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Pagina 1 - Introduzione "Proprio come una macchina da corsa ha bisogno dei migliori pezzi per vincere una gara, io ho bisogno dei migliori componenti quando partecipo ai tornei in giro per il mondo". Si apre con questa frase la breve lettera di Jonathan Wendel, meglio conosciuto con il nickname "Fatal1ty", agli utenti di ABIT. In poco più di una decina di righe il cyber-campione del mondo spiega quali motivi l'abbiano spinto a scegliere ABIT quale partner. Sempre nella lettera all'utente, "Fatal1ty" afferma di aver partecipato in prima persona allo sviluppo della schede che portano il suo nome; nota l'attenzione di ABIT per il proprio pubblico, certo non si farà, quindi, fatica a credere alle parole di Wendel. Da sempre il produttore asiatico propone soluzioni assai gradite a quel pubblico attento alle prestazioni ed alla completezza dei prodotti che acquista e, con la AN8 Fatal1ty, ABIT non sembra voler fare eccezione a quella che, ormai, è una regola. Basata sul chipset Nforce 4 Ultra di NVIDIA, l'ultima nata in casa ABIT si presenta come una valida scelta per quel pubblico di "powerusers" sempre alla ricerca di prestazioni e features. Di seguito una breve tabella che raccoglie le caratteristiche tecniche più rilevanti della scheda oggetto di questa recensione:
ABIT commercializza ben tre versioni della AN8:
In queste pagine analizzeremo layout e prestazioni della soluzione "Fatal1ty" che tanto ha attirato l'attenzione della stampa internazionale in questi mesi. Pagina 2 - Layout
Dominano i colori rosso e nero sul PCB della AN8 Fatality: sicuramente apprezzabile la scelta cromatica del produttore asiatico che, con questi colori, potrebbbe aver voluto rifarsi ai toni più ricorrenti nei videogiochi più amati dai videogamers: gli sparatutto. Del resto il nome scelto da Abit per questa soluzione la dice lunga sul target di mercato individuato.
La zona del socket del processore risulta sgombra da particolari impedimenti. Il sistema di ancoraggio del dissipatore è circondato da condensatori di basso profilo che, quindi, non costituiscono problema in fase di assemblaggio. Nei pressi del processore anche il chip "uGuru" in grado di controllare un gran numero di parametri operativi della scheda. A supporto dell'integrato, ABIT propone un software appositamente sviluppato e caratterizzato da un'interfaccia molto intuitiva. Sul lato esterno della scheda, accanto al socket, il sistema di raffreddamento OTES. Ormai costante delle schede di fascia alta di ABIT, "Outside Thermal Exhaust System" è divenuto sinonimo di ottime condizioni operative e, quindi, grande stabilità di sistema. Un corpo in platica scura convoglia l'aria calda fuori dal case: ad aumentare la superficie di scambio termico due piccoli dissipatori in alluminio colorato. Gli ingegneri di ABIT hanno deciso di avvalersi di una soluzione simile per il raffreddamento dei MOSFET che compongono la circuiteria di alimentazione (a 4 fasi) del processore. Encomiabile la scelta, da parte di ABIT, di componenti di qualità per la sezione di alimentazione: i condensatori impiegati sono, infatti, marchiati Rubycon e Sanyo, aziende assai note e stimate nel settore. Nei pressi del sistema OTES anche il connettore a 4 pin. Quello a 24 si trova sul lato lungo opposto a quello esterno dove hanno sede anche i quattro slot DDR, in rosso e nero nella fotografia. Il massimo quantitativo di RAM installabile è di circa 4 GB anche se, qualora i banchi installati siano quattro, il memory controller integrato nella cpu AMD Athlon 64 provvede ad abbassare automaticamente la frequenza di funzionamento fino a 333 MHz. Il memory controller, come noto, nei processori AMD Athlon 64 è integrato all'interno del Core, quindi completamente indipendente dalla scheda madre e dal chipset New entry nella dotazione accessoria di ABIT, l'OTES RAMFlow si distingue tra la dotazione a corredo della AN8 Fatal1ty; si tratta di un sistema di raffreddamento basato su ventole, che viene montato sopra i moduli memoria DDR così da facilitarne la dissipazione termica sorpattutto quando sono spinti ad operare a frequenze superiori a quelle di default. L'installazione di questo sistema comporta l'ancoraggio dello stesso alle leve di serraggio dei banchi di RAM. Una parte