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Pagina 1 - Introduzione E' il più piccolo di casa TomTom e costituisce la porta per entrare nella gamma dei navigatori per auto, eppure il modello ONE non è mai stato pensato nè inteso come modello povero. Si tratta pur sempre di un TomTom e non può certo deludere le aspettative che un nome del genere crea a chi ascolta.
Evoluzione del precedente modello v1, il TomTom One v2 è stato provato nella configurazione Europe, cioè con cartografia Europea completa e preinstallata. Esattamente come per buona parte dei concorrenti, è proposta anche in versione con la sola cartografia italiana (denominata Regional). L'entry-level di casa TomTom è compatto e portabile come deve essere un navigatore dei più moderni ma nella versione lanciata nel 2006 ha acquisito anche la personalità che, a dire il vero, difettava nella prima versione. La personalità che ha reso questo TomTom un vero e proprio must durante il periodo natalizio, praticamente il regalo da possedere a tutti i costi. Rispetto alla v1 la piattaforma hardware sottostante non è cambiata molto: le caratteristiche fondamentali sono riepilogate di seguito.
Non si tratta di una piattaforma rivoluzionaria che spicca per caratteristiche di grido: alcuni valori sono migliori che nel precedente v1 (il peso, per esempio) ma non tutti. Il processore per esempio è passato da 380 a 266 MHz sebbene sia nella pratica difficile accorgersene. Non ci sono caratteristiche veramente degne di nota a parte l'extra della funzionalità Bluetooth che ha distinto la più recente produzione TomTom tra le altre: il Bluetooth per i navigatori è diventato un trend vero e proprio ma su questo One v2 non è poi molto utile in quanto non prevede l'uso del navigatore come vivavoce. Le dimensioni sono abbastanza compatte ma i 174 grammi certo non fanno urlare al miracolo. Sbirciando un po' tra i sistemi concorrenti ci si imbatte in modelli con caratteristiche di spicco differenti che, ovviamente, vanno analizzate in base alle singole necessità. Evitando i modelli con display da 2,8 pollici, si può per esempio citare il modello N40i di Navman che si distingue per fotocamera, NavPix e autonomia o magari per il Garmin Nuvi 360 BT Europa, un po' più costoso ma decisamente all'altezza per stile e con curiose funzionalità distintive. Garmin, come altri, ha altre frecce al proprio arco e assieme agli altri concorrenti crea una selva di sfidanti di sicuro interesse. O di sicura confusione, nel caso si debba procedere all'acquisto senza pregiudizi verso alcuni modelli considerati outsider. Di certo è la fascia di mercato più combattuta in assoluto e la difficoltà nel proporre un concorrente a questo One v2 è comprensibile per tutti. Pagina 2 - Progettazione e design La principale innovazione del TomTom One v2 è l'utilizzo di un nuovo design squadrato ma addolcito negli angoli fondamentali, in combinazione con una colorazione bicolore piacevole. Linearità e semplicità sono le parole d'ordine tant'è che frontalmente non ci sono comandi o pulsanti: solo ed esclusivamente lo schermo da 3,5 pollici, protetto in caso di caduta da una "palpebra" nella parte superiore, larga tutto il navigatore. Un accorgimento utile e ben dissimulato nella linea.
Le parti laterali e posteriore sono in realtà una superficie unica curva. Anche qui nessun pulsante o comando: sul retro centralmente spicca solo l'altoparlante adeguatamente dimensionato e un gancio dedicato a un laccetto. Visibile anche l'attacco non protetto nè nascosto per l'antenna esterna, utile solo con parabrezza schermati. Particolare l'aggancio del navigatore al supporto da vetro, la cui forma atipica è chiaramente visibile sul retro. In alto si trova il pulsante d'accensione e spegnimento e un minuscolo led. Poco visibile se non di sera, è poco utile proprio perchè invisibile frontalmente. In basso, raggruppati, si trovano lo slot SD/MMC, la presa miniUSB per caricamento e sincronizzazione e il foro del reset. Anche in questo caso non manca una piccola critica: il foro del reset è a misura di stilo, come sempre capita, ma lo stilo non è nemmeno previsto nel progetto del TomTom One, per cui quando serve bisogna rimediare qualche oggetto adatto all'inserimento. Se proprio lo stilo doveva essere previsto si poteva prevedere un comando più comodo e agevole, magari nascosto da uno sportellino.
