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Stampanti Laser e LED
Luca Ruiu - 04 Gennaio 2001
"Analisi delle tecnologie di stampa sia Laser che LED; per ognuna di esse sono statti approfonditi aspetti quali la velocità e qualità di stampa, il costo per pagina e i materiali di consumo."
Pagina 1 - Introduzione

Le stampanti laser fecero la loro comparsa negli anni 80 come d'altronde le stampanti a getto d'inchiostro; ad HP (Hewlett Packard) si deve la produzione della prima stampante laser costruita sulle basi di una tecnologia sviluppata da Canon.
Le stampanti laser, a tutt'oggi, rappresentano il punto di riferimento per la qualità delle stampe di testo in B/N e si rivolgono ad un bacino di utenza che spazia dal privato, al piccolo e medio ufficio, fino a rappresentare il dispositivo di stampa per eccellenza per reti informatiche grazie all'ottima velocità, qualità di stampa ed economicità d'uso.
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La tecnologia alla base delle stampanti laser richiama quella utilizzata nelle fotocopiatrici; le sostanziali differenze si devono individuare sia nelle sorgenti luminose adottate nel processo di formazione dell'immagine, costituita da una lampada in grado di generare un fascio di luce ad elevata luminosità per le fotocopiatrici e da una sorgente laser per le stampanti, sia per il fatto che l'immagine nelle fotocopiatrici viene acquisita per via ottica (come negli scanner) da un documento già esistente, mentre nelle stampanti è creata dal software in uso nel PC e dall'elettronica presente sulla stampante.


L'evoluzione e la diffusione di queste periferiche sono state inizialmente contrastate dall'elevato costo, ma col passare degli anni e con il progressivo miglioramento delle tecniche costruttive, della velocità e qualità di stampa, il prezzo di vendita è diventato decisamente più competitivo e questo ha contribuito ad una loro maggiore diffusione sul mercato; attualmente si possono trovare delle ottime periferiche laser monocromatiche sotto il milione di lire caratterizzate da una buona velocità, qualità di stampa e dotazione di memoria.

Una alternativa alla sorgente luminosa di tipo laser è rappresentata dalle sorgenti LED; queste stampanti sono molto simili alle laser sia per le modalità di stampa che per la qualità che si riesce ad ottenere sul testo in B/N.
La tecnologia LED arriva sul mercato alla fine degli anni 80 e quindi dopo la commercializzazione delle prime stampanti con tecnologia laser. Nella parte "Tecnica" di questa guida metteremo in luce le differenze che intercorrono tra periferiche LASER e LED, anche se possiamo anticipare quelle che, sulla carta, sono i vantaggi offerti dalla tecnologia LED:

a) maggiore semplicità costruttiva
b) limitato numero di parti in movimento; in pratica solo il foglio di carta
c) maggiore compattezza e quindi minore ingombro
d) minore costo di acquisto
e) minori costi di manutenzione
f) maggiore affidabilità per il minor numero di parti meccaniche in movimento
g) migliore qualità di stampa; non essendoci parti in movimento i piccoli LED potranno con maggiore precisione caricare elettricamente il rullo per la formazione della pagina in stampa e questo anche con il passare del tempo, dato che non subentrano problemi di giochi meccanici e quindi di imprecisioni nella formazione dell'immagine sul rullo.

