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Pagina 1 - Introduzione Alienware M17x, un portatile come pochi altri Alienware è un marchio molto noto a tutti gli appassionati e in generale a quel tipo di pubblico definito enthusiast. Da sempre dedicata a questa fascia di mercato l'azienda è stata acquisita non molto tempo fa dal colosso americano Dell: Alienware è così entrata a far parte di una struttura molto più ampia espandendo di fatto il proprio mercato. Una delle conseguenze dirette di tale acquisizione è stato l'arrivo di Alienware sul mercato italiano; forte della nuova struttura distributiva i prodotti che fino a meno di un anno fa erano esclusiva per il mercato nord americano sono arrivati anche nel vecchio continente.
Oggi andremo ad analizzare Alienware M17x, un portatile destinato alla fascia alta del mercato in grado di racchiudere nelle dimensioni di una workstation portatile potenza di calcolo sufficiente a soddisfare le esigenze del videogiocatore più esperto. In tabella abbiamo riassunto le principali caratteristiche hardware:
Come emerge chiaramente dalle caratteristiche di sistema la proposta di Dell è stata configurata per riuscire a garantire il massimo in termine di hardware all'interno di una soluzione portatile. In questo senso sono quindi state prese tutte le decisioni durante la configurazione della macchina, dal processore Quad core ai due dischi da 512 GB montati in RAID 0. Una delle tante peculiarità che caratterizzata Alienware M17x è rappresentata dalla funzionalità Hybrid SLI: gli utenti più attenti si ricorderanno come questa funzione, già proposta in ambito desktop, sia una tecnologia proprietaria NVIDIA e consenta, a seconda dello scenario di utilizzo, di attivare o meno le schede video dedicate. NVIDIA ha abbandonato da tempo questa funzione in ambiente desktop, lasciandola però attiva in scenari mobile; Alienware M17x è così dotato di 3GPU, una che potremmo definire come controller di memoria integrato e due dedicate, attualmente il top di gamma della società californiana: GeForce GTX280M. Pagina 2 - Test e videorecensione
Il livello prestazionale che la piattaforma, su cui il Dell Alienware M117x giunto in redazione è sviluppato, è in grado di garantire non ha nulla da invidiare ad un sistema desktop di fascia medio alta. Per evidenziare la bontà del comparto grafico, il vero punto di forza che consente alla soluzione analizzata di andare a registrare simili livelli prestazionali, abbiamo eseguito Far Cry 2 in qualità Very High andando ad applicare progressivamente diversi livelli di anti-aliasing. La scalabilità registrata consente di poter giocare in modo soddisfacente anche alla massima risoluzione (1920x1200) con filtro AA 4x: raggiungere i 42fps in un simile scenario di testing è pura utopia per la stragrande maggioranza dei sistemi portatili. L'esecuzione di The Last Remnant ha confermato il comportamento che il sistema ha dimostrato durante Far Cry 2; anche in questo caso i livelli prestazionali raggiunti raggiungono la cosiddetta soglia di giocabilità. La possibilità di avere a disposizione tre GPU consente all'utente di poter attivare o disattivare, attraverso una semplice shortcut da tastiera (nel caso specifico Fn + F7) le due GeForce GTX280M di cui l'Alienware M17x è dotato: riconosciute dal sistema, diverranno il controller video primario e, configurate in SLI, andranno a farsi carico del calcolo della scena tridimensionale.
La possibilità di attivare o meno GeForce 9400M e di conseguenza la possibilità di usufruire della tecnologia Hybrid SLI può essere fatta anche da BIOS: andando nelle funzionalità avanzate prima dell'avvio del sistema operativo è possibile scegliere se disattivare completamente il controller video integrato e lasciare che le 2 GeForce GTX280M lavorino sempre. Se da un lato la scelta può rappresentare un controsenso, vista l'inibizione di una delle funzionalità peculiari del portatile, dall'altro è caldamente consigliabile durante l'utilizzo del sistema in modalità desktop replacement: il driver, per quanto ottimizzato non reagisce sempre correttamente all'attivazione delle due schede video dedicate, lasciando GeForce 9400M come controller video primario e direzionando a quest'ultimo il carico di lavoro 3D, con conseguente decadimento prestazionale.