La solitidtà dell'insieme è fuori di ogni dubbio, i materiali sono corretti, il feedabck visivo e tattile è adeguato: non c'è di che lamentarsi, a patto di non voler insistere sulla forma curva del retro. Sommata all'inesistenza di materiale o piedini antiscivolo, rendono molto instabile questo navigatore. Appoggiarlo su un ripiano è rischioso, basta un minimo movimento per farlo scivolare via con possibile rischio di danneggiamento. Pagina 3 - Dotazione hardware e software La dotazione di accessori è ridotta all'osso: il navigatore viene accompagnato dalla scheda con cartografia dimensionata in relazione al pacchetto acquistato, un supporto molto essenziale per il parabrezza, un caricatore da auto e poco altro. L'acquisto del navigatore in versione Regional, cioè con cartografia nazionale, permetterebbe un risparmio di circa 50 euro sulla carta, ma in dotazione non viene fornita la stessa scheda SD del pacchetto Europe da 1 GB, bensì una adatta solo a contenere la mappa dell'Italia. Ogni integrazione futura quindi non permetterà di riutilizzare la stessa scheda.
Non ci ha soddisfatto il supporto da vetro: il fissaggio è solo a pressione, senza una molla o uno scatto che crea l'effetto ventosa. La durata sul parabrezza è quindi inferiore ai sistemi ormai comunissimi visti su quasi tutti i concorrenti ed è anche più scomodo rimuovere il supporto dal vetro stesso. Il cavetto di ricarica da auto non prevede un connettore per presa accendisigari e un cavo USB separato: si tratta invece di un cavo con adattatore unico in blocco. La prima soluzione sarebbe preferibile, perchè il cavo USB potrebbe fungere da cavo e caricatore anche su un normale computer casalingo, ma evidentemente con un cavo unificato ciò non accade. Non essendo incluso un caricatore esterno per la rete elettrica e non essendoci un cavo USB-miniUSB per la ricarica al PC, di fatto si va a limitare l'uso del palmare alla sola auto (o quasi). Insomma la dotazione è davvero troppo essenziale: non c'è possibilità di ricarica nè sulla rete fissa nè su un PC con normale porta USB e già questo infastidisce. Quel che davvero poi delude è la mancanza di una minina forma di protezione. Non è prevista nessuna custodia, nè rigida nè tantomeno morbida. La natura economica di un entry-level non si discute, ma poichè il prezzo finale non è proprio da hard discount e comunque sempre di un marchio affermato si tratta, non si può che bocciare la linea scelta dal produttore.
Il software è ovviamente il vero punto di forza del TomTom One v2: TomTom Navigator in versione 6.500 è una garanzia, una prova di grande maturità per un software di fatto leader nel mercato attuale. Se la versione 6 in genere è ricca di evoluzioni interessanti, gli ultimi affinamenti sui navigatori portatili della casa olandese dimostrano senza indugi di voler mettere a proprio agio anche gli utenti meno esperti. Intuitivo, ben progettato e veloce nell'utilizzo, il programma principale non necessita di presentazioni ulteriori: quel che conta è che nonostante il tempo passi, questo software rimane al top per apprezzamento, efficacia e facilità d'apprendimento. Soddisfa i neofiti ma anche coloro che hanno una certa dimestichezza. Gestire i punti di interesse è semplice ma è facile anche reperirli, cosa che spesso la concorrenza non può vantare: quest'ultimo aspetto, senza dubbio, è uno di quelli che fa davvero la differenza nella scelta di questo dispositivo, così come anche la fornitura di servizi esclusivi TomTom (Meteo, Traffico, Home, ecc.). Grazie all'utilizzo della connessione di un dispositivo accoppiato via Bluetooth, è semplice sfruttarne le caratteristiche: informazioni aggiornate sul meteo, sul traffico, su incidenti o rallentamenti nel percorso stabilito e così via sono facilmente utilizzabili da chiunque. Non c'è solo un programma chiaro ed efficace per navigare, ma all'occorrenza una buona serie di servizi utilizzabili con successo anche dal meno smaliziato degli utenti. Peccato solo che non si tratti di servizi gratuiti dato che si basano su una connessione a internet che in Italia non decolla. Soddisfacenti le prove fatte per testare la capacità Bluetooth di questo TomTom One, soprattuto alla voce semplicità. Nel Menu principale si trova la voce "Connetti al Telefono": toccandola un