In questi ultimi anni si stanno sempre più diffondendo periferiche laser o LED a colori che grazie al perfezionamento della loro tecnologia costruttiva e dei metodi di fabbricazione hanno visto una progressiva riduzione del loro prezzo di acquisto ed un contemporaneo miglioramento delle loro prestazioni velocistiche e qualitative; in campi applicativi professionali possono rappresentare delle ottime alternative alle stampanti a getto d'inchiostro rispetto alle quali, pur avendo un maggior costo di acquisto, garantisco un minor costo di stampa per pagina e sono in grado di offrire degli ottimi risultati, sia velocistici che qualitativi, anche nella stampa su carta comune.
Queste stampanti nascono per soddisfare le sempre più
crescenti richieste dell'utenza aziendali e professionali che ricercano periferiche in grado di stampare a colori con elevata qualità e velocità di stampa e con un costo per pagina limitato. Queste periferiche sono in genere utilizzate in rete, dove i volumi di stampa mensili sono tali da non consentire l'uso di InkJet, più lente e con un maggiore costo per pagina, anche se economicamente più convenienti come prezzo di acquisto. Queste stampanti consentono velocità fino a 12 ppm a colori in formato A4, oppure 6 ppm a colori in formato A3, risoluzioni superiori ai 1200 dpi e facile manutenzione.
I costi di queste periferiche partono dai 4 - 5 milioni dei modelli entry level fino ad alcune decine di milioni. Il costo per stampe a colori si attesta in genere sulle 200 lire a copia. Il principio di funzionamento è analogo a quello delle stampanti laser o LED monocromatiche, infatti possiamo definirle come un insieme di stampanti monocromatiche, una per ogni singolo colore e cartuccia di Toner, e la stampa avviene con la gestione separata dei 4 colori e quindi con un numero di passaggi del dispositivo laser o LED pari al numero dei colori base. 

La risoluzione nelle stampanti laser, o LED, parte dai 300 dpi, anche se oramai quasi tutte le entry level consento di raggiungere i 600 x 600 dpi, fino ai 1200 dpi per i modelli di fascia alta, mentre la velocità di stampa parte dalle 6 ppm fino ad arrivare a 60 è più pagine al minuto; in genere gestiscono formati di foglio pari all'A4, ma ci sono periferiche che utilizzano supporti A3.

Pagina 2 - Tecnica

Il principio di funzionamento delle stampanti Laser è abbastanza semplice da illustrare anche se queste periferiche sono un concentrato di alta tecnologia e complessità costruttiva; all'interno della stampante troviamo una sorgente laser che genera un fascio di luce concentrato ed una lente prismatica, cioè una sorta di specchio rotante, in grado di indirizzarlo nei punti desiderati; questo fascio colpisce puntualmente e con grande precisione un rullo di stampa ricoperto da uno strato di materiale fotosensibile, cioè in grado di caricarsi elettricamente se eccitato da un fascio di luce. Lo specchio viene movimentato sulla base dei segnali che arrivano dal nostro PC, in modo tale da "disegnare", per linee orizzontali, l'immagine sul rullo fotosensibile rotante; è un procedimento analogo a quello che governa le stampanti ad impatto ed InkJet, cioè la formazione della pagina avviene per linee orizzontali. Il rullo elettricamente caricato entrando in contatto con una finissima polvere denominata Toner, costituita da piccole particelle di carbone e di resina, attira su di se queste particelle nelle zone caricate elettricamente per poi depositarle, per contatto, sul foglio di carta. Con un successivo  processo termico si fissa il Toner al foglio; in pratica il foglio viene fatto passare tra due rulli riscaldati ad alta temperatura in modo tale che il calore fonda temporaneamente la resina contenuta nel Toner fissandolo sul foglio e dando origine a stampe con un nero molto marcato e duraturo nel tempo. Tutto il processo di stampa viene gestito da un apposito processore, in genere di tipo RISC, presente sul circuito integrato della stampante.

tamburo.gif (12139 byte)Vediamo come funzionano le periferiche di tipo LED: al pari delle stampanti laser, la stampa avviene attraverso del Toner fissato con il calore su di un foglio di carta; i due processi, però, differiscono per le modalità con le quali l'immagine viene formata sul tamburo di stampa. Con le laser, come detto poc'anzi, un raggio di luce emesso da una apposita sorgente forma l'immagine sul rullo di stampa movimentandosi in direzione orizzontale, grazie ad uno specchio mobile comandato dalla stessa periferica, mentre nelle stampanti a LED abbiamo una barra fissa con delle piccolissime lampade denominate "LED" (light emitting diode) che si accendono e spengono caricando elettricamente il rullo di stampa; l'accensione o meno del LED dipende dall'immagine che stiamo formando sul foglio e quindi dal fatto che il corrispondente punto sul rullo di stampa debba essere o meno caricato elettricamente per poi attrarre il Toner da depositare sul foglio; interessante il disegno a lato presente sul sito di OKI Italia, leader della tecnologia LED adottata su tutte le stampanti da loro commercializzate, sul quale si vede proprio la sorgente luminosa fissa ed i piccoli raggi di luce che colpiscono il rullo di stampa dovuti all'accensione degli stessi LED.

