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Apple Mac OS X 10.6 "Snow Leopard" - Seconda parte
Andrea Bai - 16 Ottobre 2009
"Seconda parte della trattazione relativa a "Snow Leopard", il nuovo sistema operativo della Mela. In questa puntata andremo a dare una panoramica delle varie novità introdotte e dei piccoli cambiamenti dei vari applicativi"
Pagina 1 - Introduzione

Dopo aver illustrato nello scorso articolo le principali novità tecnologiche alla base del nuovo sistema operativo Mac OS X 10.6 "Snow Leopard" di Apple, andremo oggi a fornire una panoramica sulle le più significative novità per quanto riguarda le applicazioni e le funzionalità del sistema operativo. Nel complesso si può constatare che si tratta di una serie di affinamenti e migliorie estetiche, accanto alle importanti introduzioni di QuickTime X, al supporto ad Exchange Server e alla riscrittura completa del Finder.

La stessa Apple, al momento dell'annuncio di Snow Leopard, dichiarò che il sistema operativo non avrebbe avuto alcuna funzionalità inedita (come fu, ad esempio, l'introduzione di Exposé da 10.2 a 10.3 o l'implementazione di Spotlight da 10.3 a 10.4, oppure ancora l'introduzione di Time Machine da 10.4 a 10.5) per concentrarsi maggiormente sull'ottimizzazione di tutte le applicazioni e le funzionalità già esistenti in Mac OS X 10.5 "Leopard". Anche il nome utilizzato per il sistema operativo, Snow Leopard, ha voluto riflettere questa precisa strategia, suggerendo di fatto quello che sembra essere più un corposo aggiornamento che un sistema operativo completamente nuovo.

Prima di procedere ad illustrare gli aggiornamenti più significativi apportati al sistema operativo di casa Apple è opportuno spendere qualche parola in merito alle operazioni di installazione. Come abbiamo già avuto modo di scrivere in occasione del precedente articolo dedicato a Mac OS X 10.6, il nuovo sistema operativo viene commercializzato come aggiornamento della precedente versione, ovvero Mac OS X 10.5 Leopard viene formalmente posto come requisito indispensabile per l'installazione di Snow Leopard. Diciamo "formalmente" poiché abbiamo potuto constatare, provando direttamente, che all'atto pratico Snow Leopard può essere installato su sistemi operativi precedenti a 10.5 e anche su un hard disk completamente vuoto. Sebbene dal punto di vista pratico ciò sia possibile, è importante tenere presente che si tratta di una violazione della licenza d'uso destinata all'utente finale: per questo motivo, nelle considerazioni conclusive, non terremo in considerazione la possibilità di installare Snow Leopard su una macchina provvista di sistemi operativi precedenti a 10.5.

Aggiornando da un sistema operativo Mac OS X 10.5 "Leopard" le operazioni di installazione hanno richiesto circa 38 minuti, mentre eseguendo la prova di installazione su disco vuoto abbiamo registrato un tempo di installazione inferiore pari a circa 30 minuti. La differenza è dovuta, principalmente, alla frammentazione e alla presenza di altri dati sul target disk sul quale abbiamo effettuato l'aggiornamento.

Non abbiamo rilevato nulla di particolare da dover segnalare per quanto concerne la fase di installazione ad eccezione del fatto che l'ambiente di emulazione "Rosetta", utilizzato dai sistemi Mac con processore Intel per consentire l'esecuzione dei programmi scritti con codice destinato ai processori PPC, non viene incluso tra gli elementi standard di installazione ma sarà necessario selezionarlo a mano od installarlo in un secondo momento qualora ci si trovasse nella condizione di dover impiegare un software PPC. Probabilmente non c'è una ragione tecnica dietro a questa scelta, quanto più un messaggio importante: con Snow Leopard si completa in maniera definitiva la grande transizione dalle piattaforme PowerPC alle piattaforme Intel x86, annunciata nel mese di Giugno 2005 e iniziata tangibilmente nel corso del mese di Gennaio 2006.

Pagina 2 - Il Finder

Il finder di Mac OS X è l'interfaccia grafica tramite la quale è possibile navigare tra i file e le cartelle presenti sul sistema. Con il nuovo Mac OS X 10.6 Snow Leopard il Finder è oggetto di una profonda revisione e, sebbene "a vista" le novità possano sembrare di secondo piano, la più importante novità si trova anche in questo caso "dietro le quinte".

