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Pagina 1 - Introduzione
Come ben noto, la memoria è uno dei componenti fondamentali nel funzionamento di un Persona Computer; nel corso degli anni la dotazione di memoria presente sui PC è via via aumentata, soprattutto per via delle richieste sempre più esigenti dei recenti sistemi operativi e software applicativi. Una regola generale dice che più memoria è montata in un sistema, maggiori risulteranno essere le sue prestazioni. Non sempre, tuttavia, vale questa relazione in quanto, con parecchi software e sistemi operativi, un quantitativo addizionale di memoria oltre un determinato livello risulta essere ininfluente ai fini delle prestazioni complessive. Ad esempio, nell'impiego generico di un sistema per produttività personale, navigazione via web e giochi 3D è difficile che una dotazione di più di 128 Mbytes di memoria di sistema, al momento attuale, possa portare a significativi incrementi delle prestazioni velocistiche. In altri casi, viceversa, come per il fotoritocco e l'elaborazione audio, una maggiore dotazione di memoria può portare a netti ed evidenti benefici prestazionali in quanto si riduce la necessità di dover accedere all'hard disk per il caricamento dei dati, con ovvie ripercussioni negative sulle prestazioni velocistiche. Uno degli upgrade più ricorrenti ai quali i possessori di PC ricorrono è proprio quello di espandere la quantità di memoria in dotazione sul proprio PC; la guida di queste pagine vuole essere un aiuto pratico per riconoscere i differenti tipi di moduli memoria disponibili in commercio e guidare alle semplici procedure di espansione della memoria. Pagina 2 - I differenti tipi di moduli memoria Le schede madri possono montare differenti tipi di memoria di sistema, a seconda del chipset da esse utilizzato e, ovviamente, da quale processore possano montare
Il chipset Via Apollo PRO 133A, al pari del predecessore Via Apollo PRO 133, supporta anche le memorie HSDRAM e VC 133 DRAM (Virtual Channel); queste memorie sono evoluzioni delle memorie SDRAM, rispetto alle quali vantano delle prestazioni velocistiche leggermente superiori. Purtroppo il costo leggermente superiore a quello delle memorie SDRAM PC133 e la scarsa reperibilità hanno limitato la diffusione di queste tipologie di moduli memoria. Si è visto come alcuni tipi di memorie siano specificati da sigle abbastanza particolari: i moduli Rambus, ad esempio, possono essere del tipo PC600, PC700 e PC800. Questa terminologia è stata introdotta per ragioni di marketing, così da portare a credere che le prestazioni di questi moduli memoria fossero nettamente superiori a quelli dei moduli PC100 e PC133. Medesima ottica ha portato alle sigle PC1600 e PC2100 per i moduli memoria DDR-SDRAM; in questo caso le sigle fanno riferimento alla bandwidth dei moduli, pari rispettivamente a 1.6 Gbytes al secondo e 2.1 Gbytes al secondo. Pagina 3 - I moduli memoria in dettaglio In questa sezione della guida sono stati riprodotti tutti i differenti tipi di moduli memoria attualmente commercializzati, così da poterli facilmente individuare:
Pagina 4 - I vari Slot memoria presenti sulle schede madri Una scheda madre è formata da numerosi, differenti componenti; gli Slot memoria sono in genere facilmente individuabili ma per maggiore praticità sono stati indicati nell'immagine sottostante, riproducente la scheda madre Socket 370 Abit BX-133 Raid:
I tre Slot memoria per moduli Dimm a 168 pin montati sulla scheda madre Abit BX-133 Raid sono facilmente indviduabili: in genere i banchi memoria sono disposti in orizzontale, parallelamente al lato più lungo della scheda madre, così da sfruttare al meglio la superficie della scheda madre ed evitare che i moduli possano andare in contatto con altri componenti. Nella sezione precedente sono stati indicati i differenti tipi di moduli memoria disponibili; ovviamente, ad ogni modulo memoria corrisponde un differente banco memoria montato sulla scheda madre:
Pagina 5 - Le differenti sigle Come già indicato, i moduli memoria differiscono profondamente tra di loro anche se, esteriormente, possono sembrare identici: ad esempio, esistono differenti tipi di moduli memori SDRAM (PC66, PC100 e PC133) anche se, esteriormente, il modulo mantiene la stessa forma. Le differenze principali sono altrove, individuabili principalmente nei chip memoria utilizzati: a seconda del tipo di chip, infatti, la memoria può supportare una particolare frequenza di lavoro massima e questo, ovviamente, fa si che un modulo venga indicato, nell'esempio della memoria SDRAM, come PC66, PC100 oppure PC133. Analizzare il tempo d'accesso di un modulo memoria permette di risalire alla frequenza di lavoro massima da esso supportata; la relazione esistente tra tempo d'accesso e frequenza massima di lavoro è molto semplice in quanto la massima frequenza alla quale una memoria può operare è data dall'inverso del tempo d'accesso dei moduli che essa impiega. La tabella sottostante illustra alcune frequenze di lavoro massime teoriche per moduli memoria con determinati tempi d'accesso:
Il tempo d'accesso indicato dai chip memoria utilizzati,
pertanto, permette di identificare il tipo di modulo memoria: un modulo SDRAM dotato di
chip a 10ns sarà del tipo PC100, mentre uno con chip da 7,5ns sarà del tipo PC133. I
valori qui riportati indicano le massime frequenze di lavoro teoriche dei chip memoria;
questo implica che sia possibile utilizzare ad una frequenza superiore rispetto a quella
massima teorica i moduli memoria. Ovviamente, i margini di tolleranza a frequenze fuori
specifica non possono essere indicati a priori e sono funzione sia del modulo utilzizato,
sia della scheda madre impiegata.
