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Overclocking delle cpu
Paolo Corsini - 01 Maggio 2001
"Pagina tecnica che illustra le techiche con le quali è possibile innalzare la frequenza di lavoro del processore. E' presente una guida passo-passo, nonché un database degli overclock consigliati a seconda del tipo di processore utilizzato."
Pagina 1 - Che cosa indica il termine overclock?

L'overclock è uno degli argomenti più gettonati nel panorama delle cpu x86; da tecnica riservata a pochi appassionati, per giunta guardati con sospetto, è diventata una pratica molto diffusa, grazie sia alla crescente diffusione di informazioni via web sia ai processi produttivi dei processori, sempre più capaci di fornire cpu con elevata tolleranza a frequenze di clock fuori specifica.

Partiamo da una premessa: che cosa è l'overclock? Questo termine indica quell'insieme di tecniche attraverso le quali è possibile aumentare la frequenza di funzionamento di un processore, rispetto a quella di default (cioè per la quale è stato venduto). Ad esempio, se abbiamo un processore con frequenza di clock di default di 400 Mhz e lo portiamo a funzionare a 420 Mhz otteniano, a tutti gli effetti, un overclock, anche se molto ridotto (si tratta di un aumento della frequenza complessiva del 5%). Overclock, letteralmente, significa andare oltre la frequenza di clock, cioè di funzionamento, originaria.

In chiave generale, overclock indica l'aumento della frequenza di funzionamento di un qualsiasi componente elettronico operante ad una determinata frequenza di lavoro; restando nel panorama dei personal computer è possibile individuare numerosi componenti funzionanti ad una determinata frequenza di clock e, pertanto, overcloccabili (almeno teoricamente): giusto per citare un esempio, è possibile aumentare la frequenza di lavoro dei chip delle schede video. In queste pagine ci limiteremo ad analizzare solo i processori.

Perché overcloccare? Quali sono i benefici?

Overcloccare vuol dire aumentare la frequenza di funzionamento di un componente elettronico, nel nostro caso del processore; poter utilizzare una cpu con frequenza di funzionamento più elevata implica, com'è ovvio, maggiori prestazioni. Se si ottiene una frequenza di funzionamento di 450 Mhz da un processore che ha frequenza di default di 300 Mhz, si ottengono le medesime prestazioni della versione a 450 Mhz di default del processore in oggetto (naturalmente ipotizzando che tutti gli altri componenti rimangano invariati e che si utilizzino le stesse frequenze di lavoro per tutti i bus di sistema); in parole povere, raggiungendo una determinata frequenza di funzionamento in overclock si ottengono le medesime prestazioni della versione operante di default proprio a quella frequenza.

Il costo di questa operazione è, nella maggioranza dei casi, ridotto all'acquisto (o alla fabbricazione) di sistemi di raffreddamento opportunamente dimensionati (si vedrà in seguito il perché), pertanto non comparabile all'acquisto ex novo della versione di frequenza superiore del processore in possesso.

Tutto questo è lecito? La risposta è si, con alcune precisazioni. In primo luogo, quando si acquista un processore se ne diviene possessori, pertanto è possibile farne quello che meglio si crede (compreso usarlo come fermacarte o posacenere); questo non vale con il software, in quanto di un programma si acquista la licenza d'uso, non il possesso del programma stesso (e, salvo diversamente stabilito, non è possibile modificarne il codice). In secondo luogo, l'alterazione dei parametri di funzionamento del processore porta ad immediato decadimento della garanzia; a tutti gli effetti l'overclock è una manomissione del processore, con le conseguenze in termini di annullamento della garanzia che tale manovra comporta.

Trattandosi di modifica delle caratteristiche di funzionamento di un componente elettronico, l'overclock implica alcuni rischi; vediamoli qui di seguito.

Pagina 2 - Rischi connessi all'overclock

I componenti elettronici, e in particolare i processori, emettono calore durante il loro funzionamento. La quantità di calore emessa è funzione di diverse variabili:

  • il package, cioè la forma del processore: alcuni processori hanno capacità di disperdere il calore superiore rispetto ad altri, per via della differente forma utilizzata.

  • la frequenza di clock: il calore è in relazione diretta con la frequenza di funzionamento del processore.

  • il voltaggio di alimentazione: al crescere di quest'ultimo, a parità di frequenza di clock, aumenta la quantità di calore generata.

Overcloccare un processore implica l'aumento della sua frequenza di clock, pertanto un aumento della sua temperatura di funzionamento; molto spesso si rende necessario aumentare il voltaggio di alimentazione del processore per poter aumentare la stabilità operativa del processore a frequenze superiori a quelle di default (in seguito verrà spiegato perché e come), portando ad un ulteriore aumento della temperatura complessiva. La temperatura d'esercizio è un fattore estremamente importante in quanto al crescere di quest'ultima è legato il vero incubo per ogni possessore di processore overcloccato: l'elettromigrazione. Questo è un fenomeno che porta alla rottura delle connessioni all'interno di un componente elettronico, e pertanto anche del processore, ed è direttamente legato alla temperatura di funzionamento del componente in questione. L'elettromigrazione è un fenomeno che si manifesta in qualsiasi caso durante la vita del processore, overlcoccato o meno che sia, in quanto esso genera comunque calore nel funzionamento; l'overclock non fa altro che accorciarne i tempi di incubazione, a motivo dell'aumento della temperatura che con esso si manifesta.
Alla luce di tutto questo si capisce molto chiaramente come mai il raffreddamento del processore sia, come già accennato in precedenza, uno degli aspetti da tenere in massima considerazione nell'overclock dei processori.

Portare un processore ad operare ad una frequenza di funzionamento superiore rispetto a quella di default può non essere semplice, in quanto si potrebbe ottenere un funzionamento del processore stabile con alcuni programmi e applicazioni ma molto instabile con altri più esigenti in termini di risorse complessive. A nessuno interessa avere un processore più veloce ma instabile, pertanto è sempre indispensabile appurare che l'overclock sia pienamente tollerato dal processore e che non si manifestino malfunzionamenti di sorta. Un overclock molto spinto in termini di frequenza di lavoro ottenuta ma instabile, anche solo con una particolare applicazione, non può mai essere considerato un buon overclock.

Terzo tipo di controindicazione è la perdita della garanzia, come già spiegato in precedenza.

Pagina 3 - Come funziona una cpu

Una volta spiegato in cosa teoricamente consista l'overclock di un processore è necessario passare all'illustrazione dei parametri che ne regolano il funzionamento; è, infatti, intervenendo su questi ultimi che si aumenta la frequenza di clock di una cpu.

La frequenza di funzionamento (o di clock) di un processore è ottenuta dal prodotto di due diverse componenti:

  • frequenza di bus: è la frequenza alla quale sono connessi processore, memoria di sistema e chipset; può essere pari a 66 Mhz (Celeron FCPGA) , 100 Mhz(Duron e Athlon) o 133 Mhz (Pentium III Coppermine versione B) a seconda del tipo di processore utilizzato. In alcuni casi la frequenza di bus è differente rispetto alla frequenza di lavoro della memoria (ad esempio, con alcuni chipset per motherboard Super 7 è possibile bloccare la frequenza di lavoro della memoria a 66 Mhz, lasciando quella di bus a 100 Mhz), in altri il bus di comunicazione tra processore e chipset opera ad una velocità superiore (ad esempio, il bus EV6 utilizzato con le cpu AMD Athlon prevede una frequenza di 200 Mhz, ferma restando quella di bus di 100 Mhz).

  • moltiplicatore di frequenza: è un numero che indica il rapporto di moltiplicazione tra frequenza di bus e frequenza di clock. Nell'attuale parco processori solamente i processori Amd Duron e Athlon permettono la modifica del moltiplicatore di frequenza, modificando opportunamente la CPU (vedere la sezione Amd Athlon e Duron in questa stessa guida). Intel infatti blocca il moltiplicatore durante il processo produttivo della CPU stessa, impedendo così qualsiasi tentativo di modifica.

Nella tabella sottostante sono illustrate alcune delle possibili combinazioni frequenza di bus - moltiplicatore di frequenza:

frequenza di bus moltiplicatore di frequenza frequenza di clock
66 Mhz 8.5 566 Mhz
66 Mhz 9 600 Mhz
66 Mhz 9.5 633 Mhz
66 Mhz 10 667 Mhz
66 Mhz 10.5 700 Mhz
66 Mhz 11 733 Mhz
66 Mhz 11.5 766 Mhz
100 Mhz 6 600 Mhz
100 Mhz 6.5 650 Mhz
100 Mhz 7 700 Mhz
100 Mhz 7.5 750 Mhz
100 Mhz 8 800 Mhz
100 Mhz 8.5 850 Mhz
100 Mhz 9 900 Mhz
100 Mhz 9.5 950 Mhz
100 Mhz 10 1000 Mhz
100 Mhz 11 1100 Mhz
100 Mhz 12 1200 Mhz
133 Mhz 5 667 Mhz
133 Mhz 5.5 733 Mhz
133 Mhz 6 800 Mhz
133 Mhz 6.5 866 Mhz
133 Mhz 7 933 Mhz
133 Mhz 7.5 1000 Mhz

Altro parametro di fondamentale importanza è il voltaggio di alimentazione: tutte le cpu sino all'Intel Pentium compreso sono alimentate utilizzando il voltaggio I/O di 3.4V-3.65V, lo stesso che alimenta i sistemi di Input/output della motherboard; a partire dal Pentium MMX in avanti si è passati ad un voltaggio cosiddetto duale, cioè diversificato per I/O e Core del processore. Nella tabella sottostante sono illustrati i voltaggi di alimentazione dei processori Socket 7, Slot 1, Socket 370 e Slot A disponibili:

Processore Voltaggio Core Voltaggio I/O Note
Intel Pentium 3.4V (STD)
3.5V (VRE)
3.4V
Intel Pentium MMX 2.8V 3.4V
Intel Pentium II 2.8V - 2.0V 3.4V

Le versioni sino a 300 Mhz di clock sono dotate di Core Klamath a 0.35 micron e funzionano a 2.8V; le versioni da 333 Mhz in avanti utilizzano il Core Deshutes a 0.25 micon, con voltaggio di alimentazione di 2.0V. A partire dall'estate 1998 anche le versioni a 233 Mhz, 266 Mhz e a 300 Mhz sono state prodotte utilizzando il Core Deshutes a 0.25 micron.

