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Pagina 1 - Introduzione In concomitanza con il CES 2010 di Las Vegas, principale manifestazione legata all'elettronica di consumo e all'information technology del mercato nord americano, Intel ha annunciato le prime cpu della famiglia Westmere, destinate all'utilizzo in sistemi desktop (Clarkdale) e notebook (Arrandale). Le nuove cpu, appartenenti alle famiglie Core i7, Core i5 e Core i3 a seconda della piattaforma di riferimento e delle specifiche caratteristiche tecniche implementate, sono contraddistinte dalla presenza di alcuni elementi base comuni tra di loro:
L'integrazione della GPU sullo stesso package del processore ha richiesto alcune modifiche alle schede madri Socket 1156 LGA: sulle piattaforme specificamente sviluppate per processori Clarkdale sono infatti presenti connettori per display sul pannello posteriore, affiancati da uno Slot PCI Express 16x qualora si voglia abbinare una scheda video dedicata disabilitando la GPU integrata. Intel ha quindi reso disponibili 3 nuovi chipset della serie 5, specificamente sviluppati per questi processori, che vanno ad affiancarsi al modello P55 presentato per le soluzioni della famiglia Lynnfield (Core i7 serie 800 e Core i5 serie 700).
Le 3 nuove soluzioni della famiglia 5 sono, al pari del modello P55, basate su architettura a singolo chip: l'integrazione nella cpu di memory controller e controller PCI Express ha portato del resto ad una progressiva semplificazone del chipset, che di fatto opera alla stregua di un south bridge con alcune funzionalità avanzate. I chipset H57 e H55 vantano specifiche pressoché identiche, con le uniche differenze rappresentate dal numero massimo di porte USB 2.0 e PCI Express 2.0 che possono essere gestire contemporaneamente oltre che dall'integrazione, nel modello H57, della tecnologia Intel Rapid Storage Technology 9.5. Analisi differente per il modello Q57, che arricchisce le specifiche del modello H57 integrando la tecnologia Intel Active Management Technology 6.0, risultando di conseguenza specificamente indirizzato all'utilizzo in sistemi business nei quali sia fondamentale poter assicurare l'accesso remoto per installazione e manutenzione da parte di un amministratore di sistema. In queste pagine analizzeremo le caratteristiche tecniche delle prime 3 schede madri Socket 1156 per processori Clarkdale giunte in redazione; queste soluzioni sono ovviamente compatibili anche con le cpu Socket 1156 della famiglia Lynnfield già presenti in commercio, a condizione che venga utilizzata una scheda video dedicata essendo in queste ultime assente la GPU integrata. Pagina 2 - Asus P7H57D-V EVO
La scheda madre Asus P7H57D-V EVO è basata su form factor ATX standard; questa scelta lascia intendere come il posizionamento di mercato di questo prodotto sia per una tipologia di utenti più esigente, in termini di flessibilità di espansione, rispetto all'utente di un sistema HTPC, per il quale quanto messo a disposizione da una soluzione in formato Micro-ATX è più che sufficiente. La dotazione accessoria di questo modello, pertanto, ricalca quanto messo a disposizione dalle schede madri Socket 1156 LGA basate su chipset Intel P55 che utilizzano lo stesso form factor; la principale differenza è rappresentata dalla presenza onboard dei connettori per display, indispensabili per poter beneficiare del sottosistema video integrato nella CPU. Le specifiche tecniche sono riassunte nella seguente tabella:
La dotazione è completa: Asus ha integrato onboard una scheda di rete Gigabit basata su chip Realtek 8112L, 6 canali SATA con funzionalità Raid dipendenti dal chipset Intel H57, due canali SATA 6Gb/s, un connettore E-SATA sul pannello posteriore e un connettore per due periferiche EIDE. L'espandibilità complessiva è assicurata da 2 slot PCI Express 16x, 2 Slot PCI Express 1x e 2 Slot PCI tradizionali. Per i due Slot PCI Express 16x è opportuna una precisazione: il primo opera con segnale 16x elettrico ma nel momento in cui anche il secondo slot è utilizzato le 16 linee vengono divise tra i due slot, con segnali quindi che diventano 8x ciascuno. La risultante è un miglior bilanciamento delle prestazioni velocistiche complessive del sottosistema video quando si utilizzano configurazioni multi-GPU, rispetto al caso in cui allot slot principale 16x si affianchi un secondo slot 16x meccanico e 4x elettrico, collegato al controller integrato nel chipset.
