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Pagina 1 - Introduzione Le
stampanti a getto d'inchiostro vennero introdotte sul mercato negli anni 80 unitamente
alle stampanti laser, ma solo in questi ultimi anni sono state in grado di acquisire fette
di mercato sempre più ampie relegando le stampanti ad impatto, che rappresentavano la
tipologia di stampa più diffusa, ad un settore di nicchia.
Il principale freno alla diffusione di queste periferiche dall'inizio della loro
commercializzazione fu dettato da molti fattori, quali ad esempio:
- elevato costo dei materiali di consumo e quindi del costo per
pagina
- lentezza e bassi carichi di lavoro supportati
- qualità di stampa superiore alle stampanti ad aghi ma
nettamente inferiore a quanto offerto dalle stampanti laser che pur avendo un maggior
costo di acquisto garantivano un costo di stampa nettamente inferiore
- problemi legati alla manutenzione; frequenti le otturazioni
degli ugelli di stampa dovuti a periodi più o meno lunghi di non utilizzo parzialmente
risolti con il miglioramento degli inchiostri, delle testine di stampa e con l'uso di
dispositivi di parcheggio e pulitura
tutti aspetti che, conti alla
mano, nel caso di volumi di stampa medi, o medio/alti, facevano preferire le laser alle
getto, sempre che la scelta non fosse condizionata dalla necessità di effettuare stampe a
colori. D'altro canto altri fattori hanno contribuito nel tempo a determinare l'attuale
successo commerciale di queste periferiche, quali:
- la possibilità di eseguire stampe a colori
- l'economicità della periferica
- la silenziosità del processo di stampa
- una maggiore qualità di stampa rispetto ad
una periferica ad impatto
Le stampanti a getto
d'inchiostro, più comunemente note come "InkJet", sono stampanti che fanno
parte della stessa categoria delle laser, cioè della famiglia delle "non a
impatto"; queste stampanti non interagiscono meccanicamente con il foglio di carta
durante la stampa, a differenza di quanto non facciano le stampanti ad aghi.
In commercio esistono varie tipologie di InkJet che si differenziano sia per il numero
massimo di colori gestiti contemporaneamente, che può andare da 1 a 6, che per la
velocità di stampa, risoluzione, e formato dei fogli, vedi A4, A3 e così via. A seconda
del numero dei colori gestiti possiamo parlare di stampanti monocromatiche, a colori in
tricromia, o quadricromia e così via. E' bene precisare che quando parliamo di stampanti
monocromatiche o a colori in tricromia facciamo riferimento allo stesso prodotto; queste
stampanti di fascia entry level sono in grado di utilizzare una sola cartuccia alla volta
e questa può essere di inchiostro nero, oppure a colori con tre distinte tonalità,
ciano, magenta e giallo; le periferiche di fascia media, o medio/alta, sono invece dotate
di un doppio supporto e quindi ospitano, contemporaneamente, la cartuccia di inchiostro
nero e a colori .
ll principio di funzionamento delle InkJet è abbastanza semplice dato che consiste nel
proiettare, con differenti tecnologie sviluppate dagli stessi produttori, delle minuscole
gocce di inchiostro sul foglio di carta sul quale rimarranno impresse dopo la successiva
fase di essiccazione. La stampa con una getto d'inchiostro, e quindi la formazione della
pagina, si realizzata con successivi passaggi, in direzione orizzontale, della testina di
stampa sul foglio seguiti da un avanzamento, o passo verticale, dello stesso; il foglio
che deve essere stampato viene idealmente suddiviso in strisce e la stampante, governata
dal software in dotazione, movimenta la testina sulla base dei segnali ricevuti dal PC.
Ovviamente questo processo tenderà ad impegnare il nostro computer per tempi più o meno
lunghi ma il tutto è fortemente condizionato dal quantitativo di memoria buffer di cui la
stampante potrà disporre; questa memoria è in grado di ospitare le informazioni che
dovranno essere inviate alla testina liberando di conseguenza le risorse del nostro PC,
quindi maggiore è questa memoria e prima il computer potrà "liberarsi" dalle
code di stampa.