Il Finder di Snow Leopard è infatti stato riprogrammato completamente utilizzando le API Cocoa, l'ambiente di programmazione che Apple ha introdotto nel corso dell'anno 2000 in occasione del passaggio da Mac OS 9 a Mac OS X. Da allora, infatti, il Finder è sempre stato programmato in Carbon, un ambiente di programmazione alternativo che consentisse agli sviluppatori di mantenere un buon livello di retrocompatibilità con il precedente sistema operativo, sebbene la stessa Apple promuovesse l'utilizzo di Cocoa tra gli sviluppatori di terze parti in modo tale che le nuove applicazioni fossero nativamente compatibili con OS X. Grazie alla completa riscrittura del codice il nuovo Finder supporta inoltre le nuove tecnologie Grand Central Dispatch (illustrata nel precedente articolo) e i 64-bit, con una serie di benefici sul piano prestazionale in particolar modo in termini di reattività nell'interazione con l'utente, e soprattutto in ottica futura con la sempre più massiccia diffusione di processori multi-core.


Quick Look su file PDF: dimensioni dell'icona di 512x512 pixel

Tra le novità "cosmetiche" del nuovo Finder quella di maggior impatto è la possibilità di visualizzare icone fino alla dimensione di 512x512 pixel. Sebbene possa trattarsi più di un vezzo estetico che di una effettiva funzionalità, tale possibilità acquista utilità se considerata in sinergia alla funzionalità QuickLook, anch'essa introdotta in MacOS X 10.5. QuickLook, lo ricordiamo, permette di visionare in anteprima, nell'icona di un file, il contenuto del file stesso di qualunque tipo esso sia: potendo disporre di icone dalle dimensioni di 512x512 pixel risulterà più semplice sfogliare in anteprima il contenuto di un file di testo, oppure visionare un filmato oppure ancora andare alla ricerca di una precisa immagine in una cartella contenente numerose fotografie.


Opzioni di ordinamento nella vista a colonne gerarchiche

Sul fronte delle piccole migliorie è invece importante notare la possibilità di eseguire l'ordinamento, secondo nomi, date, dimensioni e tipo di file anche nella vista a colonne gerarchiche, operazione non possibile nelle precedenti versioni del Finder. Da Mac OS X 10.6 è inoltre possibile forzare l'espulsione di un disco anche qualora questo sia utilizzato da un'applicazione, anche in questo caso operazione non possibile nelle precedenti versioni laddove il sistema mostrava solamente il messaggio di risorsa utilizzata senza permettere l'espulsione del disco.

Il nuovo Finder adotta inoltre un diverso sistema di calcolo per quanto riguarda lo spazio disponibile su disco e le dimensioni dei file. Snow Leopard, infatti, considera 1 gigabyte equivalente a 10^9 byte, mentre precedentemente 1GB era calcolato come 2^30 byte. Si tratta di un adeguamento di convenzione, come già abbiamo avuto modo di spiegare ampiamente tempo addietro in questo focus. La nuova modalità di computazione dello spazio e dei dati non è tuttavia uniforme a tutto il parco software (non solo di terze parti), che potrebbe dare luogo ad incoerenze fastidiose.

Pagina 3 - Il Dock

Il Dock di Mac OS X è una barra che viene graficamente rappresentata come fosse una mensola di vetro, sulla quale l'utente può collocare le icone dei programmi maggiormente utilizzati. In questo modo si ha a disposizione l'accesso rapido agli stessi programmi, senza la necessità di dover aprire ogni volta la cartella delle applicazioni o di dover affollare il desktop di collegamenti. All'interno di Mac OS X 10.6 "Snow Leopard" il Dock non è oggetto di particolari stravolgimenti, ma vengono tuttavia migliorate e modificate alcune funzionalità che è possibile incontrare anche sulle precedenti versioni del sistema operativo.


Exposé: la nuova visualizzazione a griglia

La prima delle principali migliorie apportate a carico del Dock è l'integrazione con la modalità di visualizzazione denominata "Exposé", il sistema che consente di visionare in un unico colpo d'occhio tutte le finestre al momento aperte. Nelle precedenti versioni del sistema Exposé era attivabile solamente premendo un pulsante dedicato sulla tastiera oppure andando a posizionare il puntatore del mouse in uno dei quattro angoli dello schermo, a seconda di come è stato configurato nel rispettivo pannello.

