![]() |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| « Torna all'articolo - Stampa | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Pagina 1 - Introduzione
Ripercorrendo con occhio critico il mercato delle CPU degli ultimi anni, si possono tracciare alcune linee guida per meglio capire cosa ci riservi il futuro e cosa invece è destinato a scomparire. Cerchiamo di riassumere in poche parole, per chi non segue assiduamente il campo, quali siano queste tendenze ormai conclamate. Fino a qualche tempo fa i settori ricerca e sviluppo delle aziende puntavano tutto sulla ricerca della maggiore frenquenza possibile, offrendo CPU a singolo core via via sempre più potenti. Ne è la prova il continuo accrescimento de valori in MHz e GHz propri delle CPU dalle origini fino a poco tempo fa, quando qualcosa è cambiato. Arrivati ad un certo punto infatti ci si è trovati di fronte al problema del consumo energetico ed il conseguente raffreddamento di processori divenuti sempre più caldi. Un problema sentito soprattutto da Intel con la produzione Netburst di fascia alta, il cui ultimo rappresentante, la cpu Pentium EE 965 da 3,73 GHz, trovate recensito nelle nostre pagine. La via da seguire per l'evoluzione dunque doveva passare per soluzioni differenti, lavorando quindi su architetture completamente diverse in grado di garantire un futuro alla produzione Intel per il mercato desktop. A dare il via al tutto è stata la piattaforma Centrino, che ha messo a disposizione dell'utenza processori dal valore nominale in GHz certamente inferiore rispetto alle famiglie Pentium 4 Netburst, ma garantendo in ogni caso prestazioni decisamente all'altezza della situazione, il tutto abbinato ad un consumo energetico molto basso e a sistemi di raffreddamento non invasivi, sia dal punto di vista fisico che acustico. La cosiddetta "energy efficiency", l'efficienza energetica, è quindi diventata cruciale per garantire un futuro alle CPU di qualsiasi Casa, dovendo in ogni caso ingegnarsi per far crescere le prestazioni dei propri prodotti avendo però un parametro come quello dell'energia dissipata da tenere sotto controllo. Come fare? La risposta risiede nelle architetture multi-core, ovvero CPU in grado di incorporare più core nello stesso package. Le prime soluzioni di questo tipo, dotate di due core di processore integrati sullo stesso package, risalgono alla primavera 2005: AMD con la serie di processori Athlon 64 X2 e Intel con quelli Pentium D serie 800 hanno reso disponibili queste architetture nel segmento desktop del mercato, seguite in tempi diversi dalle soluzioni equivalenti per sistemi workstation e server rispettivamente con le cpu Opteron e quelle Xeon DP. La disponibilità di due core di processore nel sistema ha permesso agli utenti di beneficiare di sensibili incrementi prestazionali sia con quelle applicazioni che sfruttano in parallelo più core, che in generale utilizzando nel sistema più applicazioni contemporaneamente lasciando altri programmi in background, come ad esempio un antivirus che opera in real time. L'evoluzione nel mercato delle cpu Dual Core è giunta al punto da rendere questi processori accessibili alla maggior parte degli utenti; a titolo di riferimento il processore più economico di AMD con questo tipo di architettura, modello Athlon 64 X2 3.800+, viene proposto ad un prezzo ufficiale di 152 dollari USA, con un controvalore nel mercato retail italiano pari a circa 165,00 IVA compresa. Con cifre di questo tipo, e la continua evoluzione tecnologica che spinge AMD e Intel, assisteremo nei prossimi 6 mesi ad una progressiva disponibilità di processori con architettura Quad Core, cioè dotati di 4 distinti core di processore nel package. La prima cpu di questo tipo è una soluzione destinata al mercato desktop: si tratta del processore Intel Core 2 Extreme QX6700, meglio noto con il nome in codice Kentsfield, una soluzione quad-core che integra nel package 2 "die" Conroe, a loro volta dual core. Il nome Extreme lascia intendere che questa sia una cpu top di gamma per Intel, proposta al prezzo ufficiale di 999 dollari USA che da sempre caratterizza le soluzioni di questa famiglia. Prima che le soluzioni Quad Core possano raggiungere livelli di costo vicini ai 152 dollari attualmente richiesti per la cpu Athlon 64 X2 3.800+ sarà in ogni caso necessario attendere molto tempo, relegando di fatto queste architetture solo al segmento degli utenti più appassionati e, soprattutto, di coloro che necessitano di 4 core in parallelo per le proprie applicazioni. Pagina 2 - Core 2 Extreme QX6700 nel dettaglio