L'area attorno al Socket 1156 LGA è occupata dalla circuiteria di alimentazione, in parte ricoperta a sua volta da due dissipatori di calore, indipendenti tra di loro, che assicurano l'adeguato smaltimento del calore generato durante il funzionamento. Notiamo come in quest'area sia stato montato anche il connettore di alimentazione supplementare a 8 pin, facilmente raggiungibile anche a scheda madre montata nello chassis con dissipatore di calore installato sul processore.
Dietro al primo slot PCI Express 1x, partendo dal basso, notiamo la presenza di un chip bridge PCI Express sviluppato da PLX: questo chip permette di gestire sino ad un massimo di 12 linee PCI Express Gen 2 su 3 porte distinte. Tale soluzione è stata implementata da Asus così da evitare che il collegamento con il controller Marvell SATA 3 possa in qualche modo avere un collo di bottiglia nella trasmissione dei dati verso il chipset Intel H57, dovendo in alternativa utilizzare un link PCI Express 1x che potenzialmente potrebbe non risultare sufficiente in termini di bandwidth massima a disposizione.
Il pannello delle connessioni posteriori prevede uscite video DVI, VGA e HDMI, affiancare da connettori audio analogici e digitali, porte USB, connettore Firewire, porta E-SATA e anche un connettore PS/2 per tastiera. Le due porte USB di colore blu sono collegate al controller NEC USB 3.0 integrato on board.
Il layout della scheda madre Asus è complessivamente curato, non oggetto di critiche particolari. Segnaliamo come gli slot memoria siano sprovvisti di fermo plastico sul lato sinistro, così da facilitare la rimozione dei moduli memoria anche quando la scheda video è montata nel sistema. Valida anche la posizione del connettore di alimentazione a 24 pin, non tale da creare problemi con il posizionamento dei cavi all'interno dello chassis. Il dissipatore di calore posizionato dietro gli slot PCI Express e PCI ha una notevole superficie, ma la sua estensione verticale è tale da non ostacolare l'installazione di periferiche negli slot; provvede, in modo passivo, alla dissipazione termica del chipset Intel H57 oltre che del controller SATA 6 Gb/s.
Particolare della parte inferiore destra della scheda madre; i 6 connettori SATA di colore blu, ruotati di 45 gradi rispetto al PCB, sono collegati al controller integrato nel chipset Intel H57, dotato di funzionalità Raid. A completare la dotazione altre due porte SATA, posizionate accanto ai connettori per le porte USB supplementari, gestite dal controller Marvell SATA 6 Gb/s. Asus ha scelto di integrare su questa scheda madre anche un connettore EIDE, mentre manca quello floppy diventato di fatto del tutto superfluo nei sistemi sviluppati da alcuni anni a questa parte. Pagina 3 - Bios
La scelta del form factor lascia intendere come la scheda madre Asus P7H57D-V EVO sia un prodotto destinato ad un pubblico di appassionati, che quindi non disdegna poter intervenire a modificare i principali parametri di funzionamento sia della CPU sia degli altri componenti. La particolare architettura dei processori Intel della famiglia Clarkdale lascia spazio di controllo anche sulla frequenza di clock della GPU, con buoni margini d'incremento complessivo resi disponibili da queste CPU rispetto alle impostazioni di default.
I pannelli di controllo avanzati, con i quali gestire i parametri di funzionamento di CPU e memoria, sono quelli standard per schede madri Socket 1156 LGA; è possibile selezionare la frequenza di base clock, diminuire il moltiplicatore di frequenza della CPU rispetto al valore di default, abilitare la tecnoligia Turbo Boost e impostare alcune opzioni automatizzate per l'overclocking del processore, ottenute a partire dal moltiplicatore di default abbinato ad un valore di base clock superiore rispetto ai 133 MHz di default.
