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Preview chipset Intel P35 Bearlake
Paolo Corsini - 30 Marzo 2007
"La scheda madre Gigabyte P35-DQ6, prototipo recentemente mostrato al Cebit 2007, ci offre la possibilità di analizzare funzionalità e caratteristiche della prossima generazione di chipset Intel per processori Core 2 Duo: parliamo del modello P35, appartenente alla famiglia Bearlake e destinato da Giugno a prendere il posto delle soluzioni P965"
Pagina 1 - I chipset della famiglia Bearlake

In occasione del Cebit di Hannover, tenutosi alla metà del mese di Marzo, Intel ha ufficialmente presentato le proprie soluzioni chipset appartenenti alla cosiddetta famiglia Bearlake. Tradizionalmente Intel presenta in primavera le proprie nuove soluzioni chipset per tutti i segmenti di gamma, così che le nuove schede madri possano venir sviluppate dai produttori taiwanesi ed entrare nel merctao in tempo per la cosiddetta "back to school season", periodo di vendite molto forte di inizio Settembre forse non così popolare in Italia ma sicuramente importante in Nord America quanto in Asia.

Così è stato lo scorso anno per i chipset della serie 965, e quello precedente per le soluzioni 945; nel corso del 2004 Intel ha presentato i chipset della famiglia 915 e l'anno precedente è stata la volta delle soluzioni 865, ultima serie di chipset con supporto alla memoria DDR e alle schede video AGP 8x nella gamma di prodotti Intel.

I nuovi chipset della serie Bearlake introducono alcune caratteristiche tecniche particolarmente interessanti: parliamo del supporto ufficiale alla frequenza di bus Quad Pumped di 1.333 MHz, oltre alla compatibilità con le future cpu Intel costruite con tecnologia produttiva a 45 nanometri, sia dual che quad core. Intel ha scelto di allontanarsi dalla tradizionale nomenclatura a 3 cifre dei propri chipset, passando ad una a due cifre nelle quali è sempre presente come primo il numero 3; a queste troviamo abbinata una lettera, che va a contraddistinguere la tipologia di chipset e quindi il suo posizionamento nel mercato.

Queste le versioni di chipset Bearlake, o serie 3, che verranno presentate tra secondo e terzo trimestre da Intel:

  • Intel X38; soluzione di fascia alta per il mercato degli utenti desktop più esigenti, al debutto nel corso del terzo trimestre 2007;
  • Intel P35; soluzione di fascia medio alta per il mercato degli utenti desktop più esigenti;
  • Intel G35; soluzione mainstream con chip video integrato DirectX 10;
  • Intel G33; soluzione mainstream con chip video integrato;
  • Intel Q35; chipset per sistemi desktop business apartenenti alla piattaforma vPro;
  • Intel Q33; chipsetr sistemi desktop business apartenenti alla piattaforma vPro;
  • Intel G31; soluzione entry level con chip video integrato.

I modelli G33 e P35 verranno proposti nei segmenti di fascia medio alta del mercato; per la soluzione G33 troveremo un chip video integrato con supporto alla tecnologia Intel Clear Video Technology. Il chipset P35 è posizionato quale sostituto della soluzione 965, con le principali differenze date sia dalla frequenza di bus di 1.333 MHz che dal memory controller in grado di supportare anche moduli DDR3.

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La più recente roadmap delle piattaforme Intel per il 2007 segnala come a partire dal terzo trimestre i chipset P35 e G35 verranno utilizzati, in abbinamento a processori Core 2 Extreme, Duo e Quad, per sistemi desktop top di gamma anche certificati per l'utilizzo come piattaforma VIIV.

Al momento attuale la massima frequenza di lavoro della memoria DDR3 che viene certificata per l'abbinamento con i chipset P35 è quella di 1.066 MHz, corrispondente quindi allo standard DDR3-1066. Alcuni partner potranno scegliere di montare sulle proprie schede madri due Slot memoria DDR2 affiancati a due DDR3, che non potranno tuttavia venir utilizzati contemporaneamente alle memorie DDR3: questo permetterà di avere maggiore flessibilità sulla scelta di tecnologia di memoria da utilizzare, ma limiterà l'espandibilità complessiva a due soli moduli memoria.