Intel Pentium III 2.0V 3.4V

Core Deshutes, variante Katmai per via delle istruzioni SSE integrate all'interno della cpu; la versione a 600 Mhz utilziza un voltaggio Core di 2.05V.

Intel Pentium III Coppermine 1.6V-1.8V 3.4V

Core Coppermine: ha processo produttivo a 0.18 micron e utilziza voltaggi di alimentazione di 1.6V, 1.65V e 1.8V (1 Ghz) in base alla frequenza di clock del processore.

Intel Celeron 2.0V 3.4V

Core Deshutes

Intel Celeron 2 1.5 V 3.4V Stesso Core del PIII Coppermine ma con soli 128 Kb di Cache L2
AMD K5 3.4V (STD)
3.5V (VRE)
3.4V   
AMD K6 2.9V-3.2V 3.4V Le versioni a 166 Mhz e 200 Mhz di clock utilizzano un voltaggio Core di 2.9V, mentre quella 233 Mhz utilizza un voltaggio di 3.2V. Alcune versioni del modello a 233 Mhz hanno serigrafato un voltaggio Core di 3.3V. Le versioni 266 Mhz e 300 Mhz utilizzano il processo produttivo a 0.25 micron, con voltaggio di alimentazione a 2.2V. Alcuni (molto pochi, a dire il vero) esemplari di 233 Mhz hanno costruzione a 0.25 micron e voltaggio di 2.2V.
AMD K6-2 2.2V-2.4V 3.4V I modelli a 450 Mhz e 475 Mhz di clock utilizzano un voltaggio Core di 2.4V, contro i 2.2V di tutte le altre versioni.
AMD K6-III 2.4V 3.4V Alcune versioni di questo processore utilizzano voltaggio di alimentazione di 2.2V
AMD Athlon 1.6-1.7V 3.4V Le versioni sino a 750 Mhz di clock utilizzano voltaggio di alimentazione di 1.6V; oltre  viene utilizzato il voltaggio Core di 1.7V.
Amd Athlon Thunderbird 1.75-1.8V 3.4V Versione dell'Athlon con processo produttivo a 0.18micron e 256 Kb di cache L2 funzionante alla stessa frequenza del processore. La versione a partire da 1 GHZ utilizzano un VCORE di 1.8V
Amd Duron 1.6-1.7V 3.4V Stesse caratteristiche tecniche del Thunderbird ma con soli 64 Kb di cache L2
Cyrix 6x86 3.4V (STD)
3.5V (VRE)
3.4V
Cyrix 6x86MX 2.9V 3.4V
IDT Winchip 3.4V (STD)
3.5V (VRE)
3.4V

Il voltaggio di alimentazione è molto importante quando si desidera overcloccare un processore in quanto, aumentandolo, è possibile conferire maggiore stabilità operativa al processore; si vedrà più in dettaglio come effettuare questa procedura nelle pagine seguenti. Come già accennato in precedenza, l'aumento del voltaggio di alimentazione porta ad un aumento proporzionale della temperatura del processore e, pertanto, ad una riduzione dei "tempi d'incubazione" del fenomeno dell'elettromigrazione.

Pagina 4 - Jumper, Switch e menù jumperless

I parametri di funzionamento del processore (frequenza di bus, moltiplicatori di frequenza e voltaggi di alimentazione) vengono selezionati intervenendo su jumper, dei ponticelli plastici posti sulla motherboard. In genere nel manuale della motherboard è documentata la disposizione dei jumper corrispondente alle frequenze di bus e ai moltiplicatori di frequenza selezionabili, mentre alcuni produttori preferiscono addirittura serigrafare la disposizione dei jumper direttamente sulla motherboard, in modo per certi versi ancor più pratico.

jumper.jpg (5156 byte) Nell'immagine a lato è riprodotto un gruppo di quattro jumper; si noti come per ognuno di essi vi siano tre pin, due dei quali vengono alternativamente chiusi dal jumper. In questo caso i jumper impostano la frequenza di bus: avendo quattro jumper, per ognuno dei quali sono possibili due combinazioni, il numero massimo teorico di combinazioni possibili è pari a 16. Non è detto che ad ognuna delle 16 possibili combinazioni corrispondano delle frequenze di bus utilizzabili, in quanto in alcuni casi può essere che certe combinazioni non siano attivate, viceversa che alcuni ad settaggi corrisponda una stessa frequrenza di bus.

serigrafie.jpg (5039 byte)
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In alcuni casi le impostazioni dei jumper vengono direttamente serigrafate sulla motherboard; sono molto piccole ma in alcuni casi utili, così da non dover consultare il manuale tutte le volte che si vuole variare qualche impostazione (ad esempio la frequenza di bus)

Qui a lato è riprodotta la parte di un manuale di una motherboard (di produzione Tyan) nella quale sono riportate tutte le combinazioni dei jumper per moltiplicatori di frequenza, voltaggi di alimentazione e frequenze di bus. Si prenda questa immagine come riferimento per ricercare, sul manuale della propria motherboard, le impostazioni per frequenze di bus, moltiplicatori di frequenza e se disponibili voltaggi di alimentazione.

tabella_jumper_1.gif (4883 byte)
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tabella_jumper_2.gif (6890 byte)
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Il manuale riprodotto qui a lato è, invece, preso da una motherboard Asus; si notino le immagini raffiguranti le differenti disposizioni dei jumper e le frequenze di bus ed i moltiplicatori di frequenza a ciascuno corrispondenti.

Una soluzione molto più elegante e pratica dei jumper è rappresentata dagli switch; il risultato finale è lo stesso, ma la praticità decisamente superiore. Spostando sulle due posizioni disponibili ognuno degli switch si varia il parametro ad essi corrispondente.

switch.jpg (4518 byte)

Da qualche anno a questa parte, grazie soprattutto alla ricerca sviluppata da Abit e QDI e, in seguito, anche da altri produttori, sono stati introdotte soluzioni jumperless, con le quali i parametri di funzionamento del processore vengono impostati agendo su apposite voci del bios e non più manualmente con jumper e switch. Questa soluzione è molto pratica in quanto non obbliga ad aprire il PC e mettere le mani sulla scheda madre per poter variare, ad esempio, la frequenza di bus.

bios_jumperless.gif (4261 byte)
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Un bios jumperless si può presentare in qursto modo: si notino le voci che permettono di variare la frequenza di bus, i moltiplicatori di frequenza e, in questo caso (bios Abit Soft Menu) anche il voltaggio di alimentazione Core della cpu. In un bios jumperless possono essere presenti differenti voci, oppure i parametri di configurazione del processore essere raggruppati in altri menù come quello dei settaggi avanzati del chipset; la cosa migliore da fare è verificare sul manuale della propria motherboard se siano disponbili settaggi jumperless e dove trovarli.

Non esiste una soluzione migliore tra jumper, switch e menù jumperless in termini di superiore efficacia dell'overclock; in termini pratici l'ultima è senz'altro di gran lunga preferibile.

Pagina 5 - Overcloccare passo passo

Di seguito sono riportate le operazioni da eseguire per overcloccare il processore; si tratta di indicazioni di portata generale, pertanto possono esserci variazioni più o meno evidenti a seconda del sistema utilizzato.

  1. Effettuate un backup di tutti i dati vitali contenuti sull'hard disk del vostro PC; overcloccare non è uno scherzo, c'è il rischio di poter perdere tutti i dati contenuti nel proprio hard disk.

  2. Spegnete il computer, sfilate il cavo della corrente e togliete il coperchio del case; prendete il manuale della motherboard. 

  3. Controllate come sono attualmente posizionati i jumper della frequenza di bus, del moltiplicatore e dell'alimentazione della cpu; segnate tutto su un foglio se pensate di non ricordarli in seguito (controllate che corrispondano ai settaggi di default della cpu come riportato sul manuale della motherboard). Cercate se sono riportate particolari serigrafie sulla motherboard, indicanti combinazioni di jumper non documentate sul manuale. Se la motherboard è dotata di funzioni jumperless basta accedere direttamente a quest'ultimo e cambiare gli appositi parametri, senza la necessità di aprire il case e ispezionare la superficie della motherboard.

  4. Cambiate i jumper per frequenza di bus e/o moltiplicatore in base alla velocità di clock della cpu che avete deciso di ottenere (nel caso di menù jumperless, fare questo direttamente da bios). Controllate bene! 

  5. Rimettete la corrente e accendete il computer; evitate per ora di rimettere il coperchio del case, in quanto potreste dover rimettere le mani sulla motherboard per modificarne qualche impostazione. Inoltre, a case aperto è più semplice poter verificare il corretto raffreddamento del processore.

  6. Se il computer non si blocca subito e riuscite ad accedere alla fase di POST (in pratica, visualizzate quella schermata che riporta le caratteristiche del bios) passate alla fase numero 8.

  7. Se il computer non parte del tutto, cioè non riuscite ad accedere alla fase di POST e lo schermo rimane nero (nei monitor digitali il led power lampeggia), oppure durante la fase di POST il sistema si blocca prima di completare la procedura, vuol dire che la frequenza di funzionamento che avete impostato è troppo elevata per l'hardware a vostra disposizione. Provate con una frequenza inferiore.

  8. Entrate nel Setup Bios della motherboard (in genere premendo il pulsante CANC o DEL) e controllate i parametri che fanno riferimento ai timings della memoria; al momento non è indispensabile variare nessun valore, ma potrà essere necessario intervenire su alcuni di essi qualora il sistema non completi la fase di caricamento del sistema operativo, oppure si manifesti un comportamento instabile.

  9. Avviate il sistema operativo; se il sistema completa il caricamento del sistema operativo mandate in esecuzione un programma molto esigente in termini di risorse di sistema e verificate il corretto funzionamento del tutto; in genere può andar bene eseguire un benchmark, oppure giocare ad un videogioco 3D. Se dopo parecchio tempo di funzionamento il sistema non ha evidenziato segni di instabilità (schermate blu, uscite spontanee dai programmi, reboot improvvisi, congelamento dlel'immagine, ecc...) l'overclock può essere dichiarato riuscito. Viceversa, se il sistema manifesta instabilità operativa vuol dire che qualcuno dei componenti (in genere processore e memoria, ma anche hard disk e scheda video) ha problemi con le frequenze selezionate ed è necesario intervenire in qualche modo.

La prima regola da seguire è quella di effettuare queste operazioni una per volta e controllare attentamente quello che si sta facendo; non è raro imbattersi in problemi di instabilità, oppure in schermate nere all'accensione, e per questo motivo sono state studiate numerose tecniche miranti ad aumentare la stabilità di un processore overcloccato.