Da bios è possibile anche accedere al pannello di hardware monitoring, con il quale controllare temperature, velocità di rotazione delle ventole e tensioni di alimentazione; questi parametri sono poi visualizzabili anche da sistema operativo, utilizzando una delle tradizionali utility disponibili per lo scopo.
La frequenza di clock della GPU integrata nella CPU può essere incrementata a passi di 33 MHz alla volta direttamente da bios; la frequenza di clock di default per questo componente è pari a 733 MHz nei processori Core i3 e Core i5, con l'unica eccezione rappresentata dal modello Core i5-661 che ha GPU con frequenza di clock di 900 MHz. Pagina 4 - Intel DH55TC
La scheda madre Intel DH55TC viene proposta dal produttore americano pensando specificamente a sistemi a ridotte dimensioni, nei quali le potenzialità della GPU integrata nei processori della serie Clarksfield possa venir sfruttata al meglio. L'ambito di riferimento è quindi quello delle proposte HTPC, nelle quali le CPU Intel delle serie Core i5 e Core i3 possono assicurare riproduzione dei flussi video sia fluida sia di elevata qualità, con tutti i formati ad alta definizione. A dispetto delle dimensioni più contenute rispetto a quelle del form factor ATX standard, la scheda madre Intel DH55TC integra tutti i principali accessori che ci si attende da una proposta di questo tipo: troviamo 4 slot memoria per moduli DDR3, gestiti dal controller integrato nel processore, 1 slot PCI Express 16x per una eventuale scheda video discreta, 2 slot PCI Express 1x e l'immancabile slot PCI tradizionale. A completare la dotazione accessoria il sottosistema audio, la scheda di rete Gigabit e le differenti tipologie di connettori per il video onboard. La tabella seguente riassume le caratteristiche tecniche base di questa proposta:
Manca qualsiasi tipo di connessione di tipo legacy, fatta eccezione solo per una porta PS/2 che può accettare indifferentemente mouse oppure tastiera; le periferiche di storage sfruttano il controller integrato nel chipset Intel H55, grazie al quale possono venir collegate sino a 6 periferiche SATA. Mancano connessioni eSATA sul pannello delle porte posteriori, ma due dei canali SATA onboard sono marchiati in colore rosso e identificati come eSATA, utilizzabili quindi anche con adattatori esterni da montare sulle staffe posteriori dello chassis.
La disposizione dei componenti è complessivamente ordinata: la distanza è sempre tale da non creare problemi nell'installazione delle periferiche, con l'unica eccezione rappresentata dai 4 slot memoria che sono montati a ridosso dello slot PCI Express 16x, rendendo impossibile rimuovere i moduli memoria se una scheda video è montata nel sistema. Considerando come di base questa piattaforma sia stata pensata per l'abbinamento con un processore dotato di sottosistema video integrato, oltre che le ridotte dimensioni complessive, riteniamo tale limite del layout non particolarmente grave.
Il pannello delle connessioni posteriori prevede porte USB in numero di 6, connettori audio analogici, connettore di rete e i 3 segnali di output video della GPU integrata nel processore: HDMI, DVI e VGA. Il segnale audio digitale può venir gestito direttamente attraverso connessione HDMI, così che audio multicanale e video vengano gestiti direttamente con un singolo cavo nel momento in cui la scheda madre venga collegata ad un ricevitore A/V oppure ad un televisore. Pagina 5 - Bios Da alcuni anni a questa parte Intel ha scelto di integrare nelle proprie schede madri per utenti appassionati anche funzionalità specifiche per il tweaking e l'overclock. La scelta del produttore americano è allineata del resto a quanto portato avanti dai principali produttori taiwanesi, che proprio in questo ambito possono differenziare al massimo le proposte presentate sul mercato. Le opzioni messe a disposizione da Intel non sono così approfondite come quanto messo a disposizione su altre schede madri, ma permettono di ottenere buoni risultati in termini di overclock ovviamente a partire da un processore che vanti una buona tolleranza complessiva.
