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Pagina 1 - Introduzione Le stampanti laser fecero la
loro comparsa negli anni 80 come d'altronde le stampanti a getto d'inchiostro; ad HP
(Hewlett Packard) si deve la produzione della prima stampante laser costruita sulle basi
di una tecnologia sviluppata da Canon.
Le stampanti laser, a tutt'oggi, rappresentano il punto di riferimento per la qualità
delle stampe di testo in B/N e si rivolgono ad un bacino di utenza che spazia dal privato,
al piccolo e medio ufficio, fino a rappresentare il dispositivo di stampa per eccellenza
per reti informatiche grazie all'ottima velocità, qualità di stampa ed economicità
d'uso.
La tecnologia alla base delle stampanti laser richiama quella utilizzata nelle
fotocopiatrici; le sostanziali differenze si devono individuare sia nelle sorgenti
luminose adottate nel processo di formazione dell'immagine, costituita da una lampada in
grado di generare un fascio di luce ad elevata luminosità per le fotocopiatrici e da una
sorgente laser per le stampanti, sia per il fatto che l'immagine nelle fotocopiatrici
viene acquisita per via ottica (come negli scanner) da un documento già esistente, mentre
nelle stampanti è creata dal software in uso nel PC e dall'elettronica presente sulla
stampante.
L'evoluzione e la diffusione di queste periferiche sono state inizialmente
contrastate dall'elevato costo, ma col passare degli anni e con il progressivo
miglioramento delle tecniche costruttive, della velocità e qualità di stampa, il prezzo
di vendita è diventato decisamente più competitivo e questo ha contribuito ad una loro
maggiore diffusione sul mercato; attualmente si possono trovare delle ottime periferiche
laser monocromatiche sotto il milione di lire caratterizzate da una buona velocità,
qualità di stampa e dotazione di memoria.
Una alternativa alla sorgente
luminosa di tipo laser è rappresentata dalle sorgenti LED; queste stampanti sono molto simili alle laser sia
per le modalità di stampa che per la qualità che si riesce ad ottenere sul testo in B/N.
La tecnologia LED arriva sul mercato alla fine degli anni 80 e quindi dopo la
commercializzazione delle prime stampanti con tecnologia laser. Nella parte
"Tecnica" di questa guida metteremo in luce le differenze che intercorrono tra
periferiche LASER e LED, anche se possiamo anticipare quelle che, sulla carta, sono i
vantaggi offerti dalla tecnologia LED:
a) maggiore semplicità costruttiva
b) limitato numero di parti in movimento; in pratica solo il foglio di carta
c) maggiore compattezza e quindi minore ingombro
d) minore costo di acquisto
e) minori costi di manutenzione
f) maggiore affidabilità per il minor numero di parti meccaniche in movimento
g) migliore qualità di stampa; non essendoci parti in movimento i piccoli LED potranno
con maggiore precisione caricare elettricamente il rullo per la formazione della pagina in
stampa e questo anche con il passare del tempo, dato che non subentrano problemi di giochi
meccanici e quindi di imprecisioni nella formazione dell'immagine sul rullo.
In questi ultimi anni si stanno
sempre più diffondendo periferiche laser o LED a colori che grazie al perfezionamento
della loro tecnologia costruttiva e dei metodi di fabbricazione hanno visto una
progressiva riduzione del loro prezzo di acquisto ed un contemporaneo miglioramento delle
loro prestazioni velocistiche e qualitative; in campi applicativi professionali possono
rappresentare delle ottime alternative alle stampanti a getto d'inchiostro rispetto alle
quali, pur avendo un maggior costo di acquisto, garantisco un minor costo di stampa per
pagina e sono in grado di offrire degli ottimi risultati, sia velocistici che qualitativi,
anche nella stampa su carta comune.
