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Guida al montaggio e alla configurazione delle memorie
Paolo Corsini - 26 Gennaio 2001
"Pagina tecnica che illustra i differenti tipi di memoria in commercio; è presente una guida passo passo all'installazione dei moduli sulla scheda madre e all'ottimizzazione dei timings del bios."
Pagina 1 - Introduzione

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Come ben noto, la memoria è uno dei componenti fondamentali nel funzionamento di un Persona Computer; nel corso degli anni la dotazione di memoria presente sui PC è via via aumentata, soprattutto per via delle richieste sempre più esigenti dei recenti sistemi operativi e software applicativi. Una regola generale dice che più memoria è montata in un sistema, maggiori risulteranno essere le sue prestazioni. Non sempre, tuttavia, vale questa relazione in quanto, con parecchi software e sistemi operativi, un quantitativo addizionale di memoria oltre un determinato livello risulta essere ininfluente ai fini delle prestazioni complessive. Ad esempio, nell'impiego generico di un sistema per produttività personale, navigazione via web e giochi 3D è difficile che una dotazione di più di 128 Mbytes di memoria di sistema, al momento attuale, possa portare a significativi incrementi delle prestazioni velocistiche. In altri casi, viceversa, come per il fotoritocco e l'elaborazione audio, una maggiore dotazione di memoria può portare a netti ed evidenti benefici prestazionali in quanto si riduce la necessità di dover accedere all'hard disk per il caricamento dei dati, con ovvie ripercussioni negative sulle prestazioni velocistiche.

Uno degli upgrade più ricorrenti ai quali i possessori di PC ricorrono è proprio quello di espandere la quantità di memoria in dotazione sul proprio PC; la guida di queste pagine vuole essere un aiuto pratico per riconoscere i differenti tipi di moduli memoria disponibili in commercio e guidare alle semplici procedure di espansione della memoria.

Pagina 2 - I differenti tipi di moduli memoria

Le schede madri possono montare differenti tipi di memoria di sistema, a seconda del chipset da esse utilizzato e, ovviamente, da quale processore possano montare