Per poter accedere alla configurazione avanzata del processore, intervenendo a variare moltiplicatore di frequenza e base clock, è necessario intervenire su un jumper presente sulla scheda madre a ridosso delle porte SATA, entrare nel bios a modificare i parametri, spegnere il sistema e riportare il jumper nella posizione di partenza prima di riaccendere il tutto e avviare il sistema operativo. La procedura è molto meno intuitiva di quanto non mettano a disposizione le altre schede madri, richiedendo tra le altre anche di intervenire manualmente sulla scheda: per questo motivo abbiamo tralasciato nell'analisi dell'overcloccabilità di valutare il margine di tolleranza di questa scheda madre al funzionamento fuori specifica. Pagina 6 - Gigabyte GA-H55M-USB3
Formato costruttivo Micro-ATX per la scheda madre Gigabyte GA-H55M-USB3, soluzione che a dispetto delle ridotte dimensioni del PCB vuole offrire una completa dotazione onboard. La disposizione dei componenti è quella tradizionale per proposte basate su questo form factor: Socket 1156 LGA nella parte superiore, affiancato dai 4 slot memoria per moduli DDR3 mentre nella parte inferiore troviamo il chipset Intel H55, coperto da un dissipatore di calore passivo, e gli slot di espansione per periferiche esterne. La tabella seguente riassume le principali caratteristiche tecniche:
Gigabyte ha optato per una dotazione di due slot PCI Express 16x meccanici; solo il primo gestisce segnali 16x elettrici, collegato al controller integrato nel processore, mentre il secondo è 16x meccanico e solo 1x elettrico, collegato a sua volta al controller integrato nel chipset Intel H55. Per via di questa particolare configurazione del secondo slot non è possibile gestire configurazioni multi GPU, a prescindere dal fatto che siano SLI di NVIDIA oppure CrossFireX di ATI. A completare troviamo 2 Slot PCI tradizionali; mancano altri slot PCI Express da un lato per le ridotte dimensioni del PCB, dall'altra per l'utilizzo con i due slot già presenti di tutte le linee PCI Express che possono venir gestite contemporaneamente da CPU e chipset H55. Espandibilità elevata anche dal versante storage: Gigabyte ha infatti scelto di dotare questa scheda di controller Floppy e EIDE, oltre ai 6 canali SATA gestiti dal chipset Intel H55 e da due canali SATA supplementari via chip SATA2. La scelta di utilizzare chipset Intel H55 non permette di servirsi dei 5 canali SATA di colore blu, collegati al chipset, in configurazioni Raid; il controller Gigabyte SATA2 mette invece a disposizione questa funzionalità, limitandosi a catene Raid 0 oppure Raid 1 in quanto è provvisto di due soli connettori.
Molto ricco il pannello delle connessioni posteriori: Gigabyte ha inserito in questa scheda connessioni video VGA, DVI, HDMI e DisplayPort, tutte ovviamente collegate alla GPU integrata nel processore Intel Clarkdale, offrendo così la più elevata flessibilità di collegamento a display di vario tipo. A completare la dotazione in questa area troviamo connettori audio out analogici e digitale ottico, scheda di rete Gigabit, porte USB 3.0, Firewire e e-SATA oltre a tradizionali porte USB e a un adattatore PS/2 che accetta tastiera o mouse.
Particolare della parte inferiore della scheda madre, nella quale sono raccolti tutti i connettori per le periferiche di storage. Ricordiamo come i 5 connettori di colore blu siano collegati al controller SATA integrato nel chipset Intel H55, sprovvisto di funzionalità Raid; il sesto connettore è quello E-SATA posizionato sul pannello posteriore della scheda. I due connettori SATA di colore bianco sono collegati al controller Gigabyte SATA2, chiaramente distinguibile immediatamente sotto i connettori EIDE e Floppy, dotati di supporto a configurazioni Raid 0 oppure Raid 1.
Le ridotte dimensioni del PCB portano necessariamente ad alcuni compromessi in termini di disposizione dei componenti. Un esempio diretto è la distanza tra slot DDR3 e slot PCI Express 16x: non è di fatto possibile rimuovere i moduli memoria senza aver prima tolto la scheda video dallo slot, esattamente come visto per la scheda madre Intel inserita in questo confronto. Al contrario è valido il posizionamento dei connettori SATA, dietro a quelli PCI ma sufficientemente distanziati: è difficile che questi slot siano popolati da schede, entrando a contatto con i cavi SATA, mentre il secondo slot PCI Express 16x non ha connettori posti alla sua altezza che possono rendere difficoltoso l'utilizzo di una seconda scheda video.
