Radeon HD 5870: sotto la scocca
Rimuovendo il sistema di raffreddamento abbiamo accesso al PCB della scheda video e a
tutta la componentistica montata; questa manovra è relativamente semplice in quanto è
necessario solo intervenire sulle viti che fissano il sistema di raffreddamento al PCB,
oltre alle 4 viti poste agli angoli della GPU.

Il dissipatore di calore in alluminio è posto a diretto contatto con la GPU, gli 8
moduli memoria GDDR5 e la circuiteria di alimentazione; notiamo come il più efficace
trasferimento termico sia assicurato dalla presenza di materiale termoconduttivo
posizionato all'altezza dei chip memoria e dei componenti della circuiteria di
alimentazione, mentre sulla GPU è presente della tradizionale pasta siliconica.
Dall'immagine è possibile osservare come il punto del dissipatore di calore a diretto
contatto con la GPU sia in rame e non in alluminio, così da assicurare un miglior
trasferimento del calore.

La parte posteriore della scheda, una volta rimossa la placca in alluminio, si presenta
priva di componenti particolari; lo spessore della placca aveva fatto ritenere che sulla
parte posteriore del PCB fossero stati montati dei moduli memoria GDDR5 ma così non è.

La parte frontale della scheda è occupata dalla circuiteria che gestisce il segnale di
output video; onboard sono stati montati due connettori DVI, 1 porta HDMI e una di tipo
Display Port, offrendo quindi una notevole flessibilità nella configurazione del tipo di
display che può essere abbinato alla scheda. Notiamo anche i due connettori per la
tecnologia CrossfireX, montati nella parte superiore del PCB.

La circuiteria di alimentazione della scheda, di tipo digitale, è montata nella parte
posteriore del PCB; l'alimentazione è assicurata sia dallo Slot PCI Express 16x sia dai
due connettori PCI Express a 6 pin, soluzione comune alle altre schede video top di gamma
a singola GPU disponibili in commercio, sia ATI che NVIDIA. Solo le proposte con due GPU
montate sulla stessa scheda richiedono un connettore PCI Express a 6 pin affiancato da un
secondo connettore a 8 pin per assicurare funzionamento stabile.

Uno sguardo alla GPU ATI RV870: il sample a nostra disposizione è stato costruito
nella 33-esima settimana del 2009, informazione ricavabile dalle serigrafie presenti sul
chip. L'utilizzo di tecnologia produttiva a 40 nanometri ha permesso di dotare questa GPU
di 2,15 miliardi di transistor, con una superficie complessiva pari a 334 millimetri
quadrati (956 milioni e 263 millimetri quadrati per la GPU RV770 utilizzata nelle schede
ATI Radeon HD 4870). Il chip è montato ruotato di 45 gradi rispetto alla posizione del
PCB: ATI ha scelto questo tipo di approccio per poter meglio indirizzare alcuni dei
segnali verso i moduli memoria, minimizzando le interferenze e permettendo di garantire
stabilità operativa anche a frequenze molto elevate.
Ricordiamo come una disposizione del die di questo tipo sia stata in passato adottata
da ATI per la GPU R600 (Radeon HD 2900 XT), ma non per quelle RV670 (Radeon HD serie 3800)
e RV770 (Radeon HD serie 4800); lo stesso approccio è invece comune all'altra
architettura ATI sviluppata con tecnologia produttiva a 40 nanometri, quella RV740 della
scheda Radeon HD 4770.
|