  • Moduli SIMM: è un tipo di memoria a 32 bit ed è quella di più vecchia concezione con, ovviamente, le minori prestazioni; al momento attuale nessun sistema di recente progettazione utilizza questo genere di moduli. E' possibile trovare ancora in commercio moduli del tipo a 72 pin o contatti; sulle schede madri per Pentium tali moduli sono montati in coppie di uguale capacità per via del bus a 64 bit che le caratterizza pertanto devono sempre essere installati due alla volta.
  • SDRAM PC66: è il primo tipo di memoria SDRAM originariamente introdotto in commercio con le schede madri Socket 7; pensato per la frequenza di lavoro di 66 MHz è caratterizzato dalla presenza di 168 pin o contatti e può essere installato singolarmente o comunque in numero dispari e con differenti capacità. Questi moduli sono oramai usciti del tutto di produzione.
  • SDRAM PC100: è il tipo di memoria più noto e diffuso; pensato per un impiego alla frequenza di 100 MHz (da questo la sigla PC100), in genere vede l'impiego di moduli memoria da 10 oppure 8 ns. E' supportata ufficialmente da tutti i chipset Slot 1 - Socket 370, con la particolarità del chipset Intel i820 che necessita del convertitore MTH (Memory Translator Hub). Anche questa tipologia di memoria sta progressivamente scomparendo dal mercato a favore dei moduli PC 133 e in alcuni casi i moduli PC100 risultano più cari dei PC133.
  • SDRAM PC133: evoluzione della memoria PC133, come il nome suggerisce facilmente è pensata per il supporto ufficiale alla frequenza di 133 MHz. Questo tipo di memoria utilizza chip da 7.5 oppure 7 ns (in alcuni casi anche con tempi d'accesso inferiori) ed è supportata dai chipset Via Apollo PRO 133, Via Apollo PRO 133A, Intel i815E e Intel i815EP. E' di sicuro la tipologia di memoria attualmente più venduta
    Sia per i moduli PC100 che PC133 esistono le versioni ECC (Error Correcting Code): questi moduli memoria utilizzano un bit supplementare (il nono bit) ogni 8 bit che compongono un byte di dati; con questo bit supplementare viene effettuato un controllo sull'integrità dei dati contenuti nella memoria. Questo genere di controllo permette di garantire maggiore sicurezza dei dati processati ed è, pertanto, particolarmente interessante per applicazioni critiche, quali in server e workstation. Altra variante delle PC 133 sono le ECC Registered anch'esse utilizzate su server e quindi su sistemi dove si richiede una elevata qualità dei componenti installati.
  • DDR: le memorie SDRAM sono disponibili anche in versione DDR (Double Data Rate); questa tecnologia, introdotta per la prima volta nelle memorie delle schede video, permette di raddoppiare la bandwidth della memoria a disposizione in quanto vengono utilizzati entrambi i fronti di clock (ascendente e discendente). All'atto pratico, si può dire che la memoria DDR operante alla frequenza xyz ha bandwidth doppia rispetto a quella della memoria SDRAM operante alla stessa frequenza xyz.
  • Rambus: questo nuovo standard per le memorie è stato introdotto da Intel specificamente per l'impiego con i chipset i820-i840 e, attualmente, viene utilizzato dal chipset i850 per sistemi basati su cpu Pentium IV. Esistono tre differenti varianti di questa memoria che prendono il nome di:
    - PC600: opera alla frequenza di clock di 300 MHz
    - PC700: opera alla frequenza di clock di 356 MHz
    - PC800: opera alla frequenza di clock di 400 MHz.
    Si nota chiaramente come l'indicazione del tipo di memoria non corrisponda all'effettiva frequenza di lavoro; Intel ha scelto di utilizzare le sigle PC600, PC700 e PC800 prendendo spunto dal fatto che con le memorie Rambus i dati vengono letti in entrambi i fronti di clock (similmente a quanto accade con la modalità AGP 2x), pertanto l'indicazione PC600 richiamerebbe la frequenza di lavoro (300 MHz) e il fattore di moltiplicazione 2x.
    La frequenza di lavoro effettiva dei moduli Rambus viene ottenuta in modo molto simile a quanto accade per la frequenza di clock dei processori: la frequenza di bus della motherboard (100 MHz oppure 133 MHz) viene moltiplicata utilizzando i fattori 2x, 2.5x e 3x sino ad ottenere la frequenza effettiva, secondo la tabella qui sotto riportata:
Moltiplicatore / Frequenza di bus 100 MHz 133 MHz
2x 200 MHz 266 MHz
2.5x 250 MHz 333 MHz
3x 300 MHz 400 MHz

Le frequenze ottenute devono essere in seguito moltiplicate per 2, così da ottenere l'indicazione del tipo di memoria Rambus da utilizzare

Il chipset Via Apollo PRO 133A, al pari del predecessore Via Apollo PRO 133, supporta anche le memorie HSDRAM e VC 133 DRAM (Virtual Channel); queste memorie sono evoluzioni delle memorie SDRAM, rispetto alle quali vantano delle prestazioni velocistiche leggermente superiori. Purtroppo il costo leggermente superiore a quello delle memorie SDRAM PC133 e la scarsa reperibilità hanno limitato la diffusione di queste tipologie di moduli memoria.

Si è visto come alcuni tipi di memorie siano specificati da sigle abbastanza particolari: i moduli Rambus, ad esempio, possono essere del tipo PC600, PC700 e PC800. Questa terminologia è stata introdotta per ragioni di marketing, così da portare a credere che le prestazioni di questi moduli memoria fossero nettamente superiori a quelli dei moduli PC100 e PC133. Medesima ottica ha portato alle sigle PC1600 e PC2100 per i moduli memoria DDR-SDRAM; in questo caso le sigle fanno riferimento alla bandwidth dei moduli, pari rispettivamente a 1.6 Gbytes al secondo e 2.1 Gbytes al secondo.