Vediamo ora il principio di funzionamento di una periferica laser o LED a colori:

schema.jpg (22999 byte)a differenze delle unità monocromatiche in quelle a colori il procedimento di stampa, o meglio di formazione della pagina nel processo di stampa, è leggermente differente; la stampante è caratterizzata dalla presenza di un supporto rotante nel quale vengono alloggiate 4 unità di stampa. cioè dispositivi che contengono sia le particelle di Toner che il relativo rullo fotosensibile (unità cartridge).
Aiutandoci con l'immagine a lato vediamo di descrivere l'intero processo.
L'immagine si crea con la combinazione di particelle di Toner nei 4 colori base nero, magenta, ciano e giallo; per consentire la formazione dell'immagine si utilizza un cosiddetto "nastro di trasferimento", visibile nella foto a lato tra il "first" e il "second transfert point".
Un raggio laser, oppure LED a seconda della tecnologia adottata,  viene opportunamente indirizzato sui rulli fotosensibili interni alle 4 unità cartridge presenti (Print cartridge), una per ogni colore, e li carica elettricamente; in questo modo le piccole particelle di Toner contenute nelle unità cartridge verranno attratte in queste zone elettricamente cariche depositandosi sui rulli.
Questi 4 rulli, con la rotazione del supporto che li ospita (Carousel), entrano in contatto con il "nastro di trasferimento" nella "prima zona di trasferimento (First transfert point); questo nastro essendo caricato negativamente attira su di se le particelle di Toner. Il nastro di trasferimento ruotando arriva nella zona frontale della stampante dove incontra un rullo cosiddetto "rullo di trasferimento" (Second transfert roller), nella "seconda zona di trasferimento" (Second transfert point); questo rullo essendo caricato negativamente attira le particelle di Toner creando su di se l'immagine da stampare; il passaggio successivo del foglio di carta consente al rullo di depositare il Toner sul foglio stesso; il foglio verrà poi inviato all'unità di fusione (Fuser) dove il Toner opportunamente riscaldato e schiacciato sul foglio andrà ad aderire a quest'ultimo terminando il processo di stampa.
Pagina 3 - Com'è fatta una stampante laser - parte 1

Evidenziamo le principali parti costituenti una stampante laser:

cartrige4.jpg (14636 byte) Possiamo avere due tipologie di stampanti laser che si differenziano da un punto di vista costruttivo; infatti abbiamo stampanti laser che adottano dei cosiddetti "cartridge", cioè delle "cartucce" che racchiudono al proprio interno, oltre al Toner, anche il rullo di stampa, e quelle in cui questi due componenti sono divisi e quindi sostituibili separatamente a seconda delle necessità. Nell'immagine a lato possiamo vedere l'interno di una stampante laser del primo tipo ora descritto

Togliendo l'unità cartridge interna possiamo vedere la serie di rulli che gestiscono l'avanzamento del foglio di carta e la zona dove, con il calore, il Toner viene fissato sul foglio; date le alte temperature raggiunte è possibile intravedere una scritta gialla che avverte di questo pericolo quando si apre la stampante per liberarla, ad esempio, da un eventuale foglio bloccato

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epson14.jpg (14167 byte) In questa immagine possiamo vedere il particolare della "lente" dalla quale viene emesso il raggio laser; in pratica il raggio laser fuoriesce da quella piccola feritoia orizzontale che si vede sopra l'adesivo giallo di pericolo, quello che avverte l'utente della presenza di una sorgente laser.