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Il chipset Intel X38 prenderà il posto della soluzione 975X, in commercio dalla fine del 2005, quale proposta top di gamma del mercato. Il controller memoria supporterà esclusivamente moduli DDR3-1333 oltre a fornire supporto a due schede video PCI Express con connessioni 16x elettriche. Intel introdurrà inoltre supporto alla tecnologia PCI Express 2.0 con questa nuova soluzione, assente invece nelle altre soluzioni chipset della serie 3. Il debutto del chipset X38 è atteso per il terzo trimestre dell'anno; per lo stesso periodo è indicativamente previsto anche il lancio della soluzione G35, chipset con video integrato che si differenzia dal modello G33 per utilizzare un sottosistema video con supporto alle API DirectX 10.

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north bridge Intel P35

Abbiamo avuto l'opportunità di analizzare in laboratorio una delle prime schede madri Socket 775 LGA basate su chipset P35 di Intel; si tratta del modello P35-DQ6 della taiwanese Gigabyte, ancora in fase di prototipo e basata sulla versione A01 del chipset, non ancora quindi definitiva.

Pagina 2 - Southbridge ICH9

Il Southbridge è fondamentalmente un chip dedicato allo scambio di flussi dati di quelle che vengono grossolanamente indicate come periferiche. Intel ha da sempre scelto per le proprie soluzioni le iniziali del nome generico in lingua inglese di questa tipologia di chip (ICH, I/O Controller Hub) seguito da un numero intero progressivo incrementato di un'unità per ogni release.

Nel caso di Bearlake il Southbridge prende il nome di ICH9, nel rispetto della tradizione della casa. Pur basandoci su voci circolate in rete, senza alcuna conferma ufficiale da parte di Intel, riteniamo probabile la produzione del chip ICH9 in almeno tre versioni: ICH9, ICH9R e ICH9-DH. Anche in questo caso la tradizione Intel ci suggerisce una versione con funzionalità rivolte alle configurazioni RAID per la versione ICH9-R, mentre con DH si indicherebbero le iniziali di Digital Home, un chispet insomma con buona probabilità destinato a sistemi Intel VIIV.

Alcune novità dovrebbero riguardare l'interfaccia SerialATA, pur non avendone trovato traccia nelle configurazioni del BIOS, forse a causa dell'eccessiva giovinezza della piattaforma, di fatto un prototipo. Stiamo parlando delle funzionalità Intel Rapid Recover Technology e SATA Port Multiplier, di cui abbiamo già parlato in un focus precedentemente pubblicato.

Riassumiamo brevemente quelle che dovrebbero essere le applicazioni pratiche di queste tecnologie. Intel Rapid Recover Technology costituisce qualcosa di simile ad un RAID 1 di default, che permetterebbe quindi di avere un secondo disco con dati replicati, utile nel caso di danneggiamento hardware del disco di sistema o in caso di gravi malfunzionamenti del sistema operativo. Il sistema, al riavvio in seguito a problemi, partirà direttamente dal Recovery Disk (ovvero il disco su cui si è effettuato il backup dei dati), sul quale si troverà il backup del proprio sistema creato in automatico in base a criteri scelti dall'utente.

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south bridge ICH9

Il vantaggio nei confronti di una configurazione RAID 1 risiede di fatto nella possibilità di eseguire un back-up non in tempo reale, ma aggiornato di settimana in settimana o di giorno in giorno. Sarà possibile quindi mettersi al riparo dai danni di un attacco virus particolarmente grave o di qualsiasi problema di grave entità, in quanto sul Recovery Disk sarà presente una copia non infetta e funzionante dal quale far ripartire il sistema. Sarà poi premura dell'utente cancellare il disco di sistema originario e ricrearlo sulla base del disco non infetto.

Certo, si potrà far notare che sono funzionalità già egregiamente svolte da software di terze parti. Tuuto ciò è vero, ma la possibilità di avere strumenti già integrati di default nella configurazione del proprio sistema porterà anche l'utente meno esperto a conoscenza di queste potenzialità.

Il Serial Port Multiplier permetterà invece alla singola porta SeriaATA di connettere più periferiche, fino ad un numero massimo di 15, ma con un difetto tipico dell'interfaccia ParallelATA/EIDE. Dal punto di vista della gestione del traffico sulla porta il SATA Port Multiplier può sottostare a due regole: Command-based Switching e FIS (Frame Information Structure)-based Switching.

