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Rohrpost, viaggio nel tempo nei sotterranei di Berlino
Alessandro Bordin - 21 Novembre 2008
"Berlino, protagonista di buona parte della Storia del XX Secolo, nasconde nel proprio sottosuolo una delle perle della tecnologia di circa 150 anni fa. Siamo parlando della Rohrpost, la rete di posta pneumatica che fece di Berlino una delle città più all'avanguardia in un'epoca dai toni seppia"
Pagina 1 - Rohrpost, viaggio nel tempo nei sotterranei di Berlino

Parte sempre tutto con una mail. E' una delle più grandi fortune del mio mestiere, quella che mi permette di viaggiare. Le trasferte di lavoro sono sempre interessanti per almeno due motivi: il primo  è quello che riguarda l'occasione per cui si è chiamati a spostarsi, in questo caso la presentazione della CPU AMD "Shangai", con la possibilità di toccare con mano le novità per poi riferirle ai lettori. La seconda riguarda il luogo degli eventi, indicato con l'orribile termine "location" nelle mail ufficiali. In alcuni casi può capitare di imbattersi in tour guidati nelle città, di solito nelle ore precedenti o successive all'evento vero e proprio, per riempire quelle ore che permettono alla stampa proveniente da mezzo mondo e con voli differenti di radunarsi sul posto o di attendere l'aereo che ci riporterà a casa.

Spesso non si ha occasione di parterciparvi, altre volte si tratta di visite guidate del tutto simili a quelle turistiche, mentre altre ancora questi tour guidati sconfinano piacevolmente in approfondimenti culturali di notevole interesse. Quando questo succede, mi sono detto, cercherò di condividere la mia fortunata esperienza con i lettori, qualora questa abbia a che fare in qualche modo con la tecnologia. Un lettore attento avrà infatti notato come sotto il logo di Hardware Upgrade campeggi la scritta "il sito italiano sulla tecnologia". Cito questa scritta per un motivo di comodo, lo ammetto: mi permette di avere una scusa per scrivere un altro articolo anomalo, che parlerà sì di tecnologia, ma di circa 150 anni fa.

E' un pomeriggio piovoso di novembre, siamo a Berlino, una città che trasuda Storia dalle poche pietre rimaste in piedi dopo i massicci bombardamenti del 1945. Eppure le sensazioni fluiscono in modo chiaro, si avverte quell'importanza che la storia ha scelto per questa città. Berlino capitale del Terzo Reich ,di cui rimangono alcuni esempi architettonici, ma anche quella Berlino dove è nata la Guerra Fredda, che ha condizionato eventi e politiche per quasi mezzo secolo. E poi il Muro, la divisione in quattro settori e due blocchi, l'abbattimento del 1989 ed una riunificazione di due mondi cresciuti vicini geograficamente ma distanti per tutto il resto. Differenze evidenti anche oggi, a quasi vent'anni di distanza. Camminare per Berlino significa fare i conti con tutto questo bagaglio storico, così recente che se ne possono sentire quasi gli echi.

Il viaggio che intendo però ripercorre con voi non riguarda tutto questo. Andremo nel sottosuolo, alla riscoperta di una perla tecnologica che rischia l'oblio, in un mondo dominato dai computer che troppo spesso guarda avanti e ben poco indietro.

Pagina 2 - Rohrpost, quando la posta sfrecciava sotto terra

I sotterranei di una città hanno sempre qualcosa di affascinante nel mio immaginario, come se vi fosse celato qualche segreto che può offrirsi a pochi. Il fascino è effettivamente presente in questo caso, ma scopro ben presto che non è un segreto ma l'incuria e l'indifferenza che rischiano di destinare all'oblio una delle meraviglie tecnologiche del diciannovesimo secolo. Sto parlando della posta pneumatica, che ha mosso i primi passi qui a Berlino nel lontano 1865, quando il Regno D'Italia aveva appena quattro anni.