della sezione di circuiteria è dislocata nella zona nei pressi degli slot DDR, a testimoniarlo la piccola popolazione di elementi induttivi e capacitivi ivi collocati. Il chipset Nforce 4 Ultra, posizionato al centro della scheda, è il cuore della board di ABIT. A raffreddare il controller di NVIDIA un piccolo dissipatore passivo coadiuvato, nel suo compito, da una ventolina la cui velocità di rotazione è regolabile da un apposito software: FanEQ. Continuando nella rassegna, i connettori EIDE, in verde, sul lato lungo più interno della board. In questa zona anche i connettori SATA e gli zoccoli per la connessione di 3 porte USB aggiuntive. Degno di nota il doppio display a segmenti per la segnalazione di errori in fase di avvio del sistema; attorno ad esso sono collocati due LED che indicano la corretta alimentazione del canale 5 VSB e della batteria di sistema. Sul lato opposto della scheda madre trovano posto gli slot PCI e PCI Express. Nei pressi dei tre PCI @ 33 MHz il connettore FDD. Anche ABIT, come ECS, ha deciso di posizionare questo componente sul lato corto della scheda opposto al processore. Procedendo nel verso opposto si incontrano i tre slot PCI Express: subito accanto al PCI1 il connettore PCI Express 16x, quindi 2 PCI Express 1x. Nei pressi delle porte di I/O è collocato il connettore per la scheda add-on su cui è integrato il codec ALC658, controller audio 5.1 di Realtek. Le porte di comunicazione che equipaggiano la AN8 Fatal1ty occupano una posizione quasi "centrale" sul lato lungo esterno della board. Il sistema di raffreddamento OTES, infatti, occupa gran parte dell'area solitamente dedicata alle connessioni di I/O. Le scelte effettuate dagli ingegneri di ABIT sembrano dimostrarsi piuttosto razionali: il giudizio sul layout della AN8 Fatal1ty risulta generalmente positivo, anche se, come vedremo, non mancano aspetti più controversi. Pagina 3 - Costruzione Il materiale impiegato da ABIT per la realizzazione di questa scheda madre è, come già accennato, di prima qualità: su tutti i componenti si distinguono gli elementi capacitivi di Rubycon e Sanyo. Sempre per quanto riguarda l'alimentazione, dobbiamo registrare l'attenzione prestata dagli ingegneri alla collocazione dei connettori a 4 e 24 pin disposti, rispettivamente, nei pressi del sistema OTES ed a metà della board, sul lato opposto a quello delle porte di I/O
Possono essere tuttavia individuate alcune scelte che, in fase di design, hanno portato i tecnici a preferire soluzioni quantomeno discutibili. Iniziamo analizzando un fattore critico per quell'utenza "enthusiast" che, di fatto, costituisce il mercato più ampio per prodotti come la AN8 Fatal1ty: la rumorosità. Quattro ventole da 40 mm di diametro (2 per ogni sistema OTES) generano un rumore non trascurabile. La situazione migliora utilizzando il sistema di controllo FanEQ fornito in bundle con la scheda: è doveroso tuttavia sottolineare che la velocità minima di rotazione è di 4100 RPM per l'OTES RAMFlow e di 4800 RPM per l'OTES, valori comunque piuttosto elevati. Inoltre la piccola ventola che raffredda il chipset non sembra eccellere per qualità: dopo alcune ore di impiego si inizia a avvertire il sibilo che caratterizza sistemi meccanici in movimento soggetti a surriscaldamento anomalo.
Come ECS, anche ABIT ha scelto di posizionare il connettore per floppy drive sul lato corto della scheda madre opposto al socket. Abbiamo già osservato come questa soluzione possa portare a problemi di assemblaggio. I produttori confidano, forse, nel fatto che l'uso di questo tipo di periferiche stia diventando sempre meno comune;è certo, tuttavia, che questa tesi potrebbe dar luogo ad opinioni assai divergenti. Semaforo rosso anche per la scelta della collocazione delle quattro porte SATA e dei tre connettori USB. Perfettamente in linea con lo slot PCI Express 16x, questi connettori rischiano di essere "oscurati" in maniera più o meno parziale da una scheda video, come quelle di ultima generazione, caratterizzata da un PCB ampio. Abbiamo effettuato una prova mirata a stabilire quanto grave possa presentarsi la situazione nei casi più critici; per questo abbiamo installato una scheda video NVIDIA GeForce 6800 GT connettendo, nello stesso contesto, un HD SATA ed i tre connettori per USB 2.0 aggiuntivi.