Con Snow Leopard è possibile accedere ad Exposé anche andando a cliccare sull'icona di un applicativo e tenendo premuto il pulsante del mouse : in questo modo verranno visualizzate le finestre aperte dell'applicativo selezionato. Non solo: quando si accede alla visualizzazione di tutte le finestre, è possibile passare da un'applicazione all'altra premendo il tasto tab: in questo modo verranno mostrate solamente le finestre relative all'applicazione al momento selezionata. Nel complesso si può inoltre apprezzare una una piccola riorganizzazione visiva anche per Exposé: le finestre vengono ora mostrate ordinate in griglia invece di essere rappresentate "sparpagliate" sullo schermo, permettendo così una più semplice identificazione della finestra che stiamo cercando.


Stacks: nuova visualizzazione a griglia

La seconda novità introdotta nel Dock è la miglioria della gestione degli "Stack" introdotti con la precedente versione di Mac OS X 10.5. Anche in questo caso le novità sono volte ad una migliore visualizzazione e fruizione degli Stack stessi: cliccando sull'icona di uno Stack, questo viene mostrato in griglia in modo tale che, soprattutto nel caso in cui contenga numerosi elementi, sia più semplice poter visionare le icone in esso contenute. Qualora poi lo stack contenesse cartelle, diviene possibile navigare tra di esse grazie alla comparsa di un pulsante che consente di ritornare alla cartella gerarchicamente superiore (o inferiore) a quella che si sta visualizzando.


Menu contestuale del Dock: si può notare il nuovo stile del menu e la segnalazione di una finestra ridotta ad icona e "incorporata" nell'icona dell'applicazione

Viene inoltre introdotta una nuova modalità di rappresentazione grafica (attivabile nelle preferenze di sistema) per quanto riguarda le finestre ridotte ad icona. Con Snow Leopard è possibile adottare una apposita impostazione che permette di ridurre la finestra direttamente nell'icona della relativa applicazione ed evitare che vengana visualizzata la finestra miniaturizzata nella parte destra del Dock. Per poter accedere nuovamente alle finestre ridotte ad icona è sufficiente cliccare con il tasto destro sull'icona dell'applicativo oppure attivare Exposé: in questo caso le finestre ridotte ad icona vengono riportate nella parte bassa dello schermo e di dimensione più piccola rispetto alle altre finestre attive.

Pagina 4 - QuickTime X e QuickTime Player

Una delle principali novità che riguarda sia le applicazioni, sia le tecnologie alla base del sistema operativo è l'introduzione di QuickTime X. QuickTime X rappresenta la nuova generazione del framework destinato alla gestione dei contenuti multimediali, che in Mac OS X Snow Leopard viene rivoluzionato e ricostruito dalle basi, traendo molti spunti dai lavori di sviluppo intrapresi per la realizzazione del framework multimediale già utilizzato per iPhone ed iPod touch, le cui somiglianze non sono limitate solo all'interfaccia.


QuickTime Player X: la nuova interfaccia utente

Il nuovo QuickTime X porta con se' anche il nuovo QuickTime Player, la cui interfaccia grafica è stata completamente rinnovata: i controlli di riproduzione vengono ora mostrati in sovraimpressione su un pannellino traslucido, che scompare dopo pochi secondi dall'ultimo azione compiuta. Il pannello ricorda, nell'aspetto, quello impiegato per i controlli di riproduzione su iPhone e iPod touch. La nuova interfaccia non manca, tuttavia, di qualche inconveniente, principalmente rappresentato dalle porzioni di immagine oscurate dalla presenza dei controlli flottanti e dalla barra del titolo, anch'essa traslucida che, tuttavia, nella visualizzazione in finestra non scompare ne' può essere rimossa.


QuickTime Player X: le basilari operazioni di editing

Il nuovo player mette a disposizione dell'utente alcune funzionalità che era precedentemente possibile trovare in QuickTime 7 Pro: in particolare è possibile eseguire alcune basilari operazioni di editing audio e video, principalmente votate a tagliare alcune parti non volute all'inizio o alla fine del filmato. Le operazioni che è possibile compiere sono molto limitate e sono solo una piccola parte di quanto era disponibile con QuickTime 7 Pro. Al momento non esiste alcuna versione "Pro" di QuickTime X: è possibile supporre che Apple decida di introdurre nuove funzionalità (o meglio: di reintrodurre le funzionalità già presenti nelle precedenti versioni di QuickTime Pro) nelle prossime versioni del player, probabilmente in concomitanza con il lancio delle prossime major release del sistema operativo.