Per poter parlare del processore Core 2 Extreme QX6700 non si può non fare cenno alla tecnologia Core, alla base della piramide dei prodotti Intel di recente generazione. Il progetto, presentato dettagliatamente nel corso dell'edizione primaverile dell'IDF (tuttti i dettagli qui), conta su un processo produttivo a 65 nm, FSB di 1066 MHz (266 MHz Quad Pumped) e sull'utilizzo di una memoria cache condivisa di 2 o 4 MB fra i due core del singolo die a seconda del tipo di processore: la cache da 2 Mbytes è attualmente integrata nelle due soluzioni dal clock più basso, mentre quella di 4 Mbytes completa la gamma di processori verso l'alto. Invitiamo in ogni caso i lettori a consultare, per maggiori approfondimenti, sia l'articolo dedicato al processore Intel Core 2 Duo "Conroe" che al già citato report dall'IDF, nei quali sono state analizzate le caratterstiche architetturali di questi processori. Il package del processore Intel Core 2 Extreme QX6700 "Kentsfield" è del tutto identico a quello dei modelli Core 2 Duo "Conroe", in quanto ne condivide il socket 775 LGA. Come anticipato in precedenza, il modello Intel Core 2 Extreme QX6700 dispone di due die "Conroe", ognuno dotato del quantitativo di memoria cache di secondo livello di 4 MB. Un totale di 4 core e 8 MB di cache L2 dunque, numeri con i quali Intel intende conquistare i cuori degli appassionati e dei videogicoatori, accomunati dall'esigenza di prestazioni senza compromessi nel proprio PC domestico. Il processore protagonista della nostra prova comparativa fa sfoggio di una sigla inusuale: Intel ha infatti assegnato a Kentsfield una sigla di 6 caratteri, contro i normali 5 con i quali si era prefissata di catalogare i propri prodotti. L'"intrusa" è la lettera Q, molto probabilmente indicante la natura Quad Core del processore, mentre rimangono invariati i riferimenti seguenti. La X per esempio indica un TDP del processore superiore a 75W, mentre quella E di alcuni processori Core 2 Duo viene utilizzata per indicate TDP variabili da un minimo di 50 Watt a un massimo di 74 Watt. Le differenze fisiche del processore energono sulla parte dei pin di collegamento, in cui si può notare una diversa collocazione dei condensatori inferiori.
La schermata del tool Cpu-Z conferma che la frequenza di bus Quad Pumped utilizzata da questo processore sia quella di 1.066 MHz, identica quindi a quella delle altre soluzioni Core 2 Duo di Intel. La cache L2 è divisa in due blocchi da 4 Mbytes ciascuno, mentre le cache L1 sono presenti sia per dati ed istruzioni in modo indipendente per ognuno dei 4 core. In termini di compatibilità, Intel certifica l'utilizzo delle proprie soluzioni Quad Core, quindi sia del modello Core 2 Extreme QX6700 che delle future versioni di processore Quad Core della famiglia Core 2, con schede madri basate su chipset 975X e 965; produttori di chipset partner, tra i quali ATI e NVIDIA, hanno già certificato le proprie soluzioni per l'utilizzo con questi processori. E' tuttavia indispensabile verificare con il produttore se la propria scheda madre Socket 775 LGA sia certificata, per bios e per circuiteria di alimentazione, a utilizzare le cpu Core 2 Extreme QX6700 oppure se sussistano limitazioni nonostante venga utilizzato uno dei chipset certificati. Per ovviare eventuali incompatibilità consigliamo sempre di verificare, sul sito web del produttore, che tra le caratteristiche tecniche di una scheda madre Socket 775 LGA sia chiaramente menzionata la compatibilità con le cpu Quad Core di Intel. Pagina 3 - I protagonisti della comparativa I processori scelti per questa analisi rappresentano le più recenti proposte sia Intel che AMD nel segmento dei processori Dual Core, con l'unica eccezione rappresentata dalla cpu Core 2 Extreme QX6700: parliamo quindi di tutti i processori Core 2 Duo di Intel, per piattaforma Socket 775 LGA, e di quelli Athlon 64 X2 e Athlon 64 FX di AMD, per piattaforma Socket AM2. Questi processori sono accumunati dall'utilizzo di memoria DDR2, benché il memory controller sia stato integrato nel north bridge del chipset per le architetture Intel e nel processore per quelle AMD. La tabella seguente riassume le caratteristiche tecniche di questi 12 processori:
Sul fronte AMD sono state utilizzate soluzioni Athlon 64 X2 in diversi tagli di frequenza, dai 2 ai 2,6 GHZ, oltre al modello Athlon FX 62 caratterizzato da una frequenza operativa di 2,8 GHz. Le soluzioni AMD sono dotate di cache L2 separata per ciascun processore, in quantitativo di 512 Kbytes salvo i modelli FX62 e 5.200+ che ne integrano 1 Mbyte per ciascun Core. Il TDP dichiarato rimane costante sul valore di 89 Watt per tutti questi processori, con l'unica eccezione rappresentata dalla soluzione FX62 con 125 Watt. Il quantitativo di cache L2, la frequenza di clock e il TDP sono di fatto le uniche differenze architetturali esistenti tra questi processori AMD: alla base troviamo l'architettura dual core, il processo produttivo a 90 nanometri con tecnologia SOI (Silicon on Insulator) e il Socket AM2 per la connessione con la scheda madre, presentato per la prima volta nel corso del mese di Maggio. Passando alle soluzioni Intel, troviamo per tutte l'utilizzo dell'architettura Core, introdotta da Intel con i processori Core 2 Duo "Conroe" per sistemi desktop nel corso dello scorso mese di Luglio. Come anticipato in introduzione, rimandiamo a precedenti analisi pubblicate su queste pagine per tutti i dettagli architetturali sui processori Core 2 Duo. Le soluzioni Intel sono accomunate da un Front Side Bus di 1066 MHz, ottenuto sfruttando il fattore x4 garantito dalla tecnologia Quad Pumped alla frequenza di base di 266 MHz. Improprio parlare di Front Side Bus per quanto riguarda AMD, che sfrutta la tecnologia Hypertransport per collegare processore, memoria di sistema e chipset, che raggiunge il valore di 1.000MHz (2.000 MHz effettivi considerando i due fronti di clock), avendo come frequenza di base il valore di 200MHz. La tecnologia produttiva utilizzata da Intel per le proprie cpu Core 2 Duo è quella a 65 nanometri; la cache L1 è univoca per ogni core di processore, divisa in due blocchi da 32 Kbytes ciascuno per dati e istruzioni. L'approccio di conseguenza è lo stesso scelto da AMD, con la differenza che per quest'ultimo produttore la dimensione delle cache L1 è raddppiata. Pagina 4 - Dissipatori: alcune novità Nella scheda tecnica dei processori Intel Core 2 Duo abbiamo evidenziato come le versioni Extreme siano caratterizzate da un TDP, Thermal Design Power, superiore ai 65 Watt delle altre cpu; parliamo infatti di 75 Watt per il modello Core 2 Extreme X6800 e di ben 130 Watt per la soluzione Core 2 Extreme QX6700. Quest'ultimo valore non deve sorprendere: le soluzioni Core 2 Extreme QX6700 di fatto integrano due processori Core 2 Duo E6700, pertanto è scontato che il TDP altro non possa essere che almeno la somma del TDP di due processori Core 2 Duo E6700, cioè 65 Watt per 2. Intel fornisce in bundle, assieme ai propri processori retail, delle soluzioni di raffreddamento studiate per garantire il corretto funzionamento delle proprie cpu nelle condizioni di utilizzo di riferimento; con la cpu Core 2 Extreme QX6700 il produttore americano ha introdotto un nuovo sistema, caratterizzato da una notevole efficienza necessaria per dissipare i 130 Watt di TDP massimo ma allo stesso tempo estremamente rumorosa. Intel ha indicato nelle proprie note che questo dissipatore permette il corretto funzionamento del processore a pieno carico, con tutti e 4 i Core occupati, sino a temperature ambiente di 35 gradi centigradi; in condizioni di uso meno proibitive, e sempre garantendo il necessario ricambio d'aria interno allo chassis, Intel indica come sia possibile ridurre la velocità di rotazione della ventola in modo da ridurne il rumore. Da sinistra verso destra sono fotografati il nuovo dissipatore di calore fornito da Intel con il processore Core 2 Extreme QX6700, il dissipatore box retail che Intel inserisce nella dotazione dei processori Core 2 Duo e il dissipatore box che Intel ha sviluppato per le soluzioni Pentium D serie 800 e 900, con TDP di 125 Watt. Si nota immediatamente come la soluzione con il maggior numero di alette di raffreddamento sia l'ultima, mentre le prime due condividono un design simile sia per le alette che per la base di contatto con il processore. Il dissipatore del processore Core 2 Extreme QX6700 ha ventola che ruota, con impostazioni di default, alla velocità di 5.100 giri al minuto; questo genera un rumore estremamente elevato, per giunta con un timbro intenso e molto fastidioso. E' possibile da bios intervenire a variare la velocità di rotazione, sino ad un minimo del 60% della velocità massima: le temperature di funzionamento si alzano ma il rumore diventa ben più accettabile, benché in assoluto sempre elevato.