Si trattava di un sistema (oggi diremmo rudimentale) che permetteva di spedire attraverso tubi d'aria pressurizzata alcune capsule, molto spesso contenti messaggi o piccoli oggetti. Ancora oggi è possibile vedere qualcosa di simile nei supermercati (per spostare i contanti dalla cassa agli uffici) o negli ospedali, ma si tratta di applicativi della tecnologia del tutto marginali e limitati a pochi ambiti. La posta pneumatica non fu inventata a Berlino. Fu l'ingegnere scozzese William Murdoch che, all'inizio del XIX secolo, fu pioniere in questo sistema di comunicazione, adottato per la prima volta e per un tratto molto breve dalla London Pneumatic Dispatch Company per unire la Borsa e la stazione del telegrafo.

Il sistema fu visto ai tempi come qualcosa di rivoluzionario, un ritrovato tecnologico di tale prestigio che furono diverse le città, nella seconda metà del XIX secolo, a volerlo adottare per le comunicazioni ritenute più urgenti e importanti. Berlino fu la seconda città, dopo Londra con il breve tratto di cui ho parlato in precedenza, ad investire su questa tecnologia per un servizio postale chiamato Rohrpost, seguita poi ad solo un anno di distanza da Parigi (1866). E' in queste due città che la tecnologia vive un vero e proprio periodo d'oro, per subire poi un calo a partire dalla metà del secolo seguente.

Un entusiasmo, quello per la tecnologia pneumatica, che coinvolse diversi inventori ed artisti visionari. In questa stampa si può notare la presenza di macchine volanti ed un grosso tubo pneumatico che, nella visione dell'artista, avrebbe potuto di lì a poco trasportare persone fra città diverse.

Il servizio era ovviamente più caro di quello dei mezzi tradizionali basati ancora su carrozze e cavalli, ma utilizzato anche in locali pubblici come nei ristoranti più chic, dove si potevano effettuare ordinazioni direttamente dal proprio tavolo senza attendere l'inserviente. Se ci si ferma a riflettere si capisce chiaramente come buona parte delle informazioni e degli ordini in periodi cruciali di questa città siano passati da un palazzo di potere all'altro proprio attraverso i tubi pneumatici che percorrevano Berlino nel sottosuolo, in modo del tutto sicuro e senza pericoli di intercettazioni o incidenti lungo le strade. Un passato glorioso per una tecnologia quasi dimenticata, soppiantata da fax, computer e lasciata morire pian piano sotto i colpi dell'evoluzione tecnologica. Eppure qualcosa di tutto questo è rimasto.

Pagina 3 - Rohrpost, qualcosa è rimasto

La divisione di Berlino in due blocchi è stato l'inizio della fine per la rete di posta pneumatica, che al suo apice arrivò a toccare i 400 kilometri di tubi per con un volume di 2 milioni di messaggi/oggetti ogni anno. La nascita della Guerra Fredda ha avuto come prima e immediata conseguenza l'isolamento reciproco dei due blocchi sotto il profilo delle comunicazioni. Prima vittima eccellente proprio la Rohrpost, fatta saltare in alcuni tratti cruciali segnando così l'inizio del declino. Il progresso ha poi ovviamente fatto la sua parte, rendendo obsoleta questa tecnologia per lo scambio di informazioni, ma fortunatamente qualcosa è rimasto a testimoniare i vecchi fasti.

Il settore sovietico ha infatti fatto uso di parte della rete pneumatica fino a poco tempo prima della caduta del muro, motivo per cui un centro importante di smistamento è giunto fino a noi in buono stato di conservazione. Ho avuto così la fortuna di vedere e toccare con mano questa realtà, celata nei sotterranei di un edificio istituzionale in disuso. L'impressione è quella di un viaggio a ritroso nel tempo, cui ha fatto da amplificatore un odore di lubrificante e umidità che non sentivo da molto tempo.