Pagina 3 - I moduli memoria in dettaglio

In questa sezione della guida sono stati riprodotti tutti i differenti tipi di moduli memoria attualmente commercializzati, così da poterli facilmente individuare:

simm_30pin.jpg (4640 byte)
Modulo memoria Simm 30pin

simm_72pin.jpg (5358 byte)
Modulo memoria Simm EDO da 72 pin

pc100.jpg (9099 byte)
Modulo memoria SDRAM PC100 dalla capacità di 32 Mbytes

pc133.jpg (9781 byte)
Modulo memoria SDRAM PC133, da 64 Mbytes di capacità

ecc_registered.jpg (10955 byte)
Modulo memoria SDRAM PC133 ECC Registered, dalla capacità di 256 Mbytes; i chip montato in orizzontale, nella parte inferiore del PCB, gestiscono le funzioni di correzione d'errore.

memoria_ddr.jpg (15021 byte)
Modulo memoria DDR-SDRAM PC2100, da 128 Mbytes di capacità

rimm_sm.jpg (12231 byte)
Modulo memoria Rambus, PC800, da 128 Mbytes di capacità

Pagina 4 - I vari Slot memoria presenti sulle schede madri

Una scheda madre è formata da numerosi, differenti componenti; gli Slot memoria sono in genere facilmente individuabili ma per maggiore praticità sono stati indicati nell'immagine sottostante, riproducente la scheda madre Socket 370 Abit BX-133 Raid:

abit_scheda.jpg (35166 byte)

I tre Slot memoria per moduli Dimm a 168 pin montati sulla scheda madre Abit BX-133 Raid sono facilmente indviduabili: in genere i banchi memoria sono disposti in orizzontale, parallelamente al lato più lungo della scheda madre, così da sfruttare al meglio la superficie della scheda madre ed evitare che i moduli possano andare in contatto con altri componenti.

Nella sezione precedente sono stati indicati i differenti tipi di moduli memoria disponibili; ovviamente, ad ogni modulo memoria corrisponde un differente banco memoria montato sulla scheda madre:

simm.jpg (11439 byte)
Banco memoria Simm a 72 pin, capace di accettaremoduli memoria Simm Fast Page ed EDO da 72 pin. Tale banch è in genere montato sulle schede madri per cpu Intel Pentium e su alcune delle schede madri per processori 486.

dimm.jpg (11694 byte)
Banchi memoria per moduli Dimm a 168 pin: sono i banchi memoria più diffusi tra quelli presenti in comemrcio, capaci di accettare moduli memoria SDRAM PC66, PC 100 e PC133. A seconda del chipset utilizzato è possibile utilizzare, con banchi memoria, anche moduli memoria ECC, ECC Registered e VC (Virtual Channel).

rambus.jpg (9106 byte)
Banchi memoria per moduli RIMM Rambus: in essi è possibile montare soltanto moduli memoria RIMM (Rambus); a seconda della frequenza di bus selezionata sarà possibile utilizzare uno dei tre differenti tipi di memoria Rambus a disposizione, tra PC600, PC700 e PC800.

scheda_madre_ddr.jpg (9308 byte)
Particolare della reference board Socket A AMD Corona, basata su chipset AMD-760; in particolare si notano i 4 Slot memoria per moduli DDR-SDRAM.

Pagina 5 - Le differenti sigle

Come già indicato, i moduli memoria differiscono profondamente tra di loro anche se, esteriormente, possono sembrare identici: ad esempio, esistono differenti tipi di moduli memori SDRAM (PC66, PC100 e PC133) anche se, esteriormente, il modulo mantiene la stessa forma. Le differenze principali sono altrove, individuabili principalmente nei chip memoria utilizzati: a seconda del tipo di chip, infatti, la memoria può supportare una particolare frequenza di lavoro massima e questo, ovviamente, fa si che un modulo venga indicato, nell'esempio della memoria SDRAM, come PC66, PC100 oppure PC133.

Analizzare il tempo d'accesso di un modulo memoria permette di risalire alla frequenza di lavoro massima da esso supportata; la relazione esistente tra tempo d'accesso e frequenza massima di lavoro è molto semplice in quanto la massima frequenza alla quale una memoria può operare è data dall'inverso del tempo d'accesso dei moduli che essa impiega. La tabella sottostante illustra alcune frequenze di lavoro massime teoriche per moduli memoria con determinati tempi d'accesso:

Tempo d'accesso

Frequenza massima

12ns

83 Mhz

10ns

100 Mhz

8ns

125 Mhz

7,5ns

133 Mhz

7ns

143 Mhz

6ns

167 Mhz

5ns

200 Mhz

Il tempo d'accesso indicato dai chip memoria utilizzati, pertanto, permette di identificare il tipo di modulo memoria: un modulo SDRAM dotato di chip a 10ns sarà del tipo PC100, mentre uno con chip da 7,5ns sarà del tipo PC133. I valori qui riportati indicano le massime frequenze di lavoro teoriche dei chip memoria; questo implica che sia possibile utilizzare ad una frequenza superiore rispetto a quella massima teorica i moduli memoria. Ovviamente, i margini di tolleranza a frequenze fuori specifica non possono essere indicati a priori e sono funzione sia del modulo utilzizato, sia della scheda madre impiegata.
Le immagini qui di seguito riportate mostrano alcuni chip memoria con i rispettivi tempi d'accesso:

chip_1.jpg (5612 byte) Chip Samsung, tempo d'accesso 7,5ns; usato su un modulo memoria SDRAM PC133 ECC Registered prodotto da Apacer.
chip_2.jpg (7069 byte) Chip memoria Plus, tempo d'accesso di 7 ns; montato su un modulo memoria SDRAM no brand PC133, da 128 Mbytes di capacità.
chip_3.jpg (5977 byte) Modulo memoria Siemens, tempo d'accesso 8ns; usato su un modulo Siemens PC100, con tolleranza sino a 125 Mhz di clock (e, operando sui timings d'accesso, sino a 133 Mhz).
chip_4.jpg (6224 byte) Modulo memoria M-tec, tempo d'accesso di 6ns; usato su un modulo memoria SDRAM no brand PC133, da 256 Mbytes di capacità.
chip_5.jpg (5815 byte) Chip memoria Micron (MT), tempo d'accesso di 7,5ns; usato su un modulo memoria Corsair PC133.
Pagina 6 - I timings dei moduli memoria

Non è solo la frequenza di lavoro, e di conseguenza il tempo d'accesso, a determinare le prestazioni velocistiche di un modulo memoria; esistono alcuni parametri di funzionamento, tipicamente raccolti sotto il nome di timings, che influenzano le prestazioni velocistiche in modo marcato. Come si vedrà in seguito in una sezione successiva, è generalmente possibile intervenire manualmente a variare i timings di accesso, così da ottenere prestazioni velocistiche superiori. Tra i vari timings sono tre le sigle che più di frequente vengono ricordate:

  • CAS (Column Address Strobe) Latency: indica il numero di cicli di clock richiesti dalla memoria SDRAM per processare una richiesta. A valori inferiori della latenza corrispondono prestazioni velocistiche superiori. Ovviamente, una latenza pari a 3 implica prestazioni velocistiche differenti se la memoria opera alla frequenza di 100 Mhz oppure a quella di 133 Mhz.
  • RAS to CAS Delay: questo valore indica quanti cicli di clock sono richiesti dalla memoria per accedere ai dati contenuti nelle righe (row) della memoria. I dati contenuti nei moduli memoria vengono disposti e letti in righe e colonne, partndo sempre prima dalle righe e in seguito passando alle colonne
  • RAS Precharge Time: questo valore indica quanti cicli di clock sono necessari per precaricare i condensatori della memoria; questa operazione si rende indispensabile affinché i dati contenuti nei moduli memoria possano essere letti oppure scritti. Ovviamente, anche in questo caso a valori inferiori corrispondono prestazioni superiori.

La possibilità di selezionare valori inferiori per questi parametri ha, ovviamente, molto a che vedere con il tipo di modulo memoria utilizzato, nonché con la combinazione scheda madre e frequenza di bus scelta.

cas_1.jpg (6014 byte) Modulo memoria Apacer SDRAM ECC Registered: si noti l'indicazione della CAS Latency pari a 3
Modulo memoria Corsair PC133: sull'etichetta sono riportati i timings della memoria, pari a 3-3-3 cas_2.jpg (5344 byte)

Per maggiori approfondimenti sui timings della memoria e su come questi influenzino le prestazioni velocistiche si rimanda ai seguenti link:

http://www.pcguide.com/art/sdramTiming-c.html

http://www.pcguide.com/ref/ram/techSDRAM-c.html

http://www.pcguide.com/art/sdram.htm

Pagina 7 - Moduli differenti sulla stessa scheda madre

E' possibile montare moduli memoria dello stesso tipo ma di produttori differenti, nonchè di capacità non uguale, sulla stessa scheda madre? Si, senza alcun genere di problema, anche se è indispensabile fare alcune precisazioni.

