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Pagina 1 - Introduzione
Il mercato dei PC notebook, ormai da qualche anno, si sta espandendo senza conoscere battute d'arresto. Il fenomeno è tuttavia facilmente spiegabile, visto l'elevato livello tecnologico raggiunto dai PC portatili in tempi recenti. Fatta eccezione per quei settori in cui le elevate prestazioni rivestono un ruolo fondamentale, come per esempio l'ambito gaming, sono ben pochi gli scenari nei quali un PC portatile possa risultare inadatto. In questo settore dell'informatica un ruolo di primo piano assoluto è giocato da Intel, leader indiscussa del settore grazie alla fortunatissima piattaforma Centrino, che ha saputo regalare all'azienda californiana, ma anche agli utenti, grandissime soddisfazioni. Nella giornata di oggi la piattaforma Centrino si rinnova, mantenendo ovviamente il nome che ne ha fatto la fortuna, ma apportando modifiche a livello di architettura, indicata fino ad oggi con il nome in codice di Santa Rosa.
Santa Rosa andrà ad affiancare le attuali piattaforme Centrino indicate dagli appassionati e dagli addetti ai lavori come Napa, protagonista della scena notebook dell'ultimo anno, cercando di replicarne il successo. La prima novità riguarda il logo, che guadagna il colore rosso carminio per la scritta "Centrino", mentre appare fin da subito chiaro come vi siano due declinazioni della piattaforma, ovvero Duo e Pro. Come è facile intuire la versione Pro potrà contare su qualche funzionalità in più, destinate soprattutto al management del sistema da remoto grazie alla tecnologia Active Management Technology (AMT) 2.5 presa direttamente dalla piattaforma desktop business Intel vPro ed il supporto alle tecnologie di virtualizzazione VT/Intel direttamente a livello BIOS. Una differenziazione dunque fra piattaforme per il mondo consumer, con Centrino Duo, e quello business, con Centrino Pro. Ad accomunare le due soluzioni sono comunque la maggior parte delle caratteristiche, cha vanno dall'adozione di nuovi processori Intel Core Duo all'accresciuta frequenza del Front Side Bus, passata a 800 MHz, dall'integrazione del modulo Robson/Intel Turbo memory al nuovo modulo per le connessioni Wireless, passando per un sistema di ottimizzazione dell'energia migliorato, arrivando al nuovo sottosistema video GMA X3100. Caratteristiche che cercheremo di esporre in questo articolo. Pagina 2 - Intel Core 2 Duo in Santa Rosa, le principali novità delle nuove cpu Per quanto riguarda le nuove cpu le novità introdotte da Intel con la piattaforma Santa Rosa sono svariate e meritano un approfondimento specifico. I nuovi processori si caratterizzano per una frequenza di clock del front side bus Quad Pumped pari a 800 MHz. Le comunicazione tra cpu e chipset possono quindi contare su una frequenza di clock aumentata di 133MHz e questa caratteristica, da un punto di vista puramente teorico, dovrebbe garantire maggiori prestazioni velocistiche. La nuova generazione di processori verrà prodotta con compatibilità esclusiva con il Socket P a 478 pin, utilizzato proprio sulla nuova generazione di piattaforme Centrino.
L'aumentata frequenza di clock non è l'unica novità relativa al FSB e in seguito ritorneremo su tale particolare presentando altre interessanti innovazioni volte a ottimizzare il consumo energetico. Riportiamo qui di seguito quanto rilevato dall'utility Cpu-Z in merito a uno dei sample presenti nel nostro laboratorio.
Con le nuove cpu Core 2 Duo per piattaforme Santa Rosa Intel ha introdotto la tecnologia IDA, Intel Dynamic Acceleration; alla base la volontà di incrementare le prestazioni velocistiche con quelle applicazioni che sono di tipo single threaded, cioè che non beneficiano della presenza di più di 1 core di processore essendo tutte eseguite da un singolo core in modo indipendente. Come opera IDA? Nel momento in cui viene eseguita un'applicazione single threaded, e il secondo core del processore resta in attesa di eseguire altre applicazioni, il processore applica un incremento dinamico della frequenza di funzionamento del primo Core, quello utilizzato dall'applicazione single threaded, così da incrementare le prestazioni velocistiche.
