Rohrpost, quando la posta sfrecciava sotto terra

I sotterranei di una città hanno sempre qualcosa di affascinante nel mio
immaginario, come se vi fosse celato qualche segreto che può offrirsi a pochi.
Il fascino è effettivamente presente in questo caso, ma scopro ben presto che
non è un segreto ma l'incuria e l'indifferenza che rischiano di destinare
all'oblio una delle meraviglie tecnologiche del diciannovesimo secolo. Sto
parlando della posta pneumatica, che ha mosso i primi passi qui a Berlino nel
lontano 1865, quando il Regno D'Italia aveva appena quattro anni.
Si trattava di un sistema (oggi diremmo rudimentale) che permetteva di
spedire attraverso tubi d'aria pressurizzata alcune capsule, molto spesso
contenti messaggi o piccoli oggetti. Ancora oggi è possibile vedere qualcosa di
simile nei supermercati (per spostare i contanti dalla cassa agli uffici) o
negli ospedali, ma si tratta di applicativi della tecnologia del tutto marginali
e limitati a pochi ambiti. La posta pneumatica non fu inventata a Berlino. Fu
l'ingegnere scozzese William Murdoch che, all'inizio del XIX secolo, fu pioniere
in questo sistema di comunicazione, adottato per la prima volta e per un tratto
molto breve dalla London Pneumatic Dispatch Company per unire la Borsa e la
stazione del telegrafo.
Il sistema fu visto ai tempi come qualcosa di rivoluzionario, un ritrovato
tecnologico di tale prestigio che furono diverse le città, nella seconda metà
del XIX secolo, a volerlo adottare per le comunicazioni ritenute più urgenti e
importanti. Berlino fu la seconda città, dopo Londra con il breve tratto di cui ho
parlato in precedenza, ad investire su questa tecnologia per un servizio postale
chiamato Rohrpost, seguita poi ad solo un anno di distanza da Parigi (1866). E'
in queste due città che la tecnologia vive un vero e proprio periodo d'oro, per
subire poi un calo a partire dalla metà del secolo seguente.

Un entusiasmo, quello per la tecnologia pneumatica, che coinvolse diversi
inventori ed artisti visionari. In questa stampa si può notare la presenza di
macchine volanti ed un grosso tubo pneumatico che, nella visione dell'artista,
avrebbe potuto di lì a poco trasportare persone fra
città diverse.

Il servizio era ovviamente più caro di quello dei mezzi tradizionali basati
ancora su carrozze e cavalli, ma utilizzato anche in locali pubblici come nei
ristoranti più chic, dove si potevano effettuare ordinazioni direttamente dal
proprio tavolo senza attendere l'inserviente. Se ci si ferma a riflettere si
capisce chiaramente come buona parte delle informazioni e degli ordini in
periodi cruciali di questa città siano passati da un palazzo di potere all'altro
proprio attraverso i tubi pneumatici che percorrevano Berlino nel sottosuolo, in
modo del tutto sicuro e senza pericoli di intercettazioni o incidenti lungo le
strade. Un passato glorioso per una tecnologia quasi dimenticata, soppiantata da
fax, computer e lasciata morire pian piano sotto i colpi dell'evoluzione
tecnologica. Eppure qualcosa di tutto questo è rimasto. |