Queste stampanti nascono per soddisfare le sempre più crescenti richieste dell'utenza aziendali e
professionali che ricercano periferiche in grado di stampare a colori con elevata qualità
e velocità di stampa e con un costo per pagina limitato. Queste periferiche sono in
genere utilizzate in rete, dove i volumi di stampa mensili sono tali da non consentire
l'uso di InkJet, più lente e con un maggiore costo per pagina, anche se economicamente
più convenienti come prezzo di acquisto. Queste stampanti consentono velocità fino a 12
ppm a colori in formato A4, oppure 6 ppm a colori in formato A3, risoluzioni superiori ai
1200 dpi e facile manutenzione.
I costi di queste periferiche partono dai 4 - 5 milioni dei modelli entry level fino ad
alcune decine di milioni. Il costo per stampe a colori si attesta in genere sulle 200 lire
a copia. Il principio di funzionamento è analogo a quello delle stampanti laser o LED
monocromatiche, infatti possiamo definirle come un insieme di stampanti monocromatiche,
una per ogni singolo colore e cartuccia di Toner, e la stampa avviene con la gestione
separata dei 4 colori e quindi con un numero di passaggi del dispositivo laser o LED pari
al numero dei colori base.
La risoluzione nelle stampanti
laser, o LED, parte dai 300 dpi, anche se oramai quasi tutte le entry level consento di
raggiungere i 600 x 600 dpi, fino ai 1200 dpi per i modelli di fascia alta, mentre la
velocità di stampa parte dalle 6 ppm fino ad arrivare a 60 è più pagine al minuto; in
genere gestiscono formati di foglio pari all'A4, ma ci sono periferiche che utilizzano
supporti A3. Pagina 2 - Tecnica Il principio di funzionamento
delle stampanti Laser è abbastanza semplice da illustrare anche se
queste periferiche sono un concentrato di alta tecnologia e complessità costruttiva;
all'interno della stampante troviamo una sorgente laser che genera un fascio di luce
concentrato ed una lente prismatica, cioè una sorta di specchio rotante, in grado di
indirizzarlo nei punti desiderati; questo fascio colpisce puntualmente e con grande
precisione un rullo di stampa ricoperto da uno strato di materiale fotosensibile, cioè in
grado di caricarsi elettricamente se eccitato da un fascio di luce. Lo specchio viene
movimentato sulla base dei segnali che arrivano dal nostro PC, in modo tale da
"disegnare", per linee orizzontali, l'immagine sul rullo fotosensibile rotante;
è un procedimento analogo a quello che governa le stampanti ad impatto ed InkJet, cioè
la formazione della pagina avviene per linee orizzontali. Il rullo elettricamente caricato
entrando in contatto con una finissima polvere denominata Toner, costituita da piccole
particelle di carbone e di resina, attira su di se queste particelle nelle zone caricate
elettricamente per poi depositarle, per contatto, sul foglio di carta. Con un
successivo processo termico si fissa il Toner al foglio; in pratica il foglio viene
fatto passare tra due rulli riscaldati ad alta temperatura in modo tale che il calore
fonda temporaneamente la resina contenuta nel Toner fissandolo sul foglio e dando origine
a stampe con un nero molto marcato e duraturo nel tempo. Tutto il processo di stampa viene
gestito da un apposito processore, in genere di tipo RISC, presente sul circuito integrato
della stampante.
Vediamo come funzionano le periferiche di tipo LED: al pari delle stampanti
laser, la stampa avviene attraverso del Toner fissato con il calore su di un foglio di
carta; i due processi, però, differiscono per le modalità con le quali l'immagine viene
formata sul tamburo di stampa. Con le laser, come detto poc'anzi, un raggio di luce emesso
da una apposita sorgente forma l'immagine sul rullo di stampa movimentandosi in direzione
orizzontale, grazie ad uno specchio mobile comandato dalla stessa periferica, mentre nelle
stampanti a LED abbiamo una barra fissa con delle piccolissime lampade denominate
"LED" (light emitting diode) che si accendono e spengono caricando
elettricamente il rullo di stampa; l'accensione o meno del LED dipende dall'immagine che
stiamo formando sul foglio e quindi dal fatto che il corrispondente punto sul rullo di
stampa debba essere o meno caricato elettricamente per poi attrarre il Toner da depositare
sul foglio; interessante il disegno a lato presente sul sito di OKI Italia, leader della tecnologia LED adottata su tutte le
stampanti da loro commercializzate, sul quale si vede proprio la sorgente luminosa fissa
ed i piccoli raggi di luce che colpiscono il rullo di stampa dovuti all'accensione degli
stessi LED.