Nelle successive pagine spiegheremo a grandi linee in cosa consistono queste differenti
tecnologie; l'obiettivo comune è quello di portare ad una certa pressione la goccia di
inchiostro all'interno della testina di stampa, in modo tale da "sparare"
l'inchiostro verso il foglio; a seconda delle modalità con cui questa pressione viene
creata parleremo di "Tecnologie basate sul calore" e di "Tecnologia
Piezo-Elettrica".
I problemi maggiori che
possiamo riscontrare con le stampanti a getto sono proprio legati alle testine di stampa e
alla loro usura; il procedimento termico è di gran lunga il più usurante ed è per
questo motivo che la testina di stampa è incorporata nella cartuccia di inchiostro e
viene quindi sostituita ogni volta che viene cambiata la cartuccia stessa, mentre con la
tecnologia piezoelettrica, molto meno usurante, le testine sono parte integrante della
stampante; in questo caso però, l'eventuale rottura della testina che è un problema non
così poco frequente e molto condizionato dal modo d'uso della periferica, comporterebbe
una riparazione abbastanza costosa pari, per i modelli entry level, anche al 50% del loro
valore commerciale. Pagina 2 - Tecnologia basata sul calore questa tecnologia, meglio nota
come Bubble Jet, è stata ideata e sviluppata dalla società Canon;
essa provvede a creare la pressione per proiettare l'inchiostro sul foglio con il calore;
in pratica la goccia d'inchiostro viene riscaldata all'interno degli ugelli di stampa da
un termoresistore, cioè da un dispositivo che si riscalda quando viene percorso da
corrente elettrica, si forma progressivamente una bolla la quale espandendosi spinge
l'inchiostro al di fuori degli ugelli; il vuoto lasciato dalla goccia proiettata verso il
foglio con una velocità di circa 5 - 8 m/s (tra i 18 e i 29 Km/h), richiama altro
inchiostro dai rispettivi serbatoi. Il dispositivo riscaldatore viene ovviamente
disattivato in attesa che il nuovo inchiostro riempia nuovamente gli ugelli.
Questo tipo di tecnologia impone l'uso di particolari inchiostri termo-resistenti, cioè
resistenti al calore, e il rispetto dei tempi dettati dal transitorio termico che si crea
nelle fasi di: riscaldamento inchiostro - raffreddamento del dispositivo termico -
riscaldamento della nuova goccia; questo transitorio è quello che condiziona maggiormente
la velocità di stampa in funzione, ovviamente, delle caratteristiche della testina di
stampa. Gli stampati presentano, in generale, un caratteristico e leggero effetto
"bagnato", dato che i tempi di essiccazione dell'inchiostro, a causa del suo
riscaldamento, sono in media più lunghi rispetto a quelli riscontrabili con altre
tecnologie; questo si traduce in una maggiore diffusione dell'inchiostro sulla carta
comune e quindi in risoluzioni di stampa inferiori; Canon ha comunque recentemente
sviluppato una interessante tecnologia, denominata "P-POP",
Plain Paper Optimized Printing, in grado di bloccare il processo di assorbimento e
relativa diffusione dell'inchiostro anche su carta comune, migliorando sensibilmente la
qualità delle stampe. I maggiori produttori che hanno abbracciato questo metodo di stampa
sono Canon ed HP
(Hewlett-Packard).
Riporto ora delle interessanti immagini, la prima è tratta dalla guida Canon alla tecnologia Bubble Jet, mentre le altre due da un
sito tedesco, che illustrano
proprio la fase di generazione della goccia di inchiostro con il metodo termico; in
pratica abbiamo in ogni ugello di stampa una piccola resistenza che viene percorsa da
corrente quando la stampante riceve un segnale dal PC; questa resistenza raggiungendo
temperature prossime ai 400°C riscalda l'inchiostro ed attiva il processo di stampa:
Pagina 3 - Tecnologia Piezo-Elettrica questa particolare tecnologia
è stata sviluppata, ed è attualmente utilizzata, dalla società EPSON. Non è una tecnologia termica, ma bensì
elettro-meccanica e consente, in generale, di ottenere un miglior controllo sul processo
di formazione della goccia di inchiostro. Il principio di funzionamento si basa sulla
caratteristica piezoelettrica di alcuni cristalli, cioè sul fatto che alcuni cristalli si
possono elettricamente polarizzare se elasticamente deformati (effetto piezoelettrico
diretto) oppure, processo inverso utilizzato per le stampanti, possono elasticamente
deformarsi se sottoposti a particolari campi elettrici (effetto piezolelettrico inverso).