Questa è la famosa unità cartridge che, come detto, incorpora sia il Toner che il rullo di stampa; questa soluzione, rispetto alle laser con dispositivi separati, offre il vantaggio che quando cambiamo il Toner effettuiamo contemporaneamente la sostituzione del rullo e quindi semplifichiamo le operazioni di manutenzione, tutto questo però a fronte di un maggiore costo da sostenere. La tendenza attuale è quella di offrire stampanti con Toner e rullo separati con ricariche Toner aventi autonomie per almeno 6000 pagine e rulli di stampa con durate di almeno  20000 copie, questo per i modelli entry level; con questa soluzione se la qualità della stampa dopo le 20000 copie non peggiora in modo evidente, non abbiamo l'obbligo di cambiare il rullo a differenza della soluzione con cartridge. Con l'unità cartridge, spesso e volentieri si butta via il rullo ancora nel pieno della sua efficienza ed è per questo che stanno prendendo piede centri di rigenerazione in grado di ridurre del 50 e più % il costo della ricarica.

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Qui vediamo il particolare del rullo di stampa incluso in una unità cartridge.Su questo rullo agisce direttamente il raggio laser per "disegnare" l'immagine che deve essere stampata; il rullo entrando poi in contatto con il Toner contenuto nello stesso cartridge è pronto per trasferire l'immagine sul foglio di carta. Un apposito dispositivo "raschia" il Toner in eccesso, cioè quello che non viene trasferito sul foglio. In alcune stampanti il Toner in eccesso viene reso nuovamente disponibile per il processo di stampa con l'uso di particolari "raschiatori" di tipo elettrico, con un notevole risparmio di soldi.

Qui vediamo un particolare degli ingranaggi che consentono la rotazione del rullo di stampa; questa avviene sia durante la fase di formazione dell'immagine sul rullo che nella successiva fase di deposito del Toner sul foglio di carta.

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Pagina 4 - Com'è fatta una stampante laser - parte 2
epson12.jpg (10910 byte) Le stampanti laser in genere sono dotate di un pannello comandi e di un display LCD; quest'ultimo consente di recuperare informazioni quali la quantità di Toner residuo, il numero di pagine stampate, gli eventuali messaggi di errore che si possono verificare durante il processo di stampa e così via. Con questo pannello comandi è possibile personalizzare le caratteristiche della stampante quali la porta di connessione selezionata, eventuali emulazioni e linguaggi adottati e così via. Molte stampanti dell'ultima generazione consentono questo tipo di impostazioni via software e quindi direttamente dal PC al quale sono collegate.
 

La maggior parte delle stampanti consentono di espandere la memoria interna attraverso l'inserimento di appositi chip, oppure di moduli di memoria convenzionale del tipo utilizzata nei PC. Il quantitativo base di memoria presente in una stampante laser era quantificato in 1 MB di RAM per le stampanti vendute cinque o sei anni fa, mentre attualmente partiamo dai 2 o 4 MB a seconda dei modelli. Nella foto a lato vediamo il particolare del circuito integrato di una stampante laser dove possiamo notare la presenza di 8 zoccoli nell'angolo superiore destro, vedi anche l'immagine del particolare, che servono proprio per espandere la memoria base. Il quantitativo di memoria è di fondamentale importanza per due aspetti:

  1. nelle stampanti laser la pagina da avviare al processo di stampa dev'essere integralmente contenuta nella memoria della periferica; se dobbiamo stampare fogli complessi con alte risoluzioni, un quantitativo limitato di memoria non consente la formazione della pagina prima della stampa ed il processo non può avvenire in modo corretto

  2. un elevato quantitativo di memoria consente alla stampante di memorizzare più di una pagina in modo tale di aumentare la velocità di stampa e di liberare con maggiore velocità la coda di stampa sul nostro PC

La memoria in una stampante laser, a seconda del modello ovviamente, può essere aumentata fino anche a 256 MB.

