Chelsea Manning, Obama, WikiLeaks: storia di un sottile confine fra idealismo e ragion di stato

Chelsea Manning, Obama, WikiLeaks: storia di un sottile confine fra idealismo e ragion di stato

Cerchiamo di ricostruire brevemente la "vicenda Chelsea Manning", la cui pena di 35 anni di reclusione è stata recentemente commutata in una più breve dal presidente uscente USA Barack Obama. Una vicenda umana e giudiziaria che riporta in auge l'antico e irrisolto dilemma su cosa è lecito rendere pubblico oppure no

di Alessandro Bordin pubblicato il nel canale Sicurezza
 

20 maggio 2010: per il presidente USA Barack Obama è un giorno tutto sommato tranquillo. In agenda ci sono gli incontri dei giorni seguenti con alcuni capi di stato e con la primavera, là fuori, Washington D.C. si presta bene ad accogliere gli illustri ospiti. Nello stesso periodo Bradley Edward Manning, 23enne militare USA analista dell'iintelligence, che ha operato anche negli scenari di guerra in Medio Oriente, è impegnato in una chat che gli costerà cara, molto cara.

Obama non sa ancora chi sia Bradley Edward Manning, ma è solo questione di tempo. Bradley Edward Manning non è una spia, come la parola intelligence può far supporre, condizionati come siamo da film e serie TV; è semplicemente una delle decine di migliaia di persone che, dietro una scrivania, si fa carico del lavoro di catalogazione, organizzazione e ordinaria amministrazione che una struttura statale immensa richiede. La promozione di un paio di mesi prima permette a Manning di accedere alla reti riservate SIPRNet (Secret Internet Protocol Router Network) e JWICS (the Joint Worldwide Intelligence Communications System): lì si trovano documenti riservati di ogni tipo, moltissimi dei quali di scarsa o alcuna rilevanza. Altri decisamente no.

Consultando alcuni di questi documenti la coscienza di Manning viene scossa e scatta qualcosa anche nella sua testa. Siamo a gennaio, qualche mese prima della chat di cui parleremo fra poco. Manning inizia a salvare compulsivamente qualcosa come 400000 documenti riguardanti la guerra in Iraq, seguiti qualche giorno dopo da 91000 documenti sul conflitto Afghano. Resta il problema del come trafugarli, perché ovviamente ci sono controlli come è lecito attendersi per posizioni professionali come la sua. L'espediente escogitato è semplice: tutto finisce su un CD-RW, quelli riscrivibili (la quasi totalità dei documenti sono file di testo, i 750MB circa del supporto bastano e avanzano), sul quale campeggia l'etichetta "Lady Gaga", fingendosi quindi un comune CD audio. Tutto fila liscio, e i documenti escono dalle iper protettive mura federali. In seguito copierà il materiale su una SD card che terrà nella fotocamera. Nei documenti si parla in maniera estremamente cinica di "danni collaterali", già tristemente noti come sinonimo di morti civili e spesso indifesi nel corso dei vari conflitti. Un video ripropone anche un attacco portato da un elicottero USA a una dozzina di civili apparentemente inermi. Insomma, il lato oscuro e sporco delle guerre, tutto dettagliatamente descritto. Manning vuole far emergere la storia nel nome del diritto di cronaca, perché sente di doverlo fare, per la verità e forse anche, perché no, per un po' di gloria. Le fonti tendono a enfatizzare diverse motivazioni a scapito di altre, ma poco importa. Lo spirito di Manning emerge nel file reame.txt con il quale corredava i propri dati:

"Items of historical significance of two wars Iraq and Afghanistan Significant Activity, Sigacts, between 0001 January 2004 and 2359 31 December 2009 extracts from CSV documents from Department of Defense and CDNE database. These items have already been sanitized of any source identifying information. You might need to sit on this information for 90 to 180 days to best send and distribute such a large amount of data to a large audience and protect the source. This is one of the most significant documents of our time removing the fog of war and revealing the true nature of 21st century asymmetric warfare.
Have a good day.

Manning, January 9, 2010
"

Tradotto suona un po' così:

"Elementi significativi e di importanza storica delle guerre in Iraq e Afghanistan fra il primo gennaio 2004 e il 31 dicembre 2009 estratti da documenti CSV dal Dipartimento della Difesa e del database CDNE. Questi elementi sono già stati epurati di qualsiasi informazione che possa portare all'identificazione delle persone coinvolte. Potrebbe essere necessario un periodo fra i 90 a 180 giorni per analizzare i dati da proporre ad un vasto pubblico, proteggendo la fonte. Sono documenti fra i più significativi del nostro tempo, utili a fare chiarezza sulla vera natura della guerra asimmetrica tipica del ventunesimo secolo.
Buona giornata."

Memore di alcuni illustri precedenti, parla del materiale in proprio possesso a giornalisti del "The Washington Post" e "The New York Times", per saggiarne l'interesse. Il Washington Post risponde, dicendo però di non essere interessato, mentre la risposta del New York Times non arriverà mai. Un paio di mesi prima WikiLeaks balzò agli onori delle cronache per aver pubblicato qualcosa come 570000 messaggi rubati dal database NSA riguardanti gli attacchi dell'11 settembre, motivo per cui un Manning deluso ma comunque agguerrito intravede la possibilità di dare voce ai propri propositi proprio attraverso la nota organizzazione.