  • Innanzitutto, le schede madri hanno, a seconda della loro progettazione e del chipset utilizzato, alcuni limiti in merito alla capacità massima dei moduli memoria che con esse possono venir utilizzati. Alcune schede madri, ad esempio, non funzionano con moduli memoria da 512 Mbytes; altre ancora, invece, mostrano malfunzionamenti con moduli memoria da 256 Mbytes (anche se, in questo caso, si tratta di schede madri non recenti). Per verificare tali limiti è opportuno consultare il manuale fornito in dotazione con la scheda madre, in genere molto ricco di informazioni circa l'incompatibilità con i moduli memoria.
  • Tutti i chipset hanno limiti massimi sul quantitativo complessivo di memoria che può essere montato: ad esempio, il chipset Intel 440BX non permette di montare più di 1 Gbyte di memoria; i chipset Via Apollo PRO 133A, KX133, KT133 e KT133A si fermano ad un massimo di 1.5 Gbytes. Anche per queste informazioni è di supporto il manuale della scheda madre.
  • Alcuni chipset hanno limitazioni anche circa il tipo di moduli memoria che possono essere montati: ad esempio, il chipset Intel i810 non permette l'impiego di più di 2 moduli memoria doppia faccia, cioè con chip su entrambi i lati del PCB del modulo, per un totale di 4 rows. Con il termine row si indica un lato del chip dotato di chip memoria; se il chipset supporta un massimo di 4 rows utilizzate contemporaneamente sarà possibile montare moduli memoria tali che la loro somma complessiva sia pari proprio a 4 rows, come ad esempio nel caso in cui si utilizzano 2 moduli a doppia faccia, oppure 1 modulo a doppia faccia e 1 a singola faccia.
single_face_front.jpg (8002 byte)
single_face_back.jpg (6829 byte)
Nell'immagie qui a lato sono riprodotti i due lati di un modulo memoria PC133, da 128 Mbytes, a singola faccia: come si nota gli 8 chip memoria sono stati posti solo su un lato del PCB del modulo, mentre nell'altro lato manca qualsiasi componente

Ancora una volta il manuale della scheda madre è uno strumento estremamente utile per verificare esattamente i limiti di utilizzo di moduli memoria a doppia faccia con la propria scheda madre.

banchi_full.jpg (12793 byte)

In linea di massima, pertanto, è possibile montare sulla propria scheda madre moduli di produttore e dimensioni differenti senza alcun genere di problema, salvo verificare eventuali incompatibilità di funzionamento specificate sul manuale della scheda madre. Nell'immagine qui sopra riportata si nota una scheda madre Socket 370 con tre Slot memoria Dimm, tutti e tre occupati da moduli memoria SDRAM di taglio e produttore differenti.

E' infine bene ricordare come sia solo utilizzando moduli memoria SDRAM che sia possibile utilizzare moduli di dimensione e sigle difefrenti: i moduli Simm, ad esempio, devono sempre essere montati in coppia e ogni modulo che forma una coppia deve avere la medesima capacità dell'altro. Un'ultima precisazione va fatta in merito alle schede madri Socket 7 dotate di Slot Dimm: alcuni di quetsi modelli supportano soltanto moduli memoria Dimm operanti a 5V, non a 3.3V come la restante aprte di moduli Dimm attualmente in comemrcio: per questo motivo, in caso di upgrade, è opportuno verificare sul manuale della propria scheda madre la piena compatibilità con i moduli Dimm da 3.3V.