Tra le novità di QuickTime Player si segnala la possibilità di registrare videoclip direttamente dalla videocamera iSight integrata nella maggior parte dei sistemi Mac (o tramite qualunque webcam/fotocamera di terze parti) e procedere anche alla registrazione del desktop, una funzionalità che si rivela molto utile per confezionare piccoli video dimostrativi e tutorial, oppure per mostrare a terzi un problema. Sempre tramite il nuovo QuickTime Player diviene possibile effettuare registrazioni audio, grazie ad una funzione molto simile al ben noto "registratore di suoni" di Windows.

E' importante sottolineare che attualmente QuickTime X non è in grado di supportare plug-in di terze parti. Ciò significa che per poter fruire di contenuti video compressi tramite codec non nativamente supportati da QuickTime X sarà necessario utilizzare il "vecchio" QuickTime 7, la cui installazione è comunque possibile direttamente dal DVD di Snow Leopard.

Il nuovo QuickTime Player comprende le funzionalità per effettuare l'upload diretto di video su servizi quali YouTube e MobileMe, per l'invio di un filmato tramite e-mail oppure ancora per l'aggiunta di un filmato alla libreria di iTunes. Sono inoltre state rese più semplici ed agevoli le funzionalità di conversione per esportare filmati su dispositivi portatili quali iPhone ed iPod oppure per AppleTV oppure ancora in formati HD 480p e 720p il tutto grazie ad una serie di preset. Il nuovo QuickTime X è inoltre in grado di supportare l'accelerazione hardware da GPU per operazioni di codifica e decodifica ed integra le funzionalità di streaming server via protocollo HTTP.

Pagina 5 - Anteprima

L'applicazione Anteprima, presente ormai da diverse edizioni del sistema operativo, consente di visualizzare e di editare, a livello basilare, immagini e documenti PDF senza la necessità di utilizzare software specifico. Con Snow Leopard, Anteprima va incontro ad una serie di piccole migliorie, la più importante delle quali riguarda la selezione di testo in documenti PDF.


Anteprima: nuova modalità di selezione testo

Nelle precedenti versioni del programma, infatti, risultava complicata la selezione di testo all'interno di documenti PDF organizzati su più colonne: lo strumento di selezione non era in grado di riconoscere la suddivisione in colonne, selezionando così l'intero testo presente nella pagina. Con Snow Leopard viene risolto questo inconveniente, permettendo così di selezionare correttamente il testo organizzato in colonne.


La barra degli strumenti di annotazione: aggiunti gli strumenti freccia e testo

Sempre sul versante PDF si segnala inoltre la possibilità, di aprire più documenti PDF in una singola finestra del programma: in tutte le versioni precedenti l'apertura di più documenti PDF simultaneamente avveniva in più finestre, affollando in maniera caotica il desktop. Sono stati inoltre introdotti alcuni nuovi strumenti di annotazione che consentono di inserire in un PDF frecce e commenti testuali.


Pannello di regolazione delle immagini: introdotto l'istogramma RGB

Piccole novità anche per quanto riguarda la gestione delle immagini: la nuova versione di Anteprima introduce inoltre l'istogramma RGB nel pannello di ritocco per le immagini. La funzione di ritocco era già presente nelle precedenti versioni del programma, tuttavia con l'introduzione dell'istogramma è possibile procedere a ritocchi e regolazioni più accurate.

Tra le altre novità si segnala la possibilità di utilizzare Anteprima per importare direttamente immagini da uno scanner collegato al sistema ed effettuare tutte le eventuali operazioni di modifica necessarie. E' inoltre presente un migliore algoritmo per lo scaling delle immagini, che limita la comparsa di artefatti quando si eseguono operazioni di ingrandimento.

