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Pagina 1 - Introduzione
Il nome Extreme Edition identifica una famiglia di processori Intel della serie Pentium dal mese di Settembre 2003, contestualmente con il lancio della prima generazione di processori AMD Athlon 64 e Athlon 64 FX. In quell'occasione Intel ha proposto queste cpu quali dirette concorrenti delle serie Athlon 64 FX, fornendo un processore Pentium 4 dotato di cache di terzo livello e di fatto utilizzando un'architettura Xeon per un processore Desktop. AMD e Intel hanno continuato a proporre le proprie cpu top di gamma, serie Athlon 64 FX e Pentium Extreme Edition, indirizzando tali processori al segmento degli enthusiast, cioè degli utenti più appassionati che ricercano una cpu che sia la più potente possibile, per utilizzarla con i videogiochi di ultima generazione. Tra le due famiglie di processori AMD è stata capace di guadagnare maggior consenso da parte del pubblico degli utenti appassionati, a motivo delle superiori prestazioni della propria architettura con le tipiche applicazioni utilizzate per la maggiore dai videogiocatori. Per entrambe, tuttavia, il successo di mercato è stato fortemente limitato dal costo d'acquisto proibitivo per i più: parliamo di prezzi ufficiali nell'ordine dei 1.000 dollari USA sia per Intel che per AMD. Con il debutto delle prime architetture dual core, Intel ha puntato per prima verso il multitasking spinto con le proprie cpu Extreme Edition. La scelta del produttore americano è stata quella di integrare la tecnologia HyperThreading nelle proprie cpu dual core della serie Extreme Edition, rendendo disponibile al sistema ben 4 processori logici. Scelta opposta per AMD, che ha invece optato per un'architettura single core per le proprie cpu Athlon 64 FX sino al modello FX57. Il debutto della soluzione FX60, lo scorso mese di Gennaio, ha invece visto l'introduzione dell'architettura dual core anche nelle cpu AMD della serie FX. Intel ha presentato, alcune settimane fa, quella che dovrebbe essere l'ultima cpu Pentium Extreme Edition basata su architettura Netburst. Si tratta del modello 965, processore caratterizzato dalla frequenza di clock di 3,73 GHz, dalla cache di secondo livello di 2 Mbytes per ogni Core, dalla frequenza di bus di 1.066 MHz e dalla presenza della tecnologia HT. Per questo motivo, il sistema operativo riconosce questo processore come dotato di 4 core logici. Il processore, visto esteriormente, ha le stesse caratteristiche delle altre cpu Pentium D; il socket di connessione rimane quello 775 LGA, e invariato è anche il sistema di raffreddamento di default fornito da Intel. Come vedremo in seguito, il produttore americano ha introdotto alcune migliorie architetturali in questo processore, rendendolo capace di un consumo inferiore rispetto al precedente modello Pentium Extreme Edition 955 nonostante questo abbia una frequenza di clock inferiore. La tabella seguente riporta le caratteristiche tecniche delle principali cpu Pentium D serie 800 e 900, oltre a quelle Pentium Extreme Edition disponibili in commercio:
Il processore Pentium Extreme Edition 965 si pone come la più veloce soluzione tra le cpu Intel per sistemi desktop. Come noto, Intel introdurrà le cpu basate su core Conroe in occasione del terzo trimestre 2006; questi processori opereranno ad una frequenza di clock inferiore rispetto alle cpu Pentium D attualmente in commercio, ma potranno vantare prestazioni velocistiche ben superiori grazie ai benefici della nuova architettura capace di bilanciare potenza elaborativa a consumi ridotti. Pagina 2 - Configurazione di test Di seguito sono riportati i vari processori utilizzati nei test:
Di seguito i componenti adottati: Piattaforma Intel 975X - processori Pentium D e Pentium Extreme Edition
Piattaforma NVIDIA nForce 4 SLI x16 - processori Athlon 64 e Athlon 64 X2
Questi i test eseguiti con le piattaforme di test: Benchmark applicativi
Sintetici
Giochi
Open GL professionale
Multimedia
Rendering
Pagina 3 - Benchmark applicativi
Evidenziamo un generale allineamento tra le 4 cpu in prova nel benchmark Sysmark 2004 SE, che misura il comportamento del sistema nell'esecuzione di una serie di applicazioni di produttività personale. Di seguito le applicazioni utlizzate nella serie di test inseriti in questo benchmark:
L'analisi dettagliata dei risultati ottenuti nei singoli test conferma il quadro visto nei grafici precedenti: le due cpu AMD Athlon 64 riescono a far registrare prestazioni complessivamente di poco superiori alle due alternative Intel, ma in generale il quadro è di un sostanziale allineamento.
