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Pagina 1 - Introduzione Nella naturale evoluzione delle arti visive l'uomo ha via via ricercato un metodo per creare l'illusione delle immagini tridimensionali, qualcosa che andasse oltre la prospettiva e che permettesse una percezione quanto più simile possibile alla realtà. In altre parole si ricercava un metodo di rappresentazione che permettesse di restituire il senso della profondità dato dalla visione binoculare, caratteristica propria dell'essere umano. E' proprio la visione binoculare che consente all'uomo di poter apprezzare la tridimensionalità e la profondità di ciò che stiamo osservando. La breve distanza che separa le pupille dei nostri occhi, infatti, è sufficiente per permettere al cervello di registrare due immagini con piccolissime variazioni di angolazione: queste variazioni, grazie ad un lavoro di confronto continuo operato dalla nostra materia grigia, permettono di comporre un'unica immagine che restituisce il senso di profondità.
La comprensione del meccanismo di funzionamento della visione binoculare è servita come base per lo sviluppo dei primi rudimentali sistemi per la visione stereoscopica, all'incirca attorno al 1832, ad opera di Charles Wheatstone. Il principio era il medesimo: realizzare due immagini ritraenti lo stesso soggetto da due angolazioni differenti, imitando la posizione dei nostri occhi. Tramite appositi visori, in grado di nascondere all'occhio destro l'immagine catturata per il sinistro e viceversa, si poteva apprezzare un effetto tridimensionale. La stereoscopia si è sempre mossa su questa strada, con una evoluzione piuttosto lenta. L'ambito cinematografico, dove la ricerca del realismo ha spesso rappresentato un'esigenza primaria, ha conosciuto in tempi recenti una nuova primavera di queste tecniche di visualizzazione che fecero la timida comparsa già più di un quarto di secolo fa. I primi esperimenti, in questo campo, vennero condotti con i ben noti occhialini di cartone con una lente rossa ed una lente blu, detti anaglifi. Utilizzando questi appariscenti occhiali in abbinamento ad una pellicola opportunamente girata, era possibile ottenere un rudimentale effetto stereoscopico. Uno dei primi film a proporre al pubblico questo tipo di visualizzazione, e ad ottenere un successo discreto, fu nel 1983 "Lo Squalo 3": leggenda metropolitana narra che molti spettatori uscirono dalla sala di proiezione letteralmente terrorizzati.
Insomma, metodi diversi per epoche diverse, ma accomunati da una costante: la registrazione di due immagini differenti ed un sistema che permettesse di occultare ad un occhio l'immagine registratata per l'altro occhio. Questa è l'essenza della stereoscopia. Nuove tecnologie, maggiore potenza di calcolo, più esperienza sulle spalle: ecco che NVIDIA presenta in occasione del CES 2009, la sua "ricetta" per la visione stereoscopica: un kit di occhiali elettronici e software che permetta a tutti, nelle proprie case, di fare esperienza dell'effetto stereoscopico. Con NVIDIA GeForce 3D Vision anche l'intrattenimento domestico pare destinato a mutare completamente aspetto. Pagina 2 - GeForce 3D Vision, il kit Ma, fatte queste premesse, di che si compone e come funziona il sistema GeForce 3D Vision progettato da NVIDIA? Innanzitutto è necessario chiarire subito che per l'impiego di GeForce 3D Vision è necessaria l'adozione di un monitor che sia in grado di raggiungere una frequenza di aggiornamento di 120Hz (vedremo poco oltre il motivo): i monitor LCD con tale frequenza di refresh stanno arrivando sul mercato solamente in questo periodo, ma si potrà eventualmente impiegare allo scopo anche un vecchio monitor CRT che soddisfa tale requisito. Il kit che NVIDIA propone al pubblico non comprende il monitor, ma l'azienda ha avviato un'offerta per un periodo limitato, che consente di acquistare un kit GeForce 3D Vision in abbinamento ad un monitor Samsung SyncMaster 2233rz (che abbiamo ricevuto insieme al kit per la prova). GeForce 3D Vision, inoltre, è utilizzabile con tutte le schede video NVIDIA GeForce a partire dal modello 8800GT e successive.
