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Pagina 1 - Introduzione
Fra le periferiche collegabili al proprio computer casalingo (ma non solo), i diffusori acustici sono una di quelle categorie di prodotto che di fatto costituiscono un mondo a parte, tanto è vasta l'offerta di articoli sul mercato. Recensire dei diffusori audio, contestualizzando ovviamente l'ambito di utilizzo in un settore non certo professionale, risulta sicuramente un'operazione in cui la soggettività di giudizio gioca un ruolo da protagonista. Sulla base di queste importanti premesse affrontiamo con serenità l'analisi di un sistema di diffusori audio D500 Digital 2.1 marchiati abit, facenti parte della famiglia iDome. Quello che spicca subito all'occhio è la scelta di dotare questo sistema audio di "soli" 3 diffusori, andando contro quella che è la sempre maggiore tendenza ad utilizzare sistemi 5.1 e oltre. In verità i diffusori stereo, con o senza subwoofer per la riproduzione delle frequenze basse, non sono per nulla destinati all'estinzione, ma godono come non mai di apprezzamento da parte di una grande fetta di pubblico. In primo luogo un sistema 2.1 crea molti meno problemi di ingombri e cavi rispetto ad un sistema 5.1, che richiede per giunta una maggiore cura nella sistemazione dei satelliti, operazione spesso di non facile realizzazione. A questa considerazione se ne aggiunge un'altra di importanza maggiore, ovvero prendere in considerazione l'utilizzo che se ne dovrà fare. Un sistema 2.1 permette di godere appieno dell'esperienza di ascolto di brani musicali senza nessun compromesso, anche contando che la quasi totalità della musica nasce stereo. Se da una parte non vi è alcun dubbio che la visione di film o il PC gaming risultino molto più gratificanti con un sistema in grado di creare una buona spazialità come con i sistemi 5.1, è anche vero che può esistere chi ne farebbe a meno senza troppi pensieri. Sulla base di queste considerazioni, e di altre che affronteremo nel corso dell'analisi del prodotto, è facile capire come sistemi di questo tipo stiano godendo di una seconda giovinezza, abbinata però alla maturità portata dall'evoluzione tecnologica. Il sistema in prova prende il nome di D500 Digital 2.1 "Digital Speakers System" ed è composto da due prodotti distinti, ovvero DS500 e SW510, rispettivamente la coppia di diffusori principali ed il subwoofer. L'intero kit è venduto al prezzo di circa 200 euro ivati e si pone dunque in diretta concorrenza con sistemi come l'Harman Kardon Soundstiks II, andando ad occupare la fascia medio-alta dei diffusori per PC o apparecchi multimediali portatili. Pagina 2 - Caratteristiche tecniche
Il kit di diffusiori è costituito dall'unione di due aritcoli, acquistabili separatamente. Alla coppia di diffusori iDome DS500 infatti è possibile collegare il subwoofer SW510, ottenendo così una potenza erogata dichiarata di 100 Watt RMS, 25 W per cassa del sistema DS500 e 50 W per il subwoofer. Interessante la possibilità di sfruttare ingressi sia analogici RCA che digitali nel formato ottico S/P DIF (cavi ottici forniti in dotazione).
A caratterizzare i sistemi iDome troviamo un'organizzazione dell'elettronica interna volta a mantenere il più possibile il segnale nell'ambito digitale, relegando la conversione all'analogico solo alla fine del processsamento del segnale, ovvero prima di mandare il segnale ai coni. Due le tecnologie alla base del signal processing, che prendono il nome di µGuru e DBX. La prima tecnologia nominata, µGuru, prende il nome dal chip dedicato alla manipolazione del segnale e riprende un nome già utilizzato da abit per alcuni tool legati all'overclock e al tweaking dei propri prodotti. Tale chip, come anche quelli di alcuni prodotti concorrenti, si fa carico di stabilire dei preset di ascolto, che abit chiama SFX Mode. Le sei modalità di ascolto prevedono quindi diversi tagli di equalizzazione, ognuna studiata per diversi ambiti di utilizzo. 1) Normal: mantiene inalterato il suono in ingresso 2) Game: enfatizza le riverberazioni per migliorare l'esperienza videoludica ed il coinvolgimento 3) Movie: simile al preset Game ma con tonalità alte attenuate e bassi enfatizzati 4) Music: preset per l'ascolto di musica senza alcuna indicazione da parte di abit circa gli interventi effettuati sul suono originale 4) Rock: preset per l'ascolto di musica con bassi accentuati e tonalità medie attenuate 6) Jazz: forte propensione a mettere in risalto le tonalità medie (voce, fiati) La seconda tecnologia prende il nome di BDX, fa riferimento al subwoofer e altro non è che la modalità di costruzione del diffusore stesso. Analizzeremo in seguito alcune delle caratteristiche e dei vantaggi che dovrebbe garantire.