Il benchmark Business Wonstone 2004 è un secondo test che analizza le prestazioni di produttività personale, in scenario tipicamente single task. I risultati ottenuti premiano le cpu AMD, che in questo genere di test si sono sempre dimostrate essere superiori alle concorrenti Intel. Pagina 4 - Benchmark sintetici I benchmark sintetici permettono di analizzare il comportamento delle piattaforme utilizzate nei test dei processori, con particolare riferimento all'interrelazione del controller memoria e del chipset scelto. Ricordiamo come entrambe le piattaforme di test siano state dotate di 1 Gbyte di memoria di sistema, con due moduli da 512 Mbytes ciascuno e abilitazione della modalità dual Channel. Per la piattaforma AMD è stata utilizzata memoria DDR400, con timings di accesso pari a 2-2-2-5, mentre per quella Intel la scelta è caduta su moduli DDR2-667 con timings impostati su valori 3-3-3-12. La piattaforma chipset utilizzata con le cpu AMD Athlon 64 è quella NVIDIA nForce 4 SLI x16, mentre per le cpu Intel il chipset abbinato è stato quello Intel 975X. Il memory controller è montato, nella soluzione Intel, all'interno del chipset mentre per le architetture AMD è integrato all'interno del processore e quindi indipendente dal chipset utilizzato.
Come era lecito attendersi, la memoria DDR2-667 fa segnare valori di bandwidth massimo superiori rispetto a quella DDR400 utilizzata dalle cpu AMD Athlon 64. Il vantaggio è particolarmente evidente nella scrittura sulla memoria di sistema, con valori che raggiungono i 2,7 Gbytes al secondo per la cpu Pentium EE 965. Da segnalare come i processori della serie Extreme Edition siano abbinati abus Quad Pumped a 1.066 MHz di clock, caratteristica che influisce positivamente al raggiungimento di elevati valori di bandwidth complessiva.
Passando alla latenza di accesso della memoria, la situazione si ribalta a favore delle architetture AMD Athlon 64, grazie proprio all'integrazione del memory controller all'interno del processore. In sintesi, le architetture AMD beneficiano di latenza di accesso più ridotta rispetto a quelle Intel, mentre queste ultime si avantaggiano in termini di pura bandwidth della memoria di sistema. Da segnalare tuttavia come le cpu AMD riescano ad avvicinarsi di molto alla bandwidth massima teorica delle memorie DDR400 in configurazione dual channel, pari a 6,4 Gbytes al secondo, mentre per le cpu Intel il valore ottenuto sia in proporzione più lontano dai 10,6 Gbytes al secondo massimi teorici delle memorie DDR2 in configurazione dual channel. Pagina 5 - Giochi 3D AMD ha, negli ultimi anni, catturato l'attenzione degli utenti più appassionati di videogames a motivo delle superiori prestazioni velocistiche delle prorpie cpu Athlon 64, e Athlon 64 FX in particolare, con i giochi 3D rispetto alle soluzioni Intel. Utilizzando una scheda video ATI Radeon X1900XTX nel corso dei test è stato possibile evidenziare al meglio l'influenza dei processori nel corso dell'esecuzione dei test prestazionali.
Il risultato del benchmark 3D Mark 2006 evidenzia un generale allineamento tra i processori in prova; il miglior risultato è quello della cpu Pentium EE 965, che riesce a sopravanzare la soluzione Athlon 64 FX60 di stretta misura. Il quadro generale, tuttavia, è di un sostanziale allineamento a tutte le risoluzioni di test.
Il benchmark 3D Mark 2006 integra anche una serie di test specifici per il processore, che concorrono ad influenzare direttamente il risultato finale del test. Come si nota dall'andamento del task manager questo test è multitasking e permette di sfruttare al meglio la presenza delle 4 cpu logiche delle soluzioni Pentium Extreme Edition di Intel.