 

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Le stampanti laser sono in genere dotate di più interfacce di connessione, nella foto a lato abbiamo, ad esempio, una porta seriale ed una parallela nell'immagine sopra, ed una parallela ed una USB nell'immagine sotto
Una delle tante caratteristiche apprezzate nelle stampanti laser è l'elevata capacità di gestire differenti formati di carta, a differenza delle stampanti a getto che risultano per questo aspetto più limitate. Alcune stampanti hanno cassetti che consentono di caricare la carta come in una fotocopiatrice; è possibile avere più cassetti di alimentazione carta, in questo modo possiamo caricare differenti formati come ad esempio carta intestata, buste, lucidi e così via e differenti cassetti di raccolta per avere una fascicolazione ottimale delle pagine stampate epson6.jpg (11158 byte)
epson7.jpg (8995 byte) Per ultimo possiamo dire che le stampanti laser consentono di ampliare con apposite espansioni da inserire in alloggiamenti come quelli in figura, sia il numero di font di caratteri che i linguaggi e le emulazioni di stampa.
L'importanza di ampliare il numero di font residenti è legato a due differenti aspetti, uno qualitativo e l'altro velocistico che sono tra loro strettamente legati; con l'uso di font residenti viene delegata alla stessa stampante la formazione dei caratteri durante il processo di stampa e non al software di gestione della stessa a fronte di una maggiore velocità nel processo di stampa e di qualità dello stesso.
Pagina 5 - Qualità di stampa

Andremo ora ad analizzare cosa si intende per qualità di stampa in stampanti laser e LED, e quali sono gli accorgimenti che i vari produttori hanno escogitato per aumentarla.
Nelle stampanti laser e LED la stampa avviene per punti, dato che sia il fascio laser che la luce emessa da un LED caricano elettricamente dei singoli punti sulla superficie del tamburo di stampa; è ovvio che date le piccole dimensioni dei punti anche il risultato finale della stampa sarà teoricamente buono.
Possiamo definire due differenti risoluzione: una reale, funzione delle caratteristiche della stessa stampante e quindi dispositivo laser o LED, motore che governa l'avanzamento del foglio, elettronica, software e così via, ed una virtuale ottenuta adottando particolari accorgimenti atti a migliorare l'effetto visivo di quanto stampato e anch'essa inevitabilmente legata alle caratteristiche della periferica.

Risoluzione reale:
come detto è funzione delle caratteristiche della stampante e del processo di stampa; sappiamo che per risoluzione intendiamo il numero di punti per pollice che vanno a formare il testo o l'immagine, e maggiore è questo numero maggiore sarà la qualità della stampa. La risoluzione si divide tra quella orizzontale e quella verticale ed in genere viene espressa come 300x300 dpi, o 600x1200 dpi e così via; la risoluzione orizzontale, e quindi la capacità di definire un certo numero di punti per pollice, dipende da molti fattori tra cui il sistema ottico; per quest'ultimo aspetto possiamo distinguere i seguenti casi:
stampante laser: dipende dal dispositivo laser e dal movimento dello specchio che deve indirizzare in modo opportuno il fascio sul rullo; è ovvio che tutto è condizionato dall'elettronica della stampante e dalla sua capacità di gestire l'accensione della sorgente laser nell'unità di tempo (frequenza di accensione), dalla velocità con cui vengono elaborati e poi inviati i segnali al dispositivo ottico, dalla movimentazione dello stesso specchio
stampanti LED: dipende dal numero di LED per pollice ed anche dall'elettronica della stampante
La risoluzione verticale dipende per entrambi i casi dal motore della stampante, e quindi dall'avanzamento del rullo o passo dello stesso, nonché dalla possibilità di modificare in modo opportuno la sua velocità di rotazione; anche qui software ed elettronica giocano un ruolo di fondamentale importanza.