Elemento principale del kit GeForce 3D vision sono un paio di occhiali, dal look vagamente retrò, caratterizzati dalla presenza di due lenti a cristalli liquidi. Ciascuna lente rappresenta un otturatore elettronico: in particolari condizioni la lente può oscurarsi, impedendo la visione al corrispettivo occhio. Questo particolare comportamento è una delle caratteristiche fondamentali che consentono di disporre della visione stereoscopica. Gli occhiali 3D Vision sono inoltre stati progettati in modo tale da poter essere indossati anche sopra un paio di normali occhiali da vista senza troppi problemi.
L'asticella sinistra degli occhiali ospita la circuiteria elettronica di controllo. Nella parte inferiore dell'asticella stessa, troviamo inoltre un connettore mini-USB che permette di ricaricare la piccola batteria integrata, indispensabile per il funzionamento trattandosi di occhiali elettronici e di tipo attivo. Accanto al connettore vi è un led che segnala il corretto stato di carica.
Sempre sulla stessa asticella, ma situato sulla parte superiore, troviamo il pulsante di accensione degli occhiali ed un altro led, questa volta impiegato per la segnalazione dell'autonomia residua. In condizioni di normale funzionamento il led si illumina di verde, mentre sarà una luce rossa ad avvisarci quando la carica della batteria è prossima ad esaurirsi.
Accanto alla lente sinistra è stato collocato il sensore infrarosso per il collegamento all'emettitore, che vedremo poco oltre. Trattandosi di una tecnologia senza fili di tipo ottico, è necessario che venga mantenuta una direttrice sgombra da ostacoli tra gli occhiali e l'emettitore. Per ovviare a questo inconveniente sarebbe stata preferibile una tecnologia di trasmissione basata su onde radio, che tuttavia avrebbe comportato un maggior dispendio energetico e, di conseguenza, un'autonomia complessiva ridotta. La scelta di NVIDA, pertanto, rappresenta ad oggi il miglior compromesso possibile in grado di assicurare libertà di movimento ed estesa autonomia operativa.
Il collegamento tra gli occhiali ed il PC avviene, come accennato poco sopra, tramite un piccolo emettitore ad infrarossi. Il dispositivo dispone di un connettore mini-USB per il collegamento al sistema e di un ulteriore connettore che permette di utilizzare il sistema anche con televisori HD di tipo DLP. Il potenziometro a rotella che si vede nell'immagine permette di regolare la profondità dell'effetto stereoscopico, approfondiremo come nella prossima pagina.
Assieme a questi elementi si trovano poi una serie di accessori tra cui: cavi di collegamento USB e HDMI/DVI, un sacchettino in tessuto per contenere gli occhiali e un panno per la loro pulizia ed infine delle appendici intercambiabili in gomma, da apporre al ponte degli occhiali per poterli indossare in modo più confortevole. Non mancano, ovviamente, CD contenenti driver e filmati demo e alcuni pieghevoli con le istruzioni per l'installazione del kit. Pagina 3 - GeForce 3D Vision, il funzionamento Il principio che NVIDIA ha messo alla base del suo GeForce 3D Vision è il medesimo che abbiamo esposto nella breve trattazione sulla stereografia che abbiamo condotto in apertura: mostrare a ciascuno dei due occhi un'immagine differente, ognuna con una propria angolazione e prospettiva. Le due immagini ritrarranno una stessa scena, ripresa però da due punti di vista differenti, idealmente distanziati tra loro di circa 6 centimetri, grossomodo corrispondenti alla distanza interpupillare media. Ma come fa Geforce 3D Vision a tradurre nella realtà tutto questo? Il software di gestione entrano in gioco dopo che il motore grafico del videogioco ha determinato tutti i parametri ed informazioni relativi alla scena da calcolare: la componente software di GeForce 3D Vision usa questi dati per consentire alla scheda video di calcolare non una scena (come avviene tradizionalmente), ma due differenti, ciascuna con le caratteristiche che abbiamo esposto poco sopra. Semplificando il concetto la scheda video calcola così "frame stereoscopici" per ciascun "frame reale".