Di fatto, quindi, IDA applica un overclock dinamico della frequenza di funzionamento di un core, con un margine di incremento di circa il 10%, a patto che l'altro core si trovi in stato C3, quindi in una delle modalità di consumo più basse. Il termine overclock, tuttavia, è improprio in questo caso: l'incremento della frequenza di clock di uno dei due core è infatti ottenuto senza necessità di modificare il voltaggio di alimentazione del processore rispetto al valore di default, tantomeno aumentando il livello di consumo del processore rispetto a quelle che sono le sue specifiche di funzionamento.
L'immagine precedente mostra l'intervento della funzionalità IDA durante l'esecuzione di una sessione con Super PI, applicativo in grado di sfruttare un solo core. Assegnando da task manager una serie di processi a un solo core, in tal modo il secondo core poteva passare in condizione C3 più facilmente, è stato possibile vedere realmente la funzionalità IDA all'opera anche se per valutarne gli impatti prestazionali saranno necessari successivi test su notebook di produzione. In termini di risparmio energetico Intel presenta con le tecnologie Santa Rosa una serie di innovazioni che promettono di aumentare l'autonomia di funzionamento dei dispositivi sia in condizioni di idle sia in situazioni di carico minimo della cpu. La prima novità di questo tipo viene definita Dynamic Front Side Bus frequency Switching che permette di ridurre la frequenza di clock del FSB in base alle reali esigenze del sistema. In alcune particolari condizioni, identificate da Intel ad esempio con la riproduzione di un DVD o di file audio, in cui le esigenze prestazionali del sistema non siano elevate, la piattaforma Santa Rosa prevede la riduzione automatica della frequenza FSB e la cpu entra in modalità Super LFM (super low frequency mode). In questa condizione di funzionamento la cpu pur restando attiva ha la possibilità di ridurre la frequenza di clock e la tensione di core. La possibilità di ridurre la frequenza FSB e la tensione di core ha come diretta conseguenza una riduzione del consumo energetico a tutto vantaggio dell'autonomia di funzionamento. Nel momento in cui il carico del sistema richiede maggiori risorse la frequenza del FSB viene riportata a 800MHz e la cpu viene alimentata con la tensione nominale. La nuova modalità appena descritta riguarda la situazione in cui la cpu è attiva e non in Idle state. Intel ha migliorato anche quest'ultima condizione migliorando le funzionalità Enhanced Intel Deeper Sleep.
Quando la cpu è negli stati di funzionamento più conservativi per l'autonomia di funzionamento alcune interrogazioni di verifica effettuate dal chipset possono generare un passaggio della cpu allo stato C4. Per ovviare a questo inconveniente la nuova architettura Intel Centrino offre una migliorata interazione tra processore e chipset a tutto vantaggio del risparmio energetico.
L'immagine precedente mostra come l'architettura Santa Rosa interviene togliendo alimentazione alle differenti componenti nella modalità Enhanced Deeper Sleep: si vede chiaramente che nella modalità di maggior risparmio energetico l'alimentazione della cache L2 viene interrotta mentre la tensione del core viene ulteriormente ridotta. Intel dichiara che i nuovi sistemi di risparmio energetico riducono il consumo di circa 2,5 watt, stimabile in circa l' 8% del consumo di un notebook, che si traduce in un aumento medio dell'autonomia pari a 30 minuti. Pagina 3 - Chipset Mobile Intel 965 Express Il chipset può essere definito il punto focale di ogni piattaforma mobile: tutte le periferiche fanno riferimento ad esso e la cpu stessa, generalmente indicata come l'elemento avente maggior impatto sulle prestazioni, è strettamente vincolata a tali componenti. La piattaforma Santa Rosa introduce un nuovo chipset denominato Mobile Intel 965 Express. Il Front Side Bus che lo collega alla cpu ha una frequenza pari a 800 MHz mentre la comunicazione verso gli slot di memoria avviene con un bus a 667MHz con supporto a moduli DDR2. Il southbridge ICH8M offre il supporto ad un massimo di 10 porte USB 2.0 e 3 canali SATA compatibili sia NCQ che 3GBps. Come di consueto queste caratteristiche sono intrinseche ai chip Intel ma devono essere opportunamente implementate sui dispositivi dai differenti costruttori.