Con ventola che ruota al 100% la rumorosità rilevata a 10 cm sulla verticale del dissipatore di calore è pari a ben 76 dB, valore che scende a 60 dB forzando la velocitò di rotazione al 60%; le temperature dei 4 core di processore, rilevate con il programma Core temp beta al termine dell'esecuzione del benchmark integrato nel tool Povray, e quindi al 100% del carico, variano in proporzione. E' evidente, quindi, come la disponibilità di 4 Core di processore si accompagni a requisiti particolarmente esigenti per il sistema di raffreddamento; ne consegue una rumorosità particolarmente elevata del dissipatore di calore di default nel momento in cui la temperatura di funzionamento ne spinge la velocità di rotazione sino a 5.000 giri, valore al quale corrisponde una rumosità decisamente troppo elevata. Purtroppo Intel non è stata capace, con questa versione di dissipatore boxed, di raggiungere gli ottimi livelli di silenziosità di funzionamento delle precedenti versioni. Pagina 5 - Configurazione di test Nell'analisi della cpu Intel Core 2 Extreme QX6700 abbiamo utilizzato due piattaforme: la prima per processori Intel Socket 775 LGA basata su scheda made Intel D975XBX2KR, la seconda per processori AMD Socket AM2 basata su scheda madre Asus M2R32-MVP. Di seguito sono riportati i vari processori utilizzati nei test:
I componenti adottati: Piattaforma Intel 975X - processori Intel Core 2 Duo e Core 2 Extreme
Piattaforma per processori Athlon 64 X2 e Athlon 64 FX
Questi i test eseguiti con le piattaforme di test: Benchmark applicativi
Giochi
Multimedia
Rendering
Open GL professionale
Pagina 6 - Sysmark 2004 SE
Sysmark 2004 Se costituisce un benckmark molto completo che permette di simulare diversi ambiti di utilizzo, fornendo un valore totale di riferimento ed altri risultati specifici per ogni scenario. Abbiamo riportato come consuetudine il valore totale nel primo grafico dall'alto, seguito rispettivamente da quelli aventi come oggetto i valori medi del Content Creation e dell' Office Productivity test . Spicca già ad un colpo d'occhio la dominante cromatica blu (processori Intel) nella parte alta dei grafici, ovvero quella che ospita i risultati migliori. Intel infatti, con l'introduzione delle soluzioni Core 2 Duo, ha fatto sua quella supremazia che per molto tempo era appartenuta alle soluzioni AMD. Il processore Intel Core 2 Extreme QX6700 oggetto della nostra prova non va ad occupare la prima posizione nella classifica del rating globale, mantenuta dalla soluzione Dual Core Intel Core 2 Extreme X6800 con la frequenza più alta del lotto, ovvero 2,93 GHz. Il fatto non deve stupire più di tanto, in quanto buona parte delle applicazioni non sono ancora in grado di sfruttare a dovere i quattro core, che risultano in questo caso al di sotto del reale potenziale che possono esprimere in condizioni di sfruttamento ideale. Sostanziale parità per quanto riguarda l'ambito Content Creation, mentre le differenze rispetto al processore Core 2 Extreme X6800 Dual Core tornano ad essere visibili nell'ambito Office Productivity, dove evidentemente viene premiata la maggiore frequenza operativa a scapito del numero di core utilizzati. Di seguito le applicazioni utilizzate nella serie di test inseriti in questo benchmark:
Pagina 7 - Giochi - 1 I test con giochi 3D sono stati eseguiti utilizzando una scheda video ATI Radeon X1950XTX, abilitando anti aliasing 4x e filtro anisotropico 16x; sono state scelte queste impostazioni in quanto sono quelle tipicamente utilizzate con un sottosistema video di questa potenza di calcolo. Utilizzando impostazioni meno spinte per la scheda video, ad esempio disabilitando anti aliasing e filtro anisotropico, avremmo ottenuto valori di frames al secondo più dipendenti dalla pura potenza di elaborazione del processore, ricreando tuttavia uno scenario di utilizzo della scheda video poco realistico.
Il benchmark 3D Mark comprende un test specifico per il processore, che concorre a generare il punteggio complessivo del benchmark; per questo motivo la cpu Core 2 Extreme QX6700 di Intel fa registrare i valori più elevati in complesso.
FEAR è uno dei titoli più interessanti disponibili in commercio, e che maggiormente mette sotto stress il sistema nel suo complesso; notiamo come tutti i processori in prova riescano a far registrare prestazioni velocistiche pressoché coincidenti con questo titolo sia in termini di frames al secondo medi che minimi, con l'unica eccezione rappresentata dalla cpu Core 2 Duo E6300 che viene distanziata dalle altre. Trattandosi dell'unico risultato anomalo nei test con videogiochi registrato da questo processore riteniamo sia dipendente da qualche specifico limite del gioco con questa cpu e non in generale di ridotti livelli prestazionali della cpu Core 2 Duo E6300 con giochi 3D. Pagina 8 - Giochi - 2
Lo scenario non cambia passando ad altri giochi 3D; le cpu Core 2 Duo fanno segnare le migliori prestazioni assolute in ogni condizione di utilizzo, evidenziando come la soluzione Quad Core non venga ancora sfruttata dai titoli in commercio. Al crescere della risoluzione video, in abbinamento all'utilizzo dei filtri, i margini di differenza tra i vari processori tendono a livellarsi sensibilmente, soprattutto alla risoluzione di 1600x1200; in questo caso, infatti, il principale collo di bottiglia all'ottenimento di frames al secondo elevati non è il processore ma la potenza di elaborazione della scheda video. Fa eccezione Far Cry con la mappa Training, che più degli altri titoli fa registrare interessanti livelli di scalabilità tra i processori fermo restando che anche con la cpu più lenta tra quelle in prova si registrano valori tali da garantire elevata giocabilità. Pagina 9 - Multimedia - 1
Il software Auto GK permette di convertire in formato Divx un filmato digitale, operazione ababstanza comune fra gli appassionati ed indicativa per i nostri test in quando risulta a tutti gli effetti un'operazione abbastanza gravosa per la CPU. La bontà delle soluzioni Intel emergono chiaramente anche in questo preciso test, come testimoniato dai modelli presenti nella fascia alta. Pur non sfruttato appieno, il Core 2 Exreme QX6700 Quad Core va a stabilire il nuovo record prestazionale, facendo segnare il valore di 106,7 frame al secondo. Questo valore risulta di poco superiore a quello fatto segnare dal modello Core 2 Extreme X6800 (99,8 frame al secondo), ma in ogni caso superiore del 15% rispetto alla versione Intel Core 2 Duo E6700 Dual Core equipaggiata con core della stessa frequenza. Netta invece la differenza rispetto al primo modello AMD, ovvero Athlon 64 FX62, che non va oltre i 73,5 frame al secondo. Il valore del modello Intel Core 2 Extreme QX6700 risulta quindi essere superiore di ben il 45% circa, pur con i 4 core poco sfruttati. Alcune delle novità introdotte da Intel con l'architettura Core, come per esempio le ottimizzazioni delle istruzioni SSE a 128bit, sono alla base degli ottimi risultati ottenuti in questo ambito da parte di Intel.