Queste immagini vengono riprodotte alternativamente ad una frequenza di refresh che deve essere almeno di 120Hz: in questo modo le immagini per ciascun occhio saranno riprodotte consecutivamente ad una frequenza di 60Hz, ovvero una frequenza di aggiornamento considerata accettabile per permettere una visione confortevole senza la comparsa di sfarfallii (flickering). Per questo motivo, come abbiamo detto nelle pagine precedenti, è necessario l'impiego di un monitor con frequenza di aggiornamento di 120Hz. Affinché l'effetto stereoscopico abbia luogo correttamente, è necessario che le immagini destinate all'occhio destro non vengano percepite dall'occhio sinistro e viceversa. Per ottenere questo risultato entrano in gioco gli occhiali a lenti LCD. Gli occhiali oscurano ciascuna lente con una frequenza di 120hertz tra di loro e con una frequenza di 60hz per ciascuna lente: quando a monitor sarà mostrata l'immagine elaborata per l'occhio destro, la lente sinistra sarà oscurata, viceversa quando vi sarà l'immagine per l'occhio sinistro, ad essere oscurata sarà la lente destra. Dati i rapidi tempi di aggiornamento, e i tempi medi di permanenza dell'immagine sulla retina, il nostro cervello avrà l'illusione di registrare una immagine completa e tridimensionale ogni sessantesimo di secondo. Il senso di profondità della visione stereoscopica è dato dal lieve sfasamento posizionale delle due scene calcolate dalla scheda video: incrementando la loro distanza reciproca, tramite il potenziometro presente sul ricevitore, sarà possibile ricreare scene che restituiscono una più marcata spazialità d'insieme. Pagina 4 - Operazioni di installazione L'installazione del sistema NVIDIA GeForce 3D Vision avviene in modo molto semplice, grazie ad una guida che illustra passo-passo le operazioni da compiere. Non v'è un vero e proprio ordine da seguire nelle operazioni di installazione, bisogna solamente avere l'accortezza che tutti i dispositivi hardware (monitor, emettitore infrarosso ed occhiali) siano connessi al sistema prima di procedere all'installazione dei driver ed alla configurazione del sistema.
La guida darà modo di regolare opportunamente, in modo automatico, alcune impostazioni che meglio adattano il sistema GeForce 3D Vison all'ambiente nel quale lo stiamo utilizzando. Altri apparecchi IR o luci al neon potrebbero inficiare il corretto funzionamento del sistema: a tal proposito il tool di installazione consentirà di scegliere frequenze di aggiornamento, per occhiali e monitor, inferiori a 120Hz, in modo tale che l'effetto di flickering sia ridotto al minimo nel caso si debba obbligatoriamente giocare con luci al neon accese. E' superfluo sottolineare che la migliore esperienza d'uso si ottiene in un ambiente buio.
Per verificare il corretto funzionamento del sistema saranno poi presentati due test. L'utente dovrà indicare le immagini che vede con ciascun occhio ed il tool stabilirà in questo modo se l'installazione e la calibrazione sono andate a buon fine. In caso contrario sarà necessario verificare di aver condotto correttamente tutte le procedure ed eventualmente procedere ad una nuova installazione. Pagina 5 - Software di gestione Il tool di installazione provvede inoltre ad inserire all'interno di NVIDIA Control Panel una nuova categoria denominata "Stereoscopic 3D", dove sarà possibile abilitare o meno l'effetto stereoscopico e regolarne alcuni parametri, oltre ad effettuare i test per la corretta visualizzazione.
La sezione Stereoscopic 3D comprende inoltre tutta la lista di titoli compatibili con il sistema GeForce 3D Vision, ciascuno dei quali accompagnato da un'indicazione sulla qualità dell'effetto stereoscopico con esso ottenibile e da alcuni consigli di impostazione per meglio fruire della visione stereoscopica. E' infatti importante sottolineare che alcuni effetti grafici (motion blur, ad esempio) potrebbero non essere correttamente gestiti e visualizzati in modalità 3D Vision.