La prima modalità, come accade nelle configurazioni Master e Slave dei cavi EIDE, permette alle periferiche di comunicare una alla volta con il sistema. Non è possibile far passare contemporaneamente i dati da e per le periferiche connesse a quella precisa porta. La seconda modalità, FIS-based Swithcing, supera questa limitazione, pagando però un prezzo ancora alto in termini di percentuale di processore occupata.

Intel ha scelto di adottare la prima delle due modalità, stando almeno alle poche fonti disponibili. Riassumendo quindi quelle che sono le potenzialità aggiunte dal Serial Port Multiplier possiamo citare il numero massimo di dischi o unità ottiche collegabili alla singola porta (fino a 15, probabilmente a mezzo di un cavo multiconnettore dedicato) e il passaggio esclusivo dei dati provenienti da una sola periferica alla volta, come nel mondo EIDE.

In configurazione normale invece sono scontate le compatibilità con le più recenti specifiche SerialATA, fra cui il supporto all'interfaccia 3 Gbit al secondo e al Native Command Queuing, la cui gestione dovrebbe essere ancora più ottimizzata rispetto alle versioni precedenti di Southbridge, a tutto vantaggio delle prestazioni.

Altre notizie circolate in rete danno per certo il mancato supporto alle porte di connessione LPT e PS/2 da parte del Southbridge ICH9. Anche in questo caso è difficile confermare o smentire tale rumor. Quello che è certo è che il prototipo in nostro possesso dispone di porte PS/2 (quelle tonde per mouse e tastiera, per intenderci, di solito colorate in verde e viola), ma che potrebbero essere pilotate dal chip Super I/O, integrato da fine anni '80 in quasi tute le schede madri. La presenza di queste porte quindi non può in alcun modo smentire quanto si afferma fra gli addetti ai lavori.

In mancanza di una slide o di un diagramma ufficiale, che verrà con buona probabilità reso disponibile nel corso del prossimo imminente IDF che verrà tenuto nel mese di Aprile a Pechino, è difficile azzardare altre informazioni; sarà nostra premura rendere noti maggiori dettagli non appena vi saranno comunicazioni più precise e soprattutto confermate da Intel stessa.

Pagina 3 - La scheda madre Gigabyte P35-DQ6

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Il primo produttore che ci ha messo a disposizione un sample di scheda madre basato su chipset P35 di Intel è la taiwanese Gigabyte, con il modello GA-P35-DQ6; si tratta di una proposta di fascia alta in formato ATX, dotata di un intricato sistema di raffreddamento completamente passivo che abbina voluminosi radiatori in rame ad una struttura con heatpipe, senza dimenticare i due Slot PCI Express 16x elettrici che forniscono supporto alla tecnologia Crossfire di ATI.

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L'espandibilità complessiva è allineata a quella delle schede madri Socket 775 LGA attualmente disponibili in commercio: accanto ai due Slot PCI Express 16x troviamo 3 Slot PCI Express 1x e due tradizionali Slot PCI Express. I due Slot per le schede video sono separati da due altri Slot, così che l'utilizzo di due schede video a doppio Slot permetta comunque di avere uno Slot libero a disposizione tra le due schede video, non fosse altro che per garantire un più efficace smaltimento del calore durante il funzionamento.

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Il sistema di raffreddamento scelto da Gigabyte per questa scheda madre è indubbiamente molto complesso: troviamo infatti radiatori in rame sia sui due bridge del chipset che sui due gruppi di mosfet della circuiteria di alimentazione del processore, tutti collegati tra di loro attraverso l'utilizzo di heatpipe. In questo modo il calore viene distribuito al meglio verso i radiatori più massicci, che essendo posizionati attorno al Socket 775 LGA del processore possono beneficiare dell'azione di raffreddamento della ventola montata sulla cpu.

Il radiatore centrale, che sormonta il north bridge del chipset P35, potrebbe ostacolare il montaggio di schede video che siano dotate di sistema di raffreddamento situato nella parte posteriore del PCB, quella per l'appunto rivolta verso questo radiatore. La sua estensione verso il Socket del processore è tale da non creare problemi con dissipatori standard ma è sicuramente d'intralcio all'utilizzo di dissipatori non standard specificamente pensati per l'overclock.