Il nuovo chipset Mobile Intel 965 Express prevede la consueta struttura in due chip di controllo definiti northbridge e southbridge. Il northbridge si fa carico della comunicazione fra processore, memoria e sottosistema video, mentre le altre periferiche, semplificando molto il discorso, sono prese in carico dal southbridge. Il northbridge del chipset Mobile Intel 965 Express vanta un canale di connessione Quad Pumped con il processore con frequenza a 800 MHz, anche se viene ovviamente mantenuta la compatibilità con frequenze inferiori. La memoria è connessa al northbridge attraverso un BUS che può arrivare alla frequeza di 667 MHz, mentre per quanto riguarda il sottosistema video è previsto un canale PCI-Express 16x. Il southbridge ICH8M, dove M indica chiaramente una versione Mobile, vanta fra le caratteristiche salienti la gestione del modulo Turbo Memory che analizzeremo in seguito, oltre a farsi carico di gestire i canali Serial ATA (fino a 3) compatibili NCQ e 3 Gb/s ed un canale Parallel ATA. Sempre al southbridge è dedicata la gestione del modulo WiFi e quello delle connessioni di rete in genere, tutto questo sfruttando l'interfaccia interna basata su standard PCI Express. Chip video Intel GMA X3100 Intel GMA X3100 è il nome scelto da Intel per il nuovo sottosistema video integrato nel chipset, di chiara derivazione dal modello X3000 già utilizzato nel chipset desktop Intel 965. Chi si aspettava il supporto alle API Direct X 10 rimarrà deluso, in quanto problematiche non meglio definite hanno portato alla scelta di fermarsi al supporto DirectX 9 e OpenGL 1.5.
La frequenza operativa del chip si assesta sui 500 MHz, mentre il quantitativo di memoria è dinamico in quanto viene utilizzata parte della RAM di sistema. Il quantitativo massimo utilizzabile è in ogni caso non superiore a 256 MB, gestiti in modo dinamico dal sistema Dynamic Video Memory Technology in base alle esigenze. Intel GMA X3100 vanta inoltre il supporto alla Clear Video Technology, sviluppata per offrire un miglior supporto ai video High Definition oltre a garantire un ampie possibilità di intervento per l'utente su parametri come luminosità e contrasto. Per ottimizzare il risparmio energetico la nuova architettura Intel Centrino prevede alcune modalità di funzionamento particolari in abbinamento a specifici display TFT. La prima prende il nome di Intel Display Refresh Rating System, che di fatto abbassa il refresh del pannello qualora l'alimentazione passi da corrente alternata (rete) a corrente continua (batteria). La seconda prende il nome di D²PO* e permette di passare da una visualizzazione delle immagini progressiva ad una interlacciata (metà delle righe generate), ovviamente in situazioni dominate in prevalenza da immagini statiche, al fine di diminuire il carico sulla GPU integrata senza significativi cambiamenti in termini di qualità di immagine. Altre piccole opzioni definite Display Power Saving Technology (DPST) 3.0 prevedono una variazione automatica dei parametri relativi a luminosità e contrasto: quando il notebook passa dalla condizione di alimentazione da rete fissa a quella da batteria il chipset riduce la luminosità ed aumenta il contrasto seguendo un preciso preset scelto da Intel. Pagina 4 - Intel Turbo Memory Nel corso dell'edizione primaverile dell'IDF 2006 vennero alla luce, per la prima volta, alcuni dettagli del cosiddetto modulo "Robson", ovvero una delle più interessanti caratteristiche della piattaforma Santa Rosa. Ribattezzato nel tempo con il nome ufficiale di Intel Turbo Memory, questo modulo incorpora un quantitativo di memoria NAND Flash che può essere sfruttato dal sistema al fine di migliorare le prestazioni e ridurre il consumo energetico. Vedremo fra poco come.
Intel dichiara come l'integrazione di Turbo Memory possa garantire maggiore velocità in termini di caricamento delle applicazioni (superiori di oltre 2 volte), riduzione del 20% dei tempi di caricamento del sistema operativo e un risparmio energetico conseguente al minor utilizzo del disco rigido tradizionale. La base di queste importanti dichiarzioni viene fornita dalla natura stessa del modulo Turbo Memory, che costituisce di fatto una periferica di archiviazione che va ad affiancarsi al disco rigido, seppur di dimensioni molto più ridotte.