Pagina 8 - Come montare un modulo memoria

L'installazione di un modulo memoria sulla scheda madre è operazione estremamente semplice, che chiunque può effettuare con un minimo di attenzione. Una volta individuato quale tipo di memoria sia utilizzata sulla propria scheda madre, si prosegue secondo i seguenti punti:

  1. si spegne il sistema e per precauzione ne si scollega il cavo di alimentazione;
  2. si apre il case; in genere è sufficiente rimuovere la copertura laterale; se il case è dotato di pannelli separati per ognuno dei due lati è in genere sufficiente rimuovere il pannello di sinistra, guardando il case frontalmente;
  3. se la propria scheda madre è in formato ATX è conveniente staccare il connettore di alimentazione ATX dalla scheda madre;
  4. si cerca, sulla scheda madre, dove siano gli Slot memoria e si verifica che ve ne siano di liberi: in genere essi sono in numero di 3 oppure 4, anche se in alcuni casi, soprattutto con sistemi prodotti da OEM, possono essere presenti solo 2 Slot memoria;
  5. se si utilizzano moduli memoria SDRAM, DDR-SDRAM e Rambus non è possibile sbagliare il verso d'inserimento dei moduli sugli Slot: i moduli, infatti, sono asimmetrici, con un solco nella parte dei contatti che dev'essere allineato con il corrispondente solco presente sullo Slot memoria. Questo impedisce, all'atto pratico, che il modulo possa essere in qualche modo montato al contrario.
montare_1.jpg (12626 byte) Slot memoria per moduli Dimm, montati su una scheda madre Socket 370: le clip plastiche di serraggio dei moduli, di colore bianco, sono state spostate di lato, così da permettere l'inserimento dei moduli.
montare_2.jpg (15297 byte) Si inserisce il modulo memoria SDRAM partendo dal lato di sinistra, quello dove sono presenti le due guide d'inserimento
montare_3.jpg (16927 byte) Una volta allineati all'interno del modulo entrambi i lati si fa pressione sulla parte sinistra, così da serrare la clip plastica di colore bianco
montare_4.jpg (6819 byte) Si verifica che le clip laterali di serraggio del modulo memoria siano ben fissate, così da evitare che il modulo possa fuoriuscire dallo Slot oppure che esso faccia male contatto, impedendo l'avvio del sistema;
  1. ricollegare il connettore di alimentazione ATX alla scheda madre;
  2. non chiudere il Case: qualora dovesse presentarsi qualche problema (modulo montato male, falso contatto o altro) è possibile, spegnendo il PC, intervenire direttamente sulla scheda madre;
  3. collegare l'alimentazione del PC;
  4. avviire il PC
  5. al boot la scheda madre dovrebbe riconoscere correttamente la nuova memoria installata, riportandone la dimensione. Qualora il sistema non parta, emettendo o meno dei beep di avvertimento, vuol dire che la procedura di aggiornamento non è andata a buon fine; questo, tipicamente, vuol dire che il modulo memoria è stato montato male oppure è difettoso. Verificare che il modulo sia stato montato correttamente e, qualora questo sia da escludere, provare il modulo su un altro Slot memoria. Eventualmente, provare il modulo nuovo da solo sulla scheda madre, rimuovendo altri moduli memoria eventualmente già presenti. Se sulla scheda madre sono stati impostati timings memoria troppo spinti per il nuovo modulo memoria può essere necessario ripristinare le impostazioni di default del bios, alle quali corrispondono timings di funzionamento della memoria non spinti. Per l'impostazione dei timings memoria corretti si faccia riferimento all'ultima sezione di questa guida.
    Come ultima soluzione è possibile provare il modulo memoria su un altro computer così da avere conferma che si tratta di un modulo difettoso.
  6. Se al boot il modulo viene riconosciuto correttamente, procedere con il caricamento del sistema operativo. Se non si presentano errori e malfunzionamenti la procedura di upgrade della memoria è andata a buon fine.

Come si vede, il montaggio di un modulo memoria è operazione relativamente semplice e alla portata di tutti; l'unico vero inconveniente nel quale ci si può imbattere è quello di usare un modulo memoria difettoso, con il quale il sistema o non inizia la fase di boot oppure esibisce un comportamento erratico durante l'uso. E' bene ricordare, infine, che non è necessario effettuare alcuna modifica al sistema operativo quando si cambia memoria oppure ne si espande la dotazione, tantomeno reinstallarlo da zero.

