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Pagina 1 - Introduzione questo articolo contiene oltre 54.000 caratteri; il tempo medio di lettura è stimato in 30 minuti
Sin dal mese di Novembre 2006 NVIDIA ha potuto beneficiare di un mercato delle schede video di fascia alta di fatto completamente a propria disposizione: il debutto delle prime architetture DirectX 10 top di gamma, la famiglia di schede video GeForce 8800, non ha visto infatti alcun tipo di controproposta alternativa da parte di ATI, storica concorrente di NVIDIA in questo particolare mercato. D'altro canto, non poteva essere diversamente: ATI è stata acquistata, nel corso dei mesi tra Luglio e Ottobre 2006, da AMD, come in varie occasioni abbiamo segnalato. Alla base di questa manovra commerciale la volontà di AMD di dotarsi di solide tecnologie, nonché di una gamma completa di prodotti, sia nel settore dei chipset per schede madri che in quello delle GPU. In particolare i piani futuri di AMD prevedono una progressiva integrazione tra CPU e GPU, in particolare nel segmento delle soluzioni entry level, così da massimizzare le prestazioni velocistiche riducendo dimensioni e consumo. Fusion è un nome spesso ripetuto negli ultimi mesi: indica per l'appunto questo nuovo approccio di AMD, che dovrebbe concretizzarsi con i primi prodotti nel corso del 2009. L'integrazione tra ATI e AMD, nonché un certo cronico ritardo della prima nel presentare per tempo le proprie architetture video, ha portato ad un progressivo slittamento nel debutto delle architetture meglio note con il nome in codice di R600. Parliamo della prima generazione di schede video ATI, per sistemi desktop e notebook, caratterizzate dall'utilizzo di un'architettura a shader unificati e dal supporto hardware alle API DirectX 10 di Microsoft, recentemente introdotte con il sistema operativo Windows Vista. Inizialmente previste al debutto, stando alle indiscrezioni emerse molti mesi fa, per la fine dell'anno 2006, le soluzioni R600 sono state posticipate sino a quest'oggi: in questo periodo di tempo AMD aveva annunciato la volontà di presentare queste soluzioni entro il primo trimestre 2007, salvo poi posticipare tale evento al secondo trimestre così da poter presentare una completa famiglia di soluzioni per tutti i segmenti di mercato, e non solo per quello top di gamma. Per questo motivo quest'oggi AMD presenta ben 10 nuove tipologie di architetture video, benché solo quella top di gamma sia effettivamente disponibile sul mercato. AMD ha perso un'occasione importante: giunta in ritardo rispetto ad NVIDIA con la propria nuova generazione di GPU, avrebbe dovuto rendere disponibili tutte le proprie soluzioni sul mercato sin dal momento della presentazione ufficiale. Così invece non avviene: le soluzioni di fascia media e bassa, le soluzioni indicate con i nomi di Radeon HD 2400 e Radeon HD 2600, non saranno acquistabili prima del mese di Luglio, forzando quindi sia utenti finali che partner OEM ad attendere ancora oltre un mese e mezzo prima di poter avere a disposizione queste nuove generazioni di GPU. Medesima analisi vale per le soluzioni notebook, che tuttavia hanno da sempre tempi di sviluppo più lenti rispetto a quelli delle soluzioni desktop in quanto necessitano dell'indispensabile lavoro di integrazione da parte dell'ODM, Original Design Manufacturer, cioè l'effettivo costruttore del notebook. Tutto questo gioca a favore di NVIDIA, capace in questi mesi di presentare non solo un'architettura top di gamma solida e completa come quella GeForce 8800, ma anche d'immettere in commercio soluzioni di fascia media ed entry level con le proposte GeForce 8600-8500 e GeForce 8300. Nel settore delle schede video il ruolo del marketing trova forse la propria manifestazione più evidente: se le soluzioni top di gamma incidono molto poco sui bilanci in quanto sono tipicamente schede dai margini elevati ma vendute per volumi ridotti, è con le proposte più veloci, e quindi con la più elevata manifestazione del proprio sviluppo tecnologico, che si cattura l'interesse del potenziale acquirente. Grazie agli oltre 6 mesi trascorsi dal debutto delle soluzioni GeForce 8800, NVIDIA è stata capace di guadagnare il favore di molti utenti appassionati, posizionandosi come l'attuale leader tecnologico nel segmento delle GPU DirectX 10 mancando di fatto un'alternativa da parte di ATI. Il recente lancio delle schede GeForce 8800 Ultra è stata una conferma di questo trend: NVIDIA ha presentato quel prodotto non tanto per avere un'alternativa alle soluzioni R600 prossime al debutto, quanto per confermare ulteriormente la propria attuale leadership prestazionale nel segmento delle schede video top di gamma. E' del resto questa una tecnica che è stata spesso utilizzata da entrambe le aziende: come non ricordare le schede video "Platinum Edition" di ATI, proposte top di gamma ben presto rinominate "Press Edition", in quanto si trattava di prodotti tipicamente a disposizione della stampa, o "Phantom Edition", edizioni fantasma? Non pensiamo che le schede GeForce 8800 Ultra faranno quella fine, ma di certo si tratta di prodotti che servono più a confermare una leadership tecnologica che a veicolare elevati volumi di vendita. Fatte queste doverose premesse per meglio inquadrare l'attuale situazione del mercato delle schede video, passiamo ad analizzare quali siano le caratteristiche tecniche delle nuove schede video ATI per sistemi ntoebook e desktop: ecco la serie Radeon HD 2000. Pagina 2 - ATI Radeon HD 2000: la famiglia di schede AMD presenta quest'oggi la completa famiglia di schede video Radeon HD 2000, benché sia da subito disponibile in commercio solo la scheda Radeon HD 2900 XT, attuale proposta top di gamma; per le altre soluzioni la commercializzazione nel canale retail per il 1 Luglio, con scadenza dell'embargo sulle prestazioni velocistiche il prossimo 1 Giugno. Per questo motivo troverete in queste pagine varie analisi architetturali, ma benchmark delle sole schede Radeon HD 2900 XT a confronto con le proposte concorrenti di NVIDIA attualmente disponibili in commercio. Vediamo ora quali siano le caratteristiche tecniche di queste nuove GPU:
Nelle pagine seguenti analizzeremo in dettaglio l'architettura delle GPU Radeon HD 2900 XT, delineandone le differenze rispetto a quelle delle serie HD 2400 e HD 2600; evidenziamo ora quali sono gli elementi base:
R600 è il nome in codice con il quale è sempre stata indicata dagli addetti ai lavori questa nuova architettura di GPU introdotta da ATI con le schede Radeon HD 2000; in realtà R600 è il nome in codice della GPU Radeon HD 2900, mentre per i modelli Radeon HD 2400 e Radeon HD 2600 le GPU sono indicate con le sigle RV610 e RV630, dove la sigla RV indica come abitudine per le soluzioni ATI una GPU che non sia top di gamma ma destinata ai segmenti di fascia media ed entry level del mercato. Di seguito alcune immagini di varie schede video della famiglia Radeon HD 2000, mostrate da alcuni partner AIB di ATI in occasione della presentazione stampa di questi prodotti; ricordiamo come le schede delle serie Radeon HD 2400 e Radeon HD 2600 non siano ancora al momento attuale disponibili per la commercializzazione.