Pagina 6 - Come rendere stabile un overclock

Si è in precedenza parlato del fenomeno dell'elettromigrazione e dell'importanza di curare il raffreddamento del processore, in modo particolare in overclock. Quello del raffreddamento deve essere un punto fermo per coloro che desiderano overcloccare una cpu, in modo particolare se l'aumento di frequenza di clock che si vuole (o si prova ad) ottenere è rilevante. La sezione cooling, disponibile a questo indirizzo, raccoglie numerose informazioni sui differenti metodi di raffreddamento del processore e del case in generale.

Si è accennato al voltaggio di alimentazione, indicandolo come uno dei tre principali parametri di funzionamento del processore. Quando si overclocca un processore può essere utile aumentare il voltaggio di alimentazione Core della cpu, così da fornire una superiore stabilità operativa. E' buona cosa non spingersi oltre il 15% massimo di voltaggio di alimentazione, in quanto la temperatura aumenta notevolmente variando il voltaggio Core e il fenomeno dell'elettromigrazione tende a manifestarsi in tempi più ridotti.

Con l'introduzione del blocco del moltiplicatore per le cpu Intel, l'unica strada percorribile per overcloccare una cpu è quella di utilizzare le frequenze di bus fuori specifica, diverse cioè dai tradizionali 66 e 100 Mhz di bus. Aumentando la frequenza di bus si aumenta anche la frequenza di lavoro di tutti i bus ad esso collegati, cioè quello PCI e quello AGP. Le relazioni che legano tra di loro i differenti bus, al variare della frequenza di bus, sono le seguenti:

 

bus 50 Mhz

bus 60 Mhz

bus 66 Mhz

bus 75 Mhz

bus 83 Mhz

velocità memoria 

50

60

66

75

83

velocità bus AGP

50

60

66

75

83

velocità bus PCI

25

30

33

37.5

41.5

Utilizzando le frequenze di bus di 100 e più Mhz si assiste ad un andamento simile a quello delle frequenze 66-75-83 Mhz, secondo questo schema:

 

bus 100 Mhz

bus 103 Mhz

bus 112 Mhz

bus 124 Mhz

bus 133 mhz

velocità memoria 

100

103

112

124

133

velocità bus AGP

66

68

75

83

88,6

velocità bus P.C.I. (1) 

33

34

37.5

37.5

44.3

Il bus PCI utilizza due tipi di divisori principali: quelli 1/2 e 1/3; a seconda della frequenza di bus utilizzata (66 oppure 100 Mhz) il bus PCI resta sempre in specifica, operando a 33 Mhz. La stessa cosa vale per il bus AGP, che di default lavora a 66 Mhz pertanto utilizza i divisori 1 oppure 2/3 a seconda che la frequenza di bus utilizzata sia quella di 66 Mhz oppure di 100 Mhz. Il bus PCI può, inoltre, utilizzare anche il divisore 1/4, rendendo possibile l'impiego della frequenza di bus PCI di 33 Mhz (pertanto in specifica) anche quando la frequenza di bus è pari a 133 Mhz; il bus AGP, invece, non permette l'impiego del divisore 1/2, pertanto a 133 Mhz di bus il bus AGP opera a quasi 89 Mhz, ben oltre i 66 Mhz di specifica.Questo comporta numerosi problemi di stabilità con le schede video AGP alle frequenze di bus oltre i 120 Mhz. Fortunatamente i produttori di chipset, tra cui Via e Intel, hanno ovviato ad uno dei principali limiti del chipset che forse è il più diffuso in senso assoluto, l'Intel BX. Attualmente infatti tutti i nuovi chipset, tra cui il Via Apollo PRO 133 e 133A, il Via KT133 e 133A e gli Intel 815, 820 e 850 permetto di impostare la frequenza del bus AGP anche ad 1/2 di quella del FSB. In generale, un aumento della frequenza di lavoro di uno specifico bus, PCI o AGP che sia, pari al 10% (ad esempio, l'aumento della frequenza di bus da 66 a 75 Mhz, oppure da 100 a 122 Mhz) non comporta problemi in termini di stabilità delle periferiche (schede video, controller e quant'altro) a questi bus collegate; aumenti superiori (come ad esempio il passaggio da 66 a 83 Mhz di bus) possono comportare notevoli problemi di stabilità con alcune periferiche. In questo caso i rimedi da adottare sono ben pochi: o cambiare periferica, o utilizzare una frequenza di bus inferiore; gli hard disk in modo particolare possono creare numerosi problemi con frequenze di bus PCI maggiori di 37.5 Mhz, con perdite di dati e non stabilità; una delle possibili soluzioni è quella di abbassare il Pio Mode del disco, così da rallentarne in parte le performances della parte elettronica e permettere a quest'ultima di meglio reggere la frequenza di lavoro del bus PCI fuori specifica. Con gli hard disk SCSI i problemi di instabilità sono da far dipendere al controller SCSI, che potrebbe non funzionare correttamente con una frequenza del bus al quale è connesso (in genere quello PCI) superiore rispetto a quella di default.

Aumentando la frequenza di bus si porta anche la memoria di sistema a lavorare fuori dalla specifica: può essere pertanto necessario intervenire sui parametri della memoria per conferire stabilità ad un overclock, naturalmente sempre che si lavori aumentando la frequenza di bus (aumentando il solo moltiplicatore, infatti, la memoria non cambia la frequenza alla quale opera). Per poter modificare i timings della memoria è necessario entrare nel bios della motherboard e intervenire sulle voci del menù Chipset Features Setup, o Chipset Setup, o Advanced Setup (i nomi sono differenti ma in genere hanno a che vedere con il chipset e i settaggi avanzati), e variare i parametri presenti; è bene ricordare che a valori numerici più elevati corrispondono prestazioni della memoria inferiori, pertanto superiore stabilità operativa, e disabilitando una voce in genere si ottiene lo stesso effetto. Alcuni chipset, come il Via Apollo 133 e 133A permettono di far funzionare la memoria RAM a 100 MHZ, anche se utilizziamo un FSB a 133 MHZ. Questa feature risulta molto comoda se utilizziamo delle ram PC100 oppure se vogliamo tentare di andare oltre i 133MHZ di FSB con delle memorie PC133. Vediamo ora le rispettive frequenze di memoria, AGP e PCI rispetto al FSB con i moderni chipset:

 

bus 100 Mhz

bus 112 Mhz

bus 133 mhz

bus 150 Mhz

bus 180 mhz

velocità memoria  

100

112

133

150

180

velocità bus AGP (2/3 e 1/2)

66

75

66(1/2)

75 (1/2)

90(1/2)

velocità bus P.C.I. (1/3 e1/4) 

33

37.5

33(1/4)

37.5(1/4)

45(1/4)

Pagina 7 - Intel Pentium III Coppermine
Caratteristiche tecniche
Frequenze di funzionamento 667 a 1000 MHZ
0.18 micron
Formato FCPGA
256 KB L2
FSB di 100 e 133 MHZ

Overclock possibili

Frequenza std Moltiplicatore Opzione 1 Opzione 2 Opzione 3 Opzione 4
700 @ 100 7 784@112 868@124 931@133 1050@150
750 @ 100 7.5 840@112 930@124 997@133 1125@150
800 @ 100 8 896@112 992@124 1064@133 1200@150
667 @ 133 5 750@150 900@180    
733 @ 133 5.5 825@150 990@180    
800 @ 133 6 900@150 1080@180    
866 @ 133 6.5 975@150 1170@180    
933 @ 133 7 1050@150 1260@180    
1000 @ 133 7.5 1125@150 1350@180    
Legenda
Buone possibilità
Possibilità incerte
Quasi impossibile

NB: Nella valutazione delle possibilità di overclock della tabella soprastante, la frequenza operativa del processore e quindi non il FSB ha determinato la classificazione nelle diverse possibilità di overclock, oltre all'utilizzo di sistemi di raffreddamento convenzionali.

I processori Pentium III Coppermine si distinguono tra di loro e dalle altre cpu Pentium III in base alle sigle E e B; la lettera E indica l'impiego del Core Coppermine, basato su processo produttivo a 0.18 micron e con dotazione di cache L2 di 256 Kbytes, integrata all'interno del Core del processore e operante alla frequenza di clock. La sigla B, invece, indica l'impiego della frequenza di bus di 133 Mhz. Il voltaggio di alimentazione di questi processori è variabile da 1.6V a 1.65V, a seconda delle versioni, e la miglior soluzione è quella di utilizzare la versione FC-PGA su Socket 370 e, se si usa una motherboard Slot 1, adottare uno degli appositi convertitori dotati di supporto a questo tipo di processori e, soprattutto, della possibilità di variare manualmente i voltaggi di alimentazione Core del processore. Con la recente corsa alla conquista del Ghz, vinta da Amd con il suo Thunderbird a 1 Ghz, i due grandi produttori di CPU si sono fronteggiati per poter dichiarare per primi di aver raggiunto la fatidica soglia dei 1000 MHZ. Entrambe le fazioni però hanno dovuto lottare con le CPU che attualmente avevano disponibili sul mercato, il PIII per Intel e l'Athlon Thunderbird per Amd. Incapaci quindi di proporre una architettura e un processo di costruzione più performanti, le due case statunitensi sono dovute ricorrere ad un vero e proprio "stratagemma" per permettere alle proprie CPU di raggiungere frequenze così elevate. Lo "stratagemma" a cui mi riferisco è l'aumento del VCORE di funzionamento, 1.8 V per Amd e 1.75V per Intel, contro i 1.6V circa delle stesse CPU però operanti a frequenze inferiori.

