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Pagina 1 - Introduzione
Lo scorso mese di Febbraio, in occasione di un evento stampa organizzato per la presentazione della propria soluzione chipset Radeon Xpress 3200, ATI ha anticipato e mostrato quello che sarebbe stato il proprio nuovo south bridge, da abbinare a tutte le proprie piattaforme chipset e in grado di risolvere i vari problemi prestazionali che hanno afflitto le architetture SB450: si trattava del modello SB600. In questo articolo abbiamo anticipato le prime immagini di questa nuova soluzione e delineato le caratteristiche tecniche di base; di seguito un estratto, che spiega quella che era la situazione in quel periodo di tempo:
Quelle iniziali previsioni di debutto in concomitanza con il Computex di Taipei sono state in buona sostanza confermate; la prima reference board basata su south bridge ATI SB600 è stata infatti messa a disposizione in concomitanza con il debutto delle cpu AMD Athlon 64 Socket AM2. Architetturalmente ci troviamo di fronte allo stesso north bridge già introdotto da ATI lo scorso mese di Marzo: si tratta del modello Radeon Xpress 3200, soluzione per processori AMD Athlon 64 caratterizzata dalla presenza di due Slot PCI Express 16x ciascuno con 16 linee PCI Express elettriche. Questo chipset è caratterizzato da una notevole flessibilità in termini di overclock, soprattutto per quanto riguarda il funzionamento fuori specifica del bus HyperTransport. Per una sua completa analisi prestazionale rimandiamo alla recensione disponibile on line a questo indirizzo. In queste pagine analizzeremo come ATI sia intervenuta nel nuovo south bridge SB600, e se con questo prodotto siano stati risolti i problemi di transfer rate con periferiche USB 2.0 evidenziati con la precedente architettura SB450. Pagina 2 - Reference board ATI ATI ci ha messo a disposizione una delle proprie reference board per l'analisi del nuovo south bridge SB600; si tratta di una scheda che riprende il layout delle precedenti soluzioni basate su chipset Radeon Xpress 3200, con la differenza principale rappresentata dal Socket AM2 al posto del precedente 939. Di conseguenza cambiano anche gli Slot memoria, ora per moduli DDR2. La scheda si distingue per il PCB di colore bianco, simile a quello di alcune schede madri Sapphire per processori Athlon 64 Socket 939 che il produttore di Hong Kong ha presentato in commercio lo scorso autunno. Spiccano sul PCB i due bridge del chipset: al centro, sormontato da un voluminoso dissipatore di calore rosso, troviamo il north bridge RD580, lo stesso adottato per le soluzioni Radeon Xpress 3200 per processori Socket 939. Dietro il secondo Slot PCI Express trova posto il south bridge, modello SB600, sormontato da un dissipatore di calore sempre passivo ma di più ridotte dimensioni. Le caratteristiche tecniche del north bridge sono le stesse delle precedenti architetture Radeon Xpress 3200: in un singolo chip ATI ha implementato il controller PCI Express che gestisce entrambi i canali PCI Express 16x elettrici, così da avere un pieno sfruttamento di due schede video della famiglia Radeon quando collegate tra di loro con tecnologia Crossfire. Si tratta dello stesso approccio scelto da NVIDIA per le proprie architetture nForce 4 SLI x16, oltre che per le più recenti nForce 590 SLI, anche se i chipset NVIDIA utilizzano due distinti chip per gestire i due flussi PCI Express 16x. Accanto al south bridge SB600 sono posizionati i 4 canali Serial ATA; l'implementazione scelta da ATI prevede le seguenti caratteristiche tecniche per questo controller:
Il set di funzionalità è quindi simile a quello delle nuove soluzioni chipset NVIDIA nForce 5; queste ultime, tuttavia, vantano un margine di vantaggio per via del maggior numero di canali SATA, pari a 6, oltre che per la possibilità di configurare anche catene Raid 5. Pagina 3 - Controller Serial ATA Da bios è possibile configurare le periferiche SATA eventualmente collegate al sistema, attraverso due semplici interfacce.
Alla prima si accede direttamente da bios e permette di selezionare la modalità di canale SATA utilizzato tra quelle Raid, AHCI, Native IDE e Legacy IDE. Selezionando l'opzione Raid si accede ad un secondo menu, completata la fase di post, che permette di selezionare quali hard disk utilizzare per la catena Raid e in quale configurazione.
Terminato il caricamento del bios, questa è la schermata che appare per verificare gli hard disk SATA collegati al controller; in questo caso troviamo due hard disk, uno da 250 Gbytes e l'altro da 74 Gbytes, configurati indipendentemente come singola catena Raid in modalitò JBOD (Just a Bunch of Disk).
Entrando nel menu di configurazione è possibile sia verificare quali e quanti hard disk siano collegati al sistema, si il tipo di catena Raid che si vuole configurare.
Sempre con la configurazione precedente, troviamo collegati nel sistema due hard disk Western Digital, rispettivamente da 250 e 74 Gbytes di capacità; è ora possibile configurare il sistema in modo tale che la catena Raid possa essere correttamente costruita, a seconda delle proprie preferenze tra superiori prestazioni velocistiche (Raid 0) oppure maggiore ridondanza dei dati (Raid 1).