Una nota sui prezzi: le schede Radeon HD 2400 verranno proposte a prezzi entro 99 dollari USA; per le soluzioni Radeon HD 2600 i prezzi varieranno da un minimo di 99 dollari sino a 199 dollari USA, a seconda delle versioni. Per la proposta top di gamma il prezzo ufficiale è pari a 399 dollari USA. In Italia AMD ha confermato un prezzo indicativo ufficiale di 399 Euro IVA compresa, con possibili ritocchi verso il basso a seconda della politica commerciale scelta dal partner AIB specifico. Assieme alla scheda AMD fornisce un bundle software sottoscritto con Valve, comprendente i giochi Half-Life 2 Episode Two, Team Fortress 2 e Portal, tutti scaricabili on line attraverso il software Steam. Pagina 3 - Mobility Radeon HD 2000: DirectX 10 anche per i notebook Una delle particolarità del lancio odierno è quella di abbinare la presentazione di nuove architetture per sistemi desktop alle controparti per sistemi notebook, da ATI storicamente indicate con la sigla Mobility Radeon. AMD presenta quest'oggi 5 nuove famiglie di chip video per sistemi portatili, la prima della quale non è tuttavia una vera e propria novità essendo già stata avvistata in vari notebook recentemente immessi sul mercato. La tabella seguente riassume nomi e caratteristiche tecniche di queste GPU mobile:
A dispetto dei 5 nomi, sono solo 4 le architetture completamente nuove che ATI ha introdotto: il modello Mobility Radeon HD 2300, infatti, è di fatto la stessa GPU adottata da ATI per le soluzioni Mobility Radeon serie X1300, X1400 e X1450. L'architettura prevede supporto alle API DirectX 9 e non a quelle DirectX 10, tecnologia produttiva a 90 nanometri, 4 pixel shader processor e 2 vertex shader processor, abbinati a un controller memoria a 128bit di ampiezza o a 64bit a seconda dell'implementazione scelta. Le restanti 4 GPU sono invece basate su architettura completamente nuova, come evidente osservando la tecnologia produttiva a 65 nanometri adottata per la loro costruzione e il supporto alle API DirectX 10. I chip della serie Mobility Radeon HD 2400 riprendono le stesse caratteristiche architetturali delle soluzioni Radeon HD 2400 per sistemi desktop, mentre per i modelli Mobility Radeon HD 2600 le specifiche sono quelle delle soluzioni Radeon HD 2600. L'utilizzo della tecnologia produttiva a 65 nanometri, unita alla versione 7.0 di Powerplay, dovrebbe permettere a queste GPU di garantire un elevato contenimento del consumo di funzionamento. AMD ha anticipato che le innovazioni introdotte in queste nuove architetture hanno portato ad un contenimento del consumo, confrontando una GPU Mobility Radeon X1600 con una Mobility Radeon HD 2600, che permetta di ottenere un incremento della durata della batteria da 16 a 32 minuti, a seconda della modalità di funzionamento. Al momento attuale AMD non ha fissato una data certa per la commercializzazione dei notebook basati sulle nuove GPU serie Mobility Radeon HD 2000: viene segnalato il mese di Luglio, fatta eccezione per i notebook basati su GPU Mobility Radeon HD 2300 che essendo basati su architettura già disponibile da tempo sul mercato dovrebbero essere acquistabili da subito. Anche in questo caso, quindi, al pari di quanto evidenziato per le soluzioni desktop la maggior parte delle nuove GPU non è disponibile da subito sul mercato, ma semplicemente annunciata per specifiche tecniche e funzionalità.
In occasione dell'evento stampa di presentazione delle schede video Radeon HD 2000 AMD ha mostrato alcuni prototipi di notebook basati su GPU Mobility Radeon HD 2600; è presumibile che in concomitanza del Computex 2007 di Taipei, evento che aprirà i battenti ad inizio Giugno, vari partner mostreranno i propri nuovi notebook basati su queste GPU. AMD ha fornito alcune indicazioni circa i prezzi dei notebook basati su queste nuove GPU; per il modello Mobility Radeon HD 2300 il costo di un notebook dovrebbe essere compreso tra i 799 e i 999 dolari USA. Passando all'intervallo tra 999 e 1.199 dollari USA AMD prevede che possano essere acquistati i notebook dotati di chip video Mobility Radeon HD 2400, mentre oltre questa cifra saranno proposti i notebook con GPU Mobility Radeon HD 2600. Si tratta ovviamente di prezzi indicativi, che non tengono conto della dotazione complessiva presente all'interno del notebook. Pagina 4 - Radeon HD 2900 XT: la scheda
Negli ultimi mesi le discussioni sulle dimensioni delle schede video ATI basate su GPU R600 si sono susseguite presso siti web e forum, alimentando le opinioni più disparate. Ora che le schede Radeon HD 2900 XT sono finalmente disponibili possiamo confermare come le schede disponibili nel mercato retail abbiano dimensioni nel complesso importanti, ma non superiori ad alcun prodotto già in commercio. La scheda Radeon HD 2900 XT ha una lunghezza di poco superiore a quella della soluzione Radeon X1950XTX, e quindi di poco inferiore a quella delle soluzioni GeForce 8800 Ultra e GeForce 8800 GTX di NVIDIA. Quasi tutta la superficie è ricoperta da un box plastico di colore rosso, dal quale sono chiaramente distinguibili sia il massiccio dissipatore di calore in rame che la ventola di raffreddamento. Quest'ultima ha una forma molto simile a quella adottata nelle schede Radeon X1950XTX, soffiando aria lungo il radiatore ed espellendola all'esterno del case. Le numerose immagini apparse on line negli scorsi mesi hanno sempre avuto per oggetto una versione OEM della scheda Radeon HD 2900 XT, sviluppata per un cliente specifico e dotata di ventola nella parte posteriore in posizione che da un lato ha portato ad un allungamento notevole della scheda, dall'altro permette di fissare anche posteriormente la scheda nel case così da evitare che si possa in qualche modo spostare durante il trasporto. Molte di queste immagini sono state associate anche ad una versione XTX di questa scheda video, caratterizzata da superiori prestazioni velocistiche: riteniamo che AMD stia lavorando assiduamente a questa soluzione, ma per il momento nessun annuncio in questa direzione è stato fatto dal produttore americano, chiaro segno di come il prodotto non sia ancora pronto per la commercializzazione. Ufficialmente, detto in altro modo, una scheda XTX non esiste. La parte posteriore della scheda è parzialmente coperta da una placca in alluminio, posta a diretto contatto con gli 8 chip memoria montati su questo lato del PCB. Questa scheda utilizza bus memoria a 512bit di ampiezza, richiedendo pertanto l'utilizzo di 16 chip memoria nel complesso: questi sono montati 8 per ogni lato. Nella parte superiore spiccano i due connettori per la tecnologia Crossfire, già visti in precedenza con le soluzioni Radeon X1950PRO e Radeon X1650XT: ATI ha abbandonato l'architettura con scheda Master e cavo di collegamento esterno, pertanto due qualsiasi schede Radeon HD 2900 XT possono essere collegate tra di loro e impostate in Crossfire per operare in parallelo. La scheda Radeon HD 2900 XT è dotata di due connettori di alimentazione: accanto al tradizionale PCI Express a 6 pin ne troviamo un secondo di nuova concezione, a 8 pin, appositamente implementato per questa nuova generazione di schede video. E' possibile alimentare correttamente la scheda Radeon HD 2900 XT con due tradizionali connettori PCI Express a 6 pin, esattamente come avviene per le soluzioni NVIDIA GeForce 8800 GTX e 8800 Ultra, ma per beneficiare delle funzionalità di overclock dinamico via driver è indispensabile utilizzare un connettore a 8 pin accanto a quello a 6 pin. resta sempre possibile overcloccare la cpu utilizzando utility terze quali powerstrip, ad esempio, utilizzando una tradizionale alimentazione con due connettori a 6 pin.