Il modulo Intel Turbo Memory, opzionale, sarà disponibile in tagli da 512 MB e 1 GB, interamente ottenuti grazie all'adozione di chip memoria NAND Flash non volatile, ovvero in grado di mantenere le informazioni anche dopo lo spegnimento del PC. Il seek time di queste memorie, ovvero il tempo medio necessario a reperire un dato contenuto in esse, è drasticamente inferiore rispetto al tempo medio necessario ad eseguire l'operazione su un comune disco rigido. Sebbene questi tempi si misurino in millisecondi per i dischi rigidi e in nanosecondi per le memorie, l'enorme numero di rischieste che un sistema rivolge in un solo secondo all'unità di archiviazione può far capire in linea teorica il vantaggio che può nascere dai sei ordini di grandezza che diffrenziano le velocità di seek time dei moduli memoria e dei dischi rigidi a piatti rotanti. Il modulo Turbo Memory andrà ad affiancare dunque il tradizionale hard disk, e conterrà un numero di file limitato (a causa della ridotta capienza), scelti però dal sistema operativo fra quelli più frequentemente utilizzati dal sistema, che saranno comunque presenti anche sul disco rigido. Il vantaggio? Attraverso un software di gestione e a tecnologie integrate in Microsoft Windows Vista come ReadyBoost e ReadyDrive, il sistema saprà quali file di frequente accesso sono presenti nel modulo Turbo Memory e vi accederà per sfruttarne le maggiori prestazioni.
Il vantaggio prestazionale sarà dato quindi dalla presenza nei moduli di Turbo Memory di file frequentemente utilizzati, fra cui troviamo anche parte di quelli caricati in fase di boot del sistema operativo. Da queste considerazioni derivano le dichiarazioni di Intel, secondo cui la presenza di Turbo memory sia in grado di garantire minor tempo per il caricamento del sistema operativo, oltre ad una maggiore velocità delle operazioni svolte negli applicativi utilizzati più frequentemente. Il consumo energetico risulta inoltre minore, in presenza di Turbo Memory, in quanto viene ridotto l'accesso al disco rigido che, essendo dotato di parti meccaniche in movimento, risulta più esigente in termini di energia assorbita. Pagina 5 - Intel Turbo Memory, pen drive e dischi ibridi
Intel Turbo Memory in ogni caso non è l'unica soluzione basata su memoria NAND Flash a promettere questi risultati, in quanto attualmente vi sono due alternative dalla logica di base identica. E' opportuno dunque capire se e in che misura Intel Turbo Memory può avvantaggiarsi dalle soluzioni alternative, costituite dalle pen drive e dai dischi cosiddetti ibridi, comuni hard disk ai quali viene aggiunto un piccolo quantitativo di memoria NAND Flash. E' bene ricordare che con Microsoft Windows Vista una pen drive USB di sufficiente velocità può essere sfruttata per le medesime mansioni promesse da Turbo Memory, ovvero permettere l'archiviazione dei file più utilizzati dal sistema operativo per sfruttare il migliore seek time precedentemente menzionato delle memorie NAND Flash. La stessa funzionalità è garantita dai dischi rigidi ibridi, che iniziano proprio di questi tempi a fare la propria comparsa.