Come risulta evidente dall'immagine, l'impiego di una scheda video con una superficie del PCB così estesa non solo limita la libertà di operare in una zona vitale come può essere quella dei connettori ma, di fatto, rischia di impedire l'uso di almeno uno dei tre connettori USB 2.0. La stessa prova, ripetuta utilizzando una VGA GeForce 6600 GT, fornisce esiti ben diversi. E' quindi lecito chiedersi se non sarebbe stato più saggio pensare ad una disposizione diversa dei connettori in questa zona, almeno per quanto riguarda quelli relativi alle porte USB. Spazi ristretti anche tra lo slot PCI Express ed il primo PCI "tradizionale". Il numero di casi in cui è necessario connettere tre schede PCI è tuttavia così esiguo da non far parlare di vera e propria limitazione del layout. Sul versante controller non si registrano elementi di particolare rilievo: ABIT ha deciso di affidarsi alle funzionalità del chipset lasciando al controller di Texas Instruments (TI TSB43AB22A) la gestione dell'unica porta firewire che equipaggia la AN8 Fatal1ty.
Il VSC8201RX di Vitesse, invece, gestisce il traffico sulla porta LAN RJ45 presente sul pannello di I/O della scheda di ABIT. Pagina 4 - Dotazione in bundle La AN8 Fatal1ty giunge accompagnata da un bundle di tutto rispetto. Nell'ampio box trovano posto due cofanetti che contribuiscono a mantenere ordine in uno spazio, quello della scatola, che, altrimenti, risulterebbe assai caotico.
Compongono il bundle della AN8 Fatal1ty i seguenti elementi:
La dotazione accessoria è molto ricca. A destare interesse sono, soprattutto i primi due elementi: la scheda esterna deputata al controllo delle funzionalità analogiche della sezione audio e il sistema di raffreddamento "OTES RAMFlow". Concentreremo la nostra attenzione principalmente su quest'ultimo elemento: una trattazione più approfondita del codec AC'97 di Realtek sarà, invece, oggetto del paragrafo dedicato all'analisi dell'audio della AN8 Fatal1ty. Connessa alla scheda madre tramite un connettore che si presenta come un PCI Express 1x ruotato di 180°, la scheda "AudioMAX" ospita unicamente il codec ALC658 e consente di connettere fino a 5 jack e 2 canali S/PDIF. Il sistema RAMFlow, invece, rappresenta una sorta di estensione del "concetto" OTES. Forti degli ottimi risultati raggiunti dalle precedenti realizzazioni, gli ingegneri di ABIT hanno scelto di adottare una soluzione simile a quella già impiegata per il raffreddamento della circuiteria di alimentazione, anche nella zona della memoria RAM. Nasce così l'"OTES RAMFlow", un dispositivo che, attraverso due ventoline da 40 mm, consente di allontanare l'aria calda dalla zona dei banchi DDR. L'idea è sicuramente apprezzabile, meno entusiasmanti i risultati: l'impiego dell'OTES RAMFlow non ha fatto registratre variazioni di temperatura degne di nota. L'impatto estetico di una soluzione simile, tuttavia, risulta tutt'altro che trascurabile: la struttura in plastica bianca crea interessanti effetti visivi quando attraversata dalla luce dei LED, onnipresenti su questa board. Il sistema di fissaggio alla scheda madre non risulta particolarmente comodo: è necessario applicare una forza non indifferente per garantire ai fermi un'apertura tale da giungere ad un ancoraggio corretto, sarebbe forse stato più utile installare due leve in grado di pilotare l'apertura dei due ganci. In generale il bundle appare piuttosto completo e in linea con le aspettative dell'utenza media cui i prodotti di ABIT sono rivolti. Pagina 5 - Bios
Per i test su questa scheda madre è stato impiegato l'ultimo BIOS disponibile: versione 1.2. La release in questione risale al 17/2/2005; è quindi auspicabile che il produttore rilasci una nuova versione del sistema di gestione a basso livello di questa scheda madre. BIOS Award-Phoenix per la motherboard di ABIT, che ha implementato diverse caratteristiche interessanti in questo sistema. Spicca, tra le novità, la possibilità di tenere traccia di alcune informazioni che potrebbero rivelarsi importanti come il tempo di operatività del sistema, il numero di reset e il tempo totale di attività del sistema. La sezione "uGuru" si presenta con una impostazione grafica diversa da quella che caratterizza il resto dei sottomenù. Dominano, infatti, i colori chiari come l'azzurro e il bianco. Questa è anche la sezione che