Per le configurazioni Raid 0 e Raid 10 è possibile scegliere la dimensione dei blocchi di Stripe, tra 64 Kbytes oppure 128 Kbytes; questo parametro influenza marginalmente le prestazioni della catena Raid a seconda della tipologia di dati prevalentemente utilizzata nel sistema. Pagina 4 - Hard disk e USB 2.0 Per valutare le prestazioni del nuovo south bridge ATI SB600 con hard disk Serial ATA abbiamo utilizzato un disco Western Digital Raptor 74 Gbytes, dotato di meccanica da 10.000 giri al minuto di rotazione; il disco è stato collegato al sistema come unità secondaria, utilizzando un altro hard disk Serial ATA quale unità principale per sistema operativo e dati. Per valutare transfer rate in lettura e scrittura, nonché percentuale di occupazione del processore e tempo di accesso, è stato utilizzato il benchmark HD Tach versione 3.0.1.0. Le prestazioni dei due controller sono sostanzialmente allineate tra di loro, con un lieve margine di vantaggio per la soluzione SB600 in termini di velocità di scrittura. Per entrambi i controller si evidenzia un andamento lineare del grafico delle velocità di lettura e scrittura, con la velocità che cala proporzionalmente all'avvicinarsi della massima capienza del disco e quindi dei settori più interni dei piatti. Passiamo ora ad analizzare le prestazioni di quello che era il vero tallone d'achille del south bridge ATI SB450: il controller USB 2.0. In questo caso abbiamo misurato il tempo necessario a trasferire un pacchetto di dati composto da vari files, utilizzando quale sorgente un hard disk EIDE da 3,5 pollici e 7.200 giri al minuto di velocità di rotazione.
ATI ha risolto i problemi delle precedenti architetture di south bridge con il modello SB600: i tempi in secondi sono allineati a quelli delle soluzioni nForce 590 SLI e nForce 4 SLI, oltre che a quelli della soluzione ULI M1575 compatibile con il chipset SB450 e da molti produttori di schede madri preferita alla proposta ATI. Anche utilizzando una chiavetta USB esterna da 1 Gbyte si registra un sostanziale allineamento tra le due piattaforme chipset di ATI e NVIDIA; i risultati in scrittura e lettura sono sostanzialmente identici, come del resto anche il tempo di accesso. La soluzione ATI mostra solo un valore leggermente superiore per quanto riguarda la percentuale di occupazione del processore, che tuttavia resta su valori così bassi da non destare alcun tipo di preoccupazione. Pagina 5 - Conclusioni Con il nuovo south bridge SB600 ATI ha definitivamente archiviato uno dei propri maggiori limiti nel mercato delle soluzioni chipset di fascia alta, le prestazioni con periferiche USB 2.0. I test hanno evidenziato come il nuovo controller USB sia finalmente allineato alle prestazioni delle altre proposte concorrenti prodotte da NVIDIA, oltre che al modello M1575 di ULI che molto spesso i partner taiwanesi, produttori di schede madri, hanno preferito per le proprie soluzioni. La piattaforma chipset Radeon Xpress 3200, fatta eccezione per il nuovo south bridge, rimane sostanzialmente invariata rispetto alle precedenti soluzioni per processori Socket 939; del resto, il fatto che non sia stato utilizzato un nuovo nome per questa soluzione chipset fa capire come il prodotto non sia sostanzialmente cambiato. ATI continua a proporre questo chipset come soluzione top di gamma, nel segmento di mercato che vede schede madri dal costo variabile tra i 150 e i 240 dollari nel canale retail. Si tratta di soluzioni per gli utenti più appassionati, che acquistano due schede video della famiglia Radeon così da poterle utilizzare affiancate in configurazione Crossfire. E' questo un setup molto poco diffuso per via del costo elevato d'acquisto, oltre che per il ritardo con il quale ATI ha presentato la propria soluzione dual GPU rispetto a quella SLI della concorrente NVIDIA. L'architettura ATI è nel complesso leggermente inferiore a quella NVIDIA, in termini di dotazione accessoria e di funzionalità. Le nuove soluzioni chipset NVIDIA della famiglia nForce 5, in particolare il modello top di gamma nForce 590 SLI, vantano tutte le caratteristiche tecniche implementate da ATI all'interno del proprio chipset Radeon Xpress 3200, con in più maggiore flessibilità dal lato del controller Serial ATA e del sottosistema di rete. NVIDIA, inoltre, fornisce con i propri chipset anche il tool nTune 5.0, estremamente utile per coloro che vogliono intervenire sui parametri di funzionamento di memoria e processore direttamente da sistema operativo. I principali partner di ATI annunceranno proprie soluzioni basate su questa piattaforma chipset per processori AMD Athlon 64 Socket AM2 nei prossimi giorni; è presumibile che il Computex di Taipei, evento che aprirà i battenti il prossimo 6 Giugno, sarà l'occasione per vedere in funzione buona parte di queste soluzioni. |
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