L'inchiostro viene inviato nella testina di stampa di forma tronco-conica attraverso una
particolare camera che è a stretto contatto con l'elemento piezoelettrico; qui, con
appositi campi elettrici, generati sulla base dei segnali inviati dal PC, si opera la
deformazione dell'elemento piezoelettrico che si traduce in un aumento della pressione
nell'inchiostro; quest'ultimo viene proiettato, attraverso la testina di stampa e gli
ugelli, verso il foglio. Non essendo una tecnologia basata sul calore, l'inchiostro arriva
sul foglio a temperatura ambiente e quindi tende ad asciugarsi in tempi più ristretti
rispetto al processo termico, eliminando quasi del tutto l'effetto "foglio
bagnato".
Sfruttando questa tecnologia possiamo ottenere gocce di ridottissime dimensioni,
perfettamente sferiche, in grado di asciugarsi rapidamente riducendo l'effetto diffusivo
dell'inchiostro sul foglio a vantaggio della elevata qualità di stampa anche su carta
comune.
Mentre nella tecnologia Bubble Jet il transitorio termico era l'elemento condizionante la
velocità del processo di stampa, con la tecnologia piezoelettrica questo limite viene
dettato da problemi legati alle vibrazioni meccaniche che nascono a causa delle elevate
frequenze con cui l'elemento piezoelettrico viene deformato nel tempo
| Dall'immagine a lato,
prelevata dal sito EPSON, società a cui si deve la
tecnologia piezoelettrica, è possibile vedere la struttura della testina di stampa. |

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Queste due particolari
tecnologie, Bubble Jet e Piezo-Elettrica, si sono ovviamente perfezionate nel tempo e le
case che le hanno adottate sono oggi in grado di rendere disponibili prodotti molto
competitivi sia in termini di risoluzione, di velocità, di qualità di stampa per testi,
grafica ed immagini fotografiche, e di economicità. Pagina 4 - Velocità di stampa Per le stampanti a getto
d'inchiostro il discorso relativo alla qualità e velocità di stampa è molto complesso
ed articolato, perchè funzione di molti aspetti quali la tipologia della stessa stampante
e quindi della tecnologia InkJet adottata, del tipo di carta utilizzato e della stampa che
si vuole realizzare, cioè testo o grafica, dal tipo di inchiostro, dai driver e così
via; vedremo in questa pagina di analizzare gran parte di questi aspetti:
come detto esistono due differenti tecnologie
di stampa, la piezoelettrica e la termica, caratterizzate da altrettanto differenti
testine di stampa; entrambi i processi presentano dei limiti nella velocità con la quale
riescono a formare la goccia di inchiostro, inviarla sul foglio, rendersi disponibili per
attivare un nuovo ciclo di lavoro. Questi limiti sono dovuti per il processo termico al
cosiddetto "transitorio termico", cioè il periodo durante il quale il resistore
all'interno dell'ugello si raffredda, entra del nuovo inchiostro e si attiva una nuova
fase di riscaldamento di quest'ultimo, mentre per il processo piezoelettrico, di natura
elettromeccanica, si hanno problemi di vibrazioni che si innescano al raggiungimento di
valori limiti di frequenze con cui il dispositivo piezoelettrico viene
"sollecitato" nel tempo; in pratica tale dispositivo compie dei cicli di lavoro
che lo vedono deformarsi per la formazione della goccia per poi riprendere elasticamente
la forma di partenza. Limitando il numero di processi di formazione delle gocce di
inchiostro nell'unità di tempo, si limita automaticamente il massimo valore della
velocità di stampa. Epson e Canon per incrementare la velocità di stampa hanno
realizzato testine con un elevato numero di ugelli, su alcune stampanti abbiamo fino a 304
ugelli per testina o 256 ugelli disposti su più file, 6 per la precisione, come in alcune
stampanti Canon; questo si traduce in un quantitativo maggiore di inchiostro depositato