Sembra quindi di essere lì, ad inizio secolo, alle spalle dell'operatrice che mi hanno mostrato in questa slide, con l'entusiasmo di capire un po' meglio cosa volesse dire a quei tempi controllare un flusso di bussolotti sparati a circa 70Km/h. Quali sono state le sfide a livello tecnologico per realizzare questa meraviglia dell'ingegneria?

Pagina 4 - Tecnologia e macchine

I sotterranei dell'edificio si sono rivelati più vasti di quanto si potesse intuire osservando dall'esterno il palazzo in mattoni rossi che li sovrastano. Ecco quindi che da un corridoio in evidente stato di degrado si accede a differenti locali, fra loro comunicanti, ognuno con una destinazione di utilizzo propria. La prima che visito è quella dei terminali veri e propri, dove i bussolotti di circa 6,5cm di diametro arrivavano a fine percorso o venivano a loro volta indirizzati ad altri centri di smistamento.

Il materiale utilizzato in maggior parte è semplice ferro, trattato opportunamente per resistere all'umidità ma al contempo non risultare troppo costoso. Il locale è pieno di tubi, alcuni dei quali scollegati o tagliati per mostrarne la sezione. Siamo proprio nel locale dove gli addetti alle spedizioni riempivano con messaggi su carta o con piccoli oggetti i bussolotti, disponibili in differenti misure e destinati a particolari percorsi nella città in virtù proprio delle proprie dimensioni e di quelle del raggio di curvatura dei tubi.

Nuove esigenze venutesi a creare nel tempo hanno infatti reso necessario l'ampliamento della rete che, pur mantenendo il diametro di base, è stata poi realizzata adattandosi alle nuove specifiche.

Alla fine di ogni condotto un indicatore di pressione, praticamente l'unico strumento in grado di garantire il monitoraggio di quel particolare percorso e testimone immediato di eventuali problemi. Alcuni di questi, specie nelle stagioni fredde, erano dovuti al ghiaccio, laddove i tubi dovevano passare per forza in superficie, come per esempio in corrispondenza di ponti.

Pagina 5 - Tecnologia e macchine - parte 2

Come spesso accade però, ad essere visibile è solo una piccola parte del sistema, mentre il cuore pulsante della rete è ancora tutto da scoprire. Accade anche oggi, quando ci colleghiamo al web. Davanti a noi un PC con un browser internet, ma affinché sia possibile navigare ci sono decine di server e strutture che rendono il tutto possibile.

Enormi compressori d'aria, realizzati da Siemens, facevano da veri e propri motori di tutto il sistema. L'alimentazione di questi modelli, i più recenti, veniva presa direttamente dalla rete elettrica. In ogni centro di smistamento di particolare importanza era possibile trovarne a decine. Mi viene detto che il locale macchine era un vero e proprio inferno, sia per il calore generato che per la rumorosità.

A seconda della lunghezza dei condotti, differenti erano anche i motori utilizzati per generare un flusso d'aria di pressione sufficiente a sparare i bussolotti lungo la rete, per poter garantire il successo della spedizione. Ecco dunque alternarsi motori tutto sommato di ridotte dimensioni, mentre altri decisamente più grossi.

Quello che mostro in questa immagine è un vero e proprio mostro, come si deduce dal diametro dei collettori in entrata ed in uscita. Vere e proprie sfide tecnologiche del tempo, che hanno permesso però di rendere la rete molto efficiente in termini di velocità.

La sfida più grossa però non è stata quella di ottenere un flusso d'aria di elevatissima pressione: a quei tempi l'ottimizzazione significava più che altro aumentare le dimensioni dei macchinari e poco più. Il vero problema iniziava a diventare di tipo strutturale, relativamente all'intero edificio. Le vibrazioni generate erano tali da essere paragonate ad un piccolo terremoto, presente però in maniera costante 24 ore su 24, per anni. I macchinari più grossi sono stati quindi montati su vere e proprie piattaforme molleggiate, in grado di mitigare in parte il problema.