messaggio chiede di avviare la ricerca dello stesso; dopo la conferma bastano pochi secondi per l'impostazione semiautomatica. I messaggi sono solo domande ben poste in stile Si/No o conferme rassicuranti. Certo la connessione GPRS merita alcuni approfondimenti ulteriori e pone alcune problematiche dipendenti non solo dalla configurazione sul dispositivo ma ad oggi è davvero difficile pretendere di più su un modello che, dopo tutto, è pur sempre un entry-level ed è orientato a un pubblico di massa. La cartografia Navteq (v652.1185) non ha mostrato alcun problema nei punti critici di solito in analisi e ciò va a particolare merito del programma di navigazione che, evidentemente, sfrutta egregiamente i dati che derivano dalle mappe, diversamente da come accade a volte su altri concorrenti. Pagina 4 - Prestazioni e considerazioni Nell'uso quotidiano il TomTom One v2 non delude mai. Il chipset è il primo componente a ben impressionare: che il SiRF Star III colpisca ancora per le ottime prestazioni è fuori di ogni dubbio, ma su questo TomTom pare ancor più veloce che in altri casi. Pochi secondi e il fix del segnale è sempre concluso felicemente, con un ottimo mantenimento del segnale stesso anche in casi più delicati come la guida in città tra palazzi alti. Non delude nemmeno l'aspetto audio con l'altoparlante posteriore capace comunque di ottime prestazioni. C'è da segnalare la mancanza di comandi hardware per il volume e ciò infastidisce non poco durante la guida, per fortuna per limitare l'intervento sul volume stesso c'è il controllo automatico che adegua in base al livello di rumore esterno il livello della riproduzione dei comandi. Deludente invece il supporto da parabrezza: non trasmette molte vibrazioni, però la sua durata sul parabrezza è inferiore a quella rilevata con altri sistemi e talvolta il navigatore potrebbe prendere qualche urto di troppo. Meglio fare attenzione a dove collocarlo, pulendo bene la superficie e sistemando di tanto in tanto il navigatore stesso senza aspettare che cada da solo. L'interfaccia è usabile anche solo con le dita (lo stilo come detto non è previsto) e prevede comandi intuitivi anche durante l'uso concitato in auto. La luminosità dello schermo è molto buona e la visibilità delle mappe nelle varie modalità disponibili è di livello ottimo. La sincronizzazione tra mappa e istruzioni è perfetta e anche la gestione dei punti di interesse come gli Autovelox e gli avvisi in prossimità è perfettamente utilizzabile. Di seguito sono riportati i tempi rilevati con il navigatore in prova rispetto ai due test che abbiamo introdotto recentemente con il paragone dei dati raccolti sin qui con altri palmari e navigatori. Nel primo test si misura sostanzialmente la velocità di calcolo puro su un tragitto misto di 400 Km, nel secondo invece si rileva l'efficacia nell'inserimento di un indirizzo e la ricerca del tracciato lungo circa 20 Km.
TEST 1 - Tempo di calcolo percorso lungo TEST 2 - Tempo di inserimento, ricerca e calcolo percorso breve Come si vede dai dati rilevati il calcolo è molto veloce e anche la ricerca degli indirizzi nella mappa europea non comporta alcun ritardo apprezzabile: si tratta di un ottimo risultato che conferma la semplicità d'inserimento, la buona ottimizzazione della piattafroma hardware (pur non potentissima in assoluto) e le prestazioni consistenti un po' in ogni ambito d'utilizzo. Anche se si sbaglia a inserire qualche carattere non c'è problema, il motore non va in blocco, e questo è di grande aiuto per i meno esperti perchè il sistema "perdona" così anche gli errori frequenti per chi è alle prime armi. Un cenno per concludere alla batteria: l'autonomia dichiarata è di circa 2 ore, bassa per essere un navigatore con schermo da 3,5 pollici. Il dato è purtroppo affidabile ed è difficile andar oltre, anzi sfruttando l'illuminazione il quadro peggiora ulteriormente. Caricare il dispositivo via USB non è velocissimo e si finisce per impiegare un tempo superiore a quello necessario alla scarica completa; è evidente che questo TomTom One è quindi utilizzabile solo in auto e sempre con il cavo di ricarica: in casi limitati può essere usato a piedi per trovare una strada, ma visitare una città in modo continuativo è nella pratica quasi impossibile. Per lavoro o in vacanza si