Il pannello delle connessioni prevede due porte DVI e un connettore S-Video per l'uscita TV; in dotazione con la scheda ATI fornisce un adattatore da DVI a HDMI particolare, in quanto permette di gestire anche il segnale audio sempre su connessione HDMI. Una delle caratteristiche delle architetture R600, come vedremo in seguito, è proprio quella di gestire assieme al flusso video anche quello audio via connessione HDMI. Una volta rimosso il dissipatore di calore possiamo mettere a nudo la GPU R600; la disposizione del chip è differente da quanto solito trovare sulle schede video, in quanto AMD ha scelto di ruotare la GPU di 45 gradi. La motivazione alla base di questo è data dal memory controller, con un ring bus che opera a 1024bit internamente e comunica esternamente con i chip memoria a 512bit di ampiezza. La superficie complessiva della GPU è molto elevata: all'interno troviamo circa 700 milioni di transistor, cifra allineata ai 681 milioni di transistor circa che compongono le GPU G80 adottate nelle schede NVIDIA GeForce 8800 Ultra e 8800 GTX. Pagina 5 - Shader unificati: la seconda architettura di ATI Come abbiamo già specificato nel corso dell'articolo, le GPU ATI della serie Radeon HD 2000 sono tutte basate su architettura a shader unificati. E' questa la seconda implementazione di GPU a shader unificati per ATI, che ha anche sviluppato la GPU Xenos utilizzata per le console Xbox 360 di Microsoft e dotata di pixel e vertex shaders unificati. R600, e i derivati RV630 e RV610 per i segmenti di fascia media ed entry level, sono basati sulla medesima struttura, con ovviamente le opportune semplificazioni per le GPU meno costose. Al pari di quanto abbiamo visto con le soluzioni della serie G80 di NVIDIA, all'interno delle nuove GPU ATI troviamo degli Stream Processors, in numero differente rispetto ad NVIDIA e con capacità di elaborazione che non sono direttamente paragonabili. Questo per dire che cercare di valutare la potenza elaborativa di una o dell'altra architettura semplicemente contandone il numero di stream processors è approccio decisamente errato.
Integrati nella GPU R600 troviamo 320 Stream processing units, divise in 4 blocchi da 80, 4 SIMDs, 4 texture units e 4 Render Back-end.
Sono 120 Stream processing units, 3 SIMDs, 2 texture units e 1 Render Back-end quelli che compongono le GPU RV630, adottate dalle schede ATI Radeon HD 2600.
Passando alla GPU RV610, proposta di fascia entry level utilizzata nelle GPU ATI Radeon HD 2400, troviamo 40 Stream processing units, 2 SIMDs, 1 texture unit e 1 Render Back-end; la cache tra vertex e texture e di tipo condiviso. In testa a tutte e 3 le architetture troviamo il Command Processor: esso ha il compito di scaricare il driver da chiamate al processore, sino al 30%, accedendo direttamente alla memoria ed eseguendo microcode. A seguire il Setup Engine: il suo compito è quello di preparare i dati per essere inviati agli stream processors, eseguendo 3 tipologie di processi: vertex assembly e tessellation; geometry assemply e scan conversion e interpolation.
Terminate le operazioni del Setup Engine si passa all'ultra threaded display processor, dal quale dipendono due cache dedicate rispettivamente per shader instruction e per shader constant; la presenza di queste cache permette di avere sia shader di lunghezza illimitata quanto a istruzioni, che un numero illimitato di costanti. Per ogni SIMD array sono presenti due unità aribitrer, seguite da due sequencer; le due unità SIMD permettono di avere due esecuzioni eseguite in parallelo per ogni ciclo di clock, in quanto sono di tipo pipelined. Ciascun SIMD Array, presenti in numero di 4 all'interno delle GPU R600, 3 nelle soluzioni RV630 e 2 in quelle RV610, è dotato di un predefinito numero di stream processing unit: 80 per R600, 40 per RV630 e 20 per RV610
Il SIMD (Single Instruction, Multiple Data) Array utilizza un design di tipo VLIW (Very large Instruction Word); se con le architetture ATI serie Radeon 9000 e Radeon X 1000 era possibile elaborare Vector + scalar, 2 istruzioni per clock, 3+1 o 4+1 components, passando alle GPU della famiglia Radeon HD è possibile al limite elaborare 5 istruzioni per ciclo di clock (FP MAD, Multiply - Add), con 5 components. Ogni stream processor utilizza precisione 32bit floating point: le branch execution units gestiscono il flow control e le operazioni conditional, mentre i general purpose registers immagazzinano i dati di input, i valori temporanei e i dati di output
Passando alle texture unit, troviamo 4 unità nelle GPU R600, numero che scende a 2 in RV630 e a 1 in RV610; l'architettura delle texture unit di ogni GPU è identica, cambiandone solo il numero complessivo. Per ogni texture unit troviamo 8 texture address processors all'interno, che eseguono shader instructions per verificare gli indirizzi per lockups delle texture. Metà di questi processori sono utilizzati dai vertex shaders per vertex fetches, e la restante metà è utilizzata per texture fetches. Ogni texture unit è inoltre dotata di 20 texture samplers, capaci ciascuna di gestire un valore FP32 per ciclo di clock: 4 sono utilizzate per vertex fetches e le restanti 16 per texture fetches. Ogni texture unit può eseguire filtro bilineare su 4 64bit HDR texture lockups per ciclo di clock; alternativamente può essere eseguito filtro trilineare o anisotropico su ogni tipologia di formato di texture, compreso quello a 128-bit floating point. La texture unit è dotata di due livelli di cache, L1 e L2, dedicate esclusivamente al caching delle texture; nella scheda HD 2900 la cache L1 è in quantitativo di 256Kbytes, valore che scende a 128 Kbytes nella soluzione HD 2600 ed è assente nel tutto nelle schede HD 2400.
A completare la struttura di elaborazione dei pixel troviamo i Render Back-Ends, in quantitativo di 4 per le GPU R600 e di 1 per quelle RV630 e RV610; questo implica la possibilità di processare 32 pixel per clock per le schede video HD 2900 e 8 pixel per clock per quelle HD 2600 e HD 2400. Rispetto alle soluzioni Radeon X 1000 troviamo una migliore gestione degli Z-buffer, con compressione sino a 16:1 in modalità standard e sino a 128:1 con 8x MSAA. Il numero di Multiple Render Target è stato raddoppiato rispetto alle GPU della famiglia Radeon X1000, passando da 4 a 8 con supporto MSAA. Pagina 6 - Bus memoria a 512 bit Le schede ATI Radeon HD 2900 XT sono le prime ad introdurre il bus memoria a 512bit di ampiezza su un'architettura desktop di fascia alta. Sino alla precedente generazione di schede video il bus memoria non ha mai superato i 256bit di ampiezza massima, ma con le schede GeForce 8800 prima e con le nuove Radeon HD 2900 XT nuove ampiezze di bus hanno permesso di ottenere livelli di bandwidth massimi teorici impensabili sino anche solo allo scorso anno. La seguente tabella riporta le caratteristiche tecniche dei bus memoria utilizzati sulle schede video top di gamma più recenti:
E' evidente come con una frequenza di clock complessivamente ridotta, pari a 1.650 MHz, la scheda Radeon HD 2900 XT possa vantare un valore di bandwidth di 105,6 Gbytes al secondo; la scheda GeForce 8800 Ultra, che utilizza un bus memoria a 384 bit di ampiezza, deve ricorere a memorie con frequenza di funzionamento di ben 2.160 MHz per poter giungere ad un valore di bandwidth pressoché coincidente. ATI ha segnalato in più occasioni come l'utilizzo di un bus memoria di questa ampiezza permetta da un lato di ottenere elevati livelli di bandwidth, dall'altra di ottenere tali risultati senza necessariamente dover utilizzare memoria GDDR3 o GDDR4 a frequenze estremamente elevate, notiriamente molto costose.