Intel fa notare, con buona probabilità a ragione, come il modulo Turbo Memory sia di fatto avvantaggiato rispetto alla soluzione su pen drive. Intel Turbo Memory sfrutta un'interfaccia di connessione con il PC di tipo PCI-Express, mentre qualsiasi pen drive vede per forza essere connessa alla porta USB che, per quanto in versione 2.0, mai potrà competere con PCI-Express in termini di bandwidth reale. A far pendere la bilancia dalla parte della soluzione Intel rispetto alla pen drive troviamo il consumo di quest'ultima, superiore di ben tre volte rispetto al modulo Turbo Memory. Con il modulo Intel inoltre non è previsto un intervento da parte dell'utente per collegare o scollegare la periferica come nel caso della pen drive. Le differenze invece vengono praticamente annullate mettendo a confronto Turbo Memory con le potenzialità dei dischi ibridi, se non in termini di capienza, come vedremo. Annullati i problemi di interfaccia, così come tutti gli altri precedentemente citati, in quanto anche con dischi ibridi non è previsto l'intervento dell'utente ed il disco risulterà poco sfruttato anche nel caso di utilizzo della memoria NAND Flash presente sul disco stesso. La scelta da parte di Intel di fornire il modulo in opzione trova fondamento proprio in quanto si crerebbe una sovrapposizione di funzionalità qualora i dischi rigidi ibridi diventassaro largamente diffusi. Intel quindi, se adottasse su ogni piattaforma Sant Rosa un modulo di memoria fontamentalmente inutile perché già presente nei dischi rigidi, potrebbe perdere numerose quote di mercato per via del prezzo sicuramente superiore a quello di chipset concorrenti. Agli assemblatori dunque la scelta se utilizzare un chipset Santa Rosa con modulo Robson in abbinamento ad un disco rigido tradizionale od optare per la stessa piattaforma Intel senza modulo Robson, ma con un disco ibrido. Nelle soluzioni di fascia media e bassa in ogni caso sarà difficile trovare sia il modulo Robson che un disco ibrido, almeno inizialmente. Sarà l'evolversi del mercato a sancire la bontà dell'una o dell'altra soluzione. La situazione attuale in ogni caso vede Intel primeggiare in termini di quantitativo messo a disposizione degli assemblatori, con moduli Turbo Memory da 512MB e 1 GB, contro i 256 MB e 512 MB dei modelli 2,5 pollici annunciati da Seagate di imminente rilascio sul mercato. Il prezzo indicato da Intel, per gli assemblatori, parla di un surplus che varia da 13 a 21 Dollari USA, a seconda dei quantitativi. Pagina 6 - Il modulo Wi-Fi Intel 4965AGN e le tecnologie MIMO Da più parti viene riconosciuto ad Intel il merito di aver contribuito all'affermazione delle tecnologie Wi-Fi: sin dalla prima release della piattaforma Intel Centrino la scheda wireless era presente. Nel tempo gli standard si sono evoluti e all'originario IEEE 802.11b è subentrata la versione 802.11g che prometteva una velocità di trasferimento teorica pari a 54Mbps.
L'evoluzione di queste tecnologie è il recente protocollo IEEE 802.11n per il quale Intel si è più volte impegnata confermando il proprio interesse in questo particolare ambito e, con il lancio dell'architettura Santa Rosa, presenta un nuovo modulo basato sul più recente "draft N". Il percorso di approvazione di questo standard è stato molto tortuoso e in varie occasioni si sono create condizioni di stallo che non hanno permesso un rapido processo di sviluppo e definizione del protocollo stesso. Intel è più volte intervenuta nella vicenda cercando di risolvere l'empasse e, insieme a una folta schiera di partner, è stato possibile inserire le nuove opzioni offerte dal protocollo IEEE 802.11n all'interno della piattaforma Intel Centrino. In realtà il processo di approvazione del nuovo standard non è ancora completamente terminato per tale ragione è più corretto fare riferimento ad esso utilizzando il termine Draft N riferendosi quindi ad una bozza. La vera novità tecnologica legata al Draft N è sicuramente la tecnologia MIMO, acronimo di Multiple Input Multiple Output, che promette miglior copertura delle aree a fronte di una maggior velocità di trasferimento. Alla base del principio di funzionamento delle tecnolgie MIMO vi è l'integrazione all'interno dei dispositivi wireless di 2 trasmettitori e 3 unità riceventi. Il flusso di dati viene opportunamente inviato alle unità trasmittenti che provvedono a irradiarlo simultaneamente lasciando ai ricevitori il compito di ricostruire il flusso stesso. Il primo vantaggio consiste nella maggior velocità offerta dall'utilizzo di un doppio stream di dati.
Il secondo vantaggio legato alle tecnologie MIMO consiste nell'utilizzo da parte dei segnali trasmessi di differenti traiettorie. In questo modo le tre unità riceventi hanno la possibilità di ricevere i flussi di dati sfruttando riflessioni e rimbalzi che, si è osservato, possono aumentare l'efficacia della comunicazione. Una conseguenza di quanto appena esposto è la riduzione delle zone d'ombra all'interno di edifici e, quindi, una copertura più efficiente. In linea di principio è errato affermare che i moduli Draft N offrono maggior portata infatti in condizioni di spazio aperto non si hanno grandi benefici; in condizioni critiche e in spazi chiusi la differenza tra una soluzione 802.11g e una Draft N è perfettamente tangibile. Le soluzioni Draft N offrono una maggior velocità di trasmissione facendo pieno utilizzo delle ormai note tecniche di Channel Bonding: accorpando tra loro due canali da 20MHz l'uno è possibile usare un canale virtuale da 40 MHz. Questa tecnica è da parecchio utilizzata dai vari vendor che in passato hanno presentato differenti soluzioni proprietarie.