NVIDIA offre inoltre due piccoli strumenti software per la visione di immagini e filmati ad effetto stereoscopico. Ovviamente questi tool non permettono di "trasformare" video e immagini standard in filmati stereoscopici, ma permette di visualizzare solamente contenuti prodotti appositamente per questo tipo di fruizione. Pagina 6 - Impressioni d'uso: Grid, Fallout 3, Unreal Tournament 3 Premessa importante: non potendo rappresentare con immagini o a mezzo video l'esperienza stereoscopica, dobbiamo limitarci ad esporre una serie di impressioni d'uso maturate durante l'utilizzo del sistema GeForce 3D Vision di NVIDIA. Si tratta di impressioni puramente sogettive e come tali da considerare per quello che sono: non una pagina di incontrovertibile verità ma sensazioni e pensieri sparsi scaturiti in seguito all'utilizzo del sistema. Elencheremo di seguito un breve commento relativo a ciascuno dei titoli disponibili in laboratorio che abbiamo provato in abbinamento a GeForce 3D Vision, unitamente alle impostazioni utilizzate suggerite dal pannello di controllo. Grid Iniziamo la nostra sessione di prove con un gioco di guida sportiva, Race Driver: Grid. Il sistema di gestione 3D Vision ci consiglia di disattivare Ombre ed effetti di Motion Blur; così facciamo e siamo pronti per salire a bordo dell'automobile virtuale. L'impatto è sorprendente fin dall'inizio: tutti i menu sono tridimensionali con effetto stereoscopico e resi in maniera molto convincente tanto che le voci del menù paiono fluttuare a mezz'aria. Avviamo velocemente una rapida sessione di gara e ci troviamo immersi nel mondo delle corse. Durante tutta l'esperienza di gioco l'effetto stereoscopico è ben realizzato: l'esperienza più coinvolgente si ottiene utilizzando la visuale dall'interno dell'abitacolo, dove il senso di profondità è reso con accuratezza e permette di percepire i vari elementi dell'auto (volante, parabrezza, pomello del cambio) su piani differenti. Proviamo ad aumentare il livello di profondità agendo sulla rotellina del trasmettitore IR: riusciamo a spingerci fino alla metà circa del massimo consentito, dopo di che l'immagine soffre di un fastidioso "sdoppiamento". E' consigliabile tuttavia non esagerare troppo con la profondità in quanto gli elementi "lontani" (come ad esempio un'automobile al termine di un rettilineo) possono apparire duplicati. Buona anche la visualizzazione delle informazioni aggiuntive, come i tempi sul giro, la velocità e il posizionamento, che risultano essere di facile lettura e appaiono come fossero proiettati direttamente sugli occhiali. Fallout 3 Proseguiamo la prova mettendo mano ad un titolo in soggettiva, Fallout 3. In questo caso il sistema non fornisce indicazioni sulle impostazioni, lasciando così sottointendere una corretta visualizzazione dell'effetto stereoscopico in tutte le situazioni. A differenza di Grid, i menu sono visualizzati in due dimensioni, dobbiamo quindi avviare una sessione di gioco per poter prendere contatto con la visione tridimensionale. Anche in questo caso l'impatto è piuttosto positivo, la visione stereoscopica ricrea correttamente lo scenario e permette di immedesimarsi nell'azione in maniera più approfondita. Il maggior senso di profondità viene percepito quando sullo schermo si trovano oggetti in primo piano, che grazie a 3D Vision sembrano realmente distaccarsi dallo sfondo. Gli effetti di High Dynamic Range sono ben applicati e non compromettono la fruizione del gioco. Anche in questo caso le informazioni relative al personaggio (punti ferita, indicatori di condizione) vengono rappresentate correttamente regalando l'illusione di essere mostrate su un HUD reale. Gli schizzi di sangue, che possono occorrere in alcune scene di combattimento, sembrano realmente macchiare i nostri occhiali, con un realismo fino ad oggi impensabile. Notiamo, rispetto a Grid, alcune imperfezioni: alcune scritte si rivelano essere difficili da leggere, in quanto presentano