![]() |
||
| « Torna all'articolo - Stampa | ||
|
||
|
Pagina 1 - Introduzione
A margine del Gigabyte Open Overclock Championship 2008 abbiamo avuto modo di partecipare ad un breve ma interessante factory tour di una delle sedi di Gigabyte, situata appena fuori Taipei. Si tende spesso da occidentali a fare di tutta l'erba un fascio, omologando Cina, Taiwan ed Asia in genere (Giappone escluso) come un grosso alveare di circa 2 miliardi di persone, intento a massimizzare la produzione, il tutto in un contesto dove il rispetto dei diritti umani non è certo al primo posto nella scala di priorità dei governi in carica. Fugato ogni dubbio che tale scenario possa essere verificato in buona parte del territorio continentale cinese, ben differente è la situazione a Taiwan, che nel corso degli ultimi 100 anni ha subìto un'evoluzione culturale, tecnologica e sociale ben differente da quella della Reppubblica Popolare Cinese, complice anche il dominio giapponese nella prima metà del secolo scorso. Una realtà a sé dunque, di cui sono noti gli screzi e gli incidenti diplomatici con la vicina Repubblica Popolare Cinese. Questo relativo isolamento ha portato alla creazione nel tempo della Taiwan che oggi possiamo vedere, ben più evoluta di quanto ci si possa aspettare lasciandosi trasportare dai preconcetti. A titolo di esempio possiamo citare che, se nella Repubblica Popolare Cinese si assiste spesso ad una vera e propria repressione delle attività religiose, a Taiwan non solo esiste la liberà di culto, ma anche templi buddhisti e taoisti contemporaneamente. Un po' come se in una nostra chiesa vi fosse il lato cattolico e quello protestante...
Dopo questa piccola divagazione, possiamo passare a parlare di Gigabyte e della nostra veloce visita alla sede produttiva. La sede visitata vanta una forza lavoro di 1100 dipendenti, distribuiti nei 45.000 metri quadri e negli 8 piani che costituiscono la fabbrica. La capacità produttiva è impressionante: si parla di circa 400.000 schede madri, 300.000 VGA e 5.000 server al mese, grazie all'utilizzo di 11 linee di produzione SMT (Surface-mount technology) in funzione ininterrottamente. Pagina 2 - Surface-Mount Technology Surface-Mount Technology, da cui deriva il ben più utilizzato acronimo SMT, altro non è che la tecnica di assemblaggio in cui le componenti elettroniche sono applicati sulla superficie di un circuito stampato, senza necessità di forature. Si tratta di una tecnica divenuta di massa fra i produttori verso la fine degli anni '80, complice il know-how e gli studi fatti da IBM. Praticamente indispensabili all'evoluzione della tecnologia i pregi della SMT rispetto alla tecnologia precedente, in quanto la SMT permette contemporaneamente la miniaturizzazione dei componenti, la velocizzazione dei processi produttivi e lo sfruttamento delle sue facce del PCB.
Per tenere il passo di una produzione così massiccia è necessaria un'organizzazione impeccabile, nonché la garanzia che non vi siano intoppi nell'intera catena produttiva. E' questo il motivo per cui tutto il lavoro da svolgere è in bella mostra per tutti i dipendenti, messi al corrente della funzione del singolo macchinario ed in che punto della catena è collocato. Il personale occupa le postazioni a rotazione, passando solo un periodo limitato di tempo nella stessa, cosicché dopo un certo periodo trascorso in azienda possa di fatto ricoprire qualsiasi incarico produttivo. Un vantaggio per azienda e lavoratore in quanto il lavoratore stesso non passa tutto il tempo a fare la stessa identica cosa, l'azienda si garantisce un rimpiazzo per ogni postazione in caso di problemi, al fine di non fermare la catena produttiva.
L'ambiente in cui avviene la produzione vera e propria è protetto da porte pressurizzate, ed ai visitatori è imposto l'utilizzo di coperture per le suole delle scarpe, al fine di ridurre drasticamente la possibilità di portare all'interno particelle volatili, nemiche di ogni processo produttivo. L'intero ciclo non si esaurisce in una sola catena, ma vi sono diverse filiere come ad esempio quella del packaging, situata in un piano differente. Pagina 3 - Automazione e fattore umano
A stupire è quella che a prima vista appare come una contraddizione, ovvero la presenza di file di molti operai che svolgono operazioni semplici, alternate a macchinari ad elevata automazione in grado di effettuare saldadure, piazzare componenti e via dicendo ad una velocità impressionante. Arriveremo fra poco a spiegare il perché di tutto ciò.
