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G69T, un sogno "ricavato dal pieno"
Massimiliano Grilli - 10 Gennaio 2004
"Il G69T è un pc realizzato con macchine a controllo numerico: siamo di fronte ad un case in alluminio anticorodal anodizzato, completamente fresato dal pieno, che montato pesa quasi 30Kg."
Pagina 1 - Presentazione
Questa che state per leggere, è la recensione di un modding realizzato interamente con macchine a controllo numerico!

Il nome del case è stato ottenuto sfruttando nome, cognome e data di nascita del suo progettista.
Il "G69T" è un case interamente progettato e costruito da Gianluca Tait a Mezzolombardo, un paese a nord di Trento.
L′azienda artigiana dove lavora, si occupa di costruzioni meccaniche di precisione.
Le macchine utensili utilizzate per la realizzazione del G69T sono sia di tipo tradizionale che a controllo numerico.
Gianluca ha unito la grande passione per il Personal Computer e l′esperienza, maturata in molti anni di lavoro, nel settore della meccanica creando questo modding.
Gianluca dichiara:
"..è stata una grande sfida, ma la soddisfazione nel costruire con le proprie mani un case partendo da zero è impagabile.
Sono molto riconoscente ad Hardware Upgrade per questa pubblicazione, che mi permette di condividere con tutti voi questa esperienza.
"

Le dimensioni del modding assemblato sono di circa mm. 400x400x375H.
Da un medesimo progetto, sono nate due differenti soluzioni:


 

Si tratta del "Visual", modello più leggero composto da una struttura di alluminio ed elementi in plexyglass trasparente


 

e l′imponente "classic", interamente composto da alluminio.
Pagina 2 - Materiali e spessori
L′obbiettivo da raggiungere durante le fasi di progettazione del "G69T" è stato quello di realizzare un case massiccio, che non assomigliasse ai case commerciali:
Gianluca non ha voluto economizzare nessun processo, cominciando dai materiali e le strumentazioni utilizzate per realizzarlo.
Il case è infatti interamente composto da "duralluminio anticorodal ac100", una lega di alluminio che offre un′elevata resistenza alla corrosione, all′abrasione, all′ossidazione, agli urti ed ai graffi.
Lo spessore minimo impiegato nella costruzione degli elementi è mezzo centimetro, spessore raggiunto adottando tecniche di fresatura anziché quelle tradizionali e più economiche di presso piegatura.
Tutti gli elementi che compongono il G69T sono stati ricavati dal pieno, scavato e alleggerito con le frese.
La stessa lavorazione effettuata per realizzare i waterblock nei raffreddamenti a liquido!
(...qui, però, stiamo parlando di un intero case!)


La base del case è stata ottenuta fresando una lastra alta 20mm., il coperchio superiore ha spessore 10mm.


Le colonne sono state ricavate tornendo una barra cilindrica di alluminio pieno da 50mm. di diametro, il piano centrale è spesso 6mm e nessun elemento ha comunque spessori inferiori ai 5mm. (compresi i fianchi laterali e il copriventola posteriore...)
Siamo di fronte ad prodotto che, montato, pesa quasi 30kg.!
La sensazione di "presenza" si vede e si sente: tenendo in mano ogni singolo componente, ci si rende conto di avere a che fare con un modding imponente e fortemente robusto.
Stessa sensazione la si riceve montando e utilizzando i vari componenti del G69T.

Ogni elemento è stato spazzolato e anodizzato, per far conferire alla superficie un aspetto morbido e vellutato.
Una costruzione meccanica, dove ogni parte si lega all′altra con precisione tecnica impeccabile.

Le quattro colonne, numerate e pretarate, scorrono e si fissano senza grossi sforzi, le fresature verticali realizzate per ospitare i pannelli, si allineano senza nessun gioco o difficoltà.
Il coperchio chiude il case producendo un rumore sordo, legandosi alle colonne ed ai pannelli come se fosse calamitato.



Le ghiere di fissaggio serrano coperchio e case: nella versione visual, per il fissaggio del coperchio superiore sono necessarie delle chiavi a brugola, poiché si è scelta una linea pulita (in linea con le colonne) priva di zigrinature e artefatti.



nella versione classic, invece, è sufficiente una stretta, poiché i bordi degli elementi sono zigrinati e la presa è ottimale.
Pagina 3 - Assemblaggio (fotografico)
Qui di seguito, mostro una galleria di immagini che mostrano la fase di assemblaggio del G69T.

Pagina 4 - Dissipazione termica
Particolari positivi sono l′elevata dissipazione del calore prodotto dalle componenti, come se le imponenti strutture del case fungessero da dissipatori.
Gli scarsi spessori utilizzati nei case classici, infatti, poco incidono sullo smaltimento del calore prodotto dalle unità, anche quando queste vengono poste a stretto contatto con la struttura.
Nel caso del G69T, invece, la gran quantità di alluminio utilizzata, aiutata realmente la dissipazione del calore prodotto dalle unità, ed a giovarne sono soprattutto dischi rigidi, e persino il processore.
Un modo per provare a capire come si diffonde il calore nella struttura del case è quello di misurarlo sulla sua superficie.
Di seguito, una prova eseguita posizionando il modding in una camera metrologica, dove i livelli di temperatura e di umidità vengono costantemente regolati e compensati.
Abbiamo lasciato il modding nella sala per 2 ore prima di effettuare i test, in maniera da compensare le temperature del case a quelle della sala.