Lieve margine di vantaggio per le due cpu AMD nei test con F.E.A.R.; aumentando la risoluzione video e utilizzando anti aliasing e filtraggio anisotropico emerge un sostanziale allineamento dei risultati tra le 4 cpu in prova, chiaro segno di come sia il sottosistema video a rappresentare il collo di bottiglia con questo genere di giochi.
Sostanziale allineamento tra i processori in prova con Splinter Cell; le due cpu AMD si posizionano al top della gamma, con distacchi degni di nota solo alle risoluzioni inferiori, nelle quali per l'appunto è la potenza di elaborazione del processore ad influenzare il risultato più di quanto non faccia il sottosistema video in uso. Pagina 6 - Multimedia
La conversione di filmati da DVD a standard compressi quali quello DivX o XvID permette di sfruttare la presenza di due core di processore, come si nota chiaramente dai grafici del task manager. La scalabilità, tuttavia, non è tale da permettere di sfruttare la presenza dei 4 core logici delle cpu Intel Pentium Extreme Edition, e questo spiega il vantaggio ottenuto dalle soluzioni AMD Athlon 64. In particolare, XvID sembra essere meno ottimizzato del codec DivX nell'esecuzione simmetrica su più core, con una occupazione complessiva dei processori inferiore rispetto a quella registrata con la conversione a DivX.
Le architetture Athlon 64, grazie al memory controller integrato nel processore, si sono sempre dimostrate essere molto efficaci nella compressione di files; i test con 7-Zip, tool che sfrutta la presenza di due Core grazie ad una modalità multitasking, confermano chiaramente questo andamento.
La conversione di tracce audio da Wav a MP3 è una delle operazioni più frequentemente eseguite dagli utenti appassionati di musica; Lame MT è un tool che, con un'interfaccia da riga di comando, permette di eseguire tali operazioni sfruttando la presenza di un secondo Core. La scalabilità che si ottiene è nel complesso molto buona, ma non è possibile sfruttare la presenza di 4 processori logici con le cpu Extreme Edition come si evidenzia chiaramente dal grafico del task manager.
Eccellenti risultati delle due cpu Intel nei test di conversione da DV a formati MPEG 2 e HD1 (720p): questo tool sfrutta la disponibilità di 4 processori logici, pur non giungendo ad un'occupazione completa delle cpu ma permettendo comunque di ottenere risultati migliori rispetto a quelli delle due soluzioni AMD Athlon 64.
Sostanziale allineamento nella conversione di un filmato video WMV in high definition 1080i, il trailer del film Alexander; i processori concorrenti hanno fatto segnare valori pressoché allineati tra di loro, con differenze molto ridotte e nel complesso trascurabili. Si nota nuovamente come Windows Media Encoder sfrutti solo in parte la presenza di 4 processori logici con le cpu Pentium della serie Extreme Edition. Pagina 7 - Rendering
Cinebench 2003 è un classico tool che evidezia il tipico comportamento dei software di rendering multitasking: i processori disponibili sono utilizzati tutti al massimo delle potenzialità disponibili, con un grafico del task manager completamente piatto sul livello del 100% di occupazione per ogni processore. I risultati dei 4 processori, in configurazione CPU Benchmark Multple quindi utilizzando tutti i processori disponibili, fanno segnare differenze molto ridotte tra le cpu in prova: lieve vantaggio per la nuova soluzione Pentium EE 965, che distanzia di meno di 1 secondo la cpu Athlon 64 FX60 di AMD.
A seconda della scena presa quale riferimento, i processori Intel Pentium EE riescono a distanziare in modo più marcato le cpu AMD Athlon 64. Con Raytrace è un match alla pari, mentre la scena Radiosity_ReflectiveThings vede in vantaggio netto le soluzioni Intel. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un software che permette di sfruttare al meglio la presenza di più di un processore, e che quindi beneficia della presenza nelle soluzioni Pentium Extreme Edition di Intel della tecnologia Hyper Threading.