una fastidiosa sdoppiatura. Nelle scene più scure, inoltre, può capitare di non riuscire a distinguere con precisione ciò che viene mostrato a schermo. Talvolta, soprattutto nelle scene più concitate, risulta difficoltoso poter mirare al bersaglio con precisione. Unreal Tournament 3 I titoli in soggettiva sono, per loro stessa natura, quelli maggiormente indicati per l'impiego con 3D Vision. Terminata la prova con Fallout 3 passiamo quindi ad Unreal Tournament 3: in questo caso il sistema ci consiglia solamente di impostare la voce "World Detail" al valore 3. Anche in questo caso, come con Fallout 3, i menu sono resi in due dimensioni. Avviamo rapidamente una sessione di gioco: lo scenario di gioco è visualizzato correttamente e da modo di vivere una sessione di gioco molto coinvolgente. Molto convincente il senso di spazialità e profondità dato dal contrasto tra le armi in primo piano e lo sfondo. E' possibile estendere la profondità agendo sulla rotellina del trasmettitore, ottenendo così una percezione ancor più immersiva. A differenza di Fallout 3 non abbiamo riscontrato problemi nelle scene scure. Purtroppo con Unreal Tournament 3 si aggrava un inconveniente già osservato durante la prova con Fallout 3: le scritte risultano essere molto sdoppiate e questo problema si estende, in questo titolo, anche alle informazioni di gioco relative al giocatore. Questo, purtroppo, non permette di potersi concentrare sulla fase di gioco: le informazioni infatti risultano molto fastidiose e possono causare, soprattutto in sessioni prolungate, senso di nausea e disorientamento. Anche in questo caso abbiamo riscontrato la difficoltà di poter mirare al bersaglio con la giusta precisione, soprattutto nei momenti di azione più vivace. Pagina 7 - Impressioni d'uso: FarCry 2, Call of Duty 4, Prince of Persia FarCry 2 Proseguendo la rassegna degli sparatutto in prima persona, inseriamo nel nostro sistema il DVD di FarCry 2. Per questo gioco NVIDIA ci consiglia di impostare i Post Effects su "low", le ombre su "medium" e gli di disattivare gli effetti di blooming. Anche con FarCry 2 la resa stereoscopica è molto convincente. La scena è ricreata correttamente e, come già notato in precedenza, le armi riprodotte in primo piano contribuiscono ad arricchire la sensazione di profondità. A differenza degli altri titoli, tuttavia, è possibile estendere la profondità solo di poco: agendo sulla rotella del trasmettitore, infatti, si ottiene uno sdoppiamento della scena a circa un terzo del livello massimo raggiungibile. Non abbiamo notato artefatti o problemi di visualizzazione: solamente gli effetti di fumo o polvere, sebbene correttamente visualizzati, non riescono a trovare una giusta collocazione tridimensionale nell'illusione della profondità. In questo titolo non abbiamo ravvisato il problema delle scritte sdoppiate: tutte le informazioni riescono ad essere riprodotte e visualizzate correttamente e possono essere lette con facilità. Anche in questo caso, tuttavia, le scene particolarmente scure risultano di difficile comprensione. Inoltre la piccola vegetazione, come cespugli e fili d'erba, risultano piuttosto confusi anche se correttamente visualizzati. Call Of Duty 4: Modern Warfare Passiamo a Call of Duty 4: Modern Warfare, con il quale termineremo le prove dei giochi in visuale soggettiva. Le impostazioni indicate per fruire della migliore esperienza possibile suggeriscono di disattivare gli effetti di glow e di disattivare la modalità "profondità di campo". Anche con Call of Duty 4 il sistema GeForce 3D Vision consente di vivere un'esperienza di gioco molto coinvolgente. La resa tridimensionale è ad alti livelli, in modo particolare quando si utilizza la modalità di mira con armi dotate di mirini specifici. In questa situazione l'illusione della profondità è resa in maniera convincente e si ha l'illusione, come con Grid, di percepire piani di fuoco differenti. Come Unreal Tournament 3 non abbiamo problemi