Gigabyte ha molto insistito, con le proprie più recenti schede madri Socket 1156 LGA per processori Clarkdale, sulla presenza di controller USB 3.0 integrato onboard. Questa scelta è legata ai netti benefici prestazionali ottenibili con questo tipo di interfaccia rispetto a quella USB 2.0, ben più marcati di quanto non si ottenga con periferiche SATA passando dallo standard 3Gbps a quello 6Gbps. Intel non ha ancora integrato un controller USB 3.0 all'interno dei propri chipset; la scelta di Gigabyte è quindi caduta su un controller NEC, posizionato tra socket del processore e porte esterne. Pagina 7 - Bios Pur trattandosi di una scheda madre destinata a sistemi di fascia media, complici sia le specifiche tecniche sia la dimensione complessiva, la proposta Gigabyte mette l'utente nella condizione di poter intervenire a variare i parametri di funzionamento di processore, memoria, chipset e dell'eventuale GPU integrata nel processore.
Il pannello principale permette di visualizzare i principali parametri di funzionamento del processore, oltre che accedere ai pannelli di configurazione avanzata per i parametri di processore, memoria e chipset. Non manca ovviamente il controllo manuale delle tensioni di alimentazione, con un buon margine di intervento considerando il target di riferimento di questo prodotto.
La frequenza di clock della GPU integrata nei processori Intel delle serie Core i5 e Core i3, appartenenti alla famiglia Clarkdale, può essere variata manualmente a passi anche di 1 MHz per volta, sino ad un massimo di 1.200 MHz. Ricordiamo che la frequenza di clock di default di questo componente sia pari a 733 MHz, fatta eccezione per la cpu Core i5 661 che ha frequenza della componente GPU portata di default a 900 MHz.
Nello standard le informazioni riportate dal pannello di hardware monitoring; vengono segnalate le temperature di CPU e sistema, le 4 principali tensioni di alimentazione e la velocità di rotazione di 2 ventole tachimetriche. Queste informazioni vengono ovviamente rese accessibili anche da sistema operativo, attraverso l'apposita utility di monitoraggio che Gigabyte fornisce in dotazione con la scheda. Pagina 8 - Rendering, multimedia e compressione Per valutare le prestazioni velocistiche delle schede madri Socket 1156 LGA abbiamo utilizzato un processore Intel Core i7 870, soluzione con frequenza di clock di default di 2,93 GHz appartenente alla famiglia Lynnfield. L'architettura di questo processor,e costruito con tecnologia produttiva a 45 nanometri, è di tipo quad core, con cache L3 unificata da 8 Mbytes di capacità. Per la memoria di sistema abbiamo utilizzato una coppia di moduli Corsair DDR3 da 2 Gbytes ciascuno, impostati alla frequenza di clock di 1.333 MHz in abbinamento a timings pari a 9-9-9-24 1T con tensione di alimentazione di 1.65V. L'hard disk è un modello Seagate Barracuda 7200.8 da 200 Gbytes di capacità, mentre il sottosistema video ha visto l'utilizzo di una scheda EVGA GeForce GTX 260 con frequenze di clock pari a 670 MHz per la GPU, 1.152 MHz per i 216 stream processors e 1.404 MHz per gli 896 Mbytes di memoria video GDDR3. I driver video sono quelli NVIDIA Forceware 196.21 WHQL, mentre il sistema operativo utilizzato è stato quello Windows Vista 64bit, con service pack 2. Assieme alle 3 schede madri in prova abbiamo inserito, a titolo di riferimento, i risultati prestazionali ottenuti con la scheda madre Gigabyte P55A-UD6, soluzione Socket 1156 LGA basata su chipset Intel P55.