I moduli Draft N sono in grado di operare con reti funzionanti sia a 2.4GHz sia a 5GHz quindi l'interoperabilità con network preesistenti è garantita. Intel dichiara che in termini di velocità di trasmissione le tecnologie Draft N offrono un incremento di ben 5 volte mentre la copertura garantita dovrebbe raddoppiare. I dati forniti da Intel e relativi al dispositivo Intel 4965AGN fanno riferimento a condizioni di funzionamento ideali. Per avere un riscontro tangibile abbiamo effettuato alcuni rapidi test utilizzando metodologie già impiegate in precedenti sessioni di prova. In questo modo abbiamo a disposizione un riscontro tangibile in merito a velocità e copertura.
L'immagine mostra la velocità di trasferimento rilevata tra due notebook posti a circa 3 metri di distanza tra i quali è stato trasferito il nostro consueto archivio di file utilizzato per questi test. I portatili erano entrambi equipaggiati con il nuovo modulo Intel 4965AGN: come di consueto i dati reali sono molto meno ottiministici rispetto al caso ideale. Di fatto dalle prime prove effettuate non si riscontrano sensibili aumenti di throughput. Il particolare test non ci ha permesso di valutare la modalità di channel bonding e ci ripromettiamo di effettuare nuove analisi utilizzando anche alcuni router draft N pervenuti in redazione. Sul fronte dell' eliminazione di eventuali zone d'ombra i brevi test condotti hanno confermato la validità della tecnologia. L'implementazione del nuovo modulo Intel 4965AGN ha delle ricadute estremamente concrete sull'ingegnerizzazione dei notebook perché i progettisti devono necessariamente integrare tre antenne in ogni dispositivo. Non sempre questo problema è di immediata risoluzione anche se alcuni brand hanno da tempo adattato i propri chassis a questa nuova esigenza rendendo praticamente immediato un eventuale upgrade di piattaforma. Pagina 7 - La piattaforma Intel Centrino Pro Nelle pagine precedenti abbiamo sintetizzato le principali innovazioni dell'architettura Santa Rosa di Intel che accomuneranno le piattaforme Centrino Duo e Centrino Pro. Quest'ultima però, come anticipato nell'introduzione, vanta un valore aggiunto per l'utenza business ed aziendale, mutuando dalla piattaforma desktop vPro due caratteristiche importanti. Intel ha scelto dunque di differenziare la propria offerta in base alla tipologia di utenti e propone il brand Intel Centrino Pro rivolgendosi alle aziende e al mondo professionale. I componenti essenziali per definire una configurazione Intel Centrino Pro sono i seguenti:
Appare subito chiaro come a differenziare Centrino Pro da Centrino Duo siano soprattutto le tecnologie Intel AMT (Active Management technology) 2.5 e la compatibilità già a livello BIOS delle soluzioni per la virtualizzazione di casa Intel.