Nel test 7-Zip dobbiamo riprendere le considerazioni fatte in occasione del test Sysmark 2004 SE, ovvero segnalare il mancato o deludente sfruttamento di architetture multi-core da parte dell'applicativo. Si nota chiaramente come le soluzioni Intel siano in ogni caso decisamente performanti delle soluzioni Athlon X2 e FX62 a paritià di clock, ma come sia tutto sommato la frequenza operativa a dettare le regole generali del gioco.
Lame MT è un tool di conversione da Wav a MP3 che, con un'interfaccia da riga di comando, permette di eseguire tali operazioni sfruttando la presenza di un secondo Core; i test sono stati eseguiti impostando il bit rate costante, utilizzando il compilatore Intel. Una scena già vista: supremazia abbastanza netta dei processori Intel con tecnologia Core, ma due dei quattro core della CPU Intel Core 2 Extreme QX6700 risultano letteralmente inattivi.
Abbiamo introdotto in questo articolo un test con il noto software iTunes per la conversione di una traccia audio WAV in una in formato MP3 da 192Kbps, per poter osservare eventuali vantaggi nell'utilizzo di più core. Anche in questo caso emerge come due core del processore in prova risultino praticamente inattivi, e come ancora sia la frequenza operativa a fare da discriminante prestazionale.
Sony Vegas risulta essere uno dei pochi applicativi in grado di distribuire la mole di calcoli di una CPU su più core, e l'immagine del task manager lo mostra chiaramente. Nel momento in cui un applicativo sfrutti anche solo a circa l'80% il processore Intel Core 2 Extreme QX6700, risulta chiaro il potenziale che questo processore offre. Il tempo in secondi necessari alla converisone di un file H.264 in PAL DV risulta drasticamente inferiore a quello necessario al processore Dual Core Intel Core 2 Extreme X6800 di frequenza superiore, e quasi dimezzato rispetto a quanto fatto segnare dal miglior rappresentante di casa AMD. Riicordiamo però che in questi scenari i processori a due soli core risultano penalizzati in partenza, quindi è lecito attendersi risultati di questo tipo. Pagina 10 - Multimedia - 2
Anche il test eseguito sfruttando Mainconcept MPEG risulta impietoso sia per la concorrenza interna che per quella di sempre. Lo sfruttamento contemporaneo di 4 core permette di ottenere un valore di soli 167 secondi per la conversione del file di riferimento dal formato DV a quello MPEG2. Ben 80 secondi in più servono al modello Core 2 Extreme X6800 per fare lo stesso lavoro, mentre si sale a 271 per il modello Dual Core, sempre Intel di pari frequenza.
Lo scenario appena mostrato si ripete se si prende in esame la conversione di un flusso HD1080i in uno H.264, come era lecito aspettarsi. Valgono dunque le considerazioni fatte in precedenza.
Lo scenario non cambia anche con la conversione in formato Windows Media Video: le CPU Intel Core 2 Extreme vanno ad occupare i primi due posti, con una netta prevalenza della CPU a quattro core in quanto questi vengono effettivamente sfruttati. Il divario che si crea fra le soluzioni Intel e quelle AMD Athlon 64 a parità di clock risulta evidente.
Chiudiamo le analisi delle applicazioni multimediali riportando i risultati in secondi di un backup di un film DVD su hard disk, impostando il file finale in modo tale che risulti compresso in 2000 Mbytes di spazio. Il tool DVD Shrink 3.2 non fa che confermate l'andamento generale finora apparso, ovvero una netta prevalenza delle soluzioni Intel in generale, e della CPU Core 2 Extreme QX6700 laddove ne vengano sfruttate le potenzialità. Pagina 11 - Rendering
Il test 3ds Max di Autodesk, strumento per la modellazione 3D e quindi sicuramente programmato per ottenere il più possibile dal puro calcolo della o delle CPU disponibili, mette in mostra il vero potenziale delle soluzioni multi-core. Impressionante il valore fatto segnare nei due test dal modello Intel Core 2 Extreme QX6700, vicino al raddoppio teorico delle prestazioni rispetto alla soluzione Dual Core di pari frequenza. Essendo questo un test in grado di sfruttare tutti i core presenti nel package della CPU, risulta quindi fuori luogo comparare le prestazioni ottenute dai processori a due soli core, che risultano perdenti già in partenza. PovRay 3.7 e Cinebench 9.5 non fanno che confermare quanto già osservato con applicativi in grado di sfruttare più core, per cui lasciamo libero il lettore, in base alle riflessioni già esposte, di analizzare per proprio conto i rislutati ottenuti nel nostro laboratorio. Pagina 12 - Open GL Viewper 9.03 è un benchmark sviluppato da Spec.org, che mira a fornire un'indicazione completa circa le prestazioni di un sistema nell'esecuzione di applicazioni di grafica professionale in ambito Open GL. Comprende 9 scene o viewsets, uno per ciascuna delle principali applicazioni di grafica professionale. Alcune scene non mostrano dipendenza diretta dal tipo di processore utilizzato, e per questo motivo non sono state riportate; segnaliamo inoltre come trattandosi di un benchmark grafico l'utilizzo di un'altra scheda video permette di ottenere risultati differenti rispetto a quanto qui registrato.