L'analisi colorimetrica ha rivelato una ottima resa dei colori questo display: sin dai primi utilizzi, a occhio nudo, la qualità del pannello risalta per qualità e precisione. Tracciando il triangolo di gamut ricavato dalle coordinate cromatiche viene evidenziata l'ottima aderenza al triangolo di riferimento dello standard ITU-R BT.7095. La soluzione risulta quindi estremamente fedele e precisa. I colori primari Blu e Rosso sono riprodotti molto fedelmente e solo il colore verde fa segnare una variazione sensibile rispetto al riferimento. La situazione rimane invariata anche per tutti gli altri colori. Il punto di bianco vira in modo quasi impercettibile verso tonalità più fredde, inconveniente che può essere risolto mediante una leggera taratura del pannello. La scelta di optare per un display di tipo glossy è da affiancare agli scenari di utilizzo che questo sistema andrà a ricoprire: Alienware è una proposta per natura desktop replacement, che difficilmente sarà spostata dalla scrivania.
La regolazione della retroilluminazione del pannello è gestibile attraverso otto differenti livelli: dal grafico sopra riportato possiamo notare che l'incremento di luminanza risulta essere piuttosto regolare per i primi sei step di regolazione, per poi subire una brusca impennata negli ultimi due. Avremmo preferito un passaggio più omogeneo e graduale per tutto l'arco di intervento dei comandi di regolazione, che avrebbero consentito un maggior adattamento della retroilluminazione alle più disparate condizioni di illuminazione ambientale. Al massimo livello la luminanza raggiunge il valore di 134,025 candele su metro quadro, un risultato molto buono che consente di mantenere un'adeguata leggibilità anche in presenza di una intensa luce ambientale.
Anche l'andamento della profondità del nero rispecchia quello che abbiamo avuto modo di riscontrare nell'analisi della luminanza: un andamento regolare per i primi sei livelli e un gap più marcato tra il sesto ed il settimo step. Nel complesso il nero risulta essere molto profondo a tutti i livelli di potenza della retroilluminazione: anche ai livelli più elevati siamo ben lontani dal valore unitario di candela su metro quadro. Il maggior rapporto di contrasto, 648:1, è stato rilevato al penultimo livello di regolazione della retroilluminazione. A Seguire la videorecensione di Alienware M17x: VIDEO: Alienware M17x (per vedere il video, guardare la versione completa dell'articolo) Pagina 3 - Autonomia e Conclusioni Le misurazioni relative all'autonomia operativa sono state eseguite in due scenari di utilizzo tipici: Mobilemark 2007 ha simulato una intensa attività lavorativa tipica, alternando l'utilizzo di diversi applicazioni mentre la riproduzione di un filmato HD a 720p ha invece riprodotto la classica visione di un film. La luminosità dello schermo è stata impostata al valore di 60 cd/mq, il che garantisce una retroilluminazione sufficiente a lavorare e vedere i contenuti multimediali senza alcun tipo di problema.
L'autonomia che la soluzione di Alienware è in grado di garantire è più che soddisfacente: una volta scollegato il portatile dall'alimentazione elettrica la batteria offre una autonomia che, con i dovuti accorgimenti non scenderà al di sotto delle due ore. Il sistema, se avviato con alimentazione a batterie, disattiva in modo automatico le due schede video dedicate; i vantaggi si hanno ovviamente sull'autonomia complessiva. La presenza di un controller grafico integrato come GeForce 9400 consente inoltre di poter tranquillamente godere di una potenza di calcolo sufficiente a garantire la corretta riproduzione di flussi in alta definizione senza dover ricorrere alla CPU.
Riuscire a formulare delle considerazioni di fronte ad un prodotto del genere è certamente difficile e ambiguo: stiamo parlando di un esercizio tecnologico ben riuscito e, a discrezione, anche esteticamente di impatto. Alienware conferma la propria vocazione verso il segmento degli utenti appassionati sviluppando un sistema che dal punto di vista estetico è in grado di risultare accattivante, curato nei dettagli e in grado di gestire in modo più che sufficiente il calore prodotto dai componenti hardware. Dettaglio che risulta spiccare e che merita di essere sottolineato per cura e particolari è la tastiera e la gestione dell'illuminazione completamente configurabile attraverso software proprietario una vera e propria chicca completamente personalizzabile.
Il prezzo si avvicina pericolosamente ai 4000€ una volta applicata l'iva La nota dolente arriva ovviamente quando si parla di prezzi: soprattutto in tempi come questi in cui ogni spesa va ben ponderata, pensare di dover spendere più di quattromila euro per un portatile, questo è il prezzo di Alienware M17x con qualche decina di euro di approssimazione, è sicuramente una cosa alla portata di pochi. A concludere segue una galleria fotografica di Alienware M17x: GALLERY: Alienware M17x (per vedere la gallery, guardare la versione completa dell'articolo) |
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