Impressionante inoltre vedere tonnellate di materiale destinato ai PCB delle schede video e delle schede madri, accumulato tutto in un magazzino che non può non attirare l'occhio stupito dell'appassionato. Banchi memoria, porte USB, VGA, condensatori, resistenze, socket per le CPU, insomma tutto quello che si vede su una normale scheda madre o scheda video è tutto regolarmente ordinato in apposite scaffalature e distribuito ad operai specifici o disposto all'interno dei macchinari come fossero dei caricatori.
L'automazione ha un grosso limite. Se da una parte è possibile attraverso la macchina velocizzare anche di 100 volte il posizionamento di una piccolissima resistenza, come mostrato nel video in chiusura, dall'altra c'è un fattore importante che non deve essere trascurato, ovvero quello che vede l'uomo dotato di una flessibilità ben maggiore della macchina. E' infatti normale, nel mondo dell'IT, assistere alla nascita di nuovi prodotti con una frequenza molto elevata, siano essi schede madri o schede video. Spesso i cambiamenti sono minimi, oppure richiedono il semplice spostamento di alcune parti e la sostituzione di poche altre. Pensare di avere una catena interamente ottimizzata da riprogrammare in toto ad ogni minimo cambiamento è impensabile. Ecco dunque che l'automazione si fa carico di quelle operazioni che fanno da base o che comunque richiederebbero troppo tempo se svolte a mano, mentre per il posizionamento ad esempio dei banchi memoria risulta più conveniente ricorrere all'uomo, che di suo capisce benissimo dove va messo, anche se fosse 1cm più in là rispetto alla scheda del giorno prima. La macchina poi penserà a saldare con un bagno di stagno il tutto, evitando così pericolosi contatti con materiale molto caldo. Sarà poi l'uomo a fare l'ultimo controllo, alla ricerca di imperfezioni a cui porre rimedio manualmente. Pagina 4 - Controllo qualità
Un altro fattore che vede impegnati macchina e uomo, con forte dominante di quest'ultimo, è il controllo qualità. La realizzazione delle schede non è ovviamente l'unica operazione per giungere al prodotto finito, in quanto un reparto intero è dedicato al controllo del reale funzionamento di quanto prodotto. In realtà, per quanto riguarda i prodotti destinati al mondo desktop il controllo viene fatto a campione, un po' da tutte le aziende. Si scelgono a caso alcuni prodotti di un lotto (il 5% circa) e su queste vengono effettuate misurazioni, controlli visivi e di reale funzionamento, inserendole quindi in un sistema funzionante. Differente il discorso per quanto riguarda le schede madri destinate ai server: in questo caso il controllo non è a campione ma ciascuna scheda viene testata ed analizzata. In cosa consiste il controllo qualità?
I tecnici addetti al controllo hanno a disposizione veri e propri strmenti di diagnostica hardware e software, nonché una legenda per avere subito chiaro quale sia l'eventuale componente problematica. Oltre a questo, una particolare macchina fotografa letteramente la scheda in varie angolazioni, mettendo a confronto l'immagine catturata con una campione di quella che è la scheda perfetta di riferimento. Eventuali differenze, luci fra componenti e qualsiasi altra caratteristica si discosti dall'originale, sono immediatamente registrate dalla macchina che segnala al tecnico la presenza di un problema. Un tecnico procede poi al controllo visuale delle schede utilizzando particolari maschere per isolare le componenti, analizzate poi sotto lente di ingrandimento (vedi video). Una volta passati i test, il lotto prodotto prende la via dell'imballaggio. Una seconda catena provvede dunque a posizionare fisicamente nella scatola la scheda, la dotazione hardware e software, adesivi si varia natura e foggia. Le schede così inscatolate singolarmente vengono poi poste in scatoloni, pronte per la spedizione verso i mercati mondiali a cui sono destinate. Segue un video, realizzato per condividere con i lettori di Hardware Upgrade la nostra interessante esperienza.
VIDEO: Factory Tour Gigabyte (per vedere il video, guardare la versione completa dell'articolo) |
||
| Pagina stampata da Hardware Upgrade: http://www.hwupgrade.it Vietata la copia e la distribuzione (anche parziale) senza la previa autorizzazione di Hardware Upgrade S.r.l Per maggiori informazioni : http://www.hwupgrade.it/sito/legale/ Copyright 1997 - 2012 Hardware Upgrade S.r.l |