di comprensione nelle scene scure, che vengono rese in maniera corretta. Purtroppo si ravvisa anche in questo caso una lieve difficoltà nella lettura delle scritte in sovraimpressione. Prince of Persia Abbiamo voluto provare anche un titolo con visuale in terza persona e la scelta è ricaduta sul recente Prince of Persia, interessante anche per la grafica realizzata con la tecnica del cel shading. Per questo gioco NVIDIA non fornisce alcun particolare suggerimento per le impostazioni. Con Prince of Persia anche i menu ed il filmato introduttivo sono resi con effetto stereografico, sebbene di minore impatto rispetto a quanto riscontrato durante l'esperienza di gioco con Grid. Entrando nel vivo del gioco, tuttavia, ci accoglie uno scenario estremamente suggestivo, frutto sia della visione tridimensionale, sia della grafica in cel shading. La resa è piuttosto buona, con un interessante senso di profondità. Tuttavia anche in questo caso la possibilità di estendere la profondità dell'effetto stereografico risulta limitata, in quanto si assiste ad uno sdoppiamento dell'immagine già poco oltre il livello minimo consentito. Sebbene molto suggestivo, come detto poco sopra, l'esperienza di gioco risulta essere decisamente meno coinvolgente rispetto a titoli con visuale in soggettiva. Pagina 8 - Impressioni soggettive Vi proponiamo di seguito le impressioni di due colleghi che hanno avuto modo di provare il kit GeForce 3D Vision di NVIDIA: Samuele Tortorella - Sviluppo web, Hardware Upgrade Il risultato raggiunto da Nvidia con GeForce 3D Vision mi ha piacevolmente impressionato. Dopo aver indossato gli occhiali, la percezione dell'ambiente 3D è stata subito evidente. Il coinvolgimento nei giochi provati è sicuramente superiore. Purtroppo non tutti i titoli che ho avuto modo di provare garantiscono la stessa esperienza di gioco: alcune scene frenetiche ed alcuni effetti di luce non permettono una visualizzazione ottimale della scena, la cui percezione tridimensionale viene alterata. Sicuramente una tecnologia interessante, che promette bene in chiave futura. Gabriele Burgazzi - Redattore, Hardware Upgrade GeForce 3D Vision aggiunge sicuramente molto all'esperienza di gioco, e, lo ammetto, sono rimasto colpito sin dal primo utilizzo. Il meglio, a mio avviso, lo si ottiene durante le sessioni di gioco con gli sparatutto in prima persona, in cui, la sensazione di imbracciare direttamente l'arma, conferisce un fattore "realtà" non indifferente. Non nego di aver percepito, durante i momenti più concitati del gioco, le mie pulsazioni aumentare e perfino di sentire gocce d'acqua arrivarmi sul viso; potere della suggestione. Il grande potere immersivo di tale tecnologia deve però essere limitato in rigide sessioni di gioco, che non superino mai il quarto d'ora o i venti minuti: superata questa soglia, ci si sente come spaesati per qualche tempo con una sensazione di affaticamento della vista ad accompagnare il tutto. Pagina 9 - Analisi impatto prestazionale Abbiamo voluto condurre una sessione di benchmarking indicativa, che permetta di capire di quale entità sia l'impatto che GeForce 3D Vision ha sulle prestazioni complessive. Nelle pagine precedenti abbiamo infatti spiegato come il sistema si trova a calcolare, con l'attivazione della tecnologia stereoscopica, due scene al posto di una: sarà quindi ragionevole attendersi prestazioni ridotte della metà circa quando si utilizza il sistema GeForce 3D Vision. Per la piattaforma di test abbiamo utilizzato un sistema composto da scheda madre Gigabyte X38-DQ6 con chipset Intel X38, processore Intel Core 2 Duo E8500, 2GB di memoria DDR2 q 1066MHz e scheda video NVIDIA GeForce 8800 GTX. Ciascun gioco è stato provato, con le medesime impostazioni (irrilevanti: lo scopo di questo test è indagare l'impatto prestazionale di GeForce 3D Vision, non il livello di performance della scheda) e alla risoluzione di 1680x1050, in modalità standard e in modalità stereoscopica.