Risoluzione virtuale
:
la stampa avviene per punti e quindi possono manifestarsi problemi relativi alle scalinature delle linee curve, sia per grafica che per testo, e quindi situazioni che fanno diminuire la qualità visiva delle stampe; a questo proposito i vari costruttori hanno ottimizzato particolari algoritmi e tecniche di stampa in grado di migliorarne visivamente la qualità, rendendola confrontabile con quella generata da stampanti di maggiore risoluzione hardware.
Vediamo su quali basi si fondano queste soluzioni:
in generale possiamo dire che tutte le tecniche mirate al raggiungimento dell'obiettivo di migliorare la qualità visiva delle immagini stampate vanno sotto il nome di "resolution enhancement", ed hanno come caratteristica comune quella di gestire nel migliore dei modi sia la dimensione dei punti sul foglio che la loro posizione. La domanda è: come si può agire per raggiungere questo obiettivo? La risposta va ricercata nelle caratteristiche dello stesso processo di stampa, cioè raggio luminoso che carica elettricamente un punto su un rullo di materiali fotosensibile, e Toner che viene attratto da queste zone elettricamente cariche; in pratica agendo sul dispositivo laser, e quindi regolando l'accensione dello stesso, è possibile decidere la durata dell'accensione e regolare di conseguenza la dimensione del punto sul tamburo; ad un tempo di accensione inferiore corrisponde un punto di dimensioni più piccole e viceversa; allo stesso modo anticipando o posticipando l'accensione della sorgente laser è possibile modificare la posizione del punto sul rullo rispetto a quella inizialmente fissata. Combinando in modo opportuno questi due effetti è possibile ridurre in modo significativo il classico effetto scalinato dei tratti curvi, aumentano di conseguenza la qualità della stampa. Lo stesso discorso è valido anche per le stampanti LED. E' ovvio che la realizzazione di punti più piccoli comporta l'uso di Toner con polveri di dimensioni inferiori e di forme più regolari; è per questo che i vari produttori di stampanti ne hanno realizzati di molto particolari, vedi ad esempio l'immagine sotto, tratta dal sito OKI, dove si evidenziano le differenze tra un tradizionale Toner e quello Microfine ottimizzato dalla stesa società; elementi più piccoli e forme più regolari per limitare anche l'effetto "bordo" sui caratteri stampati.

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L'insieme degli accorgimenti adottati dai vari costruttori assumono particolari denominazioni quali ad esempio: HP RET (Resolution Enhancement Technology) e HP Ultra Precise Toner per Hewlett Packard, EPSON MicroGray 1200 BiRITech (BiResolution Improvement Technology) per Epson,  A.I.R. (Rifinitura Automatica delle Immagini) per Canon e così via.

E' ovvio che anche queste tecnologie hanno dei limiti fisici e tecnologici quali ad esempio:

  • la formazione di piccoli punti ha come limite la capacità del rivestimento fotosensibile, con cui è realizzato il rullo di stampa, a mantenere la conseguenziale piccola carica elettrica ad essi associata
  • il Toner deve essere molto fine per consentire una adeguata copertura dei piccoli punti elettricamente caricati sul rullo
  • la frequenza con cui è possibile accendere il laser è ovviamente funzione dell'elettronica della stampante, e quindi della velocità del processore di elaborare l'immagine e di comandare il laser per la formazione della stessa sul rullo; si deve altresì considerare il limite fisico del dispositivo stesso, e quindi velocità di accensione abbinata alla movimentazione dello specchio per indirizzare il raggio nel punto voluto.

Le stampanti oggi in commercio partono da un minimo di 300 dpi, portati ai virtuali 600 dpi con le tecniche sopra specificate, fino ai 1200 dpi reali. E' bene ricordare che le tecniche sopra descritte aumentano considerevolmente la qualità dei documenti stampati nel caso di testo, ma non garantiscono buoni risultati in immagini stampate con le classiche scale di grigio; qui la reale risoluzione della stampante farà sentire il suo peso.

Pagina 6 - Velocità di stampa, materiali di consumo, costi

Velocità di stampa.

cpu2.jpg (12632 byte)Nelle stampanti laser la velocità di stampa è strettamente legata al motore di stampa e quindi dall'insieme di parti meccaniche ed elettroniche che caratterizzano lo stesso processo, nonché dalle modalità di stampa adottate quale PCL, PostScript e così via; altro aspetto che condiziona la velocità di stampa è la tipologia del documento stampato e quindi se questo è composto da solo testo, testo più grafica, o solo grafica.
I valori forniti dai vari costruttori sono solo indicativi e solo prove sul campo possono evidenziare questi differenti aspetti.
Le attuali velocità di stampa possono variare dalle 6 ppm (pagine per minuto) fino alle 60 e più ppm per le stampanti di rete. L'elettronica ha il compito di elaborare le immagini da stampare e di governare il dispositivo ottico di stampa, sia esso laser o LED; il tutto è gestito  da una CPU posta sul circuito integrato della stampante (vedi particolare a lato - CPU Motorola di una stampante EPSON).