I grafici mostrano un andamento molto chiaro: le cpu Core 2 Duo sono sempre più veloci di quelle AMD Athlon 64 X2, con variazioni in alcuni casi molto sensibili. Ricordiamo come questo benchmark sia particolarmente sensibile anche al tipo di piattaforma chipset utilizzato in alcuni dei suoi viewsets: questo è chiaramente osservabile in alcuni test, quali quello SW-01, nei quali le famiglie di processori sono raccolte a gruppi ben distinti, con ridotta variabilità del frames al secondo passando da un processore all'altro della stessa famiglia. Pagina 13 - Consumo Uno degli elementi di un processore che sta diventando sempre più importante ai fini del giudizio è il suo consumo; a questo non solo è legato il costo necessario per farlo funzionare, in termini di bolletta della linea elettrica, ma anche cosa sia necessario utilizzare in termini di sistemi di raffreddamento per dissiparne il calore di funzionamento al meglio. Un processore che consuma di più richiederà l'utilizzo di un sistema di raffreddamento più complesso, potenzialmente quindi più rumoroso durante il funzionamento. La tabella seguente riporta i valori di TDP, Thermal Design Power, che Intel dichiara per le cpu Core 2 Duo ed Extreme confrontati con quelli delle soluzioni concorrenti di AMD:
Ricordiamo che Intel indica, con il valore di TDP, quello che è il consumo massimo del processore quando portato a pieno carico in uno scenario replicabile, non il massimo consumo al quale può giungere il processore nella peggior situazione possibile. La misurazione fornita da AMD, invece, è quella del massimo consumo che possa essere raggiunto dal processore nel peggior scenario configurabile, al quale in linea teorica un utente non può giungere con le applicazioni disponibili in commercio. Inoltre, il valore di TDP fornito da AMD per i propri processori comprende anche il memory controller integrato nelle CPU stesse; per le soluzioni Intel il consumo del memory controller è esterno, essendo questo componente integrato nel north bridge del chipset utilizzato. Per valutare il livello di consumo dei singoli processori è stato misurato il consumo dell'intero sistema, cercando di utilizzare gli stessi componenti per le parti condivise; questa la configurazione di test adottata:
Le misurazioni sono state effettuate in idle, quindi con sistema operativo attivato e processore non utilizzato, forzando l'occupazione del solo processore al 100% (attraverso un rendering con PovRay 3.7); per tutti i processori sono state abilitate le funzionalità di risparmio energetico.
Il grafico appena riportato mostra valori ottenuti in idle, in Watt, dei sistemi completi utilizzati per il test. Praticamente identici i valori ottenuti per tutte le soluzioni AMD, e sostanzialmente identici anche per quanto riguarda i prodotti Intel a parità di cache L2 utilizzata. La motivazione è semplice: l'attivazione della funzionalità Cool'n'Quiet sulle CPU AMD permette ai processori stessi di scendere ad una fequenza di esercizio minima di 1 GHz con il sistema in idle, per tutte le CPU analizzate. Questa la motivazione alla base della sostanziale similitudine fra i valori di Watt richiesti alla rete domestica, con una differenza minima di 1 solo Watt nel caso dei processori AMD con 2 MB di cache, verosimilmente tenuta accesa. Cambia il nome (SpeedStep), ma in casa Intel poco varia se non per quanto riguarda il valore minimo di frequenza operativa, che sale a 1,6 GHz. Proprio la frequenza maggiore in idle sta alla base del maggiore consumo energetico della piattaforma Intel. Molto più sensibile il consumo della memoria cache, che sale al salire del quantitativo in maniera evidente. Presa per fissa la frenquenza operativa di tutte le soluzioni Intel in idle, energe chiaramente come i Watt consumati salgano da 100 a 108 in caso di utilizzo di 4 MB di cache al posto di 2 MB, mentre si passi addirittura a 118Watt nel caso del processore Quad Core con 8 MB di memoria.