Pagina 6 - I timings dei moduli memoria Non è solo la frequenza di lavoro, e di conseguenza il tempo d'accesso, a determinare le prestazioni velocistiche di un modulo memoria; esistono alcuni parametri di funzionamento, tipicamente raccolti sotto il nome di timings, che influenzano le prestazioni velocistiche in modo marcato. Come si vedrà in seguito in una sezione successiva, è generalmente possibile intervenire manualmente a variare i timings di accesso, così da ottenere prestazioni velocistiche superiori. Tra i vari timings sono tre le sigle che più di frequente vengono ricordate:
La possibilità di selezionare valori inferiori per questi parametri ha, ovviamente, molto a che vedere con il tipo di modulo memoria utilizzato, nonché con la combinazione scheda madre e frequenza di bus scelta.
Per maggiori approfondimenti sui timings della memoria e su come questi influenzino le prestazioni velocistiche si rimanda ai seguenti link: http://www.pcguide.com/art/sdramTiming-c.html http://www.pcguide.com/ref/ram/techSDRAM-c.html http://www.pcguide.com/art/sdram.htm Pagina 7 - Moduli differenti sulla stessa scheda madre E' possibile montare moduli memoria dello stesso tipo ma di produttori differenti, nonchè di capacità non uguale, sulla stessa scheda madre? Si, senza alcun genere di problema, anche se è indispensabile fare alcune precisazioni.
In linea di massima, pertanto, è possibile montare sulla propria scheda madre moduli di produttore e dimensioni differenti senza alcun genere di problema, salvo verificare eventuali incompatibilità di funzionamento specificate sul manuale della scheda madre. Nell'immagine qui sopra riportata si nota una scheda madre Socket 370 con tre Slot memoria Dimm, tutti e tre occupati da moduli memoria SDRAM di taglio e produttore differenti. E' infine bene ricordare come sia solo utilizzando moduli memoria SDRAM che sia possibile utilizzare moduli di dimensione e sigle difefrenti: i moduli Simm, ad esempio, devono sempre essere montati in coppia e ogni modulo che forma una coppia deve avere la medesima capacità dell'altro. Un'ultima precisazione va fatta in merito alle schede madri Socket 7 dotate di Slot Dimm: alcuni di quetsi modelli supportano soltanto moduli memoria Dimm operanti a 5V, non a 3.3V come la restante aprte di moduli Dimm attualmente in comemrcio: per questo motivo, in caso di upgrade, è opportuno verificare sul manuale della propria scheda madre la piena compatibilità con i moduli Dimm da 3.3V. Pagina 8 - Come montare un modulo memoria L'installazione di un modulo memoria sulla scheda madre è operazione estremamente semplice, che chiunque può effettuare con un minimo di attenzione. Una volta individuato quale tipo di memoria sia utilizzata sulla propria scheda madre, si prosegue secondo i seguenti punti:
Come si vede, il montaggio di un modulo memoria è operazione relativamente semplice e alla portata di tutti; l'unico vero inconveniente nel quale ci si può imbattere è quello di usare un modulo memoria difettoso, con il quale il sistema o non inizia la fase di boot oppure esibisce un comportamento erratico durante l'uso. E' bene ricordare, infine, che non è necessario effettuare alcuna modifica al sistema operativo quando si cambia memoria oppure ne si espande la dotazione, tantomeno reinstallarlo da zero. Pagina 9 - I parametri di funzionamento del bios I moduli memoria operano ad una frequenza che è pari a quella di bus oppure funzione di quest'ultima; da bios è possibile intervenire manualmente a variare alcuni dei parametri di funzionamento dei moduli memoria, i cosiddetti timings, così da ottenere prestazioni velocistiche superiori oppure ricercare una superiore stabilità operativa. Intervenire sui parametri di funzionamento del bios è operazione molto semplice anche se è necessario prestare un po' di attenzione. Nei bios sono in genere presenti differenti menu ma i tre più importanti