A febbraio invia tutto il materiale in suo possesso a WikiLeaks tramite TOR, senza però avere riscontri sulla reale ricezione da parte dei destinatari. Un paio di settimane dopo invia altri file a WiikiLeaks, che vengono pubblicati poco dopo. Basta e avanza per avere la quasi certezza che anche i file inviati in precedenza siano stati ricevuti. Sono giorni in cui avvengono scambi via chat con personale anonimo di WikiLeaks attraverso IRCe Jabber, e qui la letteratura ipotizza, senza prove, alcuni scambi con Assange.

Arriva il 10 maggio (e anche i giorni successivi), ed ecco che forse la vanità o la semplice buonafede, con il desiderio di confidarsi con qualcuno, porta un poco furbo Manning a raccontare tutto ad un amico in chat, Adrian Lamo. I due comunicano da tempo e la fiducia sembra reciproca. Adrian Lamo è però anche un threat analyst (incaricato nell'individuare rischi per la sicurezza nazionale) nonché "hacker" con piccole condanne alle spalle (violazione dei siti The New York Times, Yahoo! e Microsoft nel 2004, N.d.R.).

Manning viene arrestato dalle autorità federali il 27 maggio 2010, inizialmente con alcuni capi di imputazione che a marzo 2011 la Corte Marziale porta a ben 22

Adrian non sa cosa fare: vivere con le confidenze dell'amico sapendo di commettere un reato rinnegando al contempo il proprio mestiere oppure tradirlo, in nome della sicurezza nazionale e dello zelo per il proprio lavoro? Sceglie la seconda, dopo aver consultato Chet Uber di ProjectVIGILANT (specializzati nell'analisi dei crimini informatici) e con Timothy Webster, un amico del controspionaggio. I consigli sono unanimi: Manning deve essere denunciato. Manning viene arrestato dalle autorità federali il 27 maggio 2010, inizialmente con alcuni capi di imputazione che ora di marzo 2011 la Corte Marziale porta a ben 22. C'è di tutto: dallo spionaggio alla violazione di segreti di stato, mandando un messaggio chiaro e durissimo. Alcuni decadranno col tempo, come ad esempio il reato di aiuto al nemico, per il quale esiste la forte probabilità di condanna alla pena capitale. Il verdetto è lapidario, 35 anni di reclusione, con opzioni di libertà condizionata solo a partire dall'ottavo anno.

Da qui in poi inizia una storia diversa. Una premessa: nel corso della propria prigionia Bradley Edward Manning cambia sesso e diventa Chelsea Manning. Questa puntualizzazione non ha nulla a che vedere con le vicende della nostra, ma serve a non confondere il lettore: Bradley Edward Manning (nome maschile) e Chelsea Manning (nome femminile) sono la stessa persona.

La permanenza in carcere di Chelsea Manning è stata oggetto di molte campagne di mobilitazione popolare in USA non solo per l'eterno conflitto fra desiderio di verità e ferreo rispetto delle leggi, che divide in due buona parte dell'opinione pubblica dei paesi liberi di tutto il mondo, quanto per le modalità. Mesi in celle minuscole senza finestre e in isolamento, due tentativi di suicidio, carcere durissimo bastano a sollevare manifestazioni di protesta per un miglioramento delle condizioni di detenzione (certi serial killer in prigione sono trattati meglio), senza contare che per molti Chelsea è una martire immolata sull'altare della verità.

Con una mossa a sorpresa, un colpo di coda a due giorni dalla fine del mandato, Barack Obama ha commutato la pena di 35 anni in una più lieve

Un caso spinoso, insomma, molto diverso da quelli di Snowden e Assange. Chelsea Manning non è scappata, ha ammesso le proprie colpe, ha accettato le accuse e anche il verdetto, riuscendo quindi a godere in patria di maggiore popolarità degli altri due protagonisti controversi nelle vicende WikiLeakes di questi anni. Dopo 7 anni di carcere però il destino per Chelsea Manning cambierà: con una mossa a sorpresa, un colpo di coda a due giorni dalla fine del mandato, Barack Obama ha commutato la pena di 35 anni in una più lieve, poiché a maggio 2017 Chelsea sarà scarcerata. Non è tecnicamente un procedimento di grazia, che ha una valenza politica diversa, ma di fatto uno sconto di pena. La vicenda si risolverà quindi così, lasciando però aperti gli interrogativi che queste storie riportano alla cronaca. Certi documenti testimoniano la verità, ma altri possono mettere in pericolo persone e paesi. Alcuni fanno luce su aspetti cruenti, sbagliati e contro  diritti umani, altri operazioni che, chissà, magari hanno evitato attentati e danni maggiori. Il termine aporia, di origine greca, ci testimonia che sono dilemmi che esistono da sempre: la parola indica quella situazione in cui è impossibile dare una risposta precisa ad un problema poiché le stesse risposte, che possono essere opposte, sembrano comunque valide.

10 Commenti
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Mparlav18 Gennaio 2017, 12:50 #1
Se avesse concesso la grazia, sarebbe stato un po' come un "perdono" per i reati commessi.
Invece quelli, dal punto di vista politico, restano tutti.

Con lo sconto della pena per motivi di salute, concesso insieme ad altre centinaia, invece, passa per quello "buono" e la patata bollente al prossimo Presidente, che teoricamente potrebbe revocare lo sconto di pena a maggio.

Io vedo un altro atto di questo Presidente per infastidire il suo successore.
Notturnia18 Gennaio 2017