sicuramente gli utenti più "esperti" preferiranno: è qui che si concentra la maggior parte delle impostazioni utilizzate dagli overclockers. Alcuni dei settings di sistema più rilevanti sono dislocati nella sezione "Advanced BIOS Settings". Da questo sottomenù è possibile accedere ad una quantità notevole di impostazioni relative alla memoria RAM. Dobbiamo, tuttavia, osservare che, a fronte di una tale vastità di settings disponibili, non è possibile aumentare il Vdimm oltre i 2.8V (nessun effetto ha, infatti, la voce che dal menù "uGuru" dovrebbe consentire di variare il valore di "default"). La massima frequenza di FSB impostabile è di 410 MHz a passi di 1 MHz; il massimo Vcore applicabile alla CPU arriva, invece a 1.85 V a step di 0.025V. Il massimo DDR VTT impostabile è di 1.4V, partendo da 1.2 V a passi di 0.05; stessa risoluzione per il Vdimm che, come già detto, giunge fino a 2.8V (partendo da 2.5 V). La differenza di potenziale applicabile al chipset sfiora gli 1.8 V (da 1.5 a step di 0.05 V). La frequenza del PCI Express può essere selezionata nel range tra 100 e 145 MHz a step di 1 MHz.
Le voci relative al link HTT permettono di variare ampiezza e moltiplicatore del canale. Il BIOS che equipaggia la AN8 Fatal1ty appare piuttosto completo: interessante la possibilità di avviare il sistema con le impostazioni di default, dopo un avvio non andato a buon fine. Durante l'uso, tuttavia, sono stati riscontrati comportamenti piuttosto "anomali": spesso è stato necessario intervenire sul jumper della batteria del CMOS per avviare il sistema spento correttamente in precedenza. Un simile comportamento sembra trovare giustificazione nella relativa "immaturità" del BIOS al quale, evidentemente, ABIT deve ancora lavorare. Pagina 6 - Configurazione di test Durante i test sono stati utilizzati i seguenti componenti:
I test sono stati eseguiti con i seguenti criteri:
Pagina 7 - Benchmark sintetici
Banda passante prossima ai 6 GB/s per la AN8 Fatal1ty: i risultati fatti registrare dalla soluzione di ABIT risultano coerenti con quelli fatti registrare da prodotti basati sullo stesso chipset.
I tempi di latenza emersi nei test "Sciencemark" ed "Everest" confermano l'assoluto primato delle soluzioni Athlon 64 sulle soluzioni basate su processori Intel Pentium 4; anche in questo caso la differenza è data dal memory controller integrato nel processore, che riduce sensibilmente la latenza di accesso della memoria. La AN8 fa segnare risultati in linea con la media della sua categoria. Pagina 8 - Multimedia
Buone prestazioni anche in questa tornata di test per la AN8: la scheda madre di ABIT si dimostra capace di livelli prestazionali allineati a quelli della soluzione DFI LANParty nF4 SLI-DR basata su chipset NVIDIA nForce 4 SLI. Pagina 9 - Applicazioni professionali
Risultati nella media anche in ambito professionale: gli applicativi impiegati per la misura delle prestazioni della AN8 sono tra quelli più utilizzati anche in campo "prosumer". La situazione fotografata da questo tipo di software individua un sostanziale allineamento della scheda madre di ABIT alla scheda madre DFI LANParty. Pagina 10 - Gaming 3D
Anche in ambito videoludico la AN8 fa segnare risultati interessanti: in tutti i games la scheda in prova riesce a tener testa a soluzioni e piattaforme concorrenti. Sicuramente una delle sessioni di test più attese, quest'ultima ci restituisce un quadro piuttosto prevedibile: ABIT è riuscita a proporre un prodotto in grado di competere per il primato delle prestazioni in diversi ambiti. Pagina 11 - Audio: Realtek ALC 658 Con la serie "AN8", ABIT si distingue nel mercato delle soluzioni basate sull'NForce 4 di NVIDIA: al contrario della maggior parte dei competitor più diretti, la compagnia asiatica ha infatti scelto di non utilizzare il codec audio ALC850 preferendovi l'ALC658 dello stesso produttore, Realtek. Le differenze tra le due soluzioni sono piuttosto evidenti e, sicuramente, non di secondo piano. Il più recente 850, infatti, supporta configurazioni fino ad 8 canali, mentre sono soltanto 6 i canali a disposizione dell'utente con l'ALC658. La stessa fascia di utenza cui i prodotti sono rivolti è differente: se, infatti, l'ALC850 si propone come valida opzione per il grande pubblico, l'ALC658 è più specificamente pensato per un mercato professionale.
