NVIDIA Raid
NVIDIA ha molto investito nello sviluppo di un controller
Serial ATA che si distinguesse dalle soluzioni dei propri concorrenti. Per il chipset
nForce 4 ha ripreso la struttura già vista nel modello nForce 3 250, integrandola con
alcune nuove funzionalità.
Il controller, innanzitutto, permette di gestire sino ad un
massimo di 4 hard disk Serial ATA; per i modello nForce 4 Ultra e nForce 4 SLI il
controller gestisce anche la modalità Serial ATA 3 Gb/s, che raddoppia la bandwidth
massima teorica a disposizione degli hard disk rispetto all'implementazione Serial
ATA-150. Oltre ai 4 hard disk Serial ATA, nForce 4 gestisce contemporaneamente anche un
massimo di 4 hard disk Parallel ATA, con il notevole vantaggio di poter utilizzare
indifferentemente hard disk Parallel ATA e Serial ATA per creare configurazioni Raid.
Le modalità disponibili sono quelle Raid 0, Raid 1 e Raid
0+1, oltre all'immancabile JBOD (Just a Bunch of Disk) che combina gli hard disk tra di
loro facendo in modo che vengano visti dal sistema come un unico grande disco, dalla
capienza complessiva pari alla somma delle capienze dei singoli dischi. Non è disponibile
la modalità Raid 5, sicuramente interessante in funzione dell'elevato numero di hard disk
che possono essere collegati al sistema contemporaneamente ma secondo NVIDIA riservata ad
utenti che prediligono utilizzare controller esterni.

Il controller Serial ATA integrato nel chipset nForce 4 è,
in realtà, composto da due differenti controller operanti in parallelo. Questo permette
di ottenere interessanti boost prestazionali quando vengono utilizzati, in configurazione
Raid, tutti e 4 i dischi Serial ATA collegabili: ogni controller gestisce 2 hard disk,
permettendo di sfruttare al meglio la bandwidth massima teorica a disposizione. NVIDIA
dichiara interessanti benefici per questa architettura rispetto agli approcci dei
concorrenti, in modo particolare quando sono utilizzati 4 hard disk Serial ATA
contemporaneamente.
Il controller Raid permette di assegnare uno o più hard
disk quali hot spare, cioè dischi di ricambio; qualora uno dei dischi presenti nella
catena Raid dovesse cessare di funzionare correttamente, il disco hot spare verrà
automaticamente inserito all'interno della catena Raid in sostituzione del disco
danneggiato, senza la necessità di dover fermare il sistema durante l'operazione di
sostituzione e di ripristino dei dati. Ovviamente, questa funzionalità opera solo con
quelle configurazioni Raid che prevedano il mirroring dei dati, quindi Raid 1 e Raid 0+1.
La funzionalità di Morphing, inoltre, permette di cambiare
la propria configurazione Raid in favore di un'altra, senza la necessità di effettuare un
backup dei dati e la reinstallazione del sistema operativo come abitualmente richiesto con
altri tipi di controller. Questa funzionalità richiede ovviamente che la catena di
destinazione sia grande almeno quanto quella di partenza; inoltre sussistono alcune
limitazioni sulle modalità Raid utilizzabili in quanto non si possono utilizzare catene
JBOB, oppure convertire da Raid 0+1 a Raid 1.

In caso di malfunzionamento di un disco, da
sistema operativo viene inviato un messaggio di errore che segnala quale sia l'hard disk
danneggiato: la schermata riprodotta è come quella qui raffigurata, indicante con una
bordatura in rosso il canale Serial ATA al quale è collegato l'hard disk difettoso.
Questo permette di trovare immediatamente quale sia l'hard disk da sostituire, evitando di
dover scollegare uno ad uno tutti i dischi collegati al sistema prima di trovare quello
con problemi.
E' sicuramente da apprezzare lo sforzo fatto da NVIDIA nel
fornire un controller storage capace di supportare un elevato numero di hard disk e varie
modalità Raid, completamente configurabile da sistema operativo attraverso un pratico
pannello e che permette di variare il setup Raid scelto qualora intervengano esigenze di
archiviazione differenti in un secondo tempo, senza la necessità di effettuare backup dei
dati e/o reinstallare il sistema operativo.
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