GeForce 3D Vision, il kit
Ma, fatte queste premesse, di che si compone e come funziona il sistema GeForce
3D Vision progettato da NVIDIA? Innanzitutto è necessario chiarire subito
che per l'impiego di GeForce 3D Vision è necessaria l'adozione di un
monitor che sia in grado di raggiungere una frequenza di aggiornamento di 120Hz
(vedremo poco oltre il motivo): i monitor LCD con tale frequenza di refresh
stanno arrivando sul mercato solamente in questo periodo, ma si potrà
eventualmente impiegare allo scopo anche un vecchio monitor CRT che soddisfa
tale requisito. Il kit che NVIDIA propone al pubblico non comprende il monitor,
ma l'azienda ha avviato un'offerta per un periodo limitato, che consente di
acquistare un kit GeForce 3D Vision in abbinamento ad un monitor Samsung SyncMaster
2233rz (che abbiamo ricevuto insieme al kit per la prova). GeForce 3D Vision,
inoltre, è utilizzabile con tutte le schede video NVIDIA GeForce a partire
dal modello 8800GT e successive.

Elemento principale del kit GeForce 3D vision sono un paio di occhiali, dal
look vagamente retrò, caratterizzati dalla presenza di due lenti a cristalli
liquidi. Ciascuna lente rappresenta un otturatore elettronico: in particolari
condizioni la lente può oscurarsi, impedendo la visione al corrispettivo
occhio. Questo particolare comportamento è una delle caratteristiche
fondamentali che consentono di disporre della visione stereoscopica.
Gli occhiali 3D Vision sono inoltre stati progettati in modo tale da poter essere indossati anche sopra un paio di normali occhiali da vista senza troppi problemi.

L'asticella sinistra degli occhiali ospita la circuiteria elettronica di controllo.
Nella parte inferiore dell'asticella stessa, troviamo inoltre un connettore
mini-USB che permette di ricaricare la piccola batteria integrata, indispensabile
per il funzionamento trattandosi di occhiali elettronici e di tipo attivo. Accanto
al connettore vi è un led che segnala il corretto stato di carica.

Sempre sulla stessa asticella, ma situato sulla parte superiore, troviamo il
pulsante di accensione degli occhiali ed un altro led, questa volta impiegato
per la segnalazione dell'autonomia residua. In condizioni di normale funzionamento
il led si illumina di verde, mentre sarà una luce rossa ad avvisarci
quando la carica della batteria è prossima ad esaurirsi.

Accanto alla lente sinistra è stato collocato il sensore infrarosso
per il collegamento all'emettitore, che vedremo poco oltre. Trattandosi di una
tecnologia senza fili di tipo ottico, è necessario che venga mantenuta
una direttrice sgombra da ostacoli tra gli occhiali e l'emettitore. Per ovviare
a questo inconveniente sarebbe stata preferibile una tecnologia di trasmissione
basata su onde radio, che tuttavia avrebbe comportato un maggior dispendio energetico
e, di conseguenza, un'autonomia complessiva ridotta. La scelta di NVIDA, pertanto,
rappresenta ad oggi il miglior compromesso possibile in grado di assicurare
libertà di movimento ed estesa autonomia operativa.

Il collegamento tra gli occhiali ed il PC avviene, come accennato poco sopra,
tramite un piccolo emettitore ad infrarossi. Il dispositivo dispone di un connettore
mini-USB per il collegamento al sistema e di un ulteriore connettore che permette
di utilizzare il sistema anche con televisori HD di tipo DLP. Il potenziometro
a rotella che si vede nell'immagine permette di regolare la profondità
dell'effetto stereoscopico, approfondiremo come nella prossima pagina.

Assieme a questi elementi si trovano poi una serie di accessori tra cui: cavi
di collegamento USB e HDMI/DVI, un sacchettino in tessuto per contenere gli
occhiali e un panno per la loro pulizia ed infine delle appendici intercambiabili
in gomma, da apporre al ponte degli occhiali per poterli indossare in modo più
confortevole. Non mancano, ovviamente, CD contenenti driver e filmati demo e
alcuni pieghevoli con le istruzioni per l'installazione del kit. |