Queste caratteristiche rendono la scelta di ABIT ancora più coraggiosa: volendo interpretare la decisione degli ingegneri taiwanesi potremmo pensare che è stata preferita la "qualità" alla "quantità". Proprio per tenere alto il livello della qualità analogica del sottosistema audio, ABIT ha scelto di integrare il codec di Realtek su una scheda "stand-alone" che, sottrae il chip alle interferenze dei campi elettromagnetici in cui invece si troverebbe ad operare se fosse implementato "on-board". Durante i test del codec ALC658 abbiamo osservato un comportamento degno di nota: utilizzando i driver Realtek il software Rightmark Audio Analyzer rileva prestazioni ben diverse rispetto al caso in cui i driver installati siano quelli forniti da NVIDIA. Riportiamo, quindi, di seguito, entrambi i risultati:
driver NVIDIA, valutazione globale: Buono
driver Realtek, valutazione globale: Buono
Il grafico della risposta in frequenza mostra come il codec sia in grado di mantenere il guadagno costante per una banda di frequenze piuttosto ampia; in prossimità della frequenza di taglio più alta la non linearità della risposta appare più accentuata. A fronte di una maggiore qualità, tuttavia, i driver di NVIDIA generano una maggiore occupazione della CPU:
La qualità del codec utilizzato da ABIT per la AN8 Fatal1ty appare sicuramente buona. La compatibilità con sistemi a 5+1 canali genererà, forse, qualche malumore; "qualità" e "quantità" si compensano vicendevolmente generando una situazione di equilibrio in cui a decidere saranno le necessità dei singoli utenti. Pagina 12 - Analisi design Gli scenari che stanno caratterizzando il mercato informatico degli ultimi mesi sembrano individuare un trend piuttosto preciso: è in atto una "polarizzazione" delle diverse utenze che, progressivamente, convergono verso centri di interesse comune. E' la stessa tendenza osservata nell'analisi della KN1 Extreme di ECS, la medesima rintracciabile nella maggior parte delle scelte di mercato dei big del settore. La sovrapposizione delle fasce d'utenza può diventare un'arma a doppio taglio per i produttori che, da un lato, possono ambire a raccogliere consensi trasversali e, dall'altro, si trovano costretti a dover acquisire in tempi molto brevi il know how necessario ad affrontare sfide di mercato difficili almeno quanto esaltanti. Con la AN8 Fatal1ty ABIT dimostra di aver raccolto la sfida con il preciso intento di non tradire la fiducia di quel pubblico che l'ha resa nota ed, allo stesso tempo, di guadagnare sempre maggiori consensi in mercati nuovi. Per questo motivo in fase di design sono state adottate scelte volte a rendere la AN8 Fatal1ty un prodotto in grado di attirare l'interesse di utenze avanzate come, per esempio, i modders. LED, diagnostici o puramente "estetici", oltre al doppio display a sette segmenti, popolano il PCB della AN8 anche in zone che, abitualmente, non ospitano questo tipo di elementi. Ben otto LED rosso fuoco sono infatti posizionati sul retro della board; al contrario del diplay diagnostico questi sono alimentati soltanto quando il sistema è acceso. L'insieme delle luci che si dipartono da ogni punto della scheda genera un effetto cromatico davvero originale; abbiamo perciò provato ad assemblare un sistema che potrebbe costituire una buona scelta per una fascia medio-alta del mercato, interessata al look oltre che alle prestazioni del proprio sistema. Difficilmente una descrizione può rendere giustizia dell'impatto visivo che un simile sistema può generare; almeno non quanto un'immagine! L'effetto del crogiolo di luci che affolla la mainboard ed i suoi dintorni è davvero spettacolare: appena alimentato il sistema si trasforma in un lunpark illuminato a giorno. Davvero apprezzabile l'effetto globale; i colori