CONFIGURAZIONE DI TEST

Processore barton xp 3000+ ( frequenza effettiva 2105 Mhz.)
Scheda madre asus a7n8x deluxe pcb rev. 2.0 (Bios rev. 1007)
Scheda video Ati Hercules 3d Prophet 9700 Pro
Ram 2x512Mb dual channel DDR Pc3200
2 Dischi Maxtor da 120Gb serial ata in raid 0 6Y120M0
1 Disco Maxtor da 120Gb Ultra ata 133 6Y120P0
1 Disco IBM da 120Gb Ultra ata 100 IC35L120AVVA07-O
1 masterizzatore dvd liteon +RW LDW-401S
1 masterizzatore cd liteon LTR52246S 52x 24x 52x
1 Lettore floppy
Alimentatore Chieftec HPC-420-302 DF da 420w
Scheda audio Creative Audigy 2


Al momento del test, la temperatura dell′ambiente era di 20,0°C con un′umidità rilevata del 51,3%.


Dopo 30 minuti di normale utilizzo, il bios della scheda madre ci indica 20°C sulla mainboard e 35°C sulla CPU.
Dopo 4 ore di utilizzo, la temperatura della cpu saliva a 45°C, e a 24°C quella della scheda madre.
Da notare che le temperature rilevate dalla scheda madre sono risultate di 2,5°C superiori rispetto a quelle da noi misurate con il termometro digitale.
Ma i reali motivi del test sono qui esposti: vogliamo verificare la diffusione del calore sull′alluminio.


In questo schema, mostro la misurazione della temperatura presa al centro di ogni colonna.



In questo schema mostro le misurazione della temperatura rilevata sulla superficie del pannello di destra: si noti come la colonna inferiore destra sia posta vicino al processore e che il calore di quest′ultimo si propaga su tutta la superficie della fiancata.

Pagina 5 - Dettagli e accorgimenti costruttivi



Vista il considerevole peso complessivo del case, si è reso necessario adottare dei sistemi di regolazione per rendere la struttura più stabile e adattabile a qualsiasi tipo di superficie d′appoggio.
Per questo motivo, i piedini del G69T sono stati dotati di un efficace sistema di regolazione in altezza.



Questo accorgimento costruttivo consente di mantenere la solidità della struttura pur mantenendo invariata l′accessibilità.



La struttura del case permette l′alloggiamento massimo di 6 Hard disk: i cestelli che li ospitano possono essere smontati e rimontati in modo flessibile per permettere diverse configurazioni.
La scelta di utilizzare 3 alloggiamenti per unità da 5" 1/4 è legata ad un fattore estetico: in realtà la struttura di questo modding è modulare e sarebbe possibile integrare un nuovo modulo per permettere l′installazione di altre unità e altri dispositivi.



Per il modello "Visual", è stato realizzato un cestello unico per l′alloggiamento di 2 hard disk.
In questo caso, la scelta è stata dettata da motivi estetici. (in realtà le parti di entrambi i modelli sono interamente intercambiabili!)
Pagina 6 - Dettagli e accorgimenti costruttivi (parte 2)



Particolare delle fresature sul pannello di comando frontale: anche i simboli ed i testi sono stati ottenuti fresando con una fresa semisferica l′alluminio.
Dietro la fresata a sinistra del bottone di accensione, è stato incassato lo speaker.



In questa fotografia si notano le ampie fresature effettuate sulla base per consentire l′accesso di aria fresca dal basso verso l′alto.
La ventilazione risulta forzata, poichè non vi sono altri accessi importanti di aria dall′esterno.
Si notano inoltre le impronte lasciate dalla macchina utensile sulla superficie durante lo svuotamento della piastra.
Per il fissaggio della scheda madre, sono stati effettuati dei fori filettati che consentono l′inserimento di distanziali in ottone per l′ancoraggio della mainboard.



Questa fotografia è stata realizzata in una fase antecedente a quella di anodizzazione e mostra la superficie dell′alluminio appena lucidato.
La lucidatura, vista la particolare geometria del case, è stata realizzata a mano.
Si nota la particolare fresatura in corrispondenza della ventola da 12cm. installata all′interno del G69T



Altra immagine significativa dell′alluminio lavorato dalle macchine utensili
Pagina 7 - Considerazioni finali



La versione "Classic" del G69T è tra le due versioni quella che offre migliori accorgimenti tecnici e maggior espandibilità.



La versione "Visual" del G69T è la versione che offre un impatto estetico più accattivante e si presta meglio ad ulteriori interventi di modding, viste le ampie superfici trasparenti.

E′ impossibile descrivere la sensazione di robustezza e solidità che si prova nell′assemblare questo case.
La qualità costruttiva e le ristrette tolleranze di lavorazione rendono il montaggio e lo smontaggio delle componenti particolarmente preciso e semplice.
Per la progettazione e la realizzazione del G69T, Gianluca ha impiegato più di 4 mesi.
Visto che si sono prodotti 2 esemplari simili, si è potuto ottimizzare alcune fasi di lavorazione del case, rendendone possibile addirittura un′ipotetica produzione.