Vediamo ora il principio di
funzionamento di una periferica laser o LED a colori:
a differenze delle unità monocromatiche in quelle a colori il
procedimento di stampa, o meglio di formazione della pagina nel processo di stampa, è
leggermente differente; la stampante è caratterizzata dalla presenza di un supporto
rotante nel quale vengono alloggiate 4 unità di stampa. cioè dispositivi che contengono
sia le particelle di Toner che il relativo rullo fotosensibile (unità cartridge).
Aiutandoci con l'immagine a lato vediamo di descrivere l'intero processo.
L'immagine si crea con la combinazione di particelle di Toner nei 4 colori base
nero, magenta, ciano e giallo; per consentire la formazione dell'immagine si utilizza un
cosiddetto "nastro di trasferimento", visibile nella foto a lato tra il
"first" e il "second transfert point".
Un raggio laser, oppure LED a seconda della tecnologia adottata, viene
opportunamente indirizzato sui rulli fotosensibili interni alle 4 unità cartridge
presenti (Print cartridge), una per ogni colore, e li carica
elettricamente; in questo modo le piccole particelle di Toner contenute nelle unità
cartridge verranno attratte in queste zone elettricamente cariche depositandosi sui rulli.
Questi 4 rulli, con la rotazione del supporto che li ospita (Carousel),
entrano in contatto con il "nastro di trasferimento" nella "prima zona di
trasferimento (First transfert point); questo nastro essendo caricato
negativamente attira su di se le particelle di Toner. Il nastro di trasferimento ruotando
arriva nella zona frontale della stampante dove incontra un rullo cosiddetto "rullo
di trasferimento" (Second transfert roller), nella "seconda
zona di trasferimento" (Second transfert point); questo rullo
essendo caricato negativamente attira le particelle di Toner creando su di se l'immagine
da stampare; il passaggio successivo del foglio di carta consente al rullo di depositare
il Toner sul foglio stesso; il foglio verrà poi inviato all'unità di fusione (Fuser)
dove il Toner opportunamente riscaldato e schiacciato sul foglio andrà ad aderire a
quest'ultimo terminando il processo di stampa. |
Pagina 3 - Com'è fatta una stampante laser - parte 1 Evidenziamo le principali parti
costituenti una stampante laser:
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Possiamo
avere due tipologie di stampanti laser che si differenziano da un punto di vista
costruttivo; infatti abbiamo stampanti laser che adottano dei cosiddetti
"cartridge", cioè delle "cartucce" che racchiudono al proprio
interno, oltre al Toner, anche il rullo di stampa, e quelle in cui questi due componenti
sono divisi e quindi sostituibili separatamente a seconda delle necessità. Nell'immagine
a lato possiamo vedere l'interno di una stampante laser del primo tipo ora descritto |
Togliendo l'unità cartridge interna possiamo vedere
la serie di rulli che gestiscono l'avanzamento del foglio di carta e la zona dove, con il
calore, il Toner viene fissato sul foglio; date le alte temperature raggiunte è possibile
intravedere una scritta gialla che avverte di questo pericolo quando si apre la stampante
per liberarla, ad esempio, da un eventuale foglio bloccato |

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In
questa immagine possiamo vedere il particolare della "lente" dalla quale viene
emesso il raggio laser; in pratica il raggio laser fuoriesce da quella piccola feritoia
orizzontale che si vede sopra l'adesivo giallo di pericolo, quello che avverte l'utente
della presenza di una sorgente laser. |
Questa è la famosa unità cartridge che, come detto,
incorpora sia il Toner che il rullo di stampa; questa soluzione, rispetto alle laser con
dispositivi separati, offre il vantaggio che quando cambiamo il Toner effettuiamo
contemporaneamente la sostituzione del rullo e quindi semplifichiamo le operazioni di
manutenzione, tutto questo però a fronte di un maggiore costo da sostenere. La tendenza
attuale è quella di offrire stampanti con Toner e rullo separati con ricariche Toner
aventi autonomie per almeno 6000 pagine e rulli di stampa con durate di almeno 20000
copie, questo per i modelli entry level; con questa soluzione se la qualità della stampa
dopo le 20000 copie non peggiora in modo evidente, non abbiamo l'obbligo di cambiare il
rullo a differenza della soluzione con cartridge. Con l'unità cartridge, spesso e