ATI ha scelto di continuare a dotare il memory controller del cosiddetto Ring Bus, già introdotto con le schede video della serie Radeon X1800 e seguenti: si tratta di una struttura posizionata attorno alla GPU che prevede dei cosiddetti ring stop in corrispondenza dei blocchi di 4 banchi memoria (sono montati 16 chip memoria sulla scheda Radeon HD 2900 XT), oltre ad un quinto ring stop collegato direttamente al bus PCI Express, dal quale transitano le informazioni da e verso la memoria di sistema. Rispetto a quanto implementato con le soluzioni Radeon X1000, la nuova GPU R600 utilizza un ring bus che opera internamente non più a 512bit ma a 1024bit: ATI ha quindi continuato a mantenere un rapporto di 1 a 2 tra l'ampiezza di bus verso l'esterno e quella all'interno del memory controller. Anche in questo caso il memory controller è suddiviso in blocchi da 64bit di ampiezza ciascuno: se nelle soluzioni Radeon X1000 erano in numero di 4 ora sono passati a 8. Il tipo di memory controller utilizzato è con design fully distribuited; questo implica che non esiste un punto di interconnessione centrale tra i vari canali memoria, così che questo possano essere inseriti o rimossi dal memory controller con pochi interventi sul design della scheda. Per ottenere garanzie di funzionamento stabile con memory controller a 512bit di ampiezza ATI ha operato alcune scelte architetturali: il design degli I/O pad è stato rivisto così da renderli più compatti e montati uno sorpa l'altro; la densità di I/O è stata raddoppiata così da ottenere un raddoppio dell'ampiezza di banda utilizzando, per la circuiteria di I/O, la stessa superficie adottata dalle GPU Radeon X1000. Il bus memoria a 256bit di ampiezza è stato implementato per la prima volta, nel 2002, dalle schede video ATI Radeon 9700 PRO, basate sulla ben nota architettura R300. Sono stati necessari ben 5 anni prima di poter vedere un raddoppio dell'ampiezza di banda in architetture top di gamma, 6 mesi dopo le GPU NVIDIA GeForce 8800 GTX e GeForce 8800 GTS che per prime hanno superato la limitazione dei 256bit con bus ampi rispettivamente 384bit e 320bit. Pagina 7 - UVD: Universal Video Decoder Una delle novità architetturali integrate nelle GPU ATI della famiglia Radeon HD 2000 è sicuramente la presenza dell'UVD, Universal Video Decoder, tecnologia implementata in tutte le nuove GPU ad eccezione delle soluzioni Mobility Radeon HD 2300 e Radeon HD 2900 XT. Il suo compito è quello di gestire tutti i flussi video, sia in standard che in high definition, sgravando il processore di sistema dall'esecuzione di queste operazioni e cercando di garantire la più elevata qualità d'immagine possibile. E' un approccio già visto con altri nomi in precedenza sia da parte di ATI che di NVIDIA: integrare all'interno delle GPU una parte di logica, completamente programmabile via driver, alla quale delegare le elaborazioni legate alla riproduzione dei differenti formati di video che possono essere riprodotti sul PC. L'importanza di questi componenti è diventata ancor più elevata ora che si stanno diffondendo i supporti ad alta definizione, nei formati Blu-Ray e HD-DVD, e che dal punto di vista della qualità di riproduzione di flussi video standard definition le architetture ATI e NVIDIA hanno di fatto raggiunto il massimo della qualità d'immagine ottenibile. La particolarità di UVD, rispetto a PureVideo di NVIDIA, è quella di avere a disposizione la stessa tecnologia all'interno di tutte le GPU della famiglia Mobility Radeon HD 2000 (fatta eccezione, come segnalato, per il modello Mobility Radeon HD 2300): a parità di processore e di restanti caratteristiche tecniche del sistema, l'utilizzo di una o dell'altra GPU di questa famiglia è indifferente ai fini della qualità d'immagine, nonché dell'offload del processore, durante la riproduzione di flussi video. Con le nuove architetture NVIDIA, viceversa, sussistono differenze nella gestione dei flussi video high definition passando dalle schede GeForce 7 - GeForce 8800 alle più recenti Geforce 8600-8500 e GeForce 8300.
Se l'UVD permette di sgravare il processore da tutte le fasi di elaborazione dei flussi video, lo stesso non può dirsi di Avivo, tecnologia implementata da ATI con le precedenti generazioni di GPU della serie Radeon X1000; in questo caso infatti il bitstream processing e l'entropy decode restano a carico della cpu. Approccio simile per le architetture Purevideo HD, adottate con le schede video della serie GeForce 7 e GeForce 8800: anche la frequency transformation è delegata al processore, con una sua conseguente più elevata percentuale di occupazione.
Passando alle schede video NVIDIA della serie GeForce 8600-8500 e GeForce 8300, le più recenti presentate dal produttore americano, evidenziamo come con flussi video ad alta definizione in formato H.264/AVC sia possibile ottenere con queste GPU una riproduzione video sgravando completamente la cpu dalle elaborazioni; lo stesso non accade invece con i flussi video VC1, con i quali le fasi di bitstream processing ed entropy decode restano a carico del processore. Utilizzando una GPU con UVD AMD garantisce di avere un completo offload del processore da qualsiasi tipologia di operazione legata alla pipeline video, a prescindere da quale sia il formato video utilizzato.
ATI ha fornito alcune stime del risparmio, in termini di inferiore percentuale di occupazione del processore, ottenibile utilizzando una GPU dotata di Universal Video Decoder al proprio interno. Il consumo addizionale della GPU è abbondantemente compensato da quanto risparmiato nel decoding via processore, con positivi riflessi sull'autonomia di funzionamento dei sistemi notebook. ATI ha scelto di implementare, all'interno delle GPU della famiglia Radeon HD 2000, anche un chip audio specificamente dedicato alla gestione dei flussi audio via connessione HDMI. Per spiegare questa scelta architetturale dobbiamo prima analizzare come i vari produttori di schede video implementano il segnale audio via HDMI. Una prima soluzione è quella di utilizzare l'audio codec montato sulla scheda madre, dal quale il segnale audio digitale viene prelevato e reindirizzato alla scheda video attraverso un cavo di collegamento tra chip audio e scheda video. Così facendo il segnale digitale di output transita alla scheda video, e da questa alla connessione HDMI perso le periferiche di output, ma si perde la possibilità di utilizzare il connettore di digital output presente sulla scheda madre. I requisiti imposti da Microsoft per l'ottenimento del logo Vista Premium impongono ai produttori di PC che l'audio non venga splittato. Di conseguenza è indispensabile utilizzare una scheda audio dedicata, collegata attraverso connessione S/PDIF alla scheda video che così possa trasportare il flusso audio direttamente via connessione HDMI. Per qualsiasi altra tipologia di suoni, che non sia volutamente indirizzata alla connessione HDMI, è necessario utilizzare una seconda scheda audio, ad esempio quella integrata on board dal produttore della scheda madre. Per ovviare a questo scenario, che obbliga gli OEM a montare una scheda audio dedicata su Slot PCI o PCI Express accanto a quella integrata on board, ATI ha implementato un controller audio dedicato direttamente nelle proprie GPU; questo è responsabile unicamente della gestione del flusso audio destinato alla connessione HDMI. Purtroppo al momento attuale l'implementazione adottata da ATI permette di gestire solo flussi audio a 5.1 canali su connessione HDMI. Non è stato infatti possibile implementare nuove specifiche multicanale in tempi utili, caratteristica che avrebbe rappresentato un ulteriore valore aggiunto a questa famiglia di GPU. Pagina 8 - Anti aliasing: nuove modalità Le architetture R600 introducono due nuove modalità per la gestione, con singola GPU o in Crossfire, dell'anti aliasing: parliamo del Custom Filter Anti-Aliasing o CFAA, tecnologia che permette di migliorare la correzione degli artefatti tipica dell'anti aliasing grazie all'utilizzo di un numero di sample superiore per ogni singolo pixel.