I pannelli di controllo vennero inizialmente realizzati a muro, senza particolari accorgimenti. Le vibrazioni però provocarono in alcuni casi dei veri e propri crolli, motivo per il quale successivamente si scelse di montarli direttamente su pannelli di marmo molto spesso, con fili elettrici sul retro di lunghezza sovradimensionata. Così, nel caso di crolli, almeno quella parte non era da rifare da zero...

Fine dei problemi di carattere tecnico? No. Dove c'è compressione c'è calore e, quando questo diventa eccessivo, può compromettere l'integrità dei messaggi o degli oggetti contenuti nei bussolotti. Se il calore prodotto dall'attrito dei bussolotti contro le pareti venne risolto con una semplice lubrificazione programmata, differente era il discorso per l'aria. Ecco dunque che qua e là per la rete era possibile trovare delle speciali celle, a conti fatti dei veri e propri radiatori riempiti con acqua fredda o ghiaccio. Il flusso d'aria veniva quindi deviato all'interno di questi grossi radiatori, per poi riprendere la via delle tubazioni grazie a sistemi concettualmente molto simili a quelli degli scambi ferroviari.

Pagina 6 - Si torna a casa

Il mio viaggio, come detto nell'introduzione di questo articolo, è iniziato con una e-mail. AMD ci ha invitato alla presentazione del nuovo processore Opteron "Shangai", con l'occasione di osservare i nuovi processori all'opera all'interno del data center STRATOS (ne ha parlato il capo, in questo articolo). Anche in questo caso un mostro che gestisce 2 milioni di mail, ma in un solo giorno (e fa anche altro). E' uno dei centri di calcolo più avanzati, avanguardia dell'evoluzione tecnologica. Magari fra 100 anni qualcuno lo descriverà come qualcosa di romantico, un goffo e ridicolo carrozzone in grado però di emanare un fascino che solo il tempo andato sa regalare.

Quello che ho davanti rappresenta la summa tecnologica in fatto di comunicazione e scambio dati, ma è anche nei fatti uno dei killer della Rohrpost, stroncata dall'evoluzione tecnologica e dall'incuria. Sono uno degli ultimi fortunati ad aver avuto l'onore di visitare quelle cantine odoranti di muffa e lubrificante: dal 30 novembre non sarà più possibile visitare quel che rimane della Rohrpost, a tempo indeterminato. Un destino decisamente malvagio. La mancanza di fondi, in concomitanza con la vendita di molte strutture che la ospitano, daranno probabilmente il colpo di grazia a questa tecnologia che si snoda sotto Berlino come un sistema circolatorio prossimo al collasso.

La Memoria, con la M maiuscola, è un imperativo categorico in una città come Berlino, protagonista nel bene o nel male di buona parte della Storia del secolo scorso. Va da sé che quindi la priorità vada ad altri eventi come la Guerra Fredda, il nazismo o il crollo del Muro e sue dirette conseguenze. Quello che ho voluto offrire con questo articolo è un piccolo contributo a ricordare anche dell'altro, schiacciato da eventi ben più importanti. Personalmente ignoravo i fasti della tecnologia pneumatica in questa città e di come avesse contribuito a fare di Berlino un baluardo della tecnologia in fatto di comunicazione e scambio di informazioni, nel tempo in cui il Regno d'Italia muoveva i primi passi, esisteva ancora la Prussia e la ferrovia era un'invenzione tutto sommato recente.

Eppure la Rohrpost ha ancora un  primato: non esiste ad oggi un sistema tanto efficiente in termini di velocità come quella vecchia rete di tubi che correva sotto Berlino. Servivano infatti circa 15 minuti al massimo per far giungere un messaggio o un piccolo oggetto da a parte all'altra della città, e Berlino è molto grande. E' stato calcolato che il più veloce dei pony express, per quanto munito di scooter e privo di ogni disciplina in termini di codice stradale, impiegherebbe almeno il doppio. Un motivo di orgoglio in più per quegli uomini, nel mio immaginario ben pingui e dai grossi baffi a manubrio, che ben 150 anni fa la realizzarono.