Parte superiore
coppermine_front.jpg (11119 byte)
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Parte inferiore
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Cpu Intel Pentium III Coppermine in Package FC-PGA: l'aspetto è molto simile a quello delle cpu Celeron in formato PPGA, anche se il Core del processore utilizza il Package OLGA tipico delle cpu Pentium III su SECC-2. Confrontando questa cpu con i Celeron PPGA si nota immediatamente come lo spessore sia notevolmente più ridotto rispetto a queste ultime; per questo motivo è necessario prestare la massima attenzione al tipo di dissipatore di calore che si utilizza: è necessario che il dissipatore sia completamente a contatto con il Core del processore e non si formino sacche d'aria tra cpu e dissipatore.
Pagina 8 - Intel Celeron FCPGA (Coppermine 128)
Caratteristiche tecniche
Frequenze di funzionamento da 533 a 766 MHZ
0.18 micron
Formato FCPGA
128 KB L2
FSB di 66 MHZ

Il Celeron FCPGA, chiamato anche Celeron 2 o Coppermine 128 (visto che è identico al PIII ma con soli 128 Kb di cache L2), ha preso il posto dell'ormai antiquato Celeron PPGA(Mendocino), anch'esso dotato di 128Kb di cache L2 ma con geometria di costruzione di 0.25 micron. Come gli altri processori Intel, anche il Celeron 2 ha il moltiplicatore di frequenza bloccato in maniera irreversibile durante il processo di fabbricazione e quindi l'unico modo di overcloccare la CPU è di aumentare il FSB. Vediamo ora le possibilità di overclock per ogni modello del Celeron 2:

Overclock possibili

Frequenza std Moltiplicatore FSB a 75MHZ FSB a 100MHZ FSB a 105MHZ FSB a 133MHZ
533 @ 66 8 600 800 840 1064
566 @ 66 8.5 637 850 892 1130
600 @ 66 9 675 900 945 1197
633 @ 66 9.5 712 950 997 1263
667 @ 66 10 750 1000 1050 1330
700 @ 66 10.5 787 1050 1102 1396
733 @ 66 11 825 1100 1155 1463
766 @ 66 11.5 862 1150 1207 1529
Legenda
Buone possibilità
Possibilità incerte
Quasi impossibile

NB: Nella valutazione delle possibilità di overclock della tabella soprastante, la frequenza operativa del processore e quindi non il FSB ha determinato la classificazione nelle diverse possibilità di overclock, oltre all'utilizzo di sistemi di raffreddamento convenzionali.

Mettendo da parte tutte le considerazioni riguardanti le performance (ricordiamo che il Celeron 2 viene battuto su tutti i fronti da un Duron, a parità di frequenza), dal punto di vista della overcloccabilità questa CPU marchiata Intel si dimostra molto buona, permettendo agli esemplari più fortunati, di raggiungere, e a volte anche di superare, la barriera del GHZ. Il modello che risulta quindi più tollerante all'overclock è quello a 566 Mhz, senza però considerare quello a 533 Mhz, che in Italia è di difficile reperibilità.

Pagina 9 - AMD Athlon

L'overclock della cpu AMD Athlon si differenzia abbastanza nettamente da quello delle altre cpu sin qui trattate per due ordini di motivi principali:

  • la cpu Athlon non ha moltiplicatore di frequenza bloccato;

  • per poter variare il moltiplicatore di frequenza è necessario aprire la cartucca del processore e intervenire sul PCB della cpu, o variando alcune resistenze oppure applicando una speciale schedina che permette di variare i moltiplicatori e il voltaggio di alimentazione Core tramite dip switch.

scheda_front.jpg (16792 byte) pettine_athlon.jpg (10556 byte)Esistono in commercio numerose schede per l'overclock della cpu Athlon; qui a lato è riportata un'immagine della scheda Freespeed PRO di NinjaMicros, della quale trovate la recensione a questo indirizzo. Il connettore posto nella parte inferiore della scheda va montato sul connettore che si trova nella parte superiore della cpu Athlon, sulla destra.
athlon.jpg (11938 byte) Qui a lato è raffigurata una cpu Athlon alla quale è stata rimossa sia il guscio plastico posteriore che la piastra in alluminio anteriore; al centro si nota il Core e sui due lati i due chip della cache L2, esattamente come con le cpu Pentium II e Pentium III. In alto a destra si nota il pettine sul quale viene momntata la schedina per l'overclock.

L'operazione di rimozione della cartuccia che avvolge la parte posteriore della cpu Athlon è probabilmente la fase più difficile dell'intera procedura di overclock. Come si vede chiaramente nelle immagini sottostanti, il guscio plastico che avvolge posteriormente la cpu è a quest'ultima attaccato per mezzo di 4 perni metallici, perni che si vanno ad incastrare nei 4 fori evidenziati nell'immagine a lato. Muovendo sistematicamente il guscio plastico, cercando di alzarlo dalla parte posteriore della cpu a partire da uno dei quattro lati, non è difficile iniziare a staccare uno dei 4 perni dal corrispondente foro nella plastica; il segreto è nel cercare di togliere tutti e 4 i perni dai fori di serraggio facendo attenzione a non danneggiare in alcun modo il PCB del processore (perché si corre il rischio di tagliarne qualche componente). Sconsiglio vivamente di utilizzare cacciaviti e altri accessori per questo tipo di operazioni; la tecnica migliore, a mio avviso, è quella di utilizzare le dita per prendere dall'interno il guscio plastico e tirare il più possibile; per evitare che chiunque "mettesse le mani" all'interno della cartuccia del processore in AMD sono stati molto previdenti, facendo si che i perni fossero saldamente incastrati nei fori: dovrete, per questo motivo, faticare non poco per riuscire a sfilarli tutti e quattro.

cartuccia_back.jpg (15554 byte) Qui di lato è fotografata la cartuccia di plastica della cpu AMD Athlon dall'interno: sono cerchiati in rosso i 4 fori nei quali si incastrano i perni della cpu.

Qui a destra è fotografata la parte posteriore di una cpu Athlon; si notino i 4 perni metallici, cerchiati di rosso, che si vanno ad incastrare nei 4 fori dell'immagine soprastante, così da far aderire il guscio plastico alla cpu.

cpu_back.jpg (34556 byte)

I margini di overcloccabilità della cpu AMD Athlon sono in genere elevati, pertanto non è difficile raggiungere frequenze di clock di 700 Mhz e oltre anche con le versioni 500 Mhz e 550 Mhz; non è possibile generalizzare il grado di overcloccabilità in specifiche tabelle come fatto con gli altri processori, in quanto la possibilità di variare i moltiplicatori di frequenza rende possibile raggiungere frequenze di clock molto elevate anche con modelli dal clock molto ridotto, a seconda della bontà del Core utilizzato e della tolleranza dei chip della cache L2.

Le schedine per l'overclock possono essere utilizzate per variare i moltiplicatori di frequenze e il voltaggio di alimentazione Core; la selezione della frequenza di bus è ancora appannaggio della scheda madre anche perché quest'ultima frequenza non dipende direttamente dal processore, casomai dal chipset.
La cpu AMD Athlon è dotata di cache L2, in quantitativo di 512 Kbytes, montata direttamente sul PCB (ma non integrata nel Core del processore) e operante a metà della frequenza di clock del processore. Aumentando la frequenza di funzionamento di quest'ultimo è possibile che il Core regga una frequenza di funzionamento elevata ma che la cache L2 non regga la sua frequenza di funzionamento, cresciuta proporzionalmente a quella di clock. Per ovviare a questo inconveniente è possibile variare il rapporto di funzionamento tra frequenza di clock del processore e frequenza di lavoro della cache L2; dal valore di default di 1/2 è possibile passare a quelli di 2/5 oppure di 1/3, ottenendo frequenze di lavoro della cache L2 illustrate nella tabella sottostante:

Frequenza processore Divisore 1/2 Divisore 2/5 Divisore 1/3
500 Mhz 250 Mhz 200 Mhz 175 Mhz
550 Mhz 275 Mhz 220 Mhz 183.3 Mhz
600 Mhz 300 Mhz 240 Mhz 200 Mhz
650 Mhz 325 Mhz 260 Mhz 216.3 Mhz
700 Mhz 350 Mhz 280 Mhz 233.3 Mhz
Pagina 10 - Amd Athlon Thunderbird e Amd Duron

Il mese di Giugno 2000 ha visto l'introduzione di un processore molto importante per il mercato delle CPU ad alte performance: Amd ha infatti rilasciato la sua CPU Athlon dotata di core Thunderbird, costruita con processo produttivo a 0.18 micron, interconnessioni in alluminio e rame e con 256 Kb di memoria cache di secondo livello, come per i Pentium III Coppermine.Perchè è stato implementato il rame per le connessioni interne dei transistor ? Dal punto di vista elettrico il rame presenta un miglior coefficiente di conducibilità elettrica rispetto all'alluminio (quindi una minor resistenza al passaggio della corrente). In un primo momento i processori Thunderbird venivano costruiti sia con interconnessioni in rame sia in alluminio (Fab 25 - Austin, Texas) privilegiando i processori con frequenze più alte e relegando all'alluminio i Thunderbird con frequenze più basse. Con il passare del tempo Amd ha convertito la massima parte della produzione degli Athlon al processo con interconnessioni in rame, riuscendo quindi a produrre Athlon con frequenze più elevate, in maggiori quantità.

Il Duron, introdotto ad Agosto 2000, ha segnato profondamente il mercato delle CPU entry level, in diretta concorrenza con il Celeron II di Intel. Si è parlato molto di questa CPU, che riesce a battere il concorrente di Intel su tutti i fronti, sia sul fronte prestazionale che su quello del prezzo. Il core del Duron è lo stesso utilizzato dal Thunderbird, quindi dotato di 128 Kb di cache di primo livello, processo produttivo a 0.18 micron, interconnessioni in alluminio e rame, differendo "dal fratello maggiore" solo per quanto riguarda la quantità di cache L2, 64 Kb contro i 256 Kb dell'Athlon, sempre operante alla frequenza del processore.

Dal punto di vista dell'overclock, i due processori Amd risultano sotto alcuni aspetti avvantaggiati rispetto alle CPU Intel, grazie alla possibilità di modifica del moltiplicatore della CPU, che sulle moderne schede madri può essere impostato fino ad un valore di 12.5X. Se infatti non fosse possibile una tale modifica, come è per Pentium III e Celeron FC-PGA, rimarrebbe come unica alternativa quella di aumentare il FSB. Purtroppo però chipset molto diffusi come il Via KT133, che equipaggia schede madri blasonate come la Abit KT7 e la Asus A7V, non regge frequenze superiori ai 110 MHZ circa, anche se è possibile selezionare valori superiori. Fortunatamente Via ha introdotto un aggiornamento del KT133, il KT133A, con supporto ufficiale a 133 MHZ di FSB, in modo da poter supportare le nuove CPU di Amd, con FSB a 133/266 MHZ DDR. Thunderbird e Duron non hanno però solo pregi: il problema più grande per un overclocker è quello della dissipazione della enorme quantità di calore dissipata da queste due CPU Amd. Se infatti un Intel Celeron II a 700 MHZ, non arriva a dissipare in condizioni normali, neanche 20W, un Duron a 600 MHZ, come si vede dalle due tabelle sottostanti, dissipa ben 25W:

AMD ATHLON THUNDERBIRD
AMD DURON

Come sbloccare il moltiplicatore

 

Overcloccabilità

duron_particolare.jpg (12481 byte)A differenza delle cpu Athlon Slot A, non è possibile intervenire a variare il moltiplicatore di frequenza delle cpu Athlon Socket A e Duron utilizzando le schedine per l'overclock (golden finger); i processori Socket A possono o meno essere dotati di moltiplicatore di frequenza sbloccato e questo è facilmente deducibile osservando la parte superiore del processore: se i 4 contatti serigrafati a fianco della sigla L1 sono chiusi, cioè in termini molto semplici sono presenti le interconnessioni bianche tra i punti di contatto, il processore ha moltiplicatore di frequenza sbloccato e se la motherboard lo prevede è possibile overcloccare la cpu via moltiplicatori di frequenza.