Partendo da un tradizionale filtro anti aliasing 8x di tipo multisample, nel quale i vari campioni utilizzzati per la generazione del filtro vengono presi all'interno del confine del pixel stesso e pesati tutti allo stesso modo, ATI applica una tecnica che prevede l'utilizzo di campioni che sono presenti in pixel adiacenti a quello che viene utilizzato per applicare il filtro. I pixel adiacenti vengono pesati in modo inferiore tanto quanto sono più lontani dal centro del pixel, così da evitare che il filtro conduca ad un eccessivo blurring dell'immagine. Applicando questo filtro in modalità Narrow Tent Filter si ottiene un filtraggio che ATI equipara ad una modalità 12x multisampling, con ovviamente un impatto sulle prestazioni che risulta essere inferiore rispetto all'applicazione di un filtro di questo tipo.
Allargando lo scenario del numero di sample utilizzati, passando alla modalità Wide Tent Filter, si raggiunge un livello di qualità paragonabile, sempre a detta di ATI, a quella di un filtraggio 16x multisample. Questa nuova opzione è accessibile direttamente dal menu anti aliasing integrato nel Catalyst Control Center, come chiaramente osservabile nella schermata seguente:
Una volta selezionato il filtraggio che si desidera, è possibile abilitare il Cusom Filter Anti-Aliasing nelle modalità Narrow Tent e Wide Tent; l'opzione Box è quella di default. Vediamo di seguito quale sia la resa qualitativa delle varie mobalità proposte da NVIDIA e da ATI, utilizzando quale riferimento Half-Life 2 Episode One alla risoluzione di 1280x800 pixel. Pagina 9 - Le modalità Anti Aliasing con Prey Dopo aver mostrato quali siano le differenti modalità di anti aliasing introdottte da ATI con le nuove architetture Radeon HD 2900 XT, passiamo a valutarne l'impatto sulle prestazioni velocistiche; a questo scopo abbiamo utilizzato il gioco Prey, alle risoluzioni di 1600x1200 e 2560x1600.
E' evidente come l'utilizzo di modalità di Anti Aliasing porti ad un progressivo calo dei frames al secondo con tute le schede inserite nel confronto. Per motivi di praticità nella generazione del grafico abbiamo adottato una doppia scala per le modalità anti aliasing da 8x in poi, includendo quelle CSAA per le GPU NVIDIA e quelle CFAA per quella ATI Radeon HD 2900 XT. Quest'ultima scheda fa registrare valori mediamente superiori rispetto a quelli della soluzione concorrente GeForce 8800 GTS alla risoluzione di 1600x1200; quest'ultima mostra valori interessanti sino alla modalità CSAA 16x, mentre passando a CSAA 16xQ il calo è troppo consistente per garantire sufficiente giocabilità. E' evidente come nonostante abbia la bandwidth della memoria più elevata tra tutte le schede in prova, la soluzione Radeon HD 2900 XT patisca un calo netto dei frames nel momento in cui vengono abilitate le varie modalità di anti aliasing, comportamento che non ci saremmo atteso analizzando le caratteristiche teoriche di questa scheda.
Passando alla risoluzione di 2560x1600 la scheda Radeon HD 2900 XT mostra un netto crollo delle prestazioni con le modalità superiori a quella AA4x: del resto con una risoluzione video talmente elevata già la modalità aa4x è tale da garantire un'efficace correzione degli errori di aliasing presenti negli oggetti della scena. Questo comportamento è tuttavia condiviso con tutte le schede in prova: a questa risoluzione limite è difficile riuscire a garantire livelli di frames al secondo di adeguata giocabilità in quanto la dotazione di memoria video rappresenta un evidente collo di bottiglia, come deducibile del resto confrontando i risultati delle due schede NVIDIA GeForce 8800 GTS con 640 e 320 Mbytes di memoria. Pagina 10 - Analisi filtro anisotropico Come noto NVIDIA ha introdotto un nuovo livello qualitativo per il filtro anisotropico delle proprie schede video basate su architettura G80, scelta maturata a motivo delle numerose critiche rivolte all'implementazione precedentemente adottata con le schede GeForce della serie 7. Con la precedente generazione di architetture video la qualità d'immagine del filtro anisotropico utilizzato dalle schede video ATI è sempre stata superiore a quella delle corrispondenti soluzioni NVIDIA, soprattutto lasciando le impostazioni di default da driver e non impostando la massima qualità possibile per il filtraggio anisotropico. Considerando come questo filtro, specialmente con GPU top di gamma, venga sempre lasciato abilitato alla modalità 16x così da ottenere la migliore qualità d'immagine possibile, anche ATI ha scelto di migliorare ulteriormente il proprio filtraggio impostandolo di default con il massimo livello qualitativo.
Le schermate del D3D AF Tester mostrano chiaramente come le due soluzioni concorrenti di ATI e NVIDIA riescano a generare un livello qualitativo pressoché identico tra di loro, ben lontano da quanto eravamo abituati a vedere sia con le schede Radeon X 1000 che con quelle NVIDIA serie GeForce 7000. Nella valutazione della qualità del filtro anisotropico sono essenzialmente due gli aspetti che ci interessa osservare: la variazione tra un livello di dettaglio e l'altro ed il dettaglio stesso. Il primo lo estrapoliamo osservando come viene effettuato il passaggio da una fascia colorata ad una adiacente, mentre il dettaglio può essere valutato dalla vicinanza della banda rossa al bordo. Nel corso delle nostre analisi prestazionali abbiamo sempre lasciato abilitato il filtro anisotropico 16x, forzandone l'attivazione direttamente dal pannello di controllo dei driver ATI e NVIDIA ove necessario. Pagina 11 - Configurazione di test Per valutare le prestazioni velocistiche della scheda ATI Radeon HD 2900 XT abbiamo utilizzato una scheda madre basata su chipset NVIDIA della famiglia nForce, serie nForce 680i SLI. Il processore utilizzato è un Intel Core 2 Extreme X6800 Socket 775 LGA, soluzione con architettura Dual Core con frequenza di clock di 2,93 GHz. La dotazione di memoria di sistema è pari a 2 Gbytes, con due moduli G.Skill F2-6400CL4D-2GBHK da 1 Gbyte ciascuno configurati alla frequenza di clock di 800 MHz e timings 5-5-5-15. L'hard disk utilizzato è un modello Western Digital WD1600JS, meccanica Serial ATA da 160 Gbytes di capacità, 7200 giri al minuto, mentre l'alimentatore è un modello Enermax Infiniti da 720 Watt di potenza. Piattaforma di test
Queste le schede video inserite all'interno dell'analisi:
Componente fondamentale nell'analisi di schede video di elevata potenza elaborativa è il display. La scelta è caduta su una delle soluzioni attualmente disponibili in commercio capaci di supportare nativamente la risoluzione di 2560x1600 pixel: parliamo del display Dell 3007WFP, dotato di diagonale da 30 pollici. E' infatti verosimile immaginare che l'utente che acquista schede di fascia alta utilizzi risoluzioni molto elevate, impossibili da testare con monitor di fascia inferiore.