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Nella parte inferiore destra della scheda, immediatamente sotto il south bridge del chipset, sono stati posizionati tutti i connettori SATA: quelli di colore arancione dipendono dal south bridge del chipset, mentre i due viola sono collegati al controller Gigabyte Sata 2 chiaramente distinguibile sul PCB. Non manca anche un connettore EIDE per tradizionali hard disk e lettori ottici PATA, mentre un connettore Floppy è posizionato accanto ai 4 Slot memoria, tutti per moduli DDR2. Tradizionale anche il pannello delle connessioni posteriori, tra le quali continuano ad essere presenti le porte seriale e parallela accanto a quelle USB, Gigabit ethernet, Firewire e PS/2.

Quella fotografata, e utilizzata in questa preview del chipset P35 di Intel, è una scheda madre ancora nella forma di prototipo: Gigabyte ha evidenziato alcuni limiti di layout di questa proposta che verranno risolti nella prossima revision attesa nel mese di Aprile, presumibilmente molto vicina a quella che sarà la versione destinata alla commercializzazione.

Intel non na ancora ufficialmente indicato quando, nel corso del secondo trimestre 2007, presenterà le proprie soluzioni Bearlake al mercato; è presumibile tuttavia che questo accada in concomitanza del Computex di Taipei, evento che aprirà i battenti il prossimo 5 Giugno e catalizzerà l'attenzione di stampa, operatori di settore e soprattutto produttori.

Pagina 4 - Prestazioni, overclock e funzionalità

Al momento attuale non possiamo pubblicare risultati prestazionali ottenuti con questa scheda madre basata su chipset P35: si tratta di un prodotto ancora non definitivo nella forma, basato su una revision non finale del chipset. Inoltre, Intel non ha ancora rimosso l'embargo sui risultati prestazionali di queste soluzioni chipset. L'attuale revision di chipset ha prestazioni velocistiche sostanzialmente allineate a quelle delle schede madri basate su chipset Intel P965, quindi quelle che di fatto andranno a sostituire una volta immesse in commercio, ma è presumibile attendersi miglioramenti generali nel momento in cui le revision finali del chipset saranno disponibili e i bios avranno ricevuto la necessaria ottimizzazione.

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Una delle principali caratteristiche tecniche delle nuove soluzioni chipset della serie Bearlake è il supporto alle cpu Core 2 Duo con frequenza di bus Quad Pumped di 1.333 MHz: non avendo a disposizione un processore di questo tipo abbiamo utilizzato una cpu Core 2 Duo E6400 overcloccandola via frequenza di bus sino alla frequenza di 1.333 MHz, mantenendo piena stabilità operativa. Molte schede madri basate su chipset Intel P965 sono capaci di tollerare freqenze di bus in overclock superiori ai 400 MHz, in alcuni casi particolari giungendo quale limite anche a frequenze prossime alla soglia di 500 MHz. Al momento attuale la scheda madre P35 di Gigabyte è stata capace di raggiungere la frequenza di bus di 340 MHz, limite giustificato dall'utilizzo di un north bridge revision A01 che verrà sostituito da quella A02 prima del lancio ufficiale delle nuove soluzioni chipset.

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Utilizzando due schede video Radeon X1950 PRO non è stato possibile abilitare correttamente la tecnologia Crossfire, come si nota dallo screenshot qui sopra riportato; i driver utilizzati sono quelli Catalyst 7.3, mentre da bios non è attualmente disponibile un'opzione che permette di impostare le linee PCI Express manualmente tra i due Slot 16x meccanici montati on board.

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Passando a due schede Radeon X1950 XTX, quindi non dotate di connessione Crossfire con bridge tra le due schede ma con cavo esterno, il risultato non è cambiato: le schede vengono correttamente riconosciute dal sistema ma non è possibile riuscire ad abilitare la tecnologia Crossfire. In questo caso l'opzione da spuntare appare da driver, ma non è selezionabile.

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Abbiamo effettuato anche un tentativo con due schede video NVIDIA GeForce 7900 GTX, collegate tra di loro con bridge SLI: i driver Forceware 93.71, i più recenti ufficiali disponibili per queste schede video in ambiente Windows XP, non hanno tuttavia permesso di abilitare questa tecnologia come si nota dalla schermata del Control Panel NVIDIA, nonostante le due schede siano state correttamente riconosciute dal sistema operativo.