Viceversa, se i 4 contatti non sono chiusi il moltiplicatore di frequenza è bloccato al valore di default, ma rimane pur sempre la possibilità di intervenire sul processore con una penna conduttiva (utilizzata per intervenire manualmente sui circuiti stampati per effettuare modifiche alle piste di segnale) per ripristinare le 4 connessioni e, così facendo, sbloccare la cpu. Oltre che una penna conduttiva è possibile utilizzare una semplice matita: la grafite in essa contenuta, infatti, permetterà di ristabilire il segnale tra i due punti uniti e, quindi, sbloccare il moltiplicatore della cpu.
Attualmente solo i processori Athlon da 1.2 Ghz di frequenza in poi hanno moltiplicatore di frequenza sbloccato di default, per tutti gli altri processori è necessario intervenire sui pin L1 e sbloccare manualmente la cpu.

Oltre alla necessità di avere una cpu sbloccata, si capisce chiaramente come sia necessario anche utilizzare una scheda madre che permetta di variare i moltiplicatori di frequenza in modo manuale; alcune schede utilizzano jumper o dip switch, altre ancora un parametro del bios, ma la maggioranza delle schede Socket A non permette, al momento attuale, di variare il moltiplicatore di frequenza delle cpu Socket A.

l1_chiusi.jpg (6108 byte) Contatti L1 chiusi: le cpu che hanno i 4 L1 contatti chiusi sono dotate di moltiplicatore sbloccato; le cpu Athlon 1.2 Ghz sono le uniche che, attualmente, hanno questi contatti chiusi.
l1_aperti.jpg (7014 byte) Contatti L1 aperti: le cpu che hanno i 4 L1 contatti aperti sono dotate di moltiplicatore bloccato; tutte le cpu Athlon e Duron hanno contatti aperti, fatta eccezione per la cpu Athlon a 1.2 Ghz e superiore
l1_matita.jpg (6437 byte) Contatti L1 "smatitati": i 4 contatti L1 sono stati chiusi tra di loro così da abilitare lo sblocco dei moltiplicatori di frequenza. Per questa operazione è stata utilizzata una comune matita, facendo attenzione a collegare tra di loro solo le 4 coppie di pin.
Pagina 11 - Intel Pentium
Processore Scelta 1 Scelta 2 Scelta 3 Scelta 4
Pentium 75 Mhz 112.5 MHz @ 1.5 x 75 MHz 100 MHz @ 1.5 x 66 MHz 90 MHz @ 1.5 x 60 MHz 83 MHz @ 1.5 x 55 MHz
Pentium 90 Mhz 125 MHz @ 1.5 x 83 MHz 112.5 MHz @ 1.5 x 75 MHz 100 MHz @ 1.5 x 66 MHz  
Pentium 100 Mhz 125 MHz @ 1.5 x 83 MHz 112.5 MHz @ 1.5 x 75 MHz    
Pentium 120 Mhz 125 MHz @ 1.5 x 83 MHz 133 MHz @ 2 x 66 MHz 112.5 MHz @ 1.5 x 75 MHz  
Pentium 133 Mhz 166 MHz @ 2 x 83 MHz 150 MHz @ 2 x 75 MHz 166 MHz @ 2.5 x 66 MHz  
Pentium 150 Mhz 187.5 MHz @ 2.5 x 75 MHz 166 MHz @ 2 x 83 MHz 200 MHz @ 3 x 66 MHz 150 MHz @ 2 x 75 MHz
Pentium 166 Mhz 208 Mhz @ 2.5 x 83 Mhz 187.5 MHz @ 2.5 x 75 MHz 166 MHz @ 2 x 83 MHz 200 MHz @ 3 x 66 MHz

I Pentium classic sono abbastanza facilmente overcloccabili, anche se i risultati non sono paragonabili a quelli ottenibili con i Pentium MMX; in genere si hanno aumenti considerevoli delle prestazioni agendo sulla frequenza di bus più che sul moltiplicatore di frequenza (alcuni Pentium, soprattutto i 133 Mhz della serie SY022, hanno moltiplicatore bloccato a 2x) ma è necessario prestare attenzione al raffreddamento in quanto, a motivo del voltaggio di 3.3V, la temperatura è più elevata di quella dei Pentium MMX. Se il sistema risultasse essere instabile (difficoltà a caricare il sistema operativo, blocchi di sistema di tipo casuale, schermate blu di errore, ecc...) si può cercare di ovviare aumentando il voltaggio della cpu portandolo da STD a VRE (da 3.4V a 3.6V circa); naturalmente è necessario prestare ancora più attenzione alla temperatura della cpu.

Pagina 12 - Intel Pentium MMX - Intel Pentium PRO

Intel Pentium MMX

Processore Scelta 1 Scelta 2 Scelta 3
Pentium 166MMX 
cpu con moltiplicatore abilitato fino a 3x
250 MHz @ 3 x 83 MHz 225 MHz @ 3 x 75 MHz 208 Mhz @ 2.5 x 83 Mhz
Pentium 166MMX 
cpu con moltiplicatore abilitato fino a 3.5x
290.5 Mhz @ 3.5 x 83 Mhz 250 MHz @ 3 x 83 MHz 262.5 Mhz @ 3.5 x 75 Mhz
Pentium 166MMX 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
250 Mhz @ 2.5 x 100 Mhz 200 Mhz @ 2 x 100 Mhz  
Pentium 200MMX 250 MHz @ 3 x 83 MHz 225 MHz @ 3 x 75 MHz 208 Mhz @ 2.5 x 83 Mhz
Pentium 200MMX 
cpu con moltiplicatore abilitato fino a 3.5x
290.5 Mhz @ 3.5 x 83 Mhz 250 MHz @ 3 x 83 MHz 262.5 Mhz @ 3.5 x 75 Mhz
Pentium 200MMX 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
300 Mhz @ 3 x 100 Mhz 250 Mhz @ 2.5 x 100 Mhz  
Pentium 233MMX Mhz 290.5 Mhz @ 3.5 x 83 Mhz 262.5 Mhz @ 3.5 x 75 Mhz 250 MHz @ 3 x 83 MHz
Pentium 233MMX Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
300 Mhz @ 3 x 100 Mhz 250 Mhz @ 2.5 x 100 Mhz  

Queste cpu sono facilmente overcloccabili ed in genere è possibile raggiungere agevolmente i 250 Mhz con voltaggio Core di 2.8V (max 2.9V) anche con la versione a 166 Mhz (a patto che sia abilitato il moltiplicatore 3x); il limite principale dei Pentium MMX è nel fatto che Intel ne ha bloccato i moltiplicatori a partire dalla fine del 1997, impedendo di fatto l'overclocking via moltiplicatori (ma non quello via frequenza di bus). Con i Pentium MMX è possibile aumentare il voltaggio Core per rendere, ove fosse necessario, più stabile il funzionamento, ma il consiglio è quello di non superare mai i 3.1V, oltre i quali si corre il rischio di danneggiare nel lungo periodo la cpu. I Pentium MMX non hanno grossi problemi di temperatura, a differenza dei processori AMD K6 e Cyrix 6x86MX. Recentemente sono stati utilizzati con bus a 100 Mhz senza problemi di sorta, generando un notevole aumento delle prestazioni anche a parità di frequenza di clock della cpu grazie all'aumentata frequenza di lavoro della cache L2.

Intel Pentium PRO

Processore Scelta 1 Scelta 2
Pentium Pro 150 Mhz 166 MHz @ 2.5 x 66 MHz  
Pentium Pro 180 Mhz 233 MHz @ 3.5 x 66 MHz 200 MHz @ 3 x 66 MHz
Pentium Pro 200 Mhz 266 MHz @ 4 x 66 MHz 233 MHz @ 3.5 x 66 MHz

Le cpu Pentium PRO hanno un margine di overcloccabilità molto limitato, a motivo sia della cache L2 integrata nel package della cpu (ma non nel Core), sia del voltaggio di alimentazione non duale. Mancando pressochè del tutto motherboard Socket 8 dotate di frequenza di bus maggiori di 66 Mhz è possibile overcloccare intervenendo a variare il moltiplicatore di frequenza (o portando il bus a 66 Mhz con le versioni della cpu pensate per i 60 Mhz di bus).