Le risoluzioni video utilizzate nei nostri test sono state di 1280x1024, 1600x1200, 1920x1200 e 2560x1600. In nessun caso è stata utilizzata una modalità senza filtro anisotropico 16x abilitato; questa scelta è nuovamente motivata dall'elevata potenza elaborativa di queste schede video, che necessitano proprio di impostazioni qualitative spinte al massimo per poter essere sfruttate al meglio. Pagina 12 - Test sintetici
Lo sguardo a questi primi risultati non deve condurre a conclusioni affrettate, in quanto possiamo dire fin da ora che la scheda ATI Radeon HD 2900 XT non si è segnalata per uniformità di comportamento e stabile rapporto con le atre soluzioni analizzate nel corso dei nostri test. Occorre inoltre ricordare come AMD indichi nelle soluzioni NVIDIA 8800 GTS le concorrenti per la scheda Radeon HD 2900 XT, in quanto condividono la medesima fascia di prezzo. Alla luce di queste premesse, che riproporremo man mano nel commento ai benchmark, il risultato ottenuto in termini di fill rate può essere ritenuto soddisfacente, anche in ragione di una superiorità della scheda ATI Radeon HD 2900 XT nel test single-texturing. Deludente invece il dato ottenuto nel test Pixel Shader della suite 3DMark 2006, con valori inferiori anche a quelli fatti segnare dalla Radeon 1950XTX di precedente generazione. Per quanto riguarda invece il test pixel shader complex la nuova nata di casa ATI fa segnare valori superiori alle dirette concorrenti GeForce 8800 GTS, collocandosi alle spalle della GeForce 8800 GTX, superiore di circa il 10%. La situazione per ATI peggiora, indipendentemente dalla scheda utilizzata, nel test vertex shader simple, dove tutte le schede NVIDIA ottengono risultati superiori. Il test perlin noise invece vede la scheda Radeon HD 2900 XT primeggiare addirittura sulla scheda GeForce 8800 Ultra, con buona probabilità a causa della maggiore bandwidth della memoria, 106 Gbytes/sec. contro i 103,7/Gbytes/sec della top di gamma NVIDIA, unica caratteristica che può spiegare un simile risultato, che non ritroveremo più in seguito.
Shadermark, i cui risultati sono stati riprodotti per mezzo di un grafico a linee per comodità di lettura, permette di dedurre un comportamento della scheda ATI Radeon HD 2900 XT allineato con quello della NVIDIA GeForce 8800 GTS con 640 MB di memoria. Pagina 13 - Half Life - Episode One; Prey Episode 1 è l'ultima espansione di Half-Life 2 ad essere stata rilasciata da Valve attraverso il proprio sistema di distribuzione Steam; in questo test abbiamo utilizzato le risoluzioni di 1280x1024, 1600x1200 1920x1200 e 2560x1600 pixel, in abbinamento da una parte ad anti aliasing 4x e dall'altra ad HDR sempre forzando il filtro anisotropico a 16x. Il benchmark utilizzato è messo a disposizione da Hocbench, demo PC-Space.
Risultati bizzarri quelli ottenuti con Half Life 2 Episode One, riconducibili con buona probabilità a qualche probema non documentato nei driver attualmente disponibili. Se con HDR attivato i valori ottenuti dall ATI Radeon HD 2900 XT risultano di gran lunga superiori a quelli della scheda GeForce 8800 GTX, la situazione risulta completamente a sfavore della nuova scheda ATI con Anti Aliasing 4x e Filtro Anisotropico 16x, nella quale si notano risultati molto deludenti. Prey è un titolo basato sull'engine di Doom 3; per valutare le prestazioni con questo gioco abbiamo utilizzato la versione retail del gioco, con il benchmark appositamente sviluppato da hocbench utilizzando il demo hwzone; il gioco è stato patchato alla versione 1.3, ultima disponibile al momento dei test. Le risoluzioni video scelte sono state quelle di 1280x1024, 1600x1200,1920x1200 e 2560x1600 pixel, attivando anti aliasing 4x e anisotropico 16x.
Prey, impostato con Anti Aliasing 16x e Filtro Anisotropico 4x, è un titolo che vede la scheda ATI Radeon HD 2900 XT prendere un certo margine sulla diretta concorrenza, soprattutto alla risoluzione più elevata. Sostanziale allineamento con la NVIDIA GeForce 8800 GTS 640 MB per i test condotti alle altre risoluzioni. Pagina 14 - F.E.A.R.
F.E.A.R. è uno dei giochi più utilizzati per valutare le prestazioni delle schede video di ultima generazione; è un titolo particolarmente esigente quanto a potenza del sottosistema video, e permette di abilitare le soft shadows stressando ulteriormente la GPU. Il gioco è stato patchato alla versione 1.08, utilizzando le risoluzioni video di 1280x1024, 1600x1200, 1920x1200 e 2560x1600 pixel in abbinamento a anti aliasing 4x con anisotropico 16x da una parte, e a soft shadows dall'altra.
F.E.A.R., in abbinamento alle impostazioni Anti Aliasing 16x e Filtro Anisotropico 4x, permette di riscontrare una certa uniformità di risultati fra ATI Radeon HD 2900 XT e NVIDIA GeForce 8800 GTS 640 MB, almeno nei frame minimi. Superiorità della ATI Radeon HD 2900 XT invece nei valori medi alla risoluzione più elevata, anche se le distanze si annullano prendendo in considerazioni le altre risoluzioni prese in esame.
Più netta invece la superiorità della scheda ATI Radeon HD 2900 XT rispetto alla GeForce 8800 GTS 640 MB utilizzando le Soft Shadows, sia per i valori medi che per quelli minimi, con una proporzionalità mantenuta alle diverse risoluzioni. Pagina 15 - Supreme Commander - Splinter Cell Supreme Commander è un gioco RTS (Real Time Strategy) paricolarmente esigente in termini di risorse di sistema e sottosistema video, motivo per il quale l'integrazione del titolo in una suite di test di risulta sicuramente interessante. Il demo utilizzato prende il nome di ShortTest, fornito da NVIDIA, utilizzato alle risoluzioni di 1280x1024, 1600x1200 1920x1200 e 2560x1600 pixel e mandato in esecuzione con impostazioni video portate al massimo direttamente dal pannello del gioco stesso.
Supreme Commander si riconferma un titolo molto esigente in termini di risorse di sistema per garantire il massimo dettaglio alla risoluzione più elevata, alla quale nessuna scheda va oltre i 20 frame al secondo se si tralasciano le GeForce 8800 GTX e Ultra. Sovrapposizione quasi perfetta dei risultati ottenuti con le schede ATI Radeon HD 2900 XT e NVIDIA GeForce 8800 GTS 640 MB a tutte le risoluzioni. Splinter Cell - Chaos Theory, utilizzato alle risoluzioni di 1280x1024, 1600x1200 1920x1200 e 2560x1600 pixel, fornisce ulteriori indicazioni circa la bontà di una scheda video in ambito prestazionale. Il test utilizzato è Ubisoft LightHouse, con HDR abilitato e Filtro Anisotroico a 16x.
Con Splinter Cell - Chaos Theory ritroviamo il quasi perfetto allineamento dei risultati ottenuti dalla ATI Radeon HD 2900 XT e delle soluzioni NVIDIA GeForce GTS, indipendentemente dal quantitativo di memoria. Siamo di fronte ad un benchmark dove evidentemente il quantitativo di memoria non incide sulla giocabilità anche alle risoluzioni più elevate, abilitando HDR e non anti aliasing. Pagina 16 - Oblivion Oblivion è indubbiamente uno dei titoli del 2006 che mette maggiormente sotto stress il sistema; mancando una modalità di benchmarking automatizzata, abbiamo rilevato le prestazioni utilizzando l'utility Fraps. Le impostazioni utilizzate sono state quelle di 4x per l'anti aliasing e 16x per il filtro anisotropico, con risoluzione di 1920x1200 e 2560x1600 pixel. La scena misurata è di poco meno di 30 secondi di durata, all'interno del livello 8 del gioco, in uno scenario aperto con un'imponente costruzione su un lato della scena. Il gioco è stato aggiornato alla versione 1.1 in italiano; le impostazioni qualitative all'interno del gioco sono state tutte portate ai massimi valori abilitando da pannello opzioni del gioco l'impostazione qualità "altissima", tranne per l'HDR che è stato disabilitato.
