I parametri di funzionamento del bios
I moduli memoria operano ad una frequenza che è pari a
quella di bus oppure funzione di quest'ultima; da bios è possibile intervenire
manualmente a variare alcuni dei parametri di funzionamento dei moduli memoria, i
cosiddetti timings, così da ottenere prestazioni velocistiche superiori oppure ricercare
una superiore stabilità operativa. Intervenire sui parametri di funzionamento del bios è
operazione molto semplice anche se è necessario prestare un po' di attenzione.
Nei bios sono in genere presenti differenti menu ma i tre
più importanti sono quelli Standard CMOS
Features, Advanced BIOS Features e Advanced Chipset Features; il
primo permette di configurare i parametri base di funzionamento della scheda madre, come
l'ora di sistema, la presenza di periferiche EIDE e i tipi di messaggi di errore che
vengono visualizzati al boot. Il secondo menù è decisamente più complesso, in quanto
riporta tutti i parametri di funzionamento avanzati del sistema: tra le varie voci
presenti sono da segnalare l'ordine di boot tra le varie periferiche collegate, la
cacheabilità o meno dei bios della scheda madre e della scheda video più altre opzioni.
Il terzo menù contiene tutte le voci che permettono di
variare i timings di funzionamento della memoria di sistema e del chipset; l'immagine
sottostante riporta la schermata del menu Advanced Chipset Features di una scheda
madre basata su chipset Via Apollo PRO 133A:

Le prime tre voci, DRAM Timing, permettono di selezionare i
timings di accesso alla memoria per ognuno dei tre Slot memoria montati sulla scheda in
questione: ad ognuna delle voci disponibili corrispondono timings più o meno spinti,
pertanto prestazioni più elevate o maggiore stabilità operativa. La voce Dram Clock,
invece, permette di selezionare la frequenza di funzionamento della memoria; come già
segnalato in precedenza, infatti, il chipset Via Apollo PRO 133A è uno di quelli che
permette di selezionare la frequenza di lavoro della memoria di sistema come pari a quella
di bus, oppure maggiore di 33 Mhz oppure ancora inferiore di 33 Mhz (nell'imamgine
riprodotta, ad esempio, essa è pari alla frequenza di bus, in quanto è stata selezionata
l'opzione Host CLK). Scorrendo le varie voci del bios ci si accorge di come sia possibile
selezionare differenti parametri di funzionamento; a seconda del tipo di modulo memoria
che si utilizza è necessario ricercare la migliore combinazione tra stabilità operativa
e prestazioni velocistiche.

Lo screenshot qui sopra riportato è preso dal menu Chip
Configuration della scheda madre Asus P3V4X: le prime voci in alto permettono di
selezionare i timings della memoria (CAS Latency, RAS Precharge Time e RAS to CAS Delay).
La prima voce a disposizione, SDRAM Configuration, permette di abilitare la selezione
manuale dei timings della memoria oppure di lasciare che sia il bios a selezionare i
timings memoria più adatti in baseo ai moduli montati: queste informazioni vengono
ricavate dai dati contenuti nel chip SPD montato sul modulo memoria.
La regola generale da seguire nel momento in cui si
vogliono variare i timings di funzionamento della memoria è quella di impostare sempre
valori conservativi, quindi tali da massimizzare la stabilità oeprativa, e in seguito
sperimentare con settaggi via via più spinti così da trovare l'ideale combinazione tra
stabilità e prestazioni, specifica per il proprio modulo memoria. I bios delle schede
madri differiscono tra di loro a seconda del chipset utilizzato e del produttore della
scheda madre; in linea generale, comunque, le voci sulle quali si può intervenire
rimangono sempre le stesse: la cosa migliore da fare, per ottimizzare i timings memoria
del proprio bios, è quella di fare alcuni esperimenti e testare le diverse opzioni
disponibili.
Qualora, impostando timings di funzionamento troppo spinti
per la propria memoria, il sistema non dovesse più riavviarsi è sufficiente intervenire
sulla scheda madre ripristinando le impostazioni di default del bios: sulla scheda madre,
infatti, è presente un jumper che, se cambiato di posizione per una decina di secondi e
poi ripristinato allo stato originale, permette di ricaricare nel bios tutti i settaggi di
default, con i quali riavviare il sistema e ripristinare quindi da bios le varie
impostazioni. Nel manuale della scheda madre è sempre documentata tale funzione, con il
nome di Bios recovery o Clear CMOS.
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