Scenario simile ai precedenti quello che emerge con 3Ds Max 8: i processori in prova scalano tra di loro in funzione della frequenza di clock, con un vantaggio per una o per l'altra architettura di cpu a seconda del tipo di scena utilizzata. Pagina 8 - Open GL Viewper 8.1 è un benchmark sviluppato da Spec.org, che mira a fornire un'indicazione completa circa le prestazioni di un sistema nell'esecuzione di applicazioni di grafica professionale in ambito Open GL. Comprende 8 scene o viewsets, uno per ciascuna delle principali applicazioni di grafica professionale, di seguito elencate:
A seconda del tipo di viewset utilizzato, un'architettura di processore sopravanza l'altra e viceversa. Nel complesso, l'architettura Intel fa registrare valori mediamente superiori, con 5 viewsets dove la cpu Pentium EE 965 fa segnare il miglior risultato contro i 3 della soluzione Athlon 64 FX60. Pagina 9 - Consumo e overcloccabilità Il consumo complessivo di un sistema sta rivestendo un ruolo sempre più importante all'interno della valutazione di un sistema, e quindi anche di un processore. Oltre a logiche e condivisibili considerazioni legate all'impatto sulla bolletta energetica, un consumo superiore implica la necessità di utilizzare un sistema di raffreddamento del processore più sofisticato. E' proprio per limitare questi problemi che Intel sta lavorando alla produzione della nuova architettura di processore, che nella versione desktop prenderà il nome di Conroe. Questa permetterà, stando a quanto anticipato dal produttore americano, di ridurre sensibilmente il consumo di funzionamento, con inoltre un sensibile incremento delle prestazioni velocistiche complessive rispetto all'architettura Netburst delle cpu Pentium 4 e Pentium D.
Sorprendono i risultati di consumo delle piattaforme Pentium Extreme Edition a confronto con quelle Athlon 64 X2 e FX. Il processore Pentium EE 965, infatti, non solo ha un consumo complessivo chiaramente inferiore a quello della soluzione Pentium EE 955, pur funzionando ad una frequenza di clock superiore, ma riesce a far registrare il consumo più basso tra tutti i processori analizzati quando il sistema è in modalitò idle, cioè al minimo dell'utilizzo. In questa configurazione la cpu diminuisce la propria frequenza di lavoro sino a 3,2 GHz, impostando dinamicamente il moltiplicatore di frequenza a 12x e mantenendo invariata la frequenza di bus a 266 MHz (1.066 MHz effettivi). Le soluzioni Athlon 64 rimangono nel complesso preferibili in termini di consumo energetico complessivo, anche in considerazione del loro utilizzo di tecnologia produttiva a 90 nanometri contro quella a 65 nanometri delle cpu Intel. Per quale motivo il processore Pentium Extreme Edition 965 ha fatto registrare valori così interessanti in questi test, soprattutto a confronto con il predecessore modello 955? Intel ha implementato in questa cpu la tecnologia C1E Enhanced Halt State, specificamente rivolta all'ottimizzazione del consumo. Nel momento in cui il processore entra in una fase nota come halt, nella quale quindi non vi è richiesta di potenza elaborativa, la tecnologia C1E abbassa dinamicamente il moltiplicatore di frequenza sino al valore di 12x, riducendo conseguentemente anche il voltaggio di alimentazione del processore. Il processore Pentium Extreme Edition 965 non ha mai manifestato problemi di Thermal Throttle, cioè di riduzione dinamica della frequenza di clock del processore in presenza di funzionamento a pieno carico a motivo di una temperatura di funzionamento eccessivamente elevata. La schermata qui sopra riprodotta evidenzia come il funzionamento in loop del sistema con 4 sessioni di Prime 95 eseguite contemporaneamente non abbia evidenziato l'intervento del Thermal Throttle. Questi test sono stati ripetuti anche in situazione di overclock, nuovamente senza evidenziare problemi. Ricordiamo come un processore, entrando in fase di thermal throttle, riduca dinamicamente la propria frequenza di clock: questo porta da una parte ad una riduzione del consumo e ad un conseguente contenimento della temperatura di funzionamento, ma dall'altra genera un impatto negativo sulle prestazioni velocistiche complessive.
