'Computer più intelligenti degli umani': il 2029 anno della singolarità tecnologica

'Computer più intelligenti degli umani': il 2029 anno della singolarità tecnologica

Prendete un'intelligenza sopraffina e sommate un briciolo di follia: la risultante è in molti casi una personalità esuberante che spaventa ed entusiasma, divide e emoziona. Ray Kurtzweil, scienziato futurologo le cui previsioni si sono quasi sempre verificate, è perentorio: il 2029 sarà l'anno della singolarità tecnologica.

di Alessandro Bordin pubblicato il nel canale Sistemi
 

La malattia, la musica, le invenzioni

Vengono poi gli anni del MIT, Massachusetts Institute of Technology, alla fine dei quali si laureerà in informatica e letteratura. Ma già al primo anno dimostra di che pasta è fatto: ritenendo confuso e complesso il processo che porta la scelta dell'ateneo in rapporto alle domande di iscrizione e del percorso dei singoli studenti, mette a punto un software in grado di indirizzare correttamente il richiedente in base ai molteplici parametri in gioco. Si scopre che questo programma svolge il compito meglio delle commissioni create ad hoc da esperti. Sarà la società Harcourt, Brace & World a richiedere al giovane Ray di poter acquistare il software, concludendo la transazione per ben 100.000 Dollari dell'epoca.

Iniziano in questo periodo le prime teorie sull'evoluzione della tecnologia e su come questa possa essere di aiuto all'umanità, anche se prenderanno ufficialmente forma solo in seguito. Il percorso di studi e l'innata voglia di migliorare quello che già esiste lo portano nel campo dell'optical character recognition (o optical character reader, OCR) e del text-to-speech, ovvero quelle tecnologie che possono far riconoscere automaticamente ad una macchina un testo scritto, e nel secondo caso a fungere anche da lettore a voce alta. I sistemi dell'epoca erano rudimentali, poiché permettevano il riconoscimento, pur faticoso, solo di alcuni precisi caratteri - font. Realizza un sistema chiamato omni-font, che amplia enormemente la possibilità di riconoscere un testo partendo da qualsiasi tipo di carattere o quasi.

A questo punto della vita succede qualcosa che lo cambierà per sempre: gli viene diagnosticata una forte intolleranza al glucosio e a una forma particolare di diabete (tipo 2). Ci torneremo dopo, ma è bene sapere che parte da qui la sua ricerca di nientemeno che l'immortalità.

Il successo fu immediato e il primo cliente fu Stevie Wonder, che sarà poi uno degli amici della vita di Ray

Ripresosi dalla diagnosi, decide che il sistema omni-font e i sistemi automatici di lettura possono andare bene assieme, pensando ad esempio ad un sistema ad uso degli ipovedenti e dei non vedenti. Serve però innovare il sistema di scansione esistente e realizza ad hoc un sistema di scansione piana CCD, abbinandola ad un sintetizzatore vocale (con le tecnologie audio non ha alcun problema). Lo presenta ad una conferenza dell'Associazione Nazionale Ciechi. Il successo fu immediato e il primo cliente fu Stevie Wonder, che sarà poi uno degli amici della vita di Ray.


Ray Kurtzweil (foto di Michael Lutch)

Proprio il musicista, durante una delle numerose serate passate insieme, si  lamentò molto con Ray dell'enorme differenza fra i suoni prodotti da strumenti tradizionali ed elettronici, ritenendo questi ultimi incapaci di riprodurli fedelmente. Un assist enorme per il genio di Kurtzweil, che tornò a casa con la mente già al lavoro sul prossimo progetto in grado di andare oltre. "Scommetti che ce la faccio?" disse probabilmente Ray a Stevie nelle giornate seguenti, e si chiuse nel suo studio.

Oggi proliferano, anche a basso prezzo, strumenti musicali elettronici basati su campioni fisici, ovvero opportunamente pensati non solo per essere molto fedeli agli strumenti originali (pianoforte, fiati e via dicendo), ma proprio per riprodurre esattamente quei suoni, opportunamente elaborati e distribuiti nelle varie ottave. Ecco quindi che assume una grande importanza la creazione della prima tastiera elettronica Kurtzweil nel 1982,  in cui il suono di pianoforte (molti anni prima dei campioni fisici) non venne riconosciuto come artificiale da un pubblico di musicisti chiamati a giudicarlo basandosi solo sull'ascolto. Ray vinse la scommessa con Stevie Wonder, ma furono entrambi felici. Il primo per il successo, il secondo perché voleva dire muoversi per concerti senza portarsi sempre  dietro un ingombrante pianoforte.

 
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