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pentium_pro_top.jpg (2969 byte)

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Top

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Pagina 13 - Intel Pentium II
Processore Scelta 1 Scelta 2 Scelta 3 Scelta 4
Pentium II 233 Mhz 290.5 Mhz @ 3.5 x 83 Mhz 262.5 Mhz @ 3.5 x 75 Mhz 250 MHz @ 3 x 83 MHz  
Pentium II 233 Mhz  
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
360 Mhz @ 3.5 x 103 Mhz 350 Mhz @ 3.5 x 100 Mhz 336 Mhz @ 3 x 112 Mhz 309 Mhz @ 3 x 103 Mhz
Pentium II 266 Mhz 
 
332 Mhz @ 4 x 83 Mhz 300 Mhz @ 4 x 75 Mhz    
Pentium II 266 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
360 Mhz @ 3.5 x 103 Mhz 350 Mhz @ 3.5 x 100 Mhz 336 Mhz @ 3 x 112 Mhz 309 Mhz @ 3 x 103 Mhz
Pentium II 300 Mhz 373.5 Mhz @ 4.5 x 83 Mhz 337.5 Mhz @ 4.5 x 75 Mhz 332 Mhz @ 4 x 83 Mhz 300 Mhz @ 4 x 75 Mhz
Pentium II 300 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
360 Mhz @ 3.5 x 103 Mhz 350 Mhz @ 3.5 x 100 Mhz 336 Mhz @ 3 x 112 Mhz 309 Mhz @ 3 x 103 Mhz
Pentium II 333 Mhz 416 Mhz @ 5 x 83 Mhz 375 Mhz @ 5 x 75 Mhz    
Pentium II 333 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
448 Mhz @ 4 x 112 Mhz 412 Mhz @ 4 x 103 Mhz 399 Mhz @ 3 x 133 Mhz 400 Mhz @ 4x 100 Mhz
Pentium II 350 Mhz 465.5 Mhz @ 3.5 x 133 Mhz 400 Mhz @ 3 x 133 Mhz 392 Mhz @ 3.5 x 112 Mhz 360 Mhz @ 3.5 x 103 Mhz
Pentium II 400 Mhz 465.5 Mhz @ 3.5 x 133 Mhz 448 Mhz @ 4 x 112 Mhz 412 Mhz @ 4 x 103 Mhz 400 Mhz @ 3 x 133 Mhz
Pentium II 450 Mhz 558 Mhz @ 4.5 x 124 Mhz 504 Mhz @ 4.5 x 112 Mhz 462.5 Mhz @ 4.5 x 103 Mhz  

I Pentium II aumentano le prestazioni quando viene aumentata la frequenza di bus, ma in misura decisamente inferiore a quanto accade con le cpu Socket 7; questo accade in quanto la cache di 2° livello del Pentium II opera non alla frequenza di bus ma a metà della frequenza di clock, pertanto non è legata direttamente a quella di bus. Per questo motivo è sempre preferibile aumentare la frequenza di clock piuttosto che quella di bus. A partire dalla versione a 333 Mhz il processo produttivo utilizzato è a 0.25 micron e la temperatura di esercizio è notevolmente più bassa.

I Pentium II sino alla frequenza di 333 Mhz utilizzano il bus a 66 Mhz, mentre dalla versione a 350 Mhz in poi si servono del bus a 100 Mhz. Lo stato del piedino B21 della cpu indica alla motherboard se la cpu Pentium II montata debba utilizzare la frequenza di bus di 66 Mhz oppure quella di 100 Mhz; alcune motherboard non effettuano questo controllo, pertanto permettono di forzare l'impiego del bus a 100 Mhz anche con le cpu basate sul bus a 66 Mhz; altre motherboard, invece, non permettono questa forzatura, pertanto con esse è necessario coprire manualmente il pin B21 della cpu, così da "ingannarle" e far credere alla motherboard che è montata una cpu con bus a 100 Mhz di default. Per cambiare lo stato del pin B21 è sufficiente coprirlo con un pezzo di nastro adesivo, come illustrato nell'immagine sottostante:

b21.jpg (2516 byte)
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Il Pin B21 è l'undicesimo Pin in basso, partendo da destra, nella parte posteriore della cpu.

Sempre intervenendo sui piedini della cpu è possibile variare il voltaggio di alimentazione Core, rispetto ai 2.8V di default sulle versioni Klamath a 0.35 micron e ai 2.0V delle versioni Deshutes a 0.25 micron. Per le versioni basate su Core Deshutes è necessario intervenire sui seguenti piedini:

Pin A119

Pin A120

Pin A121

Pin B119

Voltaggio Core

Coprire

Non coprire

Coprire

Coprire

2.2V

Non coprire

Coprire

Coprire

Coprire

2.4V

Non coprire

Non coprire

Coprire

Coprire

2.6V

Coprire

Coprire

Coprire

Non coprire

2.8V

I piedini da ricoprire sono indicati nelle immagini seguenti:

celeron_front.jpg (22349 byte) celeron_back.jpg (16364 byte)

Come si può facilmente notare, è possibile intervenire solo a passi di 0.2V alla volta, in quanto per valori di 0.1V è necessario saldare alcuni piedini, operazione irreversibile e pertanto sconsigliata.
Passando alle cpu con Core Klamath a 0.35 micron, è possibile aumentare il voltaggio oltre i 2.8V di default ma questo richiede di saldare qualche piedino della SECC, operazione vivamente sconsigliata.

Tutte le cpu Pentium II prodotte a partire da metà Agosto 1998 hanno moltiplicatore bloccato sia verso l'alto che verso il basso, proprio come accade con le cpu Celeron; alla luce di ciò, l'unica via attraverso la quale poter overcloccare queste cpu rimane quella di intervenire sulla frequenza di bus, secondo questo schema: 

Cpu / frequenza di bus

75 Mhz

83 Mhz

100 Mhz

103 Mhz

112 Mhz

124 Mhz

133 Mhz

266 Mhz

300 Mhz

333 Mhz

400 Mhz

412 Mhz

448 Mhz

496 Mhz 532 Mhz

300 Mhz

337.5 Mhz

375 Mhz

450 Mhz

462.5 Mhz

496 Mhz

558 Mhz 600 Mhz

333 Mhz

375 Mhz

415 Mhz

500 Mhz

512 Mhz

560 Mhz

620 Mhz 665 Mhz

350 Mhz

-

-

350 Mhz

362,5 Mhz

392 Mhz

434 Mhz 465 Mhz

400 Mhz

-

-

400 Mhz

412 Mhz

448 Mhz

496 Mhz 532 Mhz

450 Mhz

-

-

450 Mhz

462.5 Mhz

504 Mhz

558 Mhz 600 Mhz

Le cpu Pentium II 350 e 400 Mhz prodotte prima della fine del mese di Agosto 1998 hanno moltiplicatore bloccato verso l'alto rispettivamente a 3.5x e 4x; è possibile intervenire ad abilitare i moltiplicatori superiori fino a 4.5x semplicemente coprendo il piedino B21; le motherboard Abit dotate di menù Soft Menu e Soft Menu II permettono di effettuare questa operazione via bios. Questo non vale per la cpu Pentium II 450 Mhz, che ha moltiplicatore bloccato verso l'alto e verso il basso a 4.5x.

Sempre a partire dall'estate 1998 sono uscite di produzione le cpu Klamath, in quanto Intel ha deciso di continuare la produzione delle sole cpu Deshutes; a motivo della continua richiesta di cpu a 266 e 300 Mhz, Intel ha messo sul mercato delle cpu a 266 e 300 Mhz di clock con Core Deshutes, pertanto particolarmente overcloccabili: il loro moltiplicatore è bloccato rispettivamente a 4x e 4.5x, a prescindere da come venga impostato sulla motherboard, proprio come per le cpu Celeron, ed è pertanto possibile overcloccarle solo agendo sulla frequenza di bus, come poco sopra spiegato. Non esiste un modo con il quale sbloccare il moltiplicatore, con nessun tipo di cpu.

Pagina 14 - Intel Pentium III - Intel Celeron

Intel Pentium III

Processore Scelta 1 Scelta 2 Scelta 3
Pentium III 450 Mhz 600 Mhz @ 4.5 x 133 Mhz 558 Mhz @ 4.5 x 124 Mhz 504 Mhz @ 4.5 x 112 Mhz
Pentium III 500 Mhz 620 Mhz @ 5 x 124 Mhz 560 Mhz @ 5 x 112 Mhz 515 Mhz @ 5 x 103 Mhz
Pentium III 550 Mhz 682 Mhz @ 5.5 x 124 Mhz 616 Mhz @ 5.5 x 112 Mhz 566.5 Mhz @ 5.5 x 103 Mhz
Pentium III 600 Mhz 672 Mhz @ 6 x 112 Mhz 618 Mhz @ 6 x 103 Mhz  

 

pentium3.jpg (5121 byte)
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I Pentium III utilizzano il package SECC II, pertanto con i chip cache in vista; vantano una elevata tolleranza all'overclock anche se è indispensabile agire solo sulle frequenze di bus per aumentarne la frequenza di funzionamento. Tra tutte le versioni quella che vanta, mediamente, il miglior tasso di overcloccabilità è la versione a 450 Mhz, con la quale in alcuni casi è possibile raggiungere i 600 Mhz di clock.

Come già visto per le cpu Pentium II, intervenendo sui piedini della cpu è possibile variare il voltaggio di alimentazione Core rispetto ai 2.0V di default. La tabella sottostante illustra come intervenire sui piedini per variare il voltaggio di alimentazione:

Pin A119

Pin A120

Pin A121

Pin B119

Voltaggio Core

Coprire

Non coprire

Coprire

Coprire

2.2V

Non coprire

Coprire

Coprire

Coprire

2.4V

Non coprire

Non coprire

Coprire

Coprire

2.6V

Coprire

Coprire

Coprire

Non coprire

2.8V

I piedini da ricoprire sono indicati nelle immagini seguenti:

celeron_front.jpg (22349 byte) celeron_back.jpg (16364 byte)

Come si può facilmente notare, è possibile intervenire solo a passi di 0.2V alla volta, in quanto per valori di 0.1V è necessario saldare alcuni piedini, operazione irreversibile e pertanto sconsigliata.