Lo scenario che appare in situazione di pieno carico mette in evidenza, ovviamente, le maggiori esigenze energetiche della soluzione a quattro core. A processori direttamente confrontabili per fascia di prezzo e caratteristiche, come per esempio l'Intel Core 2 Extreme X6800 e l'Athlon 64 FX62, emerge chiaramente come Intel si avvantaggi della bontà del progetto Core anche in ambito consumi. Gli ottimi risultati ottenuti in fase di benchmarking, sempre migliori del concorrente AMD Athlon 64 FX62, son quindi ottenuti anche a fronte di un assorbimento energetico minore, ovviamente mentendo fisse il più possibile le postazioni di test. Ricordiamo che questi consumi sono da riferirsi all'intero sistema e non alla sola CPU e che, per ottenere dati comparabili, sono state utilizzate due postazioni identiche in tutto per quanto possibile. Pagina 14 - Moneybench Riproponiamo, a chiusura di questo articolo, il Moneybench, strumento che bilancia le prestazioni velocistiche ottenute dai vari processori inseriti in quest'analisi con il loro prezzo d'acquisto ufficiale, così come indicato dal produttore nel listino prezzi aggiornato a oggi, Giovedì 2 Novembre 2006. Obiettivo del Moneybench è quello di fornire un'indicazione numerica che rapporti le prestazioni al prezzo: a valori superiori, pertanto, si avrà una maggiore convenienza di un processore sull'altro. Il Moneybench è stato calcolato riparametrando i punteggi ottenuti da ogni processore in ciascun test, sul valore ottenuto dal processore più lento in ogni specifico test; i singoli benchmark sono stati raggruppati per categorie, così da evidenziare andamenti medi in funzione del tipo di utilizzo, e ogni risultato di categoria riparametrato in funzione del prezzo d'acquisto del processore. Ad esempio, nel benchmark Sysmark 2004 SE al punteggio di 223 della cpu AMD Athlon 64 X2 3.800+ è stato dato valore pari a 1, riparametrando di conseguenza tutti i punteggi degli altri processori; per la cpu Core 2 Extreme X6800 il punteggio ottenuto di 369 è stato quindi riparametrato in 1,655 (uguale a 369/223). Iniziamo dall'analisi dei prezzi praticati ufficialmente ai distributori, per lotti di 1.000 processori, da Intel e AMD così come riportati sui rispettivi siti web:
Si nota chiaramente come AMD abbia ridotto sensibilmente i propri listini prezzi, posizionando la cpu top di gamma FX62 a 713 dollari contro un valore iniziale superiore ai 1.000 al debutto, lo scorso mese di Maggio; di conseguenza sono calati i prezzi di tutte le altre soluzioni Athlon 64 X2, con il livello d'ingresso rappresentato dalla cpu Athlon 64 X2 3.800+. In termini di prezzi di listino, le due cpu Core 2 Duo con cache L2 da 2 Mbytes sono confrontabili con i processori Athlon 64 X2 4.200+ e 4.600+, con il modello Core 2 Duo E6600 allineato alla soluzione X2 5.000+ e il modello Core 2 Duo E6700 che si posiziona a metà tra la cpu Athlon 64 X2 5.200+ e quella FX62. Le due cpu Extreme Edition vengono proposte a 999 dollari di prezzo; la cpu Core 2 Extreme X6800 continuerà a restare disponibile anche a seguito del debutto della cpu Core 2 Extreme QX6700.
L'analisi ottenuta con il Moneybench, calcolato sulle singole categorie di prodotti, evidenzia come siano le cpu dal costo più ridotto quelle caratterizzate dal miglior rapporto prezzo prestazioni. Le 4 cpu ai vertici di queste classifiche sono sempre quelle Core 2 Duo E6300 e E6400, assieme alle soluzioni Athlon 64 X2 3.800+ e 4.200+. Fanalino di coda le soluzioni Core 2 Extreme di Intel, con il processore Athlon 64 FX62 che segna risultati superiori in virtù del prezzo più ridotto di quasi 300 dollari.