sul foglio nell'unità di tempo e quindi una maggiore velocità di stampa
altro aspetto da considerare è la
movimentazione della testina di stampa abbinata al processo di avanzamento del foglio di
carta, cioè il cosiddetto passo verticale. Il problema è quello di ottenere una elevata
precisione nel posizionamento della testina di stampa e di conseguenza della goccia sul
foglio, aspetto molto importante per realizzare stampe di qualità; si opera, in genere,
limitando al massimo le inerzie e le vibrazioni delle parti in movimento in funzione del
tempo di formazione ed invio della goccia sul foglio, ed utilizzando più motori per la
movimentazione della testina e della gestione dei movimenti del foglio in stampa
(inserimento, espulsione, avanzamento)
non meno importante sono i driver e quindi il
software che gestisce il processo di stampa e che viene messo a punto dalle stesse case
produttrici; il software presiede a tutte le fasi di stampa, dalla preparazione
dell'immagine da stampare, alla movimentazione della testina, alla formazione della goccia
e così via, nella ricerca di quello che dovrebbe essere il miglior compromesso tra la
velocità e qualità sulla base del tipo di stampa che si vuole realizzare, della carta
utilizzata, della qualità finale richiesta
un'altro interessante aspetto, legato anche al
discorso qualitativo, è rappresentato dalla capacità della testina di stampa di creare
gocce di differenti dimensioni da quelle più piccole di circa 3 pl (picolitri - (10)-12
litri, cioè un milionesimo di un milionesimo di litro) a quelle più grandi di circa
30-35 pl a seconda della stampante. Questo garantisce la possibilità di regolare la
velocità di stampa a seconda di quello che stiamo stampando; le piccole gocce assicurano
un'ottima risoluzione e definizione dell'immagine, mentre le gocce più grosse velocizzano
il riempimento delle zona a colore uniforme, prive di sfumature e senza particolari da
evidenziare
Il perfezionamento di
tecnologie e materiali per la stampa a getto d'inchiostro ha portato la velocità su
valori decisamente elevati, addirittura allineati a quelli di stampanti laser di classe
media; i migliori prodotti InkJet raggiungono velocità di 17 ppm in stampe di testo in
B/N e in modalità "bozza" (tipo il classico draft delle stampanti ad impatto) e
di 13 ppm in stampe a colori su foglio A4 e sempre in modalità "bozza", quindi
con risoluzioni pari a 300x600 dpi, o 300x300 dpi a seconda del tipo di stampante. Le
stampe a colori di qualità fotografica comportano tempi più lunghi attorno ai 70-80
secondi per pagina (foglio A4) con risoluzioni di 720 dpi, per poi aumentare all'aumentare
della risoluzione stessa (tipo 1440x720 dpi o 1200x1200 dpi); le stampanti InkJet di
fascia alta possono essere utilizzate in piccole reti informatiche, anzi alcune di queste
sono già vendute con scheda di rete integrata da 10 o 10/100 Mbit, quando le stampe a
colori rappresentano una necessità per lo stesso ufficio e non si voglia investire nelle
più costose stampanti laser a colori. Pagina 5 - Qualità di stampa - definizione In generale possiamo dire che la qualità di
stampa è associata alla risoluzione, cioè al numero massimo di punti per pollice che è
possibile stampare, ma per le getto la qualità può essere analizzata sotto due
differenti aspetti a seconda dell'uso a cui sarà destinata la periferica, vedi ad esempio
stampe combinate di testo ed immagini, o stampa di immagini fotografiche e così via; per
stampe combinate, o per il semplice testo, il parametro da considerare è proprio la
risoluzione espressa in "dpi" (punti per pollici), mentre nel caso di stampe
fotografiche riveste un ruolo importante, oltre alla risoluzione, anche il numero dei
livelli di graduazione del colore, cioè la capacità della stampante di rendere continue
le sfumature durante la formazione dell'immagine.