Intel Celeron

Processore Scelta 1 Scelta 2 Scelta 3 Scelta 4
Celeron 266 Mhz 332 Mhz @ 4 x 83 Mhz 300 Mhz @ 4 x 75 Mhz    
Celeron 266 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
412 Mhz @ 4 x 103 Mhz 400 Mhz @ 3 x 133 Mhz 400 Mhz @ 4x 100 Mhz  
Celeron 300 Mhz 375 Mhz @ 4.5 x 83 Mhz 337.5 Mhz @ 4.5 x 75 Mhz 332 Mhz @ 4 x 83 Mhz 300 Mhz @ 4 x 75 Mhz
Celeron 300 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
504 Mhz @ 4.5 x 112 Mhz 462.5 Mhz @ 4.5 x 103 Mhz 450 Mhz @ 4.5 x 100 Mhz  
Celeron 300A Mhz  375 Mhz @ 4.5 x 83 Mhz 337.5 Mhz @ 4.5 x 75 Mhz    
Celeron 300A Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
504 Mhz @ 4.5 x 112 Mhz 462.5 Mhz @ 4.5 x 103 Mhz 450 Mhz @ 4.5 x 100 Mhz  
Celeron 333 Mhz  416 Mhz @ 5 x 83 Mhz 375 Mhz @ 5 x 75 Mhz    
Celeron 333 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
515 Mhz @ 5 x 103 Mhz 500 Mhz @ 5 x 100 Mhz    
Celeron 366 Mhz  456.5 Mhz @ 5.5 x 83 Mhz 412.5 Mhz @ 5.5 x 75 Mhz       
Celeron 366 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
566.5 Mhz @ 5.5 x 103 Mhz 550 Mhz @ 5.5 x 100 Mhz    
Celeron 400 Mhz  500 Mhz @ 6 x 83 Mhz 450 Mhz @ 6 x 75 Mhz    
Celeron 400 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
618 Mhz @ 6 x 103 Mhz 600 Mhz @ 6 x 100 Mhz    
Celeron 433 Mhz  539.5 Mhz @ 6.5 x 83 Mhz 487.5 Mhz @ 6.5 x 75 Mhz    
Celeron 466 Mhz  581 Mhz @ 7 x 83 Mhz 525 Mhz @ 7 x 75 Mhz    
Celeron 500 Mhz  622.5 Mhz @ 7.5 x 83 Mhz 562.5 Mhz @ 7.5 x 75 Mhz    
Celeron 533 Mhz  600 Mhz @ 8 x 75 Mhz      

L'analisi dell'overcloccabilità delle cpu Celeron non si differenzia particolarmente da quella fatta per i Pentium II; il Core è infatti il medesimo Deshutes delle cpu Pentium II e Pentium III, al quale è stata integrata la cache L2 di 128 Kbytes operante alla frequenza di clock. Le cpu Celeron sono basate sul bus a 66 Mhz pertanto le possibilità di overclock sono numerose, anzi non è difficile riuscire a utilizzare il bus a 100 Mhz (e oltre) con le versioni sino a 366 Mhz di clock. La tolleranza all'overclock rimane pressoché costante pasando dalla versione in formato SEPP a quella PPGA, anche se la prima sembra più semplice da raffreddare per via della diretta accessibilità alla zona posteriore del Core della cpu.

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celeron_sepp.jpg (4149 byte) celeron_ppga.jpg (4907 byte)
Celeron SEPP Celeron PPGA

Per le cpu in formato SEPP valgono le stesse tecniche illustrate poco sopra per la cpu Pentium III in merito all'aumento del voltaggio di alimentazione Core. Con le cpu PPGA non è possibile variare il voltaggio di alimentazione intervenendo sui pin della cpu; per questo motivo è indispensabile utilizzare una motherboard dotata di voltaggi Core variabili manualmente, oppure utilizzare il processore su una motherboard Slot 1 utilizzando un convertitore Slot 1 - Socket 370 dotato di jumper per variare il voltaggio di alimentazione Core:

convertitore_slot1_socket370.jpg (15667 byte)
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Convertitore Slot 1 - Socket 370: si notino in alto sulla destra i jumper che permettono di variare il voltaggio di alimentazione Core del processore
Pagina 15 - AMD K5 - Cyrix 6x86 - Cyrix 6x86MX - IDT Winchip

AMD K5

Processore Scelta 1 Scelta 2 Scelta 3
A.M.D. K5 PR75+ 100 MHz @ 1.5 x 66 MHz 90 MHz @ 1.5 x 60 MHz 83 MHz @ 1.5 x 55 MHz
A.M.D. K5 PR 90+ 112.5 MHz @ 1.5 x 75 MHz 100 MHz @ 1.5 x 66 MHz  
A.M.D. K5 PR 100+ 112.5 MHz @ 1.5 x 75 MHz    
A.M.D. K5 PR 120+ 112.5 MHz @ 1.5 x 75 MHz 100 MHz @ 1.5 x 66 MHz  
A.M.D. K5 PR133+ 112.5 MHz @ 1.5 x 75 MHz    
A.M.D. K5 PR 166+ 131.25 Mhz @ 1.75 x 75 Mhz    

Cpu molto poco overcloccabile, al pari di Cyrix 6x86 e IDT Winchip.

Cyrix 6x86

Processore Scelta 1
Cyrix 6x86 P120+ Settare come Cyrix 6x86 P133+
Cyrix 6x86 P133+ Settare come Cyrix 6x86 P150+
Cyrix 6x86 P150+ Settare come Cyrix 6x86 P166+
Cyrix 6x86 P166+ Settare come Cyrix 6x86 P200+
Cyrix 6x86 P200+ 166 MHz @ 2 x 83 MHz

I Cyrix 6x86 sono tra i processori in assoluto meno tolleranti in termini di overclock, in quanto già particalmente "spinti" di default in termini di frequenza massima supportata; è in genere preferibile procedere con questi processori raggiungendo la frequenza di clock della versione immediatamente successiva, in quanto molto difficilmente la cpu reggerà un overclock più spinto. Fa eccezione la versione PR200+, operante di default alla frequenza di 150 Mzh con bus a 75 Mhz, con la quale si può tentare l'utilizzo del bus a 83 Mhz ottenendo la frequenza di clock di 166 Mhz. Da ricordare, infine, che questi processori accettano solamente moltiplicatori di frequenza interi (2x e 3x).

Cyrix 6x86MX - MII

Processore Scelta 1 Scelta 2 Scelta 3 Scelta 4
Cyrix 6x86MX PR2 166 187.5 Mhz @ 2.5 x 75 Mhz 166 Mhz @ 2 x 83 Mhz 166 Mhz @ 2.5 x 66 Mhz  
Cyrix 6x86MX PR2 200 208 Mhz @ 2.5 x 83 Mhz 187.5 Mhz @ 2.5 x 75 Mhz    
Cyrix 6x86MX PR2 233 250 MHz @ 3 x 83 MHz 225 MHz @ 3 x 75 MHz 208 Mhz @ 2.5 x 83 Mhz  
Cyrix 6x86MX PR2 266 250 MHz @ 3 x 83 MHz 225 MHz @ 3 x 75 MHz    
Cyrix M II 300 290.5 Mhz @ 3.5 x 83 Mhz 250 MHz @ 3 x 83 MHz 262.5 Mhz @ 3.5 x 75 Mhz 250 MHz @ 3 x 83 MHz 

Similmente a quanto già visto con i 6x86, le cpu Cyrix 6x86MX si overcloccano in modo abbastanza difficoltoso (anche se in genere con superiore tolleranza rispetto ai 6x86) ed è quasi sempre conveniente procedere a piccoli incrementi per volta. L'alimentazione duale permette di intervenire agevolmente sul voltaggio Core della cpu, così da incrementare la stabilità operativa.

IDT Winchip

Processore Scelta 1 Scelta 2 Scelta 3
IDT WinChip 200 Mhz 225 Mhz @ 3 x 75 Mhz 208 Mhz @ 2 x 83 Mhz  
IDT WinChip 240 Mhz 250 Mhz @ 3 x 83 Mhz 262.5 Mhz @ 3.5 x 75 Mhz 266 Mhz @ 4 x 66 Mhz

Per gli IDT Winchip vale il medesimo ragionamento fatto in precedenza per le cpu Cyrix 6x86: la tolleranza all'overclock di questi processori è particolarmente ridotta in quanto l'elevato voltaggio di alimentazione di serie (3.52V) non lascia spazio a notevoli incrementi di clock.

Pagina 16 - AMD K6 - AMD K6-2 - AMD K6-III

AMD K6

Processore Scelta 1 Scelta 2 Scelta 3 Scelta 4
A.M.D. K6 166 Mhz 225 MHz @ 3 x 75 MHz 208 Mhz @ 2.5 x 83 Mhz 187.5 MHz @ 2.5 x 75 MHz 200 MHz @ 3 x 66 MHz
A.M.D. K6 200 Mhz 250 MHz @ 3 x 83 MHz 225 MHz @ 3 x 75 MHz 208 Mhz @ 2.5 x 83 Mhz 233 Mhz @ 3.5 x 66 Mhz
A.M.D. K6 233 Mhz 250 MHz @ 3 x 83 MHz 262.5 Mhz @ 3.5x75 Mhz 225 MHz @ 3 x 75 MHz  
A.M.D. K6 266 Mhz  332 Mhz @ 4 x 83 Mhz 337.5 Mhz @ 4.5 x 75 Mhz 291.5 Mhz @ 3.5 x 83 Mhz 300 Mhz @ 4 x 75 Mhz
A.M.D. K6 266 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
350 Mhz @ 3.5 x 100 Mhz 300 Mhz @ 3 x 100 Mhz    
A.M.D. K6 300 Mhz 373.5 Mhz @ 4.5 x 83 Mhz 375 Mhz @ 5 x 75 Mhz 332 Mhz @ 4 x 83 Mhz 337.5 Mhz @ 4.5 x 75 Mhz
A.M.D. K6 300 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
350 Mhz @ 3.5 x 100 Mhz      

La cpu K6 è stata prodotta in due difefrenti varianti: le versioni sino a 233 Mhz di clock utilizzano processo produttivo a 0.35 micron, con temperature d'esercizio molto elevate e tolleranza all'overclock ridotta. Le versioni a 266 e 300 Mhz, invece, utilizzano processo a 0.25 micron, con una tolleranza notevolmente superiore all'overclock. Analizzando in dettaglio i primi, i K6 233 sono abbastanza agevolmente overcloccabili a 250 Mhz (83x3) mentre i 262.5 Mhz (75x3.5) sono molto difficili da raggiungere e hanno prestazioni comunque inferiori a quanto si ottiene a 250 Mhz. Il problema principale delle cpu K6 è rappresentato dal raffreddamento: con molte di esse si rende necessario aumentare il voltaggio per poter ottenere un funzionamento stabile della cpu, anche se esistono casi di K6 "fortunati" con i quali è addirittura possibile downvoltare, cioè ridurre il voltaggio Core mantenendo un funzionamento stabile, a tutto vantaggio della temperatura (molti K6 233 a 250 Mhz funzionano stabilmente con voltaggi Core di 3.0V contro i 3.2V di serie).

