Dischi rigidi
Il mercato degli hard disk, pur affollato di proposte, è costituito da modelli tutto
sommato differenziati soprattutto per la capienza, con rarissime eccezioni, parlando
ovviamente di dischi destinati ai sistemi domestici o da ufficio.
Mediamente un disco da 3,5 pollici, misura standard per i modelli adottati nei PC
desktop, è equipaggiato con un rotore da 7200 giri al minuto, con un quantitativo di
memoria cache che può ammontare a 2 MB, 8 MB o addirittura 16 MB per alcuni modelli. La
maggiore quantità di cache di un modello può essere sì considerata un pregio, ma non da
indurre a guardare con sospetto i modelli con una minore dotazione. Le differenze a
livello prestazionale, infatti, sono decisamente modeste.
Lo standard, come accennato in precedenza, prevede dischi da 7200 giri al minuto di
rotazione, con l'eccezione del modello Raptor di Western Digital, che raggiunge in 10.000
giri e risulta più adatto a postazioni in cui le prestazioni rivestono un ruolo
predominante.
Appurata una sostanziale omogeneità di prestazioni e prezzo fra i modelli disponibili
sul mercato desktop, dopo le precedenti considerazioni, possiamo dunque affermare che
saranno le esigenze personali a far propendere per un particolare modello.
Se si dispone di un notevole archivio di files audio oppure di fotografie in continua
espansione, giusto per citare le situazioni più frequenti, allora sarà indispensabile
optare per un modello capiente (fino a 400GB, allo stato attuale delle cose), mentre se il
PC sarà destinato ad un utilizzo prettamente di navigazione e utilizzo di suite di
produttività personale di tipo office e poco più allora anche il taglio minore (40GB)
potrebbe risultare addirittura esagerato.
Per quanto riguarda l'interfaccia è possibile trovare in commercio dischi sia
ParallelATA che SerialATA: pur non essendo un disco ParallelATA una scelta
"povera", consigliamo se possibile di acquistare un disco SerialATA, per una
serie di motivi.
Il primo risiede nel minore ingombro dei cavi di collegamento, il secondo perché
esistono in commercio dischi già compatibili con le specifiche SerialATA II, che
garantiscono prestazioni migliori se supportati da un chip adeguato (considerazioni
qui). Anche se si possiede una scheda madre con chipset non recentissimo e
incompatibile con tali specifiche, il disco potrà comunque essere installato sulla vostra
prossima macchina, sicuramente compatibile SATA II.
I prezzi dei dischi rigidi da 3,5 pollici vanno dai circa 50/60 euro IVA inclusa per il
taglio da 40 GB (difficile da trovare, ormai), fino agli oltre 300 euro dei modelli da 400
GB. Il miglior compromesso fra prezzo e capienza è attualmente costituito dai modelli da
160/200 GB, in quanto pochi euro li separano dai modelli da 120GB e si posizionano in una
fascia di prezzo IVA inclusa fra i 90 e i 120 euro, a prescindere dalla marca.
I criteri di scelta esposti finora possono bastare ai più, ma possono risultare
limitativi per chi ha esigenze diverse, siano esse di carattere prestazionale o di
sicurezza dei dati, se non entrambe.
Ormai tutte le schede madri presenti sul mercato sono dotate di un chip che permette di
sfruttare la configurazione RAID dei dischi, siano essi SerialATA o ParallelATA.
Siamo di fronte, molto in breve, a soluzioni che permettono di creare una
"catena" di dischi sia per migliorare le prestazioni, sia per aumentare la
sicurezza dei dati.
Generalmente sono supportate le modalità 0, 1 e 0+1 o 0+1, per le quali servono
rispettivamente almeno due, due e quattro dischi. La configurazione RAID 1 permette di
adottare due dischi i cui contenuti sono virtualmente identici e replicati in modo
speculare, in modo da non perdere alcun dato in caso di rottura di uno dei due. Viene da
sé che tale configurazione viene incontro ad esigenze di sicurezza dei dati.
La configurazione RAID 0 invece permette di sfruttare almeno due dischi, le cui
prestazioni sono "sommate" per avere una macchina molto più veloce sia in
scrittura che lettura dati. Il sistema vedrà un solo disco (come nel caso del RAID 1), ma
in caso di rottura di un disco verrebbero persi tutti i dati.
Per salvare capra e cavoli, ovvero prestazioni e sicurezza, si possono adottare almeno
quattro dischi in configuazione 0+1 o 10. Rimandiamo alla guida alle configurazioni
RAID per saperne di più; in breve una configurazione 0+1 o 10 permette di avere sia
maggiori prestazioni (pari a quelle di due dischi "sommati"), sia una maggiore
sicurezza per i propri dati (due dischi sono l'immagine degli altri due).
Ovviamente per adottare una soluzione RAID è necessario alzare il budget a
disposizione, in quanto è richiesto più di un disco.
A titolo informativo, per non complicare ulteriormente le cose, accenniamo brevemente
ai sistemi misti, ovvero che adottano sia dischi installati comunemente, sia una catena
RAID. Si potrebbe ad esempio sfruttare come disco di sistema un disco molto performante
come il Raptor di Western Digital, e due dischi in RAID 1 per archiviare i dati in tutta
sicurezza. Le combinazioni possibili, come è facile immaginare, sono innumerevoli;
lasciamo dunque alle esigenze del singolo la scelta della configurazione più adatta alle
proprie esigenze.
Un discorso a parte merita l'unità disco Raptor di Western Digital, disponibile con
interfaccia SerialATA nei tagli da 36 e 74 GB (prossimamente da 147 GB!) e destinati sulla
carta a competere con i dischi SCSI entry level da 10.000 giri al minuto. Il Raptor è
decisamente più performante di qualsiasi disco da 7200 giri di cui abbiamo discusso in
precedenza, in ragione di un regime di rotazione più elevato (10.000 giri al minuto) e
dall'adozione di piatti molto meno capienti e densi, che permettono di abbattere i tempi
di accesso ai dati. A ciò si aggiunga la garanzia di 5 anni, contro i 2 della maggior
parte dei dischi da 7200 giri, per trovare in questo disco un ulteriore vantaggio.
I dischi Raptor hanno però anche svantaggi: la capienza limitata rispetto alla
concorrenza da 7200 giri/min e il prezzo, sensibilmente più elevato se rapportato alla
capienza. I dischi della serie Raptor hanno un prezzo di circa 2,6 euro a GB (circa 190
euro per il modello da 74 GB), mentre i modelli da 7200 giri al minuto rimangono abbondantemente entro
un euro a GB ( 95 euro per un disco da 160 GB, 0,6 € a GB). Viene da sé che facendo due conti con
il prezzo di un Raptor si possono acquistare due dischi da 160 GB, da configurare
eventualmente in RAID 0. Oltre a ciò, la rumorisità di esercizio è decisamente più
elevata rispetto alla concorrenza da 7200 giri (ricordiamo che i dischi Raptor nascono per
i server, non di certo per gli Home Theatre PC), difetto che può risultare fastidioso.
Consigliamo dunque l'adozione di un disco Raptor di Western Digital o di (almeno) due
dischi di sistema in RAID 0 a coloro i quali sono alla ricerca delle massime prestazioni
in tutte le componenti del sistema, sia esso dedicato alla produttività personale o ad
attività videoludiche di alto livello. |