Questo pacchetto di applicazioni, che raccoglie software per l'editing video, di rendering e di compressione files, non evidenzia significative differenze prestazionali tra le schede madri in prova. I risultati sono tutti compresi all'interno di quello che è un classico margine di errore di un benchmark, confermando come l'integrazione del memory controller all'interno del processore renda la scheda madre un componente che non influenza se non in misura marginale le pure prestazioni velocistiche, a parità di restanti componenti utilizzati nel sistema. Pagina 9 - Giochi Per i test con giochi 3D abbiamo selezionato 3 risoluzioni non particolarmente elevate, volendo in questo caso fare in modo che i risultati fossero maggiormente influenzati dalla potenza di elaborazione di scheda madre e processore più che dalla sola scheda video. Ricordiamo come la scheda video utilizzata sia stata quella EVGA GeForce GTX 260 con frequenze di clock pari a 670 MHz per la GPU, 1.152 MHz per i 216 stream processors e 1.404 MHz per gli 896 Mbytes di memoria video GDDR3.
Anche per quanto riguarda i test con giochi 3D evidenziamo differenze molto limitate tra le schede madri in prova; il passaggio da chipset P55 a quelli H55 e H57 non sortisce di fatto alcun tipo di variazione prestazionale, nuova conferma di come i frames al secondo, in configurazione a singola GPU, siano ancora dipendenti dalla scheda video e dal tipo di processore, con un'influenza data dalla scheda madre che è di fatto trascurabile. Pagina 10 - Audio e storage I test qualitativi del sottosistema audio implementato nelle schede madri in prova sono stati eseguiti utilizzando il software RightMark Audio Analyzer 6.2.3, con due differenti impostazioni: 16-bit, 48kHz e 16-bit, 96kHz. 16-bit, 48kHz
16-bit, 96kHz
Il comportamento tra le schede in prova tende complessivamente ad essere allineato; le soluzioni sono del resto tutte basate su chip Realtek, con la proposta Intel ad utilizzare il chip ALC 888 e le soluzioni Gigabyte e Asus invece che condividono quella ALC 889. La qualità audio ottenibile è quindi soddisfacente, in considerazione del costo di queste soluzioni e del loro target di utilizzo di riferimento. Per i test storage ci siamo serviti dell'utility HD Tach, utilizzando un hard disk Seagate Barracuda XT da 2 Gbytes con interfaccia SATA 6Gbps per i test SATA e di una chiavetta SSD da 32 Gbytes Silicon Power, dotata di interfaccia USB 2.0 e eSATA. SATA 2.0 - 3.0
L'interfaccia SATA integrata in ciascuna delle schede madri in prova mostra un comportamento sempre costante; notiamo anche come il passaggio al controller SATA 3.0 porti a benefici solo nella velocità di lettura di picco, non in quella sequenziale che nel caso della meccanica Seagate rimane in ogni caso ben sotto i limiti massimi dello standard SATA 2. USB 2.0
Comportamento simile anche per quanto riguarda l'interfaccia USB 2.0: solo la scheda madre Asus P7H57D-V EVO ha fatto registrare una velocità media in lettura leggermente superiore a quella delle altre schede madri poste a confronto, ma nel complesso la differenza è trascurabile. Pagina 11 - Overclocking Per l'overclocking del processore Intel Core i7 870 abbiamo optatao per un approccio relativamente conservativo: il moltiplicatore di frequenza del processore è stato diminuito sino al valore di 15x e la frequenza di base clock incrementata sino al valore massimo tale da permettere un funzionamento stabile del sistema. La tensione di alimentazione del processore non è stata incrementata manualmente ma lasciando che i sistemi di controllo implementati nella scheda madre, ove presenti, agissero a supporto dell'incremento della frequenza di clock complessiva. Gigabyte GA-H55M-USB3: con questa scheda madre abbiamo raggiunto una frequenza di base clock massima di 210 MHz con il sample di processore in nostro possesso, mantenendo il moltiplicatore di frequenza della cpu al valore di 15x per una frequenza di clock finale pari a 3.150 MHz Intel DH55TC: con questa scheda abbiamo scelto di non eseguire analisi di overclock, in quanto le opzioni messe a disposizione lato bios non sono all'altezza di quanto messo a disposizione dalle altre due proposte. La scheda è valida proposta alle impostazioni di default, soprattutto in sistemi business o HTPC, ma non è la proposta ideale per l'utente appassionato che vuole intervenire a modificare i parametri di funzionamento del processore, della memoria e del chipset.