volentieri si butta via il rullo ancora nel pieno della sua efficienza ed è per questo
che stanno prendendo piede centri di rigenerazione in grado di ridurre del 50 e più % il
costo della ricarica. |
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Qui vediamo il particolare del rullo di stampa incluso in una
unità cartridge.Su questo rullo agisce direttamente il raggio laser per
"disegnare" l'immagine che deve essere stampata; il rullo entrando poi in
contatto con il Toner contenuto nello stesso cartridge è pronto per trasferire l'immagine
sul foglio di carta. Un apposito dispositivo "raschia" il Toner in eccesso,
cioè quello che non viene trasferito sul foglio. In alcune stampanti il Toner in eccesso
viene reso nuovamente disponibile per il processo di stampa con l'uso di particolari
"raschiatori" di tipo elettrico, con un notevole risparmio di soldi. |
Qui vediamo un particolare degli ingranaggi che
consentono la rotazione del rullo di stampa; questa avviene sia durante la fase di
formazione dell'immagine sul rullo che nella successiva fase di deposito del Toner sul
foglio di carta. |

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Pagina 4 - Com'è fatta una stampante laser - parte 2
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Le stampanti laser in genere
sono dotate di un pannello comandi e di un display LCD; quest'ultimo consente di
recuperare informazioni quali la quantità di Toner residuo, il numero di pagine stampate,
gli eventuali messaggi di errore che si possono verificare durante il processo di stampa e
così via. Con questo pannello comandi è possibile personalizzare le
caratteristiche della stampante quali la porta di connessione selezionata, eventuali
emulazioni e linguaggi adottati e così via. Molte stampanti dell'ultima generazione
consentono questo tipo di impostazioni via software e quindi direttamente dal PC al quale
sono collegate. |
| La maggior parte
delle stampanti consentono di espandere la memoria interna attraverso l'inserimento di
appositi chip, oppure di moduli di memoria convenzionale del tipo utilizzata nei PC. Il
quantitativo base di memoria presente in una stampante laser era quantificato in 1 MB di
RAM per le stampanti vendute cinque o sei anni fa, mentre attualmente partiamo dai 2 o 4
MB a seconda dei modelli. Nella foto a lato vediamo il particolare del circuito integrato
di una stampante laser dove possiamo notare la presenza di 8 zoccoli nell'angolo superiore
destro, vedi anche l'immagine del particolare, che servono proprio per espandere la
memoria base. Il quantitativo di memoria è di fondamentale importanza per due aspetti:
nelle stampanti laser la
pagina da avviare al processo di stampa dev'essere integralmente contenuta nella memoria
della periferica; se dobbiamo stampare fogli complessi con alte risoluzioni, un
quantitativo limitato di memoria non consente la formazione della pagina prima della
stampa ed il processo non può avvenire in modo corretto
un elevato quantitativo di
memoria consente alla stampante di memorizzare più di una pagina in modo tale di
aumentare la velocità di stampa e di liberare con maggiore velocità la coda di stampa
sul nostro PC
La memoria in una stampante
laser, a seconda del modello ovviamente, può essere aumentata fino anche a 256 MB. |


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Le stampanti laser sono in
genere dotate di più interfacce di connessione, nella foto a lato abbiamo, ad
esempio, una porta seriale ed una parallela nell'immagine sopra, ed una parallela ed una
USB nell'immagine sotto |
| Una delle tante caratteristiche
apprezzate nelle stampanti laser è l'elevata capacità di gestire differenti formati di
carta, a differenza delle stampanti a getto che risultano per questo aspetto più
limitate. Alcune stampanti hanno cassetti che consentono di caricare la carta come in una
fotocopiatrice; è possibile avere più cassetti di alimentazione carta, in questo modo
possiamo caricare differenti formati come ad esempio carta intestata, buste, lucidi e
così via e differenti cassetti di raccolta per avere una fascicolazione ottimale delle
pagine stampate |
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Per ultimo possiamo dire che le
stampanti laser consentono di ampliare con apposite espansioni da inserire in
alloggiamenti come quelli in figura, sia il numero di font di caratteri che i linguaggi e
le emulazioni di stampa.