sono quelli Standard CMOS Features, Advanced BIOS Features e Advanced Chipset Features; il primo permette di configurare i parametri base di funzionamento della scheda madre, come l'ora di sistema, la presenza di periferiche EIDE e i tipi di messaggi di errore che vengono visualizzati al boot. Il secondo menù è decisamente più complesso, in quanto riporta tutti i parametri di funzionamento avanzati del sistema: tra le varie voci presenti sono da segnalare l'ordine di boot tra le varie periferiche collegate, la cacheabilità o meno dei bios della scheda madre e della scheda video più altre opzioni. Il terzo menù contiene tutte le voci che permettono di variare i timings di funzionamento della memoria di sistema e del chipset; l'immagine sottostante riporta la schermata del menu Advanced Chipset Features di una scheda madre basata su chipset Via Apollo PRO 133A:
Le prime tre voci, DRAM Timing, permettono di selezionare i timings di accesso alla memoria per ognuno dei tre Slot memoria montati sulla scheda in questione: ad ognuna delle voci disponibili corrispondono timings più o meno spinti, pertanto prestazioni più elevate o maggiore stabilità operativa. La voce Dram Clock, invece, permette di selezionare la frequenza di funzionamento della memoria; come già segnalato in precedenza, infatti, il chipset Via Apollo PRO 133A è uno di quelli che permette di selezionare la frequenza di lavoro della memoria di sistema come pari a quella di bus, oppure maggiore di 33 Mhz oppure ancora inferiore di 33 Mhz (nell'imamgine riprodotta, ad esempio, essa è pari alla frequenza di bus, in quanto è stata selezionata l'opzione Host CLK). Scorrendo le varie voci del bios ci si accorge di come sia possibile selezionare differenti parametri di funzionamento; a seconda del tipo di modulo memoria che si utilizza è necessario ricercare la migliore combinazione tra stabilità operativa e prestazioni velocistiche.
Lo screenshot qui sopra riportato è preso dal menu Chip Configuration della scheda madre Asus P3V4X: le prime voci in alto permettono di selezionare i timings della memoria (CAS Latency, RAS Precharge Time e RAS to CAS Delay). La prima voce a disposizione, SDRAM Configuration, permette di abilitare la selezione manuale dei timings della memoria oppure di lasciare che sia il bios a selezionare i timings memoria più adatti in baseo ai moduli montati: queste informazioni vengono ricavate dai dati contenuti nel chip SPD montato sul modulo memoria. La regola generale da seguire nel momento in cui si vogliono variare i timings di funzionamento della memoria è quella di impostare sempre valori conservativi, quindi tali da massimizzare la stabilità oeprativa, e in seguito sperimentare con settaggi via via più spinti così da trovare l'ideale combinazione tra stabilità e prestazioni, specifica per il proprio modulo memoria. I bios delle schede madri differiscono tra di loro a seconda del chipset utilizzato e del produttore della scheda madre; in linea generale, comunque, le voci sulle quali si può intervenire rimangono sempre le stesse: la cosa migliore da fare, per ottimizzare i timings memoria del proprio bios, è quella di fare alcuni esperimenti e testare le diverse opzioni disponibili. Qualora, impostando timings di funzionamento troppo spinti per la propria memoria, il sistema non dovesse più riavviarsi è sufficiente intervenire sulla scheda madre ripristinando le impostazioni di default del bios: sulla scheda madre, infatti, è presente un jumper che, se cambiato di posizione per una decina di secondi e poi ripristinato allo stato originale, permette di ricaricare nel bios tutti i settaggi di default, con i quali riavviare il sistema e ripristinare quindi da bios le varie impostazioni. Nel manuale della scheda madre è sempre documentata tale funzione, con il nome di Bios recovery o Clear CMOS. |
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