Grazie al miglior comportamento del processore in termini di consumo e temperatura di funzionamento, rispetto alla soluzione Extreme Edition 955, è stato possibile portare la cpu a operare sino alla frequenza di 4.556 MHz, intervenendo ad aumentare il moltiplicatore di frequenza sino a 17x contro il valore di 14x di default. Il sistema di raffreddamento utilizzato è stato quello di default, fornendo al processore un voltaggio di alimentazione leggermente superiore a quello di default per garantire migliore stabilità operativa. Pare tutt'altro che impossibile raggiungere i 5 GHz di clock utilizzando un sistema di raffreddamento più sofisticato, a liquido o criogeno. Anche in questo caso, nonostante l'overvolt e la frequenza di funzionamento molto elevata, il processore non è mai entrato in throttling termico neppure utilizzando a pieno carico tutti e 4 i processori logici messi a disposizione del sistema. Pagina 10 - Conclusioni Il processore Pentium Extreme Edition 965 può a tutti gli effetti essere considerato il canto del cigno dell'architettura Netburst, che accompagna i processori Intel dall'autunno 2000, periodo di debutto della prima cpu Pentium 4. Nel corso di questi anni Intel ha introdotto varie novità architetturali, sviluppato tecnologie interessanti tra le quali segnaliamo nell'ambito desktop quella HT, HyperThreading, incrementato i quantitativi di cache L2 e utilizzato frequenze di bus sempre più elevate. La cpu Pentium EE 965 è indubbiamente il più veloce processore della famiglia Pentium 4 - Pentium D che Intel abbia mai costruito, ma per raggiungere questo obiettivo è stato necessario scendere a compromessi in termini di potenza assorbita, soprattutto nei confronti delle proposte concorrenti di AMD. A onor del vero, le misure effettuate hanno evidenziato come Intel sia stata capace di ridurre il consumo della cpu Pentium EE 965 rispetto alla versione EE 955: i benefici sono estremamente interessanti, anche se rimane comunque un certo margine di svantaggio nei confronti di AMD quando i processori vengono sfruttati a pieno carico. Nel corso del terzo trimestre dell'anno Intel presenterà le prime cpu basate sulla nuova architettura di processore, della quale si parla da ormai molto tempo. Le prime preview delle soluzioni Conroe, mostrate in funzione nel corso dell'IDF Spring 2006 dello scorso mese, sono per molti versi sorprendenti: Intel sembra essere stata capace di abbinare una elevatissima potenza elaborativa con requisiti di alimentazione decisamente più ridotti rispetto a quelli delle attuali versioni di processore Pentium D serie 900.
Quale significato assume, quindi, il lancio della cpu Pentium EE 965 per Intel? Quello di proporre una soluzione alternativa alle cpu Athlon 64 FX60 di AMD, considerate le più veloci cpu desktop tra quelle disponibili sul mercato. Il risultato è in buona parte raggiunto: la nuova cpu Intel riesce infatti a registrare un andamento medio delle prestazioni che è sostanzialmente coincidente a quello della soluzione FX60 di AMD. In alcuni casi è la proposta Intel ad avantaggiarsi, principalmente quando vengono sfruttate tutte e 4 le cpu logiche messe a disposizione del sistema operativo; in altri, viceversa, è la cpu top di gamma di AMD ad uscire vincitrice dallo scontro, risultando ancora nel complesso preferibile per il gaming. In chiusura, una considerazione di notevole importanza: 1.000 dollari per un processore desktop sono in generale una cifra troppo alta per il mercato attuale. Esistono alcuni utenti in grado di acquistare questi processori e di ottenere le massime prestazioni velocistiche al momento disponibili, ma in generale si tratta di una esigua minoranza. La quasi totalità degli utenti si orienta su processori dal costo entro i 500, relegando processori come le serie Extreme Edition di Intel e FX di AMD a veri e propri oggetti del desiderio. E' in quest'ottica che devono quindi essere analizzati i risultati di questa recensione: con la cpu Pentium Extreme Edition 965 Intel propone un processore in grado di competere ad armi pari con la soluzione Athlon 64 FX60 di AMD. Il consumo complessivo rimane superiore, benché sensibilmente diminuito rispetto alle precedenti serie EE, ma questa cpu può vantare il plus dei 4 processori logici accessibili al sistema operativo che in alcuni ambiti operativi possono fare la differenza. I prossimi mesi si preannunciano come estremamente interessanti per il mercato delle cpu: Athlon 64 Socket AM2 prima e Conroe poi rivoluzioneranno il mercato, a beneficio finale degli utenti che potranno avere accesso ad uno spettro ancor più ampio di prodotti. Questo con l'auspicio che i prezzi rimangano lontani dai livelli ai quali le serie EE e FX vengono proposte. |
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