Surface-Mount Technology
Surface-Mount Technology, da cui deriva il ben più utilizzato acronimo SMT,
altro non è che la tecnica di assemblaggio in cui le componenti elettroniche
sono applicati sulla superficie di un circuito stampato, senza necessità di
forature. Si tratta di una tecnica divenuta di massa fra i produttori verso la
fine degli anni '80, complice il know-how e gli studi fatti da IBM. Praticamente
indispensabili all'evoluzione della tecnologia i pregi della SMT rispetto alla
tecnologia precedente, in quanto la SMT permette contemporaneamente la
miniaturizzazione dei componenti, la velocizzazione dei processi produttivi e lo
sfruttamento delle sue facce del PCB.

Per tenere il passo di una produzione così massiccia è necessaria
un'organizzazione impeccabile, nonché la garanzia che non vi siano intoppi
nell'intera catena produttiva. E' questo il motivo per cui tutto il lavoro da
svolgere è in bella mostra per tutti i dipendenti, messi al corrente della
funzione del singolo macchinario ed in che punto della catena è collocato. Il
personale occupa le postazioni a rotazione, passando solo un periodo limitato di
tempo nella stessa, cosicché dopo un certo periodo trascorso in azienda possa di
fatto ricoprire qualsiasi incarico produttivo.
Un vantaggio per azienda e lavoratore in quanto il lavoratore stesso non
passa tutto il tempo a fare la stessa identica cosa, l'azienda si garantisce un
rimpiazzo per ogni postazione in caso di problemi, al fine di non fermare la
catena produttiva.

L'ambiente in cui avviene la produzione vera e propria è protetto da porte
pressurizzate, ed ai visitatori è imposto l'utilizzo di coperture per le suole
delle scarpe, al fine di ridurre drasticamente la possibilità di portare
all'interno particelle volatili, nemiche di ogni processo produttivo. L'intero
ciclo non si esaurisce in una sola catena, ma vi sono diverse filiere come ad
esempio quella del packaging, situata in un piano differente.
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