può acquistare un cavo di ricarica separato USB-miniUSB con adattatore di rete per avere il navigatore pronto la mattina quando ci si sveglia, ma la batteria fissa e non sostituibile pone comunque i suoi limiti: due ore forse, ma non di più. Pagina 5 - Conclusioni Il TomTom One v2 è un fenomeno di mercato oltre che un modello di indiscusso successo e fascino. Si può dire quasi che questo TomTom è desiderabile nella navigazione satellitare quanto l'iPod lo è nella riproduzione di musica: a molti utenti basta che sia bello e sia TomTom per giustificarne l'acquisto ma per fortuna c'è dell'altro. Il software è il vero punto di forza, ciò che fa la differenza, in accoppiamento con un un hardware che fornisce prestazioni più che adeguate per tutti i tipi di utenti. Una evoluzione continua e uno sviluppo degno di nota che vede la prova di maturità con questo dispositivo che è certamente tra i migliori disponibili quando si tratta di portare qualcuno da un punto all'altro. Non sono però tutte rose e fiori, il Bluetooth per esempio è pubblicizzato a gran voce ma è poco sfruttabile: ai più sarebbe servito il supporto vivavoce in luogo del supporto ai servizi che, pur utilissimi e relativamente semplici da impostare, sono pur sempre legati a tariffe di navigazione che in Italia ancora in pochi sfruttano o possono permettersi di sfruttare. Su un modello entry-level si dovrebbe puntare più alle funzioni dedicate alla "massa" che agli atout dei fratelli maggiori. L'autonomia è un altro limite per questo dispositivo, poco importante solo se si prevede l'utilizzo in auto.
Come non notare anche l'esigua dotazione di serie e alcune scelte troppo limitanti in fase di progettazione, tra cui il supporto inadeguato e la mancanza dell'uscita stereo. E' sì vero che questo TomTom non legge gli MP3 ma l'uscita stereo è utile per ascoltare le istruzioni dall'impianto stereo dell'auto. Moltissimi concorrenti non hanno questo limite e, tra l'altro, quasi tutti ormai permettono di riprodurre musica, guardare immagini digitali, gestire contatti memorizzati sul PC, addirittura catturare immagini in alcuni casi e ascoltare audiolibri. Si può disquisire a volontà sull'utilità o meno di queste ma bisogna pur considerare che persino sfidanti più economici ne fanno sfoggio. Questi tuttavia non possono vantare la personalizzazione e l'efficacia di questo TomTom, così come l'invidiabile database di punti di interesse distribuito quà e là per il Web. La versione provata aveva la cartografia Europea integrata ed è consigliabile rispetto a quella solo italiana in quanto chi compra quest'ultima dovrà poi prevedere un esborso futuro per la scheda maggiorata con mappe europee integrate, vanificando il pur contenuto risparmio in sede d'acquisto: tanto vale puntare subito alla versione Europea, ma così la soglia psicologica dei 300 euro è superata. Anche questo TomTom, pur molto valido in fatto di navigazione in sè, va valutato in base al prezzo di vendita: la versione Europe è collocata ufficialmente a 349 euro (299 per la versione Regional che come detto appare poco conveniente), ma si può trovare anche a poco meno, attualmente intorno ai 330 euro. In questa fascia di prezzo i concorrenti non mancano di certo e come detto, a fronte di programmi di navigazione quasi sempre inferiori per alcune peculiarità, possono contare su funzionalità maggiori sia a livello di componentistica che di funzioni vere e proprie. Navman per esempio può puntare sulla tecnologia NavPix e sul sistema SmartST ma anche Garmin ha altre frecce al suo arco così come ogni altro produttore. Non mancano nemmeno brand ancora più aggressivi che propongono persino dispositivi con display ben più grandi unitamente a prezzi finali inferiori (uno è l'Acer P610 provato qualche settimana fa). Ecco perchè se il valore del TomTom One v2 nel discorso "navigazione da A a B in auto" non si discute, è evidente che il costo è davvero troppo alto per risultare competitivo a 360 gradi: se si è meno portati a cedere al fascino di possedere un TomTom a tutti i costi e non si ha la pretesa di navigare in migliaia di punti di interesse, disponibili in quantità industriali per TomTom più che per altri, questo One v2 può risultare in verità poco conveniente. |
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