Le funzionalità Active Management Tecnologies, già introdotte nell'ormai nota piattaforma Intel VPro, intendono offrire ampie possibilità di intervento da remoto. In caso di manutenzione o anche per la semplice gestione dei pc aziendali gli amministratori di sistema possono accedere al pc per interventi straordinari o di semplice aggiornamento. Da una console remota, attraverso le funzionalità AMT di Intel, è possibile ad esempio verificare la configurazione hardware ed il software installato su una specifica macchina accessibile attraverso la rete aziendale. Alle opzioni di semplice gestione si aggiungono le possibilità di intervento per eventuali riparazioni o per risolvere possibili infezioni virali. Per il controllo di particolari ed importanti applicazioni le tecnologie AMT mettono a disposizione una funzionalità di alert che informa la console remota in merito allo stato dell'applicazione stessa. Nel momento in cui il notebook è alimentato da rete fissa le possibilità di intervento da remoto su una macchina Intel Centrino Pro coincidono con quelle di una soluzione vPro. Le differenze sussistono solo nella condizione in cui il notebook viene alimentato da batteria o è connesso alla rete aziendale con modalità wireless. Un indiscutibile vantaggio legato all'utilizzo delle funzionalità AMT 2.5, rese disponibili dal nuovo chipset Intel 965 in abbinamento a driver e firmware specifici, è la possibilità di intervento anche su pc in stand-by. Questa opzione permette agli amministratori di sistema di effettuare il proprio intervento da remoto in qualsiasi momento: uniche condizioni necessarie sono che il pc non sia spento e sia connesso alla lan aziendale. Le piattaforme Intel Centrino Pro prevedono inoltre la presenza di un BIOS che offra pieno supporto alle tecnologie di virtualizzazione. Queste particolari versioni di BIOS sono state sviluppate per supportare al meglio le applicazioni di virtualizzazione, un tempo esclusivamente disponibili su soluzioni server o desktop mentre ora, grazie alle maggiori prestazioni offerte anche dalle piattaforme mobile, vengono proposte su alcuni notebook. Stando a fonti Intel lo sviluppo di questi BIOS ha visto la collaborazione di vari partner impegnati nello sviluppo di soluzioni dedicate alla virtualizzazione. Pagina 8 - Considerazioni Con le nuove generazioni Centrino Intel introduce sul mercato mobile diverse innovazioni, alcune delle quali decisamente interessanti. Oltre agli innegabili passi in avanti per garantire maggiori prestazioni, riferiti soprattutto alle maggiori frequenze di bus, all'integrazione del modulo Turbo Memory e alle soluzioni relative alla connettività, appare chiaro come Intel abbia dedicato molti sforzi per ottimizzare il consumo energetico generale.
La tabella riportata mostra come la "lotta" contro i consumi sia stata portata avanti su ben sette fronti, esposti nell'articolo. Il concetto di "energy saving" sta diventando quasi una ossessione nel panorama informatico, a maggior ragione in ambito notebook dove l'inevitabile progresso in termini prestazionali deve fare i conti con l'autonomia di esercizio garantita dalla batteria. Molti degli sforzi di Intel quindi sono rivolti in questa direzione, essendo chiaro ormai che non si potrà fare affidamento sui progressi degli accumulatori che equipaggiano i portatili. Sebbene sia praticamente scontato il successo delle nuove soluzioni Centrino, sia per l'indiscussa leadership di Intel nel campo dei portatili, sia per la forza stessa del marchio Centrino, sia per gli ottimi rapporti della casa californiana con tutti gli asssemblatori di peso, sarà interessante analizzare la risposta del mercato alla tecnologia Turbo Memory, una delle novità più importanti della nuova piattaforma che si dovrà però scontrare con la diffusione dei dischi rigidi ibridi. Dal punto di vista dell'utente poco cambierà, in quanto sarà garantito, almeno per le soluzioni di fascia alta, il ricorso a moduli integrati NAND Flash che promettono benefici in termini sia di prestazioni che di maggiore autonomia. Sarà ovviamente nostra premura eseguire dei test non appena riceveremo un portatile Centrino di nuova generazione equipaggiato con una o l'altra soluzione. Questo è dunque il presente e l'immediato futuro di Intel in ambito mobile. L'aggiornamento di "Santa Rosa" è atteso per la prima metà del 2008, quando dovrebbe fare il suo ingresso, negli angusti spazi dei PC portatili, il nuovo processore Penryn realizzato con processo produttivo a 45 nanometri.
Seguirà a questo, e sempre nella prima metà dell'anno, il rilascio della futura architettura mobile di Intel, nome in codice Montevina, che introdurrà un nuovo chipset e un modulo wireless con supporto alla tecnologia WiMax. Anche le tecnologie Intel Turbo Memory verranno aggiornate e le roadmap indicano tale evoluzione con il nome in codice Robson 2.0. I prossimi mesi saranno utilizzati dai costruttori di notebook per promuovere le proprie nuove soluzione aggiornate con la nuova architettura Intel Centrino Duo e Pro. Con buona probabilità i principali brand non si limiteranno ad un semplice aggiornamento della componentistica hardware ma proporranno anche interessanti aggiornamenti a livello di design: Acer lo ha fatto nei giorni scorsi e siamo certi che non sarà l'unica a cogliere questa opportunità. |
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