Pagina 6 - Safari 4 - Supporto a Exchange Server 2007

Il browser Apple, giunto alla quarta versione, non è realmente una novità, in quanto la beta pubblica è in circolazione già da diversi mesi. Tra le principali funzionalità introdotte con questa nuova versione si segnala "Top Sites", una modalità di visualizzazione che consente di visionare in una singola pagina le miniature dei siti visitati con maggiore frequenza. Nel complesso ci troviamo dinnanzi ad un moderato restyling dell'interfaccia grafica.


La funzione Top Sites: un'anteprima dei siti visitati più spesso. La stella indica una aggiornamento del sito dall'ultima volta che è stato consultato

Novità anche nella gestione dell'history: la funzione "Full history Search" permette di cercare un termine presente nell'indirizzo, nel titolo o nel testo di pagine recentemente visitate. Implementata inoltre la modalità di visualizzazione "Cover Flow" già introdotta con iTunes e replicata anche sul sistema operativo Mac Os X 10.5 Leopard, con la quale sarà possibile navigare tra i contenuti della cronologia e dei preferiti. Safari 4 fa inoltre uso di un nuovo motore JavaScript chiamato "Nitro".


History: la visualizzazione in stile "Cover Flow" consente di ritrovare facilmente pagine web visitate in precedenza

Troviamo poi le nuove funzionalità "Smart Address Field" e "Smart Search Field", la prima che completa automaticamente l'indirizzo che stiamo digitando e mostrando una lista di siti ricavati dai bookmark o dall'history, mentre la seconda suggerisce risultati secondo le indicazioni di Google o dall'elenco delle ricerche effettuate in precedenza. Il nuovo Safari 4 presenta inoltre un migliorato sistema di zooming della pagina che permette, qualora si dovessero effettuare ingrandimenti, di mantenere inalterato il layout della pagina stessa.

Supporto Exchange

Mac OS X Snow Leopard supporta, per la prima volta in campo OS X, le tecnologie Microsoft Exchange Server 2007. Allo scopo di andare a raggiungere un bacino d'utenza sempre più ampio, Apple introduce così il supporto alle tecnologie Microsoft per la gestione e condivisione di indirizzi, calendari e posta aziendale. La configurazione è piuttosto semplice ed è possibile portarla avanti sia in modalità automatica, inserendo negli opportuni campi di ciascun programma i dati dell'account, oppure impostando tutti i parametri manualmente.

Exchange è supportato da tutti gli applicativi di comunicazione e pianificazione presenti in Mac OS X: Rubrica Indirizzi, Mail e iCal. L'integrazione è completamente trasversale: tutti gli applicativi sono infatti messi nelle condizioni di poter interagire completamente tra di loro: oltre a Mail, che mette a disposizione tutte le funzioni tradizionali anche per la corrispondenza Exchange, sarà possibile utilizzare iCal per inviare inviti via mail, Rubrica Indirizzi per gestire i contatti globali. Anche la funzionalità di ricerca Spotlight si integra con Exchange, permettendo così di ricercare le informazioni di cui necessitiamo anche all'interno di contatti, appuntamenti e posta Exchange.

Pagina 7 - Affinamenti e piccole novità

All'interno di Mac OS X 10.6 "Snow Leopard" è possibile trovare inoltre tutta una serie di piccole novità, migliorie e cambiamenti rispetto alla precedente versione del sistema operativo, che andiamo ad elencare in seguito senza soluzione di continuità ne' pretesa di esaustività, in quanto la maggior parte di esse sono dettagli o piccolezze che potrebbero facilmente passare inosservate.


Sostituzione automatica simboli: le combinazioni di carattere vengono sostituite automaticamente con il simbolo rispettivo. E' possibile personalizzare nuove combinazioni

Due novità interessanti per quanto riguarda la scrittura di testi (sebbene per ora supportate solamente da poche applicazioni e principalmente da quelle già integrate nel sistema operativo): la prima riguarda la sostituzione automatica di combinazioni di caratteri con il rispettivo simbolo, mentre la seconda è rappresentata dall'introduzione del controllo grammaticale multi-lingua. Nelle precedenti versioni del sistema operativo, infatti, il correttore grammaticale andava a segnare come errore qualunque parola non presente nel vocabolario utilizzato dalla lingua di sistema: un comportamento piuttosto fastidioso (si pensi, ad esempio, di dover scrivere un testo in inglese mentre si usa il sistema operativo in italiano) che costringeva spesso a dover disattivare il correttore, che da Snow Leopard in poi non si presenterà più.