Il Moneybench complessivo, ottenuto sommando e ponderando i risultati delle singole categorie, conferma quanto evidenziato in precedenza: la soluzione Athlon 64 X2 3.800+ emerge come la più conveniente in termini di rapporto prezzo prestazioni, grazie al costo ridotto di soli 152 dollari. A seguire troviamo le due soluzioni entry level Intel della famiglia Core 2 Duo, modelli E6300 e E6400, e in seguito dalle soluzioni Athlon 64 X2 4.200+ e 4.600+. Ricordiamo come il Monebench sia un indicatore della più indicata cpu con riferimento al rapporto prezzo-prestazioni, e non della migliore cpu in assoluto: gli utenti che necessitano di elevata potenza elaborativa, ad esempio i professionisti del rendering per i quali tempi di elaborazione più ridotti rappresentano un risparmio considerevole, dovranno necessariamente indirizzarsi verso i processori più costosi, in quanto sono proprio quelli in grado di garantire il più netto abbattimento dei costi di elaborazione. Pagina 15 - Conclusioni Con la cpu Core 2 Extreme QX6700 Intel ha presentato il primo processore con architettura Quad Core per sistemi desktop, anticipando di circa 2 settimane il lancio dell'equivalente soluzione per piattaforme workstation e server della famiglia Xeon DP. Già in occasione del debutto delle cpu Pentium D serie 800, le prime del produttore americano ad essere basate su architettura dual core, Intel aveva preferito lanciare prima la soluzione desktop e poi quella workstation, al contrario di AMD che ha introdotto le proprie cpu Dual Core prima nella serie Opteron e solo dopo in quella Athlon 64 X2. Al pari di tutti i processori della famiglia Extreme Edition, il nuovo arrivato vanta un prezzo d'acquisto di 999 dollari USA, cifra in assoluto molto elevata che ne limiterà l'iniziale diffusione. Osservando al futuro delle soluzioni quad core Intel, notiamo come in generale questa tecnologia verrà limitata alle sole cpu top di gamma, con prezzi che non sono previsti scendere su livelli attorno ai 500 dollari prima di molti mesi. Questa considerazione apre spazio a quale sia lo scenario di utilizzo di un processore con 4 core all'interno di sistemi desktop. Abbiamo visto come al momento attuale i giochi a disposizione non permettano di ottenere benefici prestazionali passando da 2 a 4 Core: è uno scenario destinato sicuramente a cambiare in futuro, con la crescente disponibilità di titoli in grado di sfruttare architetture multicore, ma non di qualcosa che sia accessibile al momento attuale. Un discorso simile può esere fatto anche per le applicazioni di produttività personale, che un utente avanzato utilizza nel proprio sistema: molti tool multimediali permettono di beneficiare della presenza di 4 Core di processore, ma ai listini attuali il vantaggio prestazionale ottenibile non è forse tale da giustificare il costo.
Discorso differente vale per quei professionisti che utilizzano un sistema a singolo Socket per rendering ed elaborazioni parallele: in questo caso, come ben testimoniato dai test effettuati con 3Ds Max 9, la presenza di 4 Core permette di evidenziare evidenti margini di vantaggio rispetto ad architetture simili ma con due soli Core. La riduzione dei tempi di elaborazione, in un ambiente professionale, ha sicuramente ripercussioni positive in termini di produttività del lavoro e può quindi ampiamente giustificare l'elevato costo al quale viene proposto questo processore. La potenza di elaborazione del nuovo arrivato Intel è realmente molto elevata, soprattutto nel momento in cui si utilizzano applicazioni che beneficiano della presenza dei 4 Core operanti in parallelo; la presenza di 4 Core rende inoltre molto fluido l'utilizzo del sistema, che ha sempre potenza elaborativa a disposizione anche quando vengono aperte ed utilizzate contemporaneamente più applicazioni. L'architettura Quad Core amplifica quelli che sono riconosciuti essere i punti di forza delle soluzioni dual core rispetto a quelle a singolo core. D'altro canto, il nostro Moneybench evidenzia in modo chiaro come i processori dal costo più elevato siano quelli più potenti in assoluto, ma non quelli più convenienti in termini di rapporto tra prezzo e prestazioni; i processori Dual Core di fascia entry level, sia Intel che AMD, garantiscono al momento attuale ottimi livelli prestazionali ad una frazione di costo delle cpu top di gamma, serie Extreme per Intel e FX per AMD. Un cenno all'overcloccabilità di questo processore: il processo produttivo a 65 nanometri utilizzato per tutte le cpu Intel della serie Core 2 Duo e Core 2 Extreme ha permesso di ottenere elevati margini di overcloccabilità complessivi, confermati anche con il processore Core 2 Extreme QX6700: è stato possibile superare la frequenza di 3,3 GHz nel corso dei test. In overclock, tuttavia, vengono ulteriormente amplificati i problemi di elevata dissipazione termica evidenziati nel corso dei test: il consumo dei 4 Core è molto elevato e questo richiede notevole attenzione nella scelta del corretto sistema di raffreddamento. Il dissipatore che Intel fornisce in dotazione con questo processore è così rumoroso a buon ragione: deve garantire l'efficace dissipazione termica di questa cpu e dei suoi 130 Watt di TDP dichiarati. Del resto sarebbe stato pressoché impossibile per Intel, con l'attuale tecnologia a disposizione, presentare una cpu quad core che riuscisse ad avere le stesse specifiche di consumo delle soluzioni Core 2 Duo. Entro un paio di settimane AMD presenterà le proprie piattaforme 4x4, dotate di due Socket per processori Athlon 64 FX e di un totale di 4 Core. Quella che a tutti gli effetti sembra, nel breve periodo, l'arma di AMD per contrastare le prime soluzioni Quad Core di Intel potrà essere il terreno di prova, per la cpu Core 2 Extreme QX6700, per valutare la bontà dell'implementazione quad core di Intel. O detto in altro modo, per capire se il collegamento via FSB delle due coppie di Core implementate nella cpu Core 2 Extreme QX6700 rappresenti un collo di bottiglia, in scenari di utilizzo particolarmente critici, rispetto all'implementazione AMD basata su Hypertransport. |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Pagina stampata da Hardware Upgrade: http://www.hwupgrade.it Vietata la copia e la distribuzione (anche parziale) senza la previa autorizzazione di Hardware Upgrade S.r.l Per maggiori informazioni : http://www.hwupgrade.it/sito/legale/ Copyright 1997 - 2012 Hardware Upgrade S.r.l |