Asus P7H57D-V EVO: con questa scheda abbiamo ottenuto un comportamento molto simile a quello della soluzione Gigabyte GA-H55M-USB3, con una frequenza di base clock di 215 MHz e una frequenza di clock corrispondente pari a 3.234 MHz. La tensione di alimentazione è rimasta quella di default, pari a 1.184V. L'esperienza di overclock con queste schede madri, in abbinamento ad un processore della serie Lynnfield, è stata positiva: incrementare la frequenza di clock attraverso un aumento del base clock è operazione molto semplice, che conduce ad elevati incrementi medi grazie alla buona predisposizione di questi processori. Consigliamo nel processo di overclock di impostare un moltiplicatore di frequenza molto basso e agire anche sul moltiplicatore della memoria DDR3, così che questi due elementi non rappresentino un limite all'aumento della frequenza di base clock. Raggiunto un limite su questo parametro è possibile aumentare il moltiplicatore della cpu, così da ottenere la miglior combinazione tra base clock e moltiplicatore che possa condurre alla frequenza di clock finale più elevata. E' ovviamente da curare con attenzione il raffreddamento del processore, attraverso un dissipatore di calore che sia adeguatamente dimensionato. Si possono ottenere validi risultati anche con il dissipatore di calore boxed fornito da Intel in bundle con i propri processori, ma è preferibile sostituire questo componente per poter ottenere una più efficiente dissipazione termica, sopratutto se si incrementa la tensione di alimentazione del processore. Pagina 12 - Considerazioni L'analisi prestazionale condotta sulle 3 schede madri per processori Intel Clarksfield ha permesso di evidenziare come le differenze prestazionali tra piattaforme Socket 1156 LGA, a parità di componenti, siano di fatto così ridotte da poter essere considerate di fatto trascurabili. La cosa, come abbiamo evidenziato nei commenti ai grafici, non deve sorprendere: l'integrazione del memory controller all'interno del processore non fa altro che rendere la scheda madre sempre meno capace di influenzare le prestazioni velocistiche complessive del sistema. Analisi differente può essere condotta scegliendo sistemi di fascia più alta, andando ad analizzare il comportamento del sistema con configurazioni multi GPU basate su schede video NVIDIA e ATI. Il target dei prodotti provati in queste pagine non è quello dei videogiocatori più incalliti ma di coloro che ricercano una piattaforma valida, capace di gestire la GPU integrata nelle più recenti soluzioni Intel e allo stesso tempo non disdegnano la possibilità di utilizzare una scheda video dedicata. E' quindi il pacchetto di soluzioni accessorie, di design del layout e di form factor a rappresentare di fatto l'insieme di variabili che possono guidare alla scelta di un modello al posto dell'altro. In quest'ottica riprendiamo le 3 proposte poste a confronto, delineando per ciascuna un giudizio di sintesi:
La scheda madre Asus P7H57D-V EVO risulta quindi essere la soluzione maggiormente completa e preferibile per l'utente più appassionato, benché questo implichi un costo più elevato. Chi ricercasse i benefici del form factor Micro-ATX può trovare nella proposta Gigabyte GA-H55M-USB3 una soluzione ideale, tenendo tuttavia ben presente che l'appassionato di HTPC che voglia con questa soluzione costruire anche una catena storage con hard disk SATA non potrà configurarla in Raid utilizzando i canali SATA integrati onboard, per via delle limitazioni del chipset implementato. Una nota conclusiva sui chipset Intel H55 e H57. La principale differenza tecnica tra queste due proposte Intel è rappresentata dal supporto a configurazioni Raid con hard disk SATA, integrata nel solo modello H57. A nostro avviso è quindi preferibile, per schede madri destinate a processori Clarkdale, adottare il chipset H57 al posto di quello H55, non fosse altro che per assicurare la possibilità di creare una configurazione Raid 1 per il mirror dei dati del proprio hard disk. Non deve quindi sorprendere vedere come molti produttori abbiano optato per utilizzare lo stesso PCB per due differenti schede madri, con unico elemento a distinguerle proprio la scelta tra chipset H55 e modello H57. |
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