L'importanza di ampliare il numero di font residenti è legato a due differenti
aspetti, uno qualitativo e l'altro velocistico che sono tra loro strettamente legati; con
l'uso di font residenti viene delegata alla stessa stampante la formazione dei caratteri
durante il processo di stampa e non al software di gestione della stessa a fronte di una
maggiore velocità nel processo di stampa e di qualità dello stesso. |
Pagina 5 - Qualità di stampa Andremo ora ad analizzare cosa
si intende per qualità di stampa in stampanti laser e LED, e quali sono gli accorgimenti
che i vari produttori hanno escogitato per aumentarla.
Nelle stampanti laser e LED la stampa avviene per punti, dato che sia il fascio laser che
la luce emessa da un LED caricano elettricamente dei singoli punti sulla superficie del
tamburo di stampa; è ovvio che date le piccole dimensioni dei punti anche il risultato
finale della stampa sarà teoricamente buono.
Possiamo definire due differenti risoluzione: una reale, funzione delle caratteristiche
della stessa stampante e quindi dispositivo laser o LED, motore che governa l'avanzamento
del foglio, elettronica, software e così via, ed una virtuale ottenuta adottando
particolari accorgimenti atti a migliorare l'effetto visivo di quanto stampato e anch'essa
inevitabilmente legata alle caratteristiche della periferica.
Risoluzione reale:
come detto è funzione delle caratteristiche della stampante e del processo di stampa;
sappiamo che per risoluzione intendiamo il numero di punti per pollice che vanno a formare
il testo o l'immagine, e maggiore è questo numero maggiore sarà la qualità della
stampa. La risoluzione si divide tra quella orizzontale e quella verticale ed in genere
viene espressa come 300x300 dpi, o 600x1200 dpi e così via; la risoluzione orizzontale, e
quindi la capacità di definire un certo numero di punti per pollice, dipende da molti
fattori tra cui il sistema ottico; per quest'ultimo aspetto possiamo distinguere i
seguenti casi:
stampante laser: dipende dal dispositivo laser e dal movimento dello
specchio che deve indirizzare in modo opportuno il fascio sul rullo; è ovvio che tutto è
condizionato dall'elettronica della stampante e dalla sua capacità di gestire
l'accensione della sorgente laser nell'unità di tempo (frequenza di accensione), dalla
velocità con cui vengono elaborati e poi inviati i segnali al dispositivo ottico, dalla
movimentazione dello stesso specchio
stampanti LED: dipende dal numero di LED per pollice ed anche
dall'elettronica della stampante
La risoluzione verticale dipende per entrambi i casi dal motore della stampante, e quindi
dall'avanzamento del rullo o passo dello stesso, nonché dalla possibilità di modificare
in modo opportuno la sua velocità di rotazione; anche qui software ed elettronica giocano
un ruolo di fondamentale importanza.
Risoluzione virtuale:
la stampa avviene per punti e quindi possono manifestarsi problemi relativi alle
scalinature delle linee curve, sia per grafica che per testo, e quindi situazioni che
fanno diminuire la qualità visiva delle stampe; a questo proposito i vari costruttori
hanno ottimizzato particolari algoritmi e tecniche di stampa in grado di migliorarne
visivamente la qualità, rendendola confrontabile con quella generata da stampanti di
maggiore risoluzione hardware.
