Intel Z68: la nuova piattaforma per processori Sandy Bridge

Intel Z68: la nuova piattaforma per processori Sandy Bridge

Con il chipset Z68 Intel propone una nuova piattaforma per schede madri socket 1155 LGA compatibili con CPU Sandy Bridge. Tra le novità overclock di CPU e GPU in contemporanea, tecnologia Lucid Virtu e soprattutto Rapid Storage per utilizzate un SSD quale memoria cache

di Paolo Corsini pubblicato il nel canale Schede Madri e chipset
 

Smart Response Technology

La principale novità introdotta da Intel con il chipset Z68 è rappresentata dalla tecnologia Smart Response. Un'unità SSD viene affiancata ad un tradizionale hard disk meccanico in funzione di memoria cache, così da incrementare le prestazioni velocistiche complessive. La risultante non è ovviamente quella di avere la stessa velocità che si potrebbe ottenere con un'unità SSD di grandi dimensioni a disposizione, ma il beneficio prestazionale rispetto all'utilizzo del solo hard disk meccanico è evidente.

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E' questo un approccio ibrido che quantomeno in chiave teorica sembra essere il miglior punto d'incontro tra le prestazioni delle unità SSD e la elevata capacità di achiviazione a costi ridotti propria dei tradizionali hard disk meccanici., ottenuto in modo trasparente per l'utente. Una volta che l'unità SSD viene collegata al sistema e la tecnologia abilitata da sistema operativo, attraverso l'apposito pannello di amministrazione, all'utente appare disponibile solo l'hard disk meccanico (o laa catena RAID di hard disk meccanici presenti nel sistema) senza possibilità di aver accesso all'unità SSD. L'unica eccezione è data dall'utilizzo di un SSD con capienza maggiore del quantitativo di memoria destinato all'utilizzo quale cache, valore che in ogni caso non può superare i 64 Gbytes: in questo caso la capacità eccedente può essere utilizzata come si trattasse di una tradizionale unità SSD.

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Quali sono i requisiti minimi per poter sfruttare la tecnologia Smart Response?

  • scheda madre con chipset Z68;
  • processore Intel Core basato su architettura Sandy Bridge;
  • BIOS con tecnologia RST Smart Storage caching abilitata;
  • BIOS con modalità SATA configurata su RAID;
  • BIOS compatibile con gli standard PCI 3.0 e PMM (POST Memory Management);
  • PMM deve essere in grado di allocare un minimo di 130 Mbytes di memoria estesa temporanea e non allineata alla OROM legacy;
  • Intel RST versione 10.5 o successiva presente nel sistema;
  • l'SSD di cache deve avere capacità minima di 18,6 GBytes; la massima capacità di cache è pari a 64 GBytes pertanto il quantitativo di memoria addizionale presente verrà utilizzato per memorizzare dati dell'utente;
  • per ogni PC è possibile utilizzare un solo SSD di cache.

Esistono alcune limitazioni all'utilizzo di Intel Smart Response: innanzitutto solo un hard disk o un volume Raid possono venir accelerati, con una limitazione di capacità complessiva pari a 31,5 Terabytes. I livelli Raid possono essere del tipo 0, 1, 5 oppure 10 e a comporre la catena Raid devono essere necessariamente utilizzati tradizionali hard disk e non SSD. L'unità SSD utilizzata quale memoria Cache deve essere collegata al sistema attraverso uno dei connettori SATA interni, mentre non può essere accelerato un volume di una catena Raid che appartenga ad un array Matrix.

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Smart Response prevede due differenti livelli di accelerazione: il primo, Enhanced, è quello di default e assicura la migliore protezione da perdite accidentali dei dati in quanto esegue scritture simultanee su SSD e hard disk meccanico con logica write through. Il livello Maximized, invece, opera con logica write back per le migliori prestazioni velocistiche pur se con il rischio di perdite accidentali dei dati nel momento in cui dovesse interrompersi l'alimentazione mentre dei dati sono scritti sull'unità SSD ma non ancora copiati sull'hard disk meccanico.

 
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