Alla risoluzione di 1920x1200 la nuova scheda ATI Radeon HD 2900 XT fa registrare valori pressoché allineati a quelli della soluzione NVIDIA GeForce 8800 GTS, con un lieve margine di vantaggio in termini di frames al secondo medi. Il quadro peggiora aumentando la risoluzione a 2560x1600, con valori inferiori sia nel frame rate medio che in quello minimo.
Il grafico a linee permette di visualizzare con maggiore chiarezza quanto esposto in precedenza. La scheda ATI Radeon HD 2900 XT, indicata dalla linea rossa, è mediamente al di sotto della linea gialla che rappresenta la scheda GeForce 8800 GTS 640 MBytes, soprattutto alla risoluzione di 2560x1600 pixel. Pagina 17 - S.T.A.L.K.E.R. S.T.A.L.K.E.R. è uno dei più recenti titoli introdotti nel testing delle schede video. Mancando una modalità di benchmarking automatizzata, abbiamo rilevato le prestazioni utilizzando Fraps. Abbiamo abilitato l'utilizzo del filtro anisotropico 16x, con risoluzione di 1920x1200 e 2560x1600 pixel. La scena misurata è di circa 26 secondi di durata, nella quale abbiamo effetuato un passaggio attraverso un agglomerato di case circondato da una ricca vegetazione. Nota importante: S.T.A.L.K.E.R. non supporta le tradizionali modalità di anti aliasing pertanto l'abilitazione da driver non comporta nessun tipo di beneficio nella riproduzione delle immagini; da pannello di controllo del gioco è invece presente una opzione di anti aliasing che opera attraverso shader, che porta un marginale beneficio in termini di qualità d'immagine non comparabile con quanto è abituale attendersi con anti aliasing via driver.
Alla risoluzione di 1920x1200 pixel la scheda ATI Radeon HD 2900 XT fa segnare risultati inferiori rispetto a quelli ottenuti con la scheda NVIDIA GeForce 8800 GTS da 640 MB, situazione che peggiora alzando la risoluzione a 2560x1600 pixel.
Sempre in rosso è possibile monitorare l'andamento della scheda ATI Radeon HD 2900 XT, distanziata dalla GeForce 8800 GTS da 640 MB ma sempre migliore rispetto alla declinazione a 320 MB della soluzione NVIDIA 8800 GTS. Pagina 18 - Battlefield 2142 Anche Battlefield 2142 è uno dei più recenti titoli introdotti nel testing delle schede video. La poco intuitiva procedura automatizzata di testing consiste nell'attivazione tramite riga di comando di un benchmark, e di una configurazione della risoluzione direttamente modificando da notepad un file .cmd. Le impostazioni utilizzate sono quelle di 4x per l'anti aliasing e 16x per il filtro anisotropico, con risoluzione di 1920x1200 e 2560x1600 pixel. La scena riportata nei grafici a linee è di circa 26 secondi di durata, mentre i risultati nei grafici a barre sono riferiti all'intera sessione di benckmarking, costituita da circa 6000 frames.
Comportamento anomalo della ATI Radeon HD 2900 XT con Battlefield 2142, che vanta valori massimi e medi superiori alle GeForce 8800 GTS, ma perfettamente allineati per quanto riguarda il valore minimo. Ci saremmo aspettati infatti da quest'ultimo parametro un valore superiore. Si può però notare come tutte le schede analizzate, escluse le solite GeForce 8800 GTX e Ultra appartenenti ad una fascia superiore, risentano evidentemente di una scena particolarmente complessa, essendo il valore minimo perfettamente allineato. Il grafico dunque non rende onore alla ATI Radeon HD 2900 XT; per convenzione infatti abbiamo deciso di dare priorità ai valori minimi, cosa che in questo caso penalizza la scheda ATI, essendo i valori medi e massimi superiori a quelli delle dirette concorrenti. Allo stato dei fatti dunque si può affermare che la scheda ATI Radeon HD 2900 XT sia mediamente più adatta a farsi carico dei calcoli richiesti da Battlefield 2142.
Pur con qualche difficoltà si può notare come la linea rossa che indica la scheda ATI Radeon HD 2900 XT sia quasi sempre al di sopra di quelle che rappresentano le soluzioni NVIDIA 8800 GTS. Pagina 19 - Company of Heroes - Call of Juarez DirectX 10 Company of Heroes mette a disposizione un benchmark automatizzato molto utile per analizzare il comportamento delle schede video, anche in ragione della complessità delle scene e del notevole carico che necessita per poter essere giocato in modo fluido con il massimo dei dettagli. Abbiamo eseguito i test alle risoluzioni di 1280x1024, 1600x1200 1920x1200 e 2560x1600 pixel, per poter avere una panoramica abbastanza ampia del comportamento delle schede prese in esame.
Call of Juarez DirectX 10 benchmark è di fatto il primo test prestazionale in grado di fornire qualche risposta in termini di comportamento con API DirectX 10 delle schede di nuova generazione. Il benchmark è sicuramente migliorabile e non esente da imperfezioni, ma costituisce allo stato attuale l'unico in grado di dare qualche risposta alle mille domande che circondano le nuove API. Il test non permette di utilizzare risoluzioni superiori a 1920x1200 pixel, motivo per quale abbiamo utilizzato solo le 1280x1024, 1600x1200 e 1920x1200. Impostazioni scelte: shadowmap size 2048x2048 e shadow quality high, con anti aliasing disabilitato.
Per la prima volta inseriamo nella nostra suite di test il benchmark Call of Juarez, in grado di sfruttare le API DirectX 10 integrate in Microsoft Windows Vista e molto attese dal pubblico dei videogiocatori. Sia chiaro in ogni caso che si tratta di un singolo test, contenente artefatti che testimoniano un lavoro che non può essere ancora definito del tutto completo. Il test è stato eseguito come ultimo di tutto il lotto, motivo per il quale non è presente la scheda NVIDIA GeForce 8800 Ultra, non più a nostra disposizione al momento dell'esecuzione dei test. I test condotti con driver NVIDIA ForceWare 158.18 per Windows Vista 32 bit, ovviamente utilizzati con schede NVIDIA, hanno messo in mostra un comportamento che non ammette repliche: la scheda ATI Radeon HD 2900 XT mette decisamente alle corde le GeForce 8800 GTS, staccando anche, seppur di poco, la GeForce 8800 GTX. Ripetendo però i test con driver forniti alla stampa specializzata pochissimi giorni fa da NVIDIA, versione ForceWare 158.42 per Windows Vista 32 bit, la situazione cambia drasticamente. Le prestazioni di tutte le schede NVIDIA aumentano drasticamente, con picchi prossimi al 30%. Se ne ricava di conseguenza una classifica completamente stravolta rispetto a quanto osservato con la precedente release di driver. Ritroviamo quella linea di coerenza di risultati prestazionali che vedono la scheda ATI Radeon HD 2900 XT allienata con la NVIDIA GeForce 8800 GTS 640 MB, mentre il modello GeForce 8800 GTX stacca nettamente tutte le altre soluzioni prese in esame. Il risultato in ogni caso è da prendere con le dovute cautele per diversi motivi. Il primo è la relativa rudimentalità di molti dei particolari ripresi nel test, a testimonianza di un codice non ancora maturo. Il secondo è l'impossibilità di verificare con benchmark differenti il risultato ottenuto, che potrebbe essere per esempio molto condizionato dalla bandwidth della memoria o da alcune particolari scelte architetturali presenti nell'una e nell'altra famiglia di GPU. Pagina 20 - Consumo, temperatura, rumorosità Abbiamo misurato rumorosità, temperatura GPU e consumo delle schede analizzate, per le quali occorre però la solita premessa. Il consumo è stato misurato in tre scenari diversi: idle, con CPU sotto stress (grazie al tool Orthos) e con CPU e GPU sotto stress (aggiungendo al precedente anche l'esecuzione di Shadermark), così come per la misurazione della temperatura. Riguardo alla rumorosità, abbiamo eseguito le misurazioni alla distanza di circa 10 cm e, per minimizzare gli errori, abbiamo eseguito la misurazione scollegando temporanemente le altre ventole presenti sul sistema (CPU e chipset).