L'insieme di tutti questi aspetti:

  • CPU ed elettronica della stampante

  • quantitativo di memoria

  • dispositivo ottico (sorgente laser e movimentazione specchio, o LED)

  • rullo di stampa e suo rivestimento fotosensibile

  • tipologia del Toner utilizzato e sue caratteristiche chimiche

  • tecnologia "resolution enhancement" adottata

  • modalità di stampa adottata

  • tipologia del documento stampato

e così via, contribuiscono a determinare la velocità di stampa.

E' bene ricordare che la velocità dichiarata dai vari costruttori è puramente indicativa, anche se rimane un utile parametro per valutare le differenze prestazionali tra i vari modelli commercializzati.
La velocità dichiarata è ottenuta con prove condotte in particolari condizioni, ricercate ovviamente tra le più favorevoli possibili; vediamo di meglio specificare quanto detto.
Nelle pagine tecniche abbiamo descritto il processo di stampa per una periferica laser o LED; in pratica la pagina viene formata da una azione combinata di software ed elettronica della stampante, la quale deve convertire l'immagine in punti per attivare il processo di stampa. Abbiamo altresì specificato che le stampanti laser e LED sono dotate di una memoria ROM, memoria  non volatile, all'interno della quale abbiamo memorizzato anche una serie di font di caratteri; è ovvio che la stampa di documenti con l'uso di tali font, velocizza il processo di formazione della pagina e quindi consente alle stampanti di ottenere i migliori risultati in fatto di velocità. I valori dichiarati dai vari costruttori si riferiscono proprio alla stampa di pagine di prova con font di caratteri contenuti nella ROM della stampante. Se il nostro documento verrà stampato con caratteri differenti, i tempi di stampa si allungheranno e le velocità riscontrate saranno inferiori.
Quindi, come detto, il valore fornito dal costruttore è importante, ma solo    per valutare tra i vari modelli di stampanti quello più prestazionale.

Materiali di consumo

Arriviamo ora ai materiali di consumo; come anticipato nella precedente pagina il Toner ed il rullo di stampa, oppure l'unità cartridge che include entrambi, rappresentano i veri e propri materiali di consumo per le stampanti laser e LED.
Il prezzo di questi materiali varia molto in funzione della marca della stampante e delle caratteristiche del prodotto, ma in media si attesta sulle 170.000 per il Toner (per circa 6000 pagine di stampa) e sulle 130.000 per il rullo (durata stimata in circa 20.000 copie) per stampanti monocromatiche, mentre i costi di Toner, rulli di stampa, manutenzione e così via aumentano nel caso di stampanti a colori.
Per quanto concerne altri materiali quali la carta, buste, lucidi e così via il discorso è un po differente rispetto a quanto esposto per le stampanti a getto d'inchiostro; la qualità di stampa su quella che viene chiamata carta comune è decisamente ottima e non si richiedono supporti speciali, a parte il caso di stampe a colori, idem per le buste gestite in tutti formati senza particolari difficoltà; differente discorso richiede l'uso di lucidi ed etichette autoadesive, dato che servono materiali resistenti al calore per evitare di danneggiare i rulli del dispositivo di fusione, ma in qualunque caso i prodotti specifici per stampanti laser sono nettamente più economici di quelli per InkJet garantendo un minor costo per pagina. Anche la manutenzione non è così delicata come per le InkJet, dato che non abbiamo problemi di inchiostro che si secca o cose analoghe.

Costi

I costi delle stampanti Laser e LED spaziano dalle poche centinaia di mila lire, 500000/600000 lire, per le entry level per applicazioni home e small office fino ad arrivare a decine di milioni per le velocissime unità di rete