AMD K6-2

Processore Scelta 1 Scelta 2 Scelta 3 Scelta 4
A.M.D. K6-2 266 Mhz 332 Mhz @ 4 x 83 Mhz 337.5 Mhz @ 4.5 x 75 Mhz 291.5 Mhz @ 3.5 x 83 Mhz 300 Mhz @ 4 x 75 Mhz
A.M.D. K6-2 266 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
350 Mhz @ 3.5 x 100 Mhz 300 Mhz @ 3 x 100 Mhz    
A.M.D. K6-2 300 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
350 Mhz @ 3.5 x 100 Mhz      
A.M.D. K6-2 333 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
400 Mhz @ 4 x 100 Mhz 350 Mhz @ 3.5 x 100 Mhz    
A.M.D. K6-2 350 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
400 Mhz @ 4 x 100 Mhz 380 Mhz @ 4 x 95 Mhz    
A.M.D. K6-2 380 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
427.5 Mhz @ 4.5 x 95 Mhz 400 Mhz @ 4 x 100 Mhz    
A.M.D. K6-2 400 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
450 Mhz @ 4.5 x 100 Mhz 427.5 Mhz @ 4.5 x 95 Mhz    
A.M.D. K6-2 450 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
500 Mhz @ 5 x 100 Mhz 475 Mhz @ 5 x 95 Mhz    
A.M.D. K6-2 475 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
500 Mhz @ 5 x 100 Mhz      
A.M.D. K6-2 500 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
550 Mhz @ 5.5 x 100 Mhz      
A.M.D. K6-2 533 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
600 Mhz @ 6 x 100 Mhz 570 Mhz @ 6 x 95 Mhz 550 Mhz @ 5.5 x 100 Mhz  
A.M.D. K6-2 550 Mhz 
utilizzando motherboard con bus a 100 Mhz
600 Mhz @ 6 x 100 Mhz 570 Mhz @ 6 x 95 Mhz     

Il K6-2 utilizza il processo costruttivo a 0.25 micron e la frequenza di bus di 100 Mhz (fatta eccezione per la versione a 266 Mhz); i margini di overcloccabilità sono in genere buoni, soprattutto per le versioni a più bassa frequenza di clock per via del progressivo affinamento del processo produttivo (che porta sempre una superiore tolleranza alle più elevate frequenze di clock).
Quando si utilizzano le cpu K6-2 a 350 Mhz o oltre di clock, unitamente al sistema operativo Windows 95 (e solo quest'ultimo), si presentano una serie di errori dovuti ad alcuni bug. A questo indirizzo è possibile scaricare la patch che li corregge.

AMD K6-III

Processore Scelta 1 Scelta 2
A.M.D. K6-III 400 Mhz  450 Mhz @ 4.5 x 100 Mhz 427.5 Mhz @ 4.5 x 95 Mhz
A.M.D. K6-III 450 Mhz  500 Mhz @ 5 x 100 Mhz 475 Mhz @ 5 x 95 Mhz

Per via del voltaggio di alimentazione Core di 2.4V e dell'elevata dissipazione termica il K6-III è una cpu difficilmente overcloccabile, per lo meno utilizzando come parametro di riferimento i processori Intel basati su Core Deshutes. E' comunque quasi sempre possibile riuscire a spremere qualcosa di più da questi processori e avvicinarsi alla soglia dei 500 Mhz di clock. Per via della cache L2 integrata nel Core del processore e funzionante alla frequenza di clock è sempre buona cosa badare all'aumento della frequenza di clock più che a quella di bus, in quando a quest'ultima è collegata solo la cache L3 (quella saldata sulla motherboard) che ha un impatto del tutto marginale sulle prestazioni complessive.

Pagina 17 - Il miglior compromesso tra prestazioni e aumento della frequenza

Non aumentate mai il moltiplicatore diminuendo la frequenza di bus: un Pentium 133 (66x2) è notevolmente più veloce di un 150 (50x3), e un Pentium 166 (66x2.5) lo è altrettanto nei confronti di un 180 (60x3). Perché questo? Molto semplicemente perchè la cache L2 lavora alla frequenza di bus, e abbassare quest'ultima implica un notevole impatto sulle prestazioni complessive, anche se si aumenta la frequenza di clock complessiva. Tenete anche conto del fatto che alcune cpu non accettano moltiplicatori di frequenza superiori a quelli per i quali sono stati progettati (ad esempio, tutte le cpu Intel Pentium MMX prodotte da fine 1997 poi, a prescindere dal modello) mentre altre non possono utilizzare moltiplicatori diversi da quelli standard semplicemente perché non li riconoscono (i Cyrix 6x86, ad esempio, non accettano moltiplicatori diversi da 2x e 3x; le cpu AMD K6 di frequenza pari o inferiore a 233 Mhz e i Pentium MMX da 233 Mhz non supportano in alcun modo moltiplicatori di frequenza superiori a 3.5x). Se la vostra cpu, dopo aver aumentato il moltiplicatore di frequenza, non parte o il bios segnala una velocità in Mhz inferiore a quella di serie o comunque diversa da quella che si otterrebbe con il moltiplicatore impostato, 9 volte su 10 la cpu in questione ha moltiplicatore bloccato.

Le cpu possono avere moltiplicatore bloccato ma sempre verso l'alto, mai verso il basso; questo implica che una cpu bloccata a 2.5x può essere utilizzata anche con tutti i moltiplicatori inferiori a 2.5x. Fanno eccezione le cpu Intel Pentium II, Celeron e Celeron Mendocino, le quali hanno moltiplicatore di frequenza bloccato sia verso l'alto che verso il basso (in pratica la cpu utilizza sempre il moltiplicatore di default a prescindere da come quest'ultimo venga selezionato sulla scheda madre).

Se la combinazione moltiplicatore di frequenza-frequenza di clock impostata corrisponde ad una frequenza di clock della cpu che non è inclusa nel database delle frequenze di clock contenuto nel bios della motherboard, può essere che l'indicazione riportata dal bios non corrisponda all'effettiva frequenza di clock della cpu; ad esempio, 83x3.5 corrisponde a 291.5 Mhz, frequenza che in molte motherboard viene indicata come 266 Mhz. A fini pratici non cambia assolutamente nulla, la cpu andrà a 291.5 Mhz, basta non farsi ingannare dall'indicazione errata.

Esistono on line numerosi software utili per verificare le frequenze di bus e i moltiplicatori utilizzati; il più interessante e completo di tutti è senz'altro WcpuID, che permette di visualizzare moltiplicatore, frequenza di bus e frequenza di clock utilizzati, nonché alcuni parametri di funzionamento della cache L2.

wcpuid.gif (10123 byte)

Altro software particolarmente interessante è SoftFBS, che permette di variare direttamente da sistema operativo la frequenza di bus con la stragrande maggioranza delle motherboard.

softfsb.gif (9040 byte)

WcpuID è disponibile a questo indirizzo, mentre SoftFBS a quest'altro.

Uno dei principali problemi che si incontra overcloccando le cpu Intel Pentium II e Pentium III è la tolleranza della cache L2 all'aumento della frequenza di lavoro. La cache L2 è montatab direttamente sulla cpu, esternamente al Core, e opera alla metà della frquenza di clock. Per questo motivo, aumentando la frequenza di clock si aumenta la frequenza di lavoro della cache L2, con possibili problemi di ridotta stabilità operativa. I chip della cache L2 montati su queste cpu sono dotati di un tempo di accesso, al quale corrisponde una frequenza massima di lavoro teorica: provvedendo, in qualche modo, al loro raffreddamento è possibile portarli a lavorare stabilmente ad una frequenza superiore rispetto a quella per la quale sono stati progettati, ma in genere la tolleranza dei chip della cache L2 varia molto da processore a processore.

I rapporti tra frequenza di bus e frequenza della cache L2 sono riportati nella seguente tabella:

Frequenza di clock Frequenza lavoro cache L2
233 Mhz 116 Mhz
266 Mhz 133 Mhz
300 Mhz 150 Mhz
333 Mhz 166 Mhz
350 Mhz 175 Mhz
400 Mhz 200 Mhz
450 Mhz 225 Mhz
500 Mhz 250 Mhz
550 Mhz 275 Mhz
600 Mhz 300 Mhz
 
chip_cache_l2_pentium2.jpg (9794 byte) Chip della cache L2 di una cpu Intel Pentium III 500 Mhz; si noti il numero 4, che indica il tempo d'accesso del modulo memoria, 4 ns. A questa velocità corrisponde una frequenza di lavoro teorica massima di 250 Mhz, per l'appunto pari alla metà della frequenza di clock del processore.

Alcune motherboard prevedono la possibilità di variare la latenza della cache L2: in poche parole, agendo sulla latenza della cache L2 se ne modificano i timings di funzionamento, rendendola più o meno performante a seconda che la latenza sia diminuita oppure aumentata (a valori superiori della latenza corrispondono prestazioni inferiori). Aumentando la latenza la cache L2 diviene leggermente più tollerante alla frequenza di funzionamento, ed è pertanto possibile che grazie a questo una cpu diventi stabile ad una particolare frequenza di clock, critica con latenza di default; è un po' quello che accade quando si variano i timings della memoria per renderla stabile a frequenze di bus fuori specifica.
Dato che aumentare la latenza ha un impatto negativo sulle prestazioni è sempre buona cosa verificare che l'aumento della frequenza di lavoro della cache l2, ottenuto modificando la latenza, porti un effettivo aumento delle prestazioni o che l'impatto negativo dell'aumento della latenza sia tale da vanificare il boot prestazionale ottenuto con l'aumento di clock.

E' stato già detto che ogni processore è differente dagli altri, anche se dotato delle stesse specifiche, e che il comportamento in overclock è molto differente. Per verificare quali siano le caratteristiche di un processore, oltre alla frequenza di defautl, è necessario ricercare la settimana produttiva, la fabbrica di produzione e l'S-Spec, cioè le specifiche del Core utilizzato. Questi dati sono molto facilmente ricavabili dalle cpu Intel.

spec_celeron.jpg (5003 byte)
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Celeron in formato PPGA: sul retro della cpu sono serigrafate le caratteristiche tecniche, quali l'S-Spec (SL3BS), la fabbrica di produzione (Malay, quindi Malesia), l'anno e la settimana di produzione: dell'ultima fila di dati la seconda cifra, pari a 9 in questo caso, indica l'anno, quindi 1999 (se fosse stato 8 sarebbe stato il 1998); le due cifre seguenti, invede, indicano la settimana produttiva (07 corrisponde alla settima settimana di produzione).

spec_celeron_sepp.jpg (4748 byte)

Cpu Celeron in formato SEPP: in uno dei lati del PCB sono riportate le specifiche del processore: fabbrica di produzione Malesia, S-Spec SL32B e settimana produttiva 41-esima del 1998.

spec_pentium3.jpg (6330 byte)

Nel guscio plastico delle cpu Pentium III e Pentium II in package SECC-II sono riportate le specifiche tecniche; si notino l'S-Spec (SL3F7), la fabbrica di produzione /Filippine) e anno e settimana produttiva (anno 1999, 23-esima settimana produttiva). Quella indicata è una versione a 550 Mhz di clock.