Vediamo su quali basi si fondano queste soluzioni:
in generale possiamo dire che tutte le tecniche mirate al raggiungimento dell'obiettivo di
migliorare la qualità visiva delle immagini stampate vanno sotto il nome di
"resolution enhancement", ed hanno come caratteristica comune quella di gestire
nel migliore dei modi sia la dimensione dei punti sul foglio che la loro posizione. La
domanda è: come si può agire per raggiungere questo obiettivo? La risposta va ricercata
nelle caratteristiche dello stesso processo di stampa, cioè raggio luminoso che carica
elettricamente un punto su un rullo di materiali fotosensibile, e Toner che viene attratto
da queste zone elettricamente cariche; in pratica agendo sul dispositivo laser, e quindi
regolando l'accensione dello stesso, è possibile decidere la durata dell'accensione e
regolare di conseguenza la dimensione del punto sul tamburo; ad un tempo di accensione
inferiore corrisponde un punto di dimensioni più piccole e viceversa; allo stesso modo
anticipando o posticipando l'accensione della sorgente laser è possibile modificare la
posizione del punto sul rullo rispetto a quella inizialmente fissata. Combinando in modo
opportuno questi due effetti è possibile ridurre in modo significativo il classico
effetto scalinato dei tratti curvi, aumentano di conseguenza la qualità della stampa. Lo
stesso discorso è valido anche per le stampanti LED. E' ovvio che la realizzazione di
punti più piccoli comporta l'uso di Toner con polveri di dimensioni inferiori e di forme
più regolari; è per questo che i vari produttori di stampanti ne hanno realizzati di
molto particolari, vedi ad esempio l'immagine sotto, tratta dal sito OKI, dove si evidenziano le differenze tra un tradizionale
Toner e quello Microfine ottimizzato dalla stesa società; elementi più piccoli e forme
più regolari per limitare anche l'effetto "bordo" sui caratteri stampati.

L'insieme degli accorgimenti
adottati dai vari costruttori assumono particolari denominazioni quali ad esempio: HP RET
(Resolution Enhancement Technology) e HP Ultra Precise Toner per Hewlett Packard, EPSON
MicroGray 1200 BiRITech (BiResolution Improvement Technology) per Epson, A.I.R.
(Rifinitura Automatica delle Immagini) per Canon e così via.
E' ovvio che anche queste
tecnologie hanno dei limiti fisici e tecnologici quali ad esempio:
- la formazione di piccoli punti ha come limite la capacità del
rivestimento fotosensibile, con cui è realizzato il rullo di stampa, a mantenere la
conseguenziale piccola carica elettrica ad essi associata
- il Toner deve essere molto fine per consentire una adeguata
copertura dei piccoli punti elettricamente caricati sul rullo
- la frequenza con cui è possibile accendere il laser è
ovviamente funzione dell'elettronica della stampante, e quindi della velocità del
processore di elaborare l'immagine e di comandare il laser per la formazione della stessa
sul rullo; si deve altresì considerare il limite fisico del dispositivo stesso, e quindi
velocità di accensione abbinata alla movimentazione dello specchio per indirizzare il
raggio nel punto voluto.
Le stampanti oggi in commercio
partono da un minimo di 300 dpi, portati ai virtuali 600 dpi con le tecniche sopra
specificate, fino ai 1200 dpi reali. E' bene ricordare che le tecniche sopra descritte
aumentano considerevolmente la qualità dei documenti stampati nel caso di testo, ma non
garantiscono buoni risultati in immagini stampate con le classiche scale di grigio; qui la
reale risoluzione della stampante farà sentire il suo peso. Pagina 6 - Velocità di stampa, materiali di consumo, costi Velocità di stampa.
Nelle stampanti laser la velocità di stampa è strettamente legata al
motore di stampa e quindi dall'insieme di parti meccaniche ed elettroniche che
caratterizzano lo stesso processo, nonché dalle modalità di stampa adottate quale PCL,
PostScript e così via; altro aspetto che condiziona la velocità di stampa è la
tipologia del documento stampato e quindi se questo è composto da solo testo, testo più
grafica, o solo grafica.
I valori forniti dai vari costruttori sono solo indicativi e solo prove sul campo
possono evidenziare questi differenti aspetti.