Pagina 3 - Descrizione - abit iDome DS500
Come anticipato, abit iDome DS500 consiste in una coppia di casse dotate di ingressi ed uscite digitali ed analogiche, studiate per funzionare sia stand alone che in accoppiata con un subwoofer. Tralasceremo nell'analisi la cassa che di fatto non integra altro che il connettore per il doppio filo proveniente dalla cassa principale con l'eletronica integrata. L'elettronica e di fatto il cuore del sistema risiede in uno dei diffusori, al quale andrà collegato ovviamente il cavo di alimentazione. La parte frontale è dominata dalla presenza di due coni da 1 e 4 pollici, mentre i controlli rotativi sono posizionati nella parte inferiore. Per lo chassis è stata scelta una finitura nero lucida, a dir la verità un po' troppo "plasticosa" e sporchevole, che francamente non incontra il nostro gusto (opinabile). Il pannello posteriore mostra mette a disposizione diversi connettori: ingressi ed uscite analogiche RCA e digitali S/P DIF, oltre al connettore per il cavo di alimentazione e a due pulsanti scorrevoli, uno per la commutazione analogico/digitale e l'altro per attivare il led rosso nella parte frontale, in basso. Quest'ultima funzione ha scopo puramente estetico.
La dotazione standard prevede il libretto di istruzioni, il foglio di garanzia, cavo di alimentazione, cavo ottico, cavo mini-jack-RCA e cavo per il ponte fra una cassa e l'altra con estremità libere. Pagina 4 - Descrizione - abit iDome DW510
Il subwoofer iDome ha un aspetto abbastanza discutibile, con una finitura in plastica lucida nera molto sporchevole. La parte frontale è occupata praticamente dai controlli volume e bass, rispettivamente per il volume di uscita e per un taglio diverso della riproduzione delle frequenze basse. La fessura chiara che si può notare nel mezzo del pannello frontale assume una colorazione rossa quando l'unità è accesa. Molto evidente nella parte posteriore il cono da 6,5 pollici, mentre per quanto riguarda le connessioni possibili ricalcano in tutto e per tutto quanto esposto per le casse stereo.
Costruito con la tecnologia DBX Technology, il subwoofer iDome SW510 presenta una grossa porta reflex nella parte inferiore, attraverso la quale verranno distribuite le frequenze basse nell'ambiente circostante.
Nell'immagine apena riportata è possibile vedere la struttura a cono che permette di convogliare le onde sonore dal cono alla parte inferiore del subwoofer. Pagina 5 - Test di ascolto Come anticipato nell'introduzione, il test di ascolto si basa esclusivamente su sensazioni soggettive della redazione, volutamente non supportate da test che risulterebbero in ogni caso abbastanza inutili. Ipotetici test sarebbero in ogni caso difficilmente veritieri, in quanto ottenuti in un ambiente non certo isolato acusticamente. Quand'anche vi fosse a disposizione una camera anecoica per i test, questa riprodurrebbe lo scenario tipico di utilizzo di questo prodotto? Certamente no. Il test in ogni caso è stato svolto ascoltando attentamente la riproduzione di brani di diversi generi musicali, ben conosciuti dalla redazione e perciò più adatti a giudicarne la resa sui diffusori in oggetto. Segue una lista dei brani e degli album ascoltati. Album in CD Marillon - Clutching at straws (1987): registrazione dei tardi anni '80, che ingloba rock progressive melodico tendenzialmente con strumenti elettrici ed elettronici Metallica - ... And Justice for all (1988): scenari di rock/metal duro Nirvana - Unplugged in New York (1994): album scelto in quanto evento live acustico, con una qualità di registrazione e pulizia del suono ovviamente inferiore a produzioni da studio Litfiba - Terremoto (1993): album in cui convivono tessuti musicali elettrici ed acustici Brani singoli Marty Ehrlich - Blind Willie McTell (1999): brano acustico, sax e chitarra elettrica pulita John Zorn - Mahshav: come sopra, ma con clarinetto e pianoforte Gli stessi album e brani sono stati ascoltati anche in formato compresso .mp3 ed AAC, utilizzando come fonte un lettore CD da tavolo, un PC portatile e i lettori portatili Apple iPod e Creative Zen Vision:M. Abbiamo utilizzato un lettore da tavolo con uscite sia digitali che analogiche, per analizzare con maggiore cura eventuali differenze. La prima