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Dal tool Cpu-Z la scheda video viene segnalata utilizzare tutti i 16 canali elettrici nonostante sia stata collegata una seconda scheda video al sistema.

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Nelle ultime settimane sono emerse informazioni, non ufficiali, circa un mancato supporto delle piattaforme Bearlake delle cpu Intel precedenti alle serie Core 2 Duo; abbiamo quindi effettuato alcuni test con un processore Pentium 4 3,73 GHz della serie Extreme Edition, senza evidenziare alcun tipo di problema. La cpu è stata correttamente riconosciuta dalla scheda madre Gigabyte senza dover ricorrere ad alcun tipo di particolare impostazione da bios.

Pagina 5 - La nostra prima impressione

Quello che abbiamo svolto in queste pagine è una vera e propria preview delle caratteristiche base del nuovo chipset P35 di Intel, atteso al debutto sul mercato non prima di alcuni mesi; quello utilizzato è a tutti gli effetti un prototipo di scheda madre, basato su una delle prime revision del nuovo north bridge di Intel. Quello che possiamo quindi trarre, nelle nostre impressioni finali, sono alcune considerazioni generali su quelle che saranno le caratteristiche delle soluzioni chipset Intel della serie 3.

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Partiamo innanzitutto dall'osservare quelle che sono le previsioni di diffusione di queste nuove soluzioni chipset che Intel prevede nel corso dei prossimi trimestri: se il debutto è atteso per il secondo trimestre 2007, è evidente che per Intel si tratterà di un lancio in pompa magna, con disponibilitò molto elevata sin da subito. Il produttore americano, infatti, prevede di commercializzare almeno il 10% delle proprie soluzioni chipset con modelli della serie 3, cifra destinata a salire al 30% nel corso del terzo trimestre 2007 e stabilizzarsi al 40% nel corso dell'ultimo trimestre dell'anno.

E' interessante segnalare come una quota molto elevata dei chipset Intel per sistemi desktop continuerà a venir rappresentata dalle soluzioni 945 e 915, quindi da chipset sul mercato da almeno 2 anni: è questo un segnale molto chiaro di come sia importante l'evoluzione tecnologica, ma anche garantire continuità delle piattaforme chipset soprattutto per i clienti OEM.

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Che quella utilizzata sia una delle prime revision di chipset P35 di Intel si evidenzia chiaramente anche dalla schermata delle impostazioni avanzate del bios: sono varie le opzioni accessibili ma è chiaramente indicato come la selezione dei voltaggi di alimentazione del sistema non siano in alcun modo ottimizzati. Anche per questo motivo i risultati ottenuti nei test in overclock sono stati complessivamente deludenti, ma ricordiamo come a partire dalla revision A02 del chipset questo dovrebbe sensibilmente cambiare.

Nel corso dei test abbiamo evidenziato come al momento attuale non siano supportate le tecnologie multi GPU di ATI e NVIDIA; se la seconda non ci ha sorpreso, in quanto nessun chipset Intel permette di gestire configurazioni SLI, l'impossibilità di configurare un setup Crossfire con questo chipset ha sorpreso e lascia spazio a molte riflessioni. Riteniamo che questo sia dipeso, al momento attuale, dallo stato di prototipo della scheda madre e dalla ridotta ottimizzazione lato bios.

Tra le varie soluzioni che abbiamo avuto modo di vedere esposte al Cebit di Hannover, alcune soluzioni basate su chipset P35 sono state accompagnate, sul cartellino identificativo, anche dal logo ATI Crossfire a indicare la certificazione per questa tecnologia; altre schede madri invece ne sono risultate sprovviste, facendo emergere dubbi sull'effettivo supporto a questa tecnologia. Approfondiremo sicuramente la questione nelle prossime settimane, cercando di capire se AMD, attraverso le tecnologie ATI Crossfire, continuerà ad avere una presenza all'interno delle soluzioni chipset Intel o se il produttore americano abbia scelto di non supportare più Crossfire con i propri chipset serie 3, giungendo magari ad un accordo con NVIDIA per la tecnologia SLI.