Tecnologia e macchine

I sotterranei dell'edificio si sono rivelati più vasti di quanto si potesse
intuire osservando dall'esterno il palazzo in mattoni rossi che li sovrastano.
Ecco quindi che da un corridoio in evidente stato di degrado si accede a
differenti locali, fra loro comunicanti, ognuno con una destinazione di utilizzo
propria. La prima che visito è quella dei terminali veri e propri, dove i
bussolotti di circa 6,5cm di diametro arrivavano a fine percorso o venivano a
loro volta indirizzati ad altri centri di smistamento.

Il materiale utilizzato in maggior parte è semplice ferro, trattato
opportunamente per resistere all'umidità ma al contempo non risultare troppo
costoso. Il locale è pieno di tubi, alcuni dei quali scollegati o tagliati per
mostrarne la sezione. Siamo proprio nel locale dove gli addetti alle spedizioni
riempivano con messaggi su carta o con piccoli oggetti i bussolotti, disponibili
in differenti misure e destinati a particolari percorsi nella città in virtù
proprio delle proprie dimensioni e di quelle del raggio di curvatura dei tubi.

Nuove esigenze venutesi a creare nel tempo hanno infatti reso necessario
l'ampliamento della rete che, pur mantenendo il diametro di base, è stata poi
realizzata adattandosi alle nuove specifiche.

Alla fine di ogni condotto un indicatore di pressione, praticamente l'unico
strumento in grado di garantire il monitoraggio di quel particolare percorso e
testimone immediato di eventuali problemi. Alcuni di questi, specie nelle
stagioni fredde, erano dovuti al ghiaccio, laddove i tubi dovevano passare per
forza in superficie, come per esempio in corrispondenza di ponti.
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