impressione che si ha ponendosi di fronte a questo sistema di casse opportunamente piazzato è di una buona qualità generale, supportata da una resa della scena stereofonica davvero eccellente, per la fascia di prezzo in cui si colloca il sistema. Rispetto a soluzioni concorrenti, che sfruttano coni di piccole dimensioni, la zona di ascolto "utile" è sicuramente più ampia e più calda. Il merito va ricercato nell'utilizzo dei coni da 4 pollici in abbinata a quelli da 1", che contribuiscono a rendere le frequenze medie con maggiore realismo. Il volume generale di uscita è inferiore a quanto ci si possa attendere, visto il dato dichiarato, ma in ogni caso più che sufficiente a soddisfare le esigenze di ascolto negli ambiti nei quali abit si prefigge di collocare i prodotti iDome. L'equalizzatore a due vie posto su una delle sue casse si è rivelato un po' sotto tono, andando ad enfatizzare bassi e soprattutto alti in misura minore di quanto ci si aspettava. Tolti questi piccoli nei, il sistema ha convinto del tutto. L'ottima divisione dei canali, unita ad una pulizia di fondo notevole anche in scenari analogici, ha fatto svanire quella diffidenza nei confronti del prodotto che di base avevamo, avendo a che fare con un articolo di un marchio conosciuto soprattutto per le schede madri... E' la prova che l'abito non fa il monaco, e che è necessario perdere molti preconcetti che possono pericolosamente inficiare il giudizio, condizionato magari dal nome o da un marchio. Il subwoofer, se ascoltato in solo, appare un po' confuso e poco definito, sensazione che però viene mitigata se utilizzato a dovere in accoppiamento alle due casse standard. La possibilità di regolare il volume indipendentemente dal resto del sistema aiuta, e non poco, a trovare il giusto equilibrio fra le frequenze. Pagina 6 - Test di ascolto - segue L'ascolto si è rivelato più convincente sfruttando le modalità preimpostate Rock e Jazz, in base al genere di musica ascoltato. La posizione Normal, se confrontata ad altri preset, appare piatta e anonima, mentre gli scenari Movie e Game non si adattano bene all'ascolto di musica in quanto i brani vengono leggermente sporcati da una riverberazione digitale. Come promesso, l'impostazione Rock permette di ottenere la classica curva di equalizzazione a "V", con bassi e alti enfatizzati e medi attenuati. Possiamo confermare che la maggior parte della produzione recente e del rock sostenuto trova in questa impostazione la sua naturale collocazione, mentre per le registrazioni, magari non impeccabili, di qualche anno fa occorre cercare un miglior compromesso, partendo da Jazz e giocando con il semplice equalizzatore. L'utilizzo in abbinamento a contenuti video, siano essi film o videogiochi, ha permesso di apprezzare la qualità generale offerta dal sistema iDome, con il limite ovviamente insita nella simulazione di un contesto Surround artificiale. L'ascolto di brani acustici e soprattutto dei fiati e voce in ambienti sonori soffusi viene premiato dall'impostazione Jazz, che ne fa emergere le armoniche naturali grazie ad una leggera enfatizzazione delle frequenze medie. Il sistema dunque ci ha pienamente convinto, anche contando il prezzo di acquisto che si colloca nei dintorni dei 200 Euro. Una cifra che per un sistema di casse 2.1 può sembrare molto impegnativa, certo, ma che va ad accupare un settore nel quale i diretti concorrenti, con nomi ben più blasonati, offrono probabilmente meno ad un prezzo superiore. Dovendo riassumere i pregi e i difetti potremmo rimproverare al sistema iDome una scarsa cura dell'aspetto generale, che porta a farsi un'idea prematura e sbagliata sulla qualità offerta all'atto pratico. Avremmo gradito anche una maggiore cura nella scelta dei tagli di equalizzazione manuale, limitata a due soli controlli e per giunta non molto efficaci. Per tutto il resto non ci resta che segnalare l'ottima "sostanza" della proposta di abit, che ha stupito per pulizia dei suoni e per l'ottima definizione dello split dei canali stereo, sia in ambiti analogici che digitali. Ottima anche la resa in situazioni difficili come quelle acustiche, restituite all'orecchio dell'ascoltatore in maniera calda e limpida, come non si ascoltano spesso in soluzioni per PC. | ||||||||