La stampa fotografica ha la necessità di riprodurre sul foglio delle sfumature che siano
le più continue possibili per dare quell'effetto realistico alle immagini tipico proprio
delle foto; il problema consiste nel fatto che la stampante crea l'immagine sul foglio per
punti e può disporre di un numero limitato di colori base da poter combinare e gestire in
modo ottimale. I colori base utilizzati sono il ciano, magenta, giallo, nero e bianco,
quest'ultimo ottenuto semplicemente lasciando dei punti non colorati sul foglio, anche se
le ultime stampanti commercializzate ed ottimizzate per la stampa fotografica hanno visto
la presenza di un numero maggiore di colori dai 6, per EPSON,
ai 7 per CANON, come appare dalle foto allegate e
prelevate dai siti delle rispettive case.

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Le variazioni cromatiche tra i colori
chiari e scuri vengono realizzate combinando punti di colore base con punti di colore
nero, oppure punti di colore base con punti lasciati appositamente bianchi, cioè
riducendo la densità dei punti colorati quindi il loro numero per unità di superficie.
L'uso dei punti neri genera però il cosiddetto effetto granulare che si può notare
guardando l'immagine stampata con una lente, così come l'uso dei punti bianchi riduce la
capacità della stampante di definire i dettagli dell'immagine che si sta creando. La
soluzione ottimale per l'aspetto qualitativo in stampe fotografiche è quella di ridurre
la dimensione dei punti e quindi utilizzare testine in grado di generare gocce di
inchiostro sempre più piccole per avere un miglior dettaglio, risoluzione e sfumature, e
cercando di adottare un maggi or numero di
colori; è ovvio che entrambi questi aspetti hanno dei limiti fisici non superabili. La
continua ricerca e i continui perfezionamenti delle tecnologie di stampa, hanno
progressivamente portato le maggiori case costruttrici ad individuare quello che possiamo
considerare il miglior compromesso tra i due aspetti prima evidenziati, puntando sulla
riduzione delle dimensioni delle gocce di inchiostro con particolari tecnologie che
andremo poi a descrivere e puntando sulla concentrazione dei punti di colore base nelle
varie zone del foglio per creare l'effetto cromatico di sfumature continue. E' ovvio che
tutto questo è strettamente connesso alla qualità dell'inchiostro (fluidità, tempi di
essiccazione, compatibilità con la tecnologia adottata per la testina di stampa per
ottenere gocce di forma e di dimensioni volute e cosi' via), della testina di stampa, alla
precisione meccanica della movimentazione foglio-testina, alla qualità del software, e
quindi dei driver che gestiscono la periferica e così via. Qui a lato vediamo un
particolare di come viene movimentata la testina di stampa unitamente ai serbatoi di
inchiostro; possiamo notare una cinghia dentata che sposta in direzione orizzontale la
testina e dei supporti cilindrici su cui viene fatto scorrere tutto il supporto
testine-serbatoi. In genere le stampanti hanno due differenti motori, uno movimenta la
testina di stampa e l'altro il foglio, provvedendo al suo caricamento, avanzamento ed
espulsione; ora alcune stampanti sono dotate di ben tre motori per limitare al massimo gli
errori di posizionamento.
Ricapitolando possiamo dire che alla base di tutto il discorso qualitativo ci sono le
tecnologie sviluppate per ridurre le dimensioni delle gocce, il miglioramento
dei materiali di consumo ed infine l'ottimizzazione dei driver di stampa. Pagina 6 - Qualità di stampa - tecnologie Ogni costruttore ha sviluppato differenti
tecnologie proprietarie specificatamente ottimizzate per la qualità di stampa.Vediamone
alcune.
Tecnologie sviluppate da EPSON per ottimizzare il processo di stampa; come detto in
precedenza il primo aspetto è legato alla testina di stampa basata sulla tecnologia
piezoelettrica in grado, in generale, di avere un miglior controllo sul processo di
formazione della goccia, sia per quanto concerne le dimensioni e la forma che per il
quantitativo di inchiostro utilizzato. EPSON ha dato il nome di "PerfectPicture
Imaging System" all'insieme di tutte le tecnologie che, operando congiuntamente, sono
in grado di realizzare stampe di elevata qualità sia per il testo che per la grafica;
queste sono rispettivamente:
- t
estina di stampa "EPSON Micro
Piezo", basata sulla tecnologie piezoelettrica ed in grado di operare un controllo
ottimale nel processo di formazione della goccia
- inchiostri speciali ad alta penetrazione e con un limitato
effetto di diffusione sul foglio anche su carta comune
- lo sviluppo di particolari algoritmi implementati nei driver
di stampa con l'evoluzione successiva denominata "EPSON Variable-size Droplet";
quest'ultima evoluzione abbinata ad un miglioramento della testina di stampa consente di
realizzare quanto riportato nell'immagine qui a lato (prelevata dal sito di EPSON Italia), cioè la possibilità di creare gocce di
differenti dimensioni utilizzando la medesima testina di stampa, agendo sull'intensità
del campo elettrico sollecitante l'elemento piezoelettrico. Si possono ottenere gocce di
soli 3 pl.