scelti in fase di design ben si adattano alle scelte cromatiche dei produttori più vicini alle esigenze dei modders. Pagina 13 - Analisi overcloccabilità Nota per essere sempre stata in grado di unire stabilità operativa a grandi margini di overclock, ABIT propone un prodotto che, almeno sulla carta, sembra avere grandi chance di distinguersi tra le concorrenti. La possibilità di impostare valori di FSB nel range tra 200 e 410 MHz pone buone premesse. Queste aspettative trovano nella facilità d'uso del BIOS un ottimo alleato. La possibilità di riavviare la macchina con le impostazioni di default senza resettare le impostazioni del BIOS dopo un bad-boot completa il quadro facendo crescere l'interesse dei powerusers. Abbiamo testato quindi il sistema utilizzando i moltiplicatori più significativi, quelli più usati dagli oveclockers. Di seguito riportiamo una tabella riassuntiva, insieme ad alcuni screenshots, dei risultati ottenuti dalla AN8 Fatal1ty. La massima frequenza di bus rimane piuttosto distante da quella registrata dalle soluzioni più performanti. Risultati degni di nota sono ottenuti con il moltiplicatore 4X; con il moltiplicatore 2X non si è andato oltre i 340 MHz raggiunti con il 3X. In considerazione del "pubblico storico" della compagnia asiatica, delle premesse poste in precedenza e, soprattutto, della fascia di prezzo in cui questa scheda si va a collocare forse sarebbe stato lecito attendersi qualcosa in più dalla AN8. Pagina 14 - Conclusioni La AN8 Fatal1ty si presenta, sulla carta, come una valida soluzione per il mercato 939: prestazioni, funzionalità e un look accattivante si uniscono in un mix che allarga il bacino di potenziali utenti. Il profilo prestazionale della soluzione di ABIT risulta costantemente in linea con la media della fascia di riferimento. Sul versante design dobbiamo registrare un evidente interesse degli ingegneri ABIT nel proporre un prodotto in grado di raccogliere consensi trasversali. L'impatto estetico della AN8 Fatal1ty pone ABIT tra quei produttori, come DFI, che sono maggiormente impegnati nella commercializzazione di soluzioni con un elevato valore aggiunto. Tuttavia dobbiamo tuttavia registrare una serie di"anomalie che, certo, mal si addicono ad un prodotto caratterizzato da un costo prossimo ai 200. Come già rilevato nel paragrafo dedicato al BIOS, il sistema di gestione di basso livello risulta ancora piuttosto immaturo: le potenzialità del sistema sono fortemente limitate dall'impossibilità di sfruttare pienamente tutte le possibilità messe a disposizione dell'utente: emblematico il caso del voltaggio DDR. Durante l'uso della AN8 Fatal1ty, abbiamo inoltre riscontrato una singolare tendenza ad incorrere in errori in maniera quasi inspiegabile. E' spesso accaduto che, portata correttamente a termine la procedura di shut down, al successivo avvio il display a sette segmenti indicasse codici di errori prima d'allora non presenti; è stato ogni volta necessario resettare il BIOS per riavviare la macchina. L'impostazione da BIOS di parametri operativi piuttosto comuni (timings di default per la memoria utilizzata, per esempio) ha inoltre generato, casualmente, l'impossibilità di avviare il sistema; gli stessi parametri, impostati con il software "Athlon 64 Tweaker 0.6 beta" non hanno generato instabilità di alcun genere. In questo quadro, infine, la latitanza di una versione "recente" del BIOS per la AN8 non può certo confortare gli utenti. Sebbene, quindi, il valore intrinseco del prodotto sia piuttosto elevato, la AN8 Fatal1ty, allo stato attuale, sembra soffrire di una immaturità cui gli utenti di ABIT sono poco abituati e che, c'è da sperarlo, sarà presto affrontata dal produttore. Produttore
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