Mac OS X 10.6 Snow Leopard introduce una variazione per quanto concerne la gestione display. L'esponente della curva di gamma (ovvero la curva che mette in relazione il segnale video in input con l'intensità luminosa prodotta dal display) viene portato al valore di 2,2, rispetto al valore di 1,8 da sempre utilizzato sui sistemi operativi della Mela.

Piccoli aggiornamenti anche alla tecnologia Bonjour, che si occupa di gestire in maniera automatizzata la condivisione di volumi su un network di sistemi. In particolare vengono introdotte una serie di funzionalità che consentono ad un computer che condivide documenti di poter andare in stato di sleep (e quindi di risparmiare energia) pur continuando le operazioni di trasferimento e condivisione file.

Core Locator è un'altra piccola novità di Snow Leopard: si tratta di una tecnologia che consente di regolare in maniera automatica l'impostazione del fuso orario in relazione al luogo ove ci troviamo, grazie ad un'analisi della rete WiFi (ove disponibile) è in grado di localizzare (anche con una discreta precisione) l'area geografica nella quale si trova il portatile.

Il programma di videoconferenza e messaggistica istantanea, iChat, riduce i requisiti di larghezza di banda per le trasmissioni video: le videoconferenze alla risoluzione di 640x480 richiedono ora una connessione da 300kbps rispetto ai precedenti requisiti di 900kbps. La visualizzazione iChat theater è ora possibile anche alla risoluzione di 640x480, ove precedentemente era limitata solamente a 320x240.

Viene inoltre migliorato il supporto alle tecnologie votate a semplificare l'utilizzo del computer per i portatori di handicap, a partire dalla funzionalità VoiceOver introdotta a partire dal sistema operativo Mac OS X 10.4 "Tiger". In Snow Leopard VoiceOver può sfruttare le caratteristiche dei trackpad multitouch presenti sui portatili Apple grazie ad una serie di gesture specifiche che permettono di avviare la lettura di testo presente a schermo. I sistemi Apple, inoltre, supportano nativamente già da tempo i display braille e con Snow Leopard viene migliorato il supporto a questo tipo di dispositivi grazie all'introduzione di funzionalità di mirroring che consentono di utilizzare più dispositivi collegati ad un singolo sistema (si pensi, ad esempio, in ambito scolastico). Vengono inoltre supportati i display braille Bluetooth.

Pagina 8 - Considerazioni

Mac OS X 10.6 "Snow Leopard" è un aggiornamento o un nuovo sistema operativo? La risposta non è univoca: per l'utente finale può apparire come un semplice aggiornamento ma per lo sviluppatore rappresenta senza dubbio una novità. Il messaggio che Apple ha voluto dare è piuttosto chiaro: la Mela ha espressamente voluto concentrare i propri sforzi di sviluppo per implementare una serie di caratteristiche che consentano agli sviluppatori di affrontare un più efficace percorso di scrittura del software per Mac OS X e di "trascurare" momentaneamente l'introduzione di tutti quegli elementi che di norma rappresenterebbero un forte richiamo sulla massa.

E a fronte di ciò si può discutere se Mac OS X "Snow Leopard" sia una novità più per gli sviluppatori che per l'utente finale: l'introduzione di importanti tecnologie come GCD od il supporto ad OpenCL e l'assenza di nuove caratteristiche realmente inedite può far pensare che sia così, ma di contro v'è da riconoscere che la decisione di mettere a disposizione degli sviluppatori una piattaforma software in grado di poter sfruttare adeguatamente l'hardware più recente rappresenta senza dubbio una scelta che, in ultima analisi ed in prospettiva, non può che offrire benefici anche all'utente finale, sia esso un professionista oppure un semplice appassionato.

Come abbiamo già avuto modo di constatare, Snow Leopard sembra rappresentare un punto di rottura rispetto alle altre cosiddette "Major Release" che Apple ha pubblicato nel corso degli ultimi anni. Il vero interrogativo è se rappresenta una "mosca bianca" in un processo di aggiornamento e innovazione che riprenderà con la medesima strategia interrotta prima del suo rilascio (ovvero l''introduzione di funzionalità inedite in ogni major release) o se traccia un nuovo sentiero strategico basato sull'alternanza di edizioni completamente nuove a edizioni di ottimizzazione e "rifinitura". Dando per scontato che il futuro Mac OS X 10.7 introdurrà nuove funzionalità, la risposta a questa domanda si avrà solamente in occasione dell'ancor più lontano 10.8.