I risultati ottenuti confermano le ipotesi: vediamo infatti che in tutti casi le prestazioni calano in modo consistente, superando di poco il 50% circa. Ce lo aspettavamo, nulla di inatteso: è tuttavia bene tenere presente questo comportamento nel caso si voglia utilizzare il kit GeForce 3D Vision ma si disponga di una scheda video non più recentissima. Pagina 10 - Considerazioni Il kit GeForce 3D Vision che abbiamo ricevuto in redazione è attualmente un demo tecnologico che ha comunque permesso apprezzare fino in fondo le effettive potenzialità di questa tecnologia. GeForce 3D Vision verrà proposto al prezzo di 199 dollari e, come già anticipato nel corso dell'articolo, sarà possibile per un periodo di tempo limitato acquistare un bundle che comprende GeForce 3D Vision ed un monitor Samsung SyncMaster 2233rz, al prezzo di 598 Dollari. La disponibilità effettiva sul mercato si avrà indicativamente all'inizio del mese di Marzo, in corrispondenza della reale disponibilità sul mercato dei primi monitor LCD a 120Hz. L'esperienza d'uso di NVIDIA GeForce 3D Vision è divertente e coinvolgente e permette di incrementare enormemente il livello di immedesimazione, soprattutto in tutti i titoli dove vi è la possibilità di giocare con visuale in soggettiva. L'utilizzo del sistema in un ambiente completamente buio, che non permetta di scorgere alcun punto di riferimento presente nel mondo "reale", consente di creare una sensazione di tridimensionalità e spazialità realmente credibile e permette pertanto di innalzare l'esperienza di gioco o, più in generale, l'esperienza di intrattenimento nel caso si opti per la fruizione di un filmato o di fotografie opportunamente realizzate. La prima considerazione negativa che è necessario sottolineare per quanto concerne la fruizione del sistema 3D Vision di NVIDIA non riguarda un aspetto tecnico ma un elemento strettamente pratico: l'utilizzo prolungato degli occhialini, tipicamente in un ambiente buio, provocano un notevole affaticamento sensoriale. Sebbene dopo un primo periodo di adattamento si riesca a sostenere sessioni di gioco prolungate, già dopo circa mezz'ora di gioco si avverte la necessità di riposare lo sguardo. La comparsa di questi sintomi può variare da individuo ad individuo, a seconda della sensibilità di ciascuno. Non è tuttavia da escludere la comparsa di cefalee o avvertire un senso di nausea, soprattutto nel caso si stia giocando a titoli particolarmente concitati. Decisamente meno "impattante" e più godibile è la fruizione di materiale video, soprattutto se prodotto già con l'obiettivo della visione stereoscopica: in questo caso, infatti, il contenuto sarà già ottimizzato al meglio per poter essere utilizzato con questi sistemi di visione, ottenendo una resa molto convincente e una minore sensazione di nausea e disorientamento. Importante inoltre sottolineare un limite intrinseco del sistema GeForce 3D Vision, ovvero il drastico calo della luminosità complessiva in fase di utilizzo: l'oscuramento alternato delle due lenti, seppur ad elevata frequenza, ha l'effetto collaterale di ridurre in modo sensibile la luce percepita dall'occhio. Una considerazione essenziale: se l'esperienza videoludica viene intesa come un momento di competizione, dove il risultato conta al di sopra di ogni altra cosa, allora GeForce 3D Vision non è un sistema che fa per voi. Al contrario, se l'esperienza videoludica vuole rappresentare un momento di vero divertissement in senso più ampio possibile, allora 3D Vision può rappresentare una scelta interessante che permette di esplorare nuovi modi di trascorrere il tempo libero. Sebbene in passato siano state proposte, in maniera piuttosto sporadica, soluzioni casalinghe per la visione stereoscopica, il sistema ideato da NVIDIA rappresenta il primo vero passo per mettere alla portata di tutti un la possibilità di fruire della visione stereoscopica in maniera relativamente economica, con un sistema facile da installare e semplice da utilizzare e, soprattutto, con una buona resa complessiva. 3D Vision di NVIDIA rappresenta al contempo un punto di arrivo e un punto di partenza: è infatti il traguardo di tutte i tentativi di portare la stereoscopia nelle case della gente, ed è la base dalla quale sviluppare sistemi sempre più accurati e più confortevoli per la vista. La pagina ufficiale di NVIDIA GeForce 3D Vision contiene tutte le informazioni riguardanti la compatibilità con i titoli attualmente in commercio e l'elenco dei monitor LCD di imminente commercializzazione con frequenza di aggiornamento a 120Hz. |
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