Indicazioni non incoraggianti giungono dalle misurazioni effettuate nel corso dei nostri test per la scheda ATI Radeon HD 2900 XT. Già in idle il consumo della scheda ATI supera quello delle NVIDIA GeForce 8800 GTS; la differenza diventa poi davvero enorme mettendo sotto stress la GPU attraverno Shadermark. I dati strumentali parlano infatti di ben 384 Watt contro i 297-303 Watte delle schede GeForce 8800 GTS, numeri che da soli forniscono indicazioni molto chiare. La scheda ATI Radeon HD 2900 XT supera per consumo anche le soluzioni top di gamma NVIDIA, ovvero le GeForce 8800 GTX e Ultra, ritenute fino ad oggi le soluzioni più esigenti in termini energetici.
Le temperature di esercizio della ATI Radeon HD 2900 XT sono allineate con quelle della scheda NVIDIA GeForce 8800 GTX, mentre risultano più contenute quelle delle schede GeForce 8800 GTS alle quali si dovrebbe fare riferimento. Anche in questo caso un dato decisamente non positivo per ATI, nonostante l'utilizzo di un dissipatore di generose dimensioni e di una ventola non certo silenziosa.
Si chiude con un dato negativo questa analisi della scheda ATI Radeon HD 2900 XT, avente per oggetto la rumorosità generata dalla scheda stessa. Alla distanza di 10 cm il valore rilevato dal nostro fonometro indica ben 62,3 dB che, se rapportato ai circa 50 dB delle soluzioni NVIDIA GeForce 8800 GTS, la dice lunga sull' "invadenza" acustica della ATI Radeon HD 2900 XT. Nonostante l'utilizzo di un radiatore di generose dimensioni con heat-pipe, a ventola è costretta ad aumentare il regime di rotazione anche in situazioni di carico nemmeno troppo ingente, con immediate ripercussioni sulla rumorosità. La rumorosità percepita è sicuramente destinata a diminuire installando la scheda all'interno di un case, ma è anche vero che lo stesso ragionamento si può fare per le schede concorrenti, che partono da una base sicuramente molto più incoraggiante. Pagina 21 - Conclusioni
La scheda ATI Radeon HD 2900 XT, allo stato attuale soluzione top di gamma di ATI, ha riservato qualche sopresa ma anche diverse delusioni. Sebbene AMD indichi nelle soluzioni NVIDIA GeForce 8800 GTS le vere concorrenti della ATI Radeon HD 2900 XT, vi sono motivi di perlessità anche escludendo dall'analisi i modelli top NVIDIA GeForce 8800 GTX e Ultra. Le più forti perplessità nascono dall'evelato consumo energetico, dalla rumorosità di esercizio e dalle temperature raggiunte dalla GPU sotto stress. La ATI Radeon HD 2900 XT consuma più di una GeForce 8800 Ultra, è più rumorosa sempre prendendo come riferimento il top di gamma NVIDIA e raggiunge le temperature della GeForce 8800 GTX,a fronte di prestazioni simili in diversi casi alla GeForce 8800 GTS equipaggiata con 640 MB. Dal punto di vista puramente prestazionale infatti i risultati ottenuti dalla scheda ATI Radeon HD 2900 XT possano essere considerati tutto sommato simili a quelli della NVIDIA GeForce 8800 GTS con 640 MB, anche se da una soluzione presentata a distanza di mesi dalla propria concorrente di saremmo forse a spettati qualcosa di più. Una nota positiva giunge dai test condotti con il primo benchmark in grado di sfruttare le API DirectX 10, anche se il giudizio è rimandato a quando sarà possibile disporre di un numero maggiore di applicativi di analisi. E' indubbio che le soluzioni Radeon HD 2900 XT possano vantare numerosi margini di miglioramento prestazionale grazie all'ottimizzazione da lato driver: nel periodo di test da noi condotto, infatti, ATI ha rilasciati ai recensori varie note circa la correzione di problemi prestazionali incontrati nel corso dell'esecuzione di vari test. Il giudizio, quindi, quantomeno sul piano prestazionale non può essere considerato al momento attuale del tutto definitivo. Molto elevato il valore della bandwidth della memoria, grazie all'adozione di un bus memoria di 512 bit che permette di raggiungere il valore di ben 106 Gbytes/sec, anche se in pochissimi test è emerso un vero vantaggio riconducibile a questa caratteristica. Interessanti indicazioni invece sul fronte overclock, come testimonia lo screenshot seguente:
Con la scheda giunta in redazione abbiamo raggiunto le frequenze di 850 MHz per la GPU e 2040 MHz per la memoria, a fronte di valori di default di 740 MHz e 1650 MHz rispettivamente.Un dato sicuramente interessante, anche se è bene ricordare come i margini di overclock possano cambiare drasticamente da un chip all'altro. Le note positive non finiscono qui, in quanto menzioni particolari vanno riconosciute alle tecnologie UVD, Universal Video Decoder e HDMI con supporto anche ai flussi audio: AMD ha scelto indubbiamente una soluzione originale, potendo vantare un video processing engine dalle caratteristiche ben più complete di quanto non sia quello integrato da NVIDIA nelle GPU GeForce 8800. Purtroppo questa tecnologia non è presente nelle schede Radeon HD 2900 XT, a differenza di quanto inizialmente ipotizzato: UVD è accessibile solo con GPU Radeon HD 2400 e Radeon HD 2600, anche in versione Mobility per sistemi notebook. Ultimo, e non per importanza, il prezzo: AMD indica per questa soluzione la cifra di 399,00 Euro IVA Inclusa, che alcune voci non confermate danno come cautelativo e susscettibile di ribasso; in alcune nazioni europee AMD sta lavorando con i distributori per avere prezzi ufficiali inferiori, al limite vicini a 350,00€ tasse comprese, quindi crediamo possibile che nel corso dei prossimi mesi tale livello di prezzo possa venir raggiunto anche nel nostro mercato nazionale, o quantomeno livelli inferiori ai 400,00€ attuali. Riassumento, al termine di questa lunga analisi quello che possiamo affermare è che:
Rimane comunque un po' di delusione, anche in virtù delle poche notizie riguardanti il vero modello top di gamma ATI, differenziato nella sigla da una piccola ma importante X. Nulla si sa infatti riguardo ai tempi di presentazione della scheda ATI HD 2900 XTX, che potrebbe far riguadagnare un po' della stima persa in questi mesi di dominio NVIDIA nella fascia alta da parte degli appassionati: dietro richiesta diretta di informazioni a riguardo AMD ha confermato che al momento attuale una scheda di questo tipo ufficialmente non esiste, anche se riteniamo possibile una sua presentazione nel momento in cui sarà disponibile la tecnologia produttiva a 65 nanometri anche per queste GPU, e soprattutto saranno risolti i problemi prestazionali legati all'utilizzo di memorie GDDR4 con clock di 2 GHz o superiori. Nota: alcune correzioni inserire all'interno dell'articolo in data 28 Maggio 2007, con riferimento alla mancata implementazione dell'Universal Video Decoder nelle GPU Radeon HD 2900 XT. |
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