Pagina 9 - I parametri di funzionamento del bios

I moduli memoria operano ad una frequenza che è pari a quella di bus oppure funzione di quest'ultima; da bios è possibile intervenire manualmente a variare alcuni dei parametri di funzionamento dei moduli memoria, i cosiddetti timings, così da ottenere prestazioni velocistiche superiori oppure ricercare una superiore stabilità operativa. Intervenire sui parametri di funzionamento del bios è operazione molto semplice anche se è necessario prestare un po' di attenzione.

Nei bios sono in genere presenti differenti menu ma i tre più importanti sono quelli Standard CMOS Features, Advanced BIOS Features e Advanced Chipset Features; il primo permette di configurare i parametri base di funzionamento della scheda madre, come l'ora di sistema, la presenza di periferiche EIDE e i tipi di messaggi di errore che vengono visualizzati al boot. Il secondo menù è decisamente più complesso, in quanto riporta tutti i parametri di funzionamento avanzati del sistema: tra le varie voci presenti sono da segnalare l'ordine di boot tra le varie periferiche collegate, la cacheabilità o meno dei bios della scheda madre e della scheda video più altre opzioni.

Il terzo menù contiene tutte le voci che permettono di variare i timings di funzionamento della memoria di sistema e del chipset; l'immagine sottostante riporta la schermata del menu Advanced Chipset Features di una scheda madre basata su chipset Via Apollo PRO 133A:

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Le prime tre voci, DRAM Timing, permettono di selezionare i timings di accesso alla memoria per ognuno dei tre Slot memoria montati sulla scheda in questione: ad ognuna delle voci disponibili corrispondono timings più o meno spinti, pertanto prestazioni più elevate o maggiore stabilità operativa. La voce Dram Clock, invece, permette di selezionare la frequenza di funzionamento della memoria; come già segnalato in precedenza, infatti, il chipset Via Apollo PRO 133A è uno di quelli che permette di selezionare la frequenza di lavoro della memoria di sistema come pari a quella di bus, oppure maggiore di 33 Mhz oppure ancora inferiore di 33 Mhz (nell'imamgine riprodotta, ad esempio, essa è pari alla frequenza di bus, in quanto è stata selezionata l'opzione Host CLK). Scorrendo le varie voci del bios ci si accorge di come sia possibile selezionare differenti parametri di funzionamento; a seconda del tipo di modulo memoria che si utilizza è necessario ricercare la migliore combinazione tra stabilità operativa e prestazioni velocistiche.

bios_2.jpg (16628 byte)

Lo screenshot qui sopra riportato è preso dal menu Chip Configuration della scheda madre Asus P3V4X: le prime voci in alto permettono di selezionare i timings della memoria (CAS Latency, RAS Precharge Time e RAS to CAS Delay). La prima voce a disposizione, SDRAM Configuration, permette di abilitare la selezione manuale dei timings della memoria oppure di lasciare che sia il bios a selezionare i timings memoria più adatti in baseo ai moduli montati: queste informazioni vengono ricavate dai dati contenuti nel chip SPD montato sul modulo memoria.

La regola generale da seguire nel momento in cui si vogliono variare i timings di funzionamento della memoria è quella di impostare sempre valori conservativi, quindi tali da massimizzare la stabilità oeprativa, e in seguito sperimentare con settaggi via via più spinti così da trovare l'ideale combinazione tra stabilità e prestazioni, specifica per il proprio modulo memoria. I bios delle schede madri differiscono tra di loro a seconda del chipset utilizzato e del produttore della scheda madre; in linea generale, comunque, le voci sulle quali si può intervenire rimangono sempre le stesse: la cosa migliore da fare, per ottimizzare i timings memoria del proprio bios, è quella di fare alcuni esperimenti e testare le diverse opzioni disponibili.

Qualora, impostando timings di funzionamento troppo spinti per la propria memoria, il sistema non dovesse più riavviarsi è sufficiente intervenire sulla scheda madre ripristinando le impostazioni di default del bios: sulla scheda madre, infatti, è presente un jumper che, se cambiato di posizione per una decina di secondi e poi ripristinato allo stato originale, permette di ricaricare nel bios tutti i settaggi di default, con i quali riavviare il sistema e ripristinare quindi da bios le varie impostazioni. Nel manuale della scheda madre è sempre documentata tale funzione, con il nome di Bios recovery o Clear CMOS.