BitFenix Colossus: chassis full tower dalle molte luci
Uno chassis tower che punta su un aspetto esteriore originale il primo prodotto di BitFenix a debuttare sul mercato. Espandibilità tale da non creare limitazioni anche con il sistema desktop più complesso per un case rivolto principalmente all'utente più appassionato
di Davide Fasola, Paolo Corsini pubblicato il 21 Febbraio 2011 nel canale SistemiConsiderazioni
Il primo chassis proposto da BitFenix sul mercato, il modello Colossus, è caratterizzato da una costruzione massiccia in grado di far fronte alle esigenze degli utenti più appassionati che utilizzano un sistema con un elevato numero di componenti. La qualità costruttiva, a fronte di un prezzo all'utente finale che è attorno ai 150,00€ IVA inclusa nel mercato nazionale, è di buon livello: valida la scelta dei materiali esterni, con una finitura curata e una certa robustezza nel complesso.
All'interno lo chassis Colossus evidenzia una disposizione ordinata delle varie aree riservate ai differenti componenti, con un'elevata espandibilità. Il raffreddamento prevede due sole ventole da ben 230 millimetri di diametro ciascuna, in grado di bilanciare un corretto flusso d'aria dall'interno all'esterno senza evidenti penalizzazioni in termini di rumorosità complessiva. Il posizionamento in un cassettino ricavato nella parte superiore dei più utilizzati connettori per periferiche e audio è apprezzabile, ma la fattura del coperchio ci è parsa essere sotto tono rispetto alla restante parte dello chassis.
Una delle peculiarità estetiche dello chassis Colossus è data dalla possibilità di illuminare in modo differente i pannelli lateriali e frontale, attraverso alcuni led preinseriti all'interno. La scelta della colorazione tra blu e rosso può essere fatta intervenendo su un apposito pulsante presente nel pannello superiore dello chassis, lo stesso nel quale si trova il controller delle ventole. Alla stessa stregua è possibile modificare l'intensità dell'illuminazione su due livelli, a onor del vero non particolarmente differenti tra di loro. Chi volesse può lasciar disattivati i led, sfruttando la colorazione bianca standard degli incavi presenti nei pannelli.

La risultante è un effetto complessivo che può venir apprezzato, ma che, interessando una superficie così ampia dello chassis è indubbiamente legata al gusto soggettivo. Apprezzabile la possibilità di abilitare e disabilitare facilmente l'illuminazione semplicemente accedendo al pannello superiore dello chassis; in alternativa è sempre possibile disconnettere del tutto i connettori dei pannelli laterali, lasciando l'illuminazione attiva solo per la parte frontale.
I test di temperatura e rumorosità confermano le buone qualitò di questo chassis; il confronto con il prodotto Obsidian 800D di Corsair vede quest'ultimo in lieve vantaggio, con un margine tuttavia che non compensa il costo ben più elevato a parità di espandibilità. Se dotazione accessoria, caratteristiche termiche e acustiche oltre a spazio interno rappresentano alcuni dei principali elementi di scelta tra gli chassis, l'elemento soggettivo dato dal gusto personale riveste un ruolo ancora molto importante.
Con Colossus BitFenix cerca di proporre qualcosa che sia nei limiti del possibile differente dalle soluzioni attualmente in commercio, puntando sul contrasto tra i pannelli neri e il sistema di illuminazione incorporato. L'esito è variabile: in redazione c'è chi apprezza questa scelta estetica e chi non la farebbe mai propria, ma come dice il ben noto adagio "de gustibus non est disputandum": ai gusti non si comanda. Le basi oggettive per un prodotto valido sono a nostro avviso presenti, abbinate ad un prezzo che ci pare essere allineato ai contenuti; sulla parte soggettiva la risposta ai lettori.










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34 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infonon lo comprerei mai...
quelle manate sono davvero disgustose
ma quelle temperature, soprattutto quelle della gpu, non sono un pò alte?
Parliamo di questo case: ma prima di tutto delle tendenze dei case in generale. I filoni si possono ricondurre a due: il case elegante, e il case tamarro. Può non piacere il primo, troppo semplice, o può non piacere il secondo, troppo esuberante.
Questo cos'è? Vorrebbe essere "esuberante", ma certo tamarro colle grechette non lo definirei.
Nel contempo è evidente che il concetto di sobrietà è agli antipodi. Non so, io non sono un critico d'arte e quindi faccio anch'io fatica ad andare oltre il "sui gusti non si discute", ma non riesco a vedere un senso in questa roba: sembra uscito da un film sci-fi '80, dove si credeva che nel 2010 avremmo tutti guidato auto volanti spigolose e bruttissime, con mille cazzabubboli e lucine colorate. Per me è oggettivamente una porcata!
per me è orripilante.
Il frontale, forse ci poteva anche stare...poi ho visto le foto dei pannelli laterali e mi son cadute le braccia: ci sono case da 30 Euro che pur non potendo vantare la stessa qualità costruttiva e di materiali, hanno un gusto del bello, un senso estetico anni luce superiore.
Non mi capacito di come un'azienda possa pagare dei deigner per partorire e mettere in commercio simili offese alla vista, bha...
Trovo abbastanza intelligente la soluzione di nascondere le porte di espansione nel vano superiore, si possono lasciare attaccate chiavette e HD esterni senza paura di colpire accidentalmente il connettore, inoltre (almeno per le pennette) si può richiudere il vano in modo da lasciare pulita l'estetica; comodo inoltre il potenziometro singolo per gestire tutte le ventole.
Riguardo alla disposizione interna forse qualche adattatore da 2.5 a 3.5 avrebbe fatto comodo ma tutto sommato non è indispensabile, visto che solitamente negli SSD viene fornito in bundle l'adattatore.
Comunque lo trovo un'ottima soluzione, soprattutto per il prezzo, anche se IMHO preferisco il twelve hundred.
ma a me non piacciono le luci (già la flebile luce del mio haf non mi piace; meno male che è disattivabile).
Per il resto ricorda un po l'haf sia per il sistema di ancoraggio delle unità da 5,25 sia per la disposizione delle ventole grandi appunto come un haf.
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