A titolo di riferimento elenchiamo di seguito quali sono i requisiti hardware necessari affinché le varie novità tecnologiche di Snow Leopard possano essere adeguatamente sfruttate:

-Solo i sistemi provvisti di processore Intel possono supportare Snow Leopard, i sistemi con processore PowerPC non sono in grado di supportarlo
-Il supporto al kernel a 64-bit è possibile solamente con EFI a 64-bit; molti dei sistemi Mac commercializzati prima del 2007 sono provvisti solamente di EFI a 32-bit. Va comunque precisato che, ad eccezione degli ultimi sistemi Xserve, il boot di default viene effettuato con kernel a 32-bit.
-Grand Central Dispatch richiede una CPU multi core: l'unico sistema che non è in grado di supportare GCD è il Mac mini lanciato nel corso dei primi mesi del 2006, in quanto provvisto di una CPU Intel Core Solo (single core)
-OpenCL è supportato solamente in abbinamento ad una delle seguenti GPU: NVIDIA GeForce 9400M, GeForce 9600M GT, GeForce 8600M GT, GeForce GT 120, GeForce GT 130, GeForce GTX 285, GeForce 8800 GT, GeForce 8800 GS, Quadro FX 4800, Quadro FX5600, ATI Radeon 4850, Radeon 4870. Se il vostro sistema non dispone di una delle GPU appena elencate non sarà possibile sfruttare la computazione via GPU tramite OpenCL.
-L'accelerazione hardware H.264 di QuickTime X è attualmente supportata solamente dal chipset NVIDIA GeForce 9400M.

Con l'importante premessa che il nuovo Mac OS X 10.6 è compatibile solamente con i sistemi dotati di CPU Intel, è il caso di passare o no a Snow Leopard? Per tutti coloro i quali sono nelle condizioni legali di poterlo fare, ovvero sono in possesso di un sistema provvisto di Mac OS X 10.5 "Leopard" (per approfondimenti rimandiamo alle precisazioni esposte nell'introduzione) la risposta è sì, soprattuto a fronte del vantaggioso prezzo di soli 29,00 Euro. Discorso più complesso, invece, per chi dispone invece di sistemi operativi precedenti, da Mac OS X 10.4. In questo caso, sempre per non incorrere nelle violazioni di licenza d'uso, Apple propone il Mac Box Set al costo di 169,00 Euro, il quale include, oltre a Mac OS X 10.6 "Snow Leopard", anche le suite di applicativi iLife '09 e iWork '09.

Considerando che iLife '09 è compatibile solamente con sistemi operativi da Mac OS X 10.5 in poi (pertanto chi sta attualmente utilizzando un sistema 10.4 Tiger non può disporre di iLife '09), che iLife '09 ed iWork '09 sono commercializzati al prezzo di 79 Euro ciascuno e che il passaggio da Tiger a Snow Leopard è particolarmente rilevante in termini di guadagno prestazionale e di feature, ci sentiamo di consigliamo l'aggornamento solo a coloro i quali dispongono di un sistema hardware non eccessivamente datato.

Un'importante avvertenza che ci sentiamo di dare all'utenza, in special modo alla fascia dei professionisti e di chi usa l'ambiente Mac per lavoro, è quella di controllare attentamente che tutto il parco software in possesso sia compatibile senza riserve con il nuovo sistema operativo. Nel caso vi siano applicativi non compatibili o con problemi di compatibilità, è consigliabile attendere ed effettuare l'upgrade in un secondo momento quando si avrà la garanzia di compatibilità. A questo indirizzo Apple ha pubblicato un elenco degli applicativi che hanno problemi di funzionamento con Leopard, tuttavia consigliamo di riferirsi direttamente al produttore del software di nostro interesse.

Attualmente Apple ha già rilasciato il primo maintenance update Mac OS X 10.6.1 per Snow Leopard, mentre ha già iniziato a distribuire la versione beta di 10.6.2 agli sviluppatori, la quale sarà verosimilmente resa pubblica nel corso delle prossime settimane e che ci auguriamo vada a risolvere il grave bug legato all'account Guest emerso nei giorni scorsi.