Le attuali velocità di stampa possono variare dalle 6 ppm (pagine per minuto) fino
alle 60 e più ppm per le stampanti di rete. L'elettronica ha il compito di elaborare le
immagini da stampare e di governare il dispositivo ottico di stampa, sia esso laser o LED;
il tutto è gestito da una CPU posta sul circuito integrato della stampante (vedi
particolare a lato - CPU Motorola di una stampante EPSON). |
L'insieme di tutti questi aspetti:
CPU ed elettronica della
stampante
quantitativo di memoria
dispositivo ottico (sorgente
laser e movimentazione specchio, o LED)
rullo di stampa e suo
rivestimento fotosensibile
tipologia del Toner utilizzato
e sue caratteristiche chimiche
tecnologia "resolution enhancement" adottata
modalità di stampa adottata
tipologia del documento
stampato
e così via, contribuiscono a
determinare la velocità di stampa.
E' bene ricordare che la
velocità dichiarata dai vari costruttori è puramente indicativa, anche se rimane un
utile parametro per valutare le differenze prestazionali tra i vari modelli
commercializzati.
La velocità dichiarata è ottenuta con prove condotte in particolari condizioni,
ricercate ovviamente tra le più favorevoli possibili; vediamo di meglio specificare
quanto detto.
Nelle pagine tecniche abbiamo descritto il processo di stampa per una periferica
laser o LED; in pratica la pagina viene formata da una azione combinata di software ed
elettronica della stampante, la quale deve convertire l'immagine in punti per attivare il
processo di stampa. Abbiamo altresì specificato che le stampanti laser e LED sono dotate
di una memoria ROM, memoria non volatile, all'interno della quale abbiamo
memorizzato anche una serie di font di caratteri; è ovvio che la stampa di documenti con
l'uso di tali font, velocizza il processo di formazione della pagina e quindi consente
alle stampanti di ottenere i migliori risultati in fatto di velocità. I valori dichiarati
dai vari costruttori si riferiscono proprio alla stampa di pagine di prova con font di
caratteri contenuti nella ROM della stampante. Se il nostro documento verrà stampato con
caratteri differenti, i tempi di stampa si allungheranno e le velocità riscontrate
saranno inferiori.
Quindi, come detto, il valore fornito dal costruttore è importante, ma solo
per valutare tra i vari modelli di stampanti quello più prestazionale.
Materiali di consumo
Arriviamo ora ai materiali di consumo; come anticipato nella precedente pagina il
Toner ed il rullo di stampa, oppure l'unità cartridge che include entrambi, rappresentano
i veri e propri materiali di consumo per le stampanti laser e LED.
Il prezzo di questi materiali varia molto in funzione della marca della stampante e
delle caratteristiche del prodotto, ma in media si attesta sulle 170.000 per il Toner (per
circa 6000 pagine di stampa) e sulle 130.000 per il rullo (durata stimata in circa 20.000
copie) per stampanti monocromatiche, mentre i costi di Toner, rulli di stampa,
manutenzione e così via aumentano nel caso di stampanti a colori.
Per quanto concerne altri materiali quali la carta, buste, lucidi e così via il
discorso è un po differente rispetto a quanto esposto per le stampanti a getto
d'inchiostro; la qualità di stampa su quella che viene chiamata carta comune è
decisamente ottima e non si richiedono supporti speciali, a parte il caso di stampe a
colori, idem per le buste gestite in tutti formati senza particolari difficoltà;
differente discorso richiede l'uso di lucidi ed etichette autoadesive, dato che servono
materiali resistenti al calore per evitare di danneggiare i rulli del dispositivo di
fusione, ma in qualunque caso i prodotti specifici per stampanti laser sono nettamente
più economici di quelli per InkJet garantendo un minor costo per pagina. Anche la
manutenzione non è così delicata come per le InkJet, dato che non abbiamo problemi di
inchiostro che si secca o cose analoghe.
Costi
I costi delle stampanti Laser e LED spaziano dalle poche centinaia di mila lire,
500000/600000 lire, per le entry level per applicazioni home e small office fino ad
arrivare a decine di milioni per le velocissime unità di rete
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