- realizzazione di carte speciali per la stampa a getto, tali da
ottenere ottimi risultati per le stampe fotografiche
Tecnologie sviluppate in casa CANON. La società alla quale si deve la nascita della
tecnologia Bubble Jet, basata su un processo termico per la formazione della goccia di
inchiostro, ha messo a punto due interessanti tecnologie mirate al miglioramento della
stampa su carta comune e all'ottimizzazione della stampa fotografica; queste due
tecnologie sono note sotto il nome di "P-POP" (Plain Paper
Optimized Printing) e "Drop Modulation Technology", rispettivamente.
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La tecnologia "Drop
Modulation Technology" svolge un'azione simile a quella svolta dalla "EPSON
Variable-size Droplet"; è stata infatti sviluppata per ottenere gocce di differenti
dimensioni durante il processo di stampa, in modo tale da ottenere un miglior controllo
delle sfumature variando la quantità di inchiostro depositata sulle varie zone del
foglio. (foto prelevata dal sito di CANON Italia) |
| La tecnologia
"P-POP" è stata sviluppata per consentire all'utente di ottenere delle buone
stampe fotografiche anche su carta comune; il principio su cui si basa è quello di
inviare sul foglio, prima dell'arrivo della goccia d'inchiostro, un cosiddetto
ottimizzatore, cioè una sostanza che aderisce con facilità su ogni tipo di materiale e
che si va a mischiare con l'inchiostro evitandone la diffusione sul foglio e quindi
migliorando la qualità finale dell'immagine stampata (foto prelevata dal sito di CANON Italia). |

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A Canon si deve anche la realizzazione di
una particolare testina di stampa a forma di stella, anziché circolare, in grado di
creare punti in stampa perfettamente circolari e di posizionarli con elevata precisione;
con queste testine si possono ottenere gocce da 4,5 pl e risoluzioni di 1200x1200 dpi
reali; tutto questo è alla base della tecnologia "MicroFin Droplet".
Anche ad HP,
altro importante produttore di stampanti a tecnologie Bubble Jet, si deve il
perfezionamento di metodi di stampa che hanno progressivamente portato la qualità degli
stampati a livelli di stampa laser per il testo e fotografica per le immagini. Le
tecnologia sviluppate da HP sono denominate HP ColorSmart e HP Photored, presenti
nell'evoluzione III nei prodotti di punta della casa.
Vediamo in cosa consistono queste due tecnologie:
HP ColorSmart III:
è un insieme di tecnologie sviluppate
per migliorare la stampa fotografica sia in termini qualitativi che di velocità.
Vediamo ora le varie tecnologie di cui si compone l'HP ColorSmart:
- Impostazioni di controllo del
colore: in pratica consente all'utente di controllare parametri quali la
saturazione dei colori, la loro luminosità e tonalità, per una migliore qualità nelle
stampe fotografiche
- ACE (Automatic Contrast Enhancement): ottimizza in modo automatico il
contrasto per ottenere colori più intensi e brillanti; questo viene fatto attraverso
l'uso di particolari algoritmi.
- HP Smart Focus: ottimizza la nitidezza delle immagini attraverso
l'uso di particolari algoritmi in grado di non influire sulla velocità del
processo di stampa
- CIECAM97: sistema di
calibrazione cromatica per migliorare le tonalità e le sfumature nelle stampe
fotografiche
- Tecnologia MMX: sistema che
consente di sfruttare al meglio le CPU con tecnologia MMX e quindi di accelerare il
processo di elaborazione delle immagini e liberare in tempi più ristretti il PC dal
processo di stampa.
HP Photored III:
anche qui abbiamo un insieme di
tecnologie mirate alla gestione ottimale del processo di formazione delle gocce di
inchiostro durante le fasi di stampa; infatti con l'HP Photored siamo in grado di inviare
fino a 29 gocce d'inchiostro per ogni punto, con dimensioni minime della goccia di soli 5
pl (picolitri) e questo a prescindere dal supporto cartaceo utilizzato. Tutto questo
abbinato all'uso di particolari testine di stampa con elevato numero di ugelli (fino a 408
per le testine per inchiostro a colori e 300 per il nero) atti a migliorare sia la
qualità che la velocità della stampa e in grado di generare un elevato numero di gocce
per secondo, fino a 18000. L'uso di particolari inchiostri sviluppati dalla stessa HP
ottimizzano al meglio la resa cromatica sia nella stampa del testo in nero che delle
immagini fotografiche.
HP è forse la società che meglio fra tutte è riuscita a sviluppare e ottimizzare un
algoritmo in grado di ottenere testo di qualità laser, anche su carta comune, con l'uso
di stampanti InkJet. Pagina 7 - Materiali di consumo e costi Parliamo ora dei materiali di consumo che
per la tecnologia a getto sono costituiti dai ricambi di inchiostro e dalla carta di
stampa.
L'evoluzione tecnologica delle stampanti consente, oggi come oggi, di poter ottenere dei
discreti risultati anche con l'uso di carta comune, quella normalmente venduta in risme da
500 fogli ed idonea per stampanti laser, fotocopiatrici e così via; i migliori risultati
per stampe di testo, o testo + immagini, sono comunque ottenibili con le carte speciali
per InkJet; è ovvio che queste hanno un costo maggiore dato che 100 fogli di carta
speciale bianca possono costare dalle 20000 lire in su, mentre una risma da 500 fogli
standard costa in genere sulle 5000 lire; il tutto è funzione del tipo di documento che
si vuole realizzare e dall'importanza dello stesso. In commercio abbiamo diversi formati
di carta per le stampanti a getto, tutti dai costi elevati ed utilizzati per svariati
impieghi, per citarne alcuni:
- carte speciali per risoluzioni da 360 a 720
dpi per stampe testo, o stampe testo + immagini
- carte speciali autoadesive
- carte fotografiche per biglietti da visita
- carta speciale a rotoli per realizzare
striscioni
- carta speciale fotografica in differenti
formati
- lucidi per proiezioni da utilizzare con
lavagne luminose e così via.
Il costo elevato di questi supporti è
dovuto al fatto che sono realizzati con particolari materiali che garantiscono una
limitata diffusione dell'inchiostro in fase di essiccazione, una maggiore resa cromatica
sulle stampe a colori, la possibilità di poter ottenere testi ed immagini molto meglio
definiti rispetto alla carta comune e così via; vi posso assicurare che la differenza
qualitativa tra stampe realizzate su carta comune o speciale è, a seconda del campo di
impiego, sensibile.
Altri materiali di consumo sono rappresentati dalle cartucce di inchiostro il cui prezzo
non è certo basso; questo è comunque variabile da casa a casa e a seconda che si faccia
riferimento ad inchiostro nero oppure a colori. La variazione dei prezzi in parte è
giustificata dal quantitativo di inchiostro presente, e quindi dal numero di pagine che
teoricamente possono essere stampate, e dalla tecnologia di stampa adottata; è ovvio che
una cartuccia che rende disponibile, oltre all'inchiostro, la testina di stampa avrà, in
media, un costo maggiore rispetto a quelle che rendono disponibile solo ed unicamente
l'inchiostro. Il costo di questi supporti è solo in parte giustificato dalla qualità
degli stessi, e l'impressione che emerge è quella che le case produttrici di stampanti
finalizzino il loro guadagno più sui materiali di consumo che non sulle stampanti
vendute; se osservate le stampanti in commercio e la loro qualità ed analizzate il prezzo
delle stesse, vi accorgerete che a volte cambiando due o al massimo tre cartucce di
inchiostro andiamo a spendere cifre comparabili al costo della stampante. Di recente ho
letto un articolo che riportava i fatturati di HP
(Hewlett Packard) e dal quale emergeva chiaramente come nel settore delle InkJet i
maggiori entroiti erano dovuti più alla vendita dei materiali di consumo che non delle
periferiche di stampa; di questo se ne sono accorti anche tutti quei produttori di
materiali di consumo cosiddetti "compatibili" e quindi non dello stessa marca
della stampante, ma di caratteristiche compatibili con quest'ultime e dal costo nettamente
inferiore.
Il costo delle cartucce originali a seconda della marca, del tipo d'inchiostro, del
quantitativo dello stesso e così via può partire dalle 45.000 lire per cartucce senza
testina, o dalle 50.000/60.000 lire per le cartucce con testina incorporata, mentre i
prezzi più alti possono raggiungere e superare le 100.000 lire anche per il solo
inchiostro nero, in genere più economico rispetto al colore. Pagina 8 - Tipologie di cartucce Di seguito ho voluto riportare una carrellata
di quelli che sono i vari modelli di cartucce che si possono trovare in commercio e che si
differenziano tra loro sulla base di quanto in precedenza detto:
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Qui possiamo vedere una
cartuccia di marca Canon; la caratteristica di questo ricambio è quella di includere sia
l'inchiostro che la testina di stampa e quindi il cambio della cartuccia comporta la
contemporanea sostituzione della testina. |
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Qui possiamo vedere il
particolare dei contatti elettrici della cartuccia sopra descritta e che consentono alla
testina di stampa, incorporata nella cartuccia stessa, di ricevere i vari comandi dalla
stampante per attivare il processo di stampa e quindi la formazione della goccia di
inchiostro. |
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Qui vediamo sempre una cartuccia
Canon ma di differente tipo. Il supporto contiene la testina di stampa come per la
cartuccia prima descritta, ma l'inchiostro è contenuto in serbatoi intercambiabili per il
nero ed il colore; possiamo quindi rifornire di inchiostro la stampante conservando la
testina di stampa con un notevole risparmio di soldi. Il supporto con la testina verrà
cambiato solo quando si noterà un peggioramento nella qualità della stampa. |
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Qui a lato vediamo un ricambio
Epson, caratterizzato dal fatto che racchiude il solo inchiostro essendo la testina di
stampa fissa all'interno della stampante; su questo tipo di stampanti la testina dovrebbe
teoricamente durare per tutta la vita operativa della periferica. |
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Questo è il particolare della
cartuccia prima descritta; si può notare la zona dalla quale fuoriesce l'inchiostro; in
questa zona è presente una specie di spugna che entra in contatto con un analogo
dispositivo all'interno del supporto di detto serbatoio e attraverso i quali l'inchiostro
giunge alla testina di stampa |
In commercio esistono tantissimi modelli di
stampanti che si differenziano sia per il prezzo che per le caratteristiche. Vediamo di
elencare le principali differenze che possono maggiormente incidere sul prezzo di
acquisto:
- la possibilità di ospitare contemporaneamente la cartuccia di
inchiostro nero e di quella a colori; alcune marchi offrono i loro prodotti di fascia
bassa con la possibilità di ospitare una sola cartuccia alla volta; nella stampa a
colori, purtroppo, il nero sarà formato dalla combinazione dei tre colori ciano, magenta
e giallo e quindi non sarà un nero brillante ma grigiastro
- la possibilità di poter effettuare il cambio per singolo
colore nelle cartucce a colori, cioè avere un numero di serbatoi intercambiabili quanti
sono i colori presenti nella cartuccia. Questa soluzione consente di non gettare la
cartuccia quando solo uno dei colori presenti risulta esaurito, con un notevole risparmio
di soldi
- la massima risoluzione resa disponibile nel processo di stampa
- la massima velocità sia nella stampa di testo, che in quella
combinata testo+grafica, che in quella solo fotografica
- la capacità di offrire supporti ottimizzati per la stampa
fotografica
- le dimensioni massime del foglio; si passa dall'A4, all'A3 per
arrivare a formati tipo piccoli plotter con l'A2
- la gestione di differenti supporti di carta e così via
mentre il prezzo può variare
tra le 150.000 lire a più di 2 milione per le unità di rete.
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