i più recenti fix rilasciati da Microsoft;
  • Driver video NVIDIA: Forceware 185.68 beta
  • Driver video ATI: Catayst 9.4 e Catalyst 9.6 (per l'analisi in modalità Crossfire)
  • Alimentatore: ToPower 1.10 Watt.

Di seguito i titoli inseriti in questo confronto, con le differenti configurazioni utilizzate.

  • Crysis
    E' stato utilizzato il tool di benchmarking sviluppato da Hocbench; la mappa è quella di default sviluppata da Crytek, con filtro anisotropico 16x abilitato da benchmark e no anti aliasing. I test sono stati eseguiti con impostazioni qualitative high, sia con API DirectX 9 che con quelle DirectX 10.
  • Crysis Warhead
    E' stato utilizzato il tool di benchmarking sviluppato da Hocbench; la mappa è quella airfield, con filtro anisotropico 16x abilitato da benchmark e no anti aliasing. I test sono stati eseguiti con impostazioni qualitative high, sia con API DirectX 9 che con quelle DirectX 10.
  • Call of Duty 5
    Benchmark eseguito utilizzano il tool Fraps; anti aliasing 4x abilitato e impostazioni qualitative tutte al massimo dal pannello di configurazione del gioco.
  • Fallout 3
    Benchmark eseguito utilizzano il tool Fraps; anti aliasing 4x e anisotropico 16x abilitati, con impostazioni qualitative tutte al massimo dal pannello di configurazione del gioco.
  • Enemy Territory Quake Wars
    I test consistono nell'esecuzione di un timenetdemo sviluppato da Hocbench, quello, HOCBench_s, senza servirsi del tool di benchmarking ma direttamente all'interno della console del gioco, abilitando anti aliasing 4x e filtro anisotropico 16x. Le impostazioni qualitative sono state tutte portate al massimo livello, pari a high e dove possibile a ultra.
  • World in Conflict
    Benchmark integrato nel gioco, eseguito selezionando l'impostazione qualitativa molto alta con anti aliasing 4x e filtro anisotropico 16x.
  • The Last Remnant Benchmark
    Tool di benchmarking automatico; non permette di eseguire impostazioni qualitative specifiche che non sia il cambio di risoluzione video.
  • Devil May Cry 4
    Tool di benchmarking eseguito sulla versione demo del gioco; le impostazioni qualitative selezionate sono state quelle di massima qualità, con API DirectX 10 e anti aliasing 4x.
  • Far Cry 2
    Test eseguiti con impostazioni qualitative in high, per tutte le voci, sia con API DirectX 9 che con quelle DirectX 10, con anti aliasing 4x e senza. Ulteriori test sono stati eseguiti in configurazione ultra high, per tutte le voci, con API DirectX 10 e anti aliasing disabilitato.
  • Tom's Clancy HAWX
    Benchmark integrato nel gioco, utilizzato in versione demo, eseguito selezionando tutte le impostazioni qualitative su high fatta eccezione per ambient occlusion basso. I test sono stati eseguiti con API DirectX 10 con anti aliasing 4x abilitato e senza; per le schede video ATI è stato anche eseguito un test con API DirectX 10.1 e anti aliasing disabilitato.
  • Unreal Tournament 3
    E' stato utilizzato il tool di benchmarking sviluppato da Hocbench; il demo è quello ShangriLa, con filtro anisotropico 16x abilitato da benchmark e no anti aliasing.
  • Half Life 2 Episode 2
    E' stato utilizzato il tool di benchmarking sviluppato da Hocbench; la mappa è quella Hoc Demo 1, con filtro anisotropico 16x abilitato da benchmark e no anti aliasing.
Pagina 6 - Crysis e Crysis Warhead

Crysis, in entrambe le sue declinazioni è un gioco che storicamente poco giova dalla presenza di più GPU: l'incremento prestazionale che si registra passando da una sola 4770 a due c'è ed è consistente, ma al di sotto delle aspettative. Il passaggio alla modalità Crossfire consente inoltre di andare ad agganciare prestazionalmente parlando le soluzioni sviluppate da NVIDIA per la fascia alta del mercato, come GeForce GTX 275: durante tutti e quattro gli scenari di testing, i valori registrati sono molto simili.

Pagina 7 - Enemy Territory Quake Wars, Fallout 3 e Tom's Clancy HAWX

 

L'importanza di avere driver aggiornati e soprattutto di utilizzare titoli attuali per riuscire a sfruttare al meglio le schede di ultima generazione viene riassunta con l'esecuzione di Enemy Territory Quake Wars, un titolo non più di primo pelo che poco giova della presenza di due Radeon HD 4770 in modalità Crossfire. I restanti scenari di testing ribaltano la situazione, sia Fallout sia HawX infatti mostrano di gradire la presenza di una seconda scheda video, facendo registrare valori molto vicini e in alcuni casi superiori a GeForce GTX 275. Il confronto con l'attuale scheda di fascia alta proposta da AMD, Radeon HD 4890 mostra l'assoluta superiorità della soluzione Crossfire.

Pagina 8 - World in Conflict, The Last Remnant e Half Life 2 EP2

World in Conflict, The Last Remnant e Half Life 2 confermano l'andamento già analizzato nel corso della precedente pagina: le due Radeon HD 4770 in modalità Crossfire riescono a far registrare prestazioni che sono in grado di dare battaglia alle soluzioni sviluppate nativamente per andare a ricoprire la fascia alta del mercato. L'aumento prestazionale rispetto alla modalità a singola scheda in alcuni casi sfiora il 100%, dimostrando l'estrema efficacia della soluzione.

Pagina 9 - Devil May Cry 4 e Unreal Tournament 3

Devil May Cry, in tutte le sue quattro scene di testing dimostra di apprezzare e godere della presenza di una seconda scheda video. La soluzione di due Radeon HD 4770 in modalità Crossfire riesce in ogni scenario a far registrare il più alto valore prestazionale, andando ben oltre ai valori di GeForce GTX 275 e Radeon HD 4890.

Pagina 10 - Far Cry 2

Far Cry 2, un titolo piuttosto recente ha già dimostrato in passato di essere particolarmente ottimizzato per le soluzioni dual-GPU. Anche in questo caso conferma la sua particolare predilizione: le due schede in modalità Crossfire sono in grado di far registrare un consistente guadagno prestazionale rispetto alla sola 4770 e, anche se paragonate alle soluzioni di fascia alta, non temono assolutamente il confronto.

Pagina 11 - Conclusioni

I due modelli analizzati nel corso delle precedenti pagine non si differenziano dalla proposta reference a livello prestazionale, quanto a livello strutturale. Se Radeon HD 4770 è una scheda caratterizzata da un rapporto prezzo/prestazioni altamente competitivo, in parte lo si evince osservando il layout delle due schede arrivate in redazione: dissipatore ridotto ai minimi termini e PCB piuttosto scarno. I test sono quindi stati sviluppati in modo diverso, andando a confrontare le soluzioni di Asus e Sapphire con il modello reference a livello di temperatura e rumorosità, mentre l'analisi prestazionale è stata invece incentrata sulla modalità Crossfire.

Il passaggio da un dissipatore dual-slot caratterizzato dalla presenza di due heat-pipe nei confronti di una soluzione a singolo slot, almeno nel caso di Asus non sembra aver subito gravi effetti: le temperature di esercizio rimangono pressochè invariate rispetto alla soluzione reference proposta da AMD, e la rumorosità scema sensibilmente. Discorso diverso deve invece essere affrontato per la proposta di Sapphire, caratterizzata da un dissipatore decisamente meno efficace, soprattutto durante le intense sessioni di testing a pieno carico. Anche in quest'ultimo caso, comunque, la GPU è rimasta al di sotto della soglia di guardia. Le due proposte hanno un costo pressochè identico, quantificabile in un centinaio di euro, euro più euro meno a seconda del rivenditore.

L'analisi prestazionale ha evidenziato i sensibili miglioramenti che AMD ha portato avanti con lo sviluppo dei propri driver Catalyst: incrementi prestazionali in alcuni casi vicino al 100% consentono alle due Radeon HD 4770 di avvicinare e in alcuni casi superare le proposte di fascia alta di AMD e NVIDIA. La tecnologia multi-GPU di AMD sembra quindi aver raggiunto una certa maturità, sia dal punto di vista di incremento prestazionale, sia sotto il profilo della stabilità; durante l'intera sessione di testing non è infatti mai stato riscontrato un crash. Il costo, per una soluzione di questo tipo, analizzando solamente il comparto video si aggira sui 200 euro, più o meno il costo effettivo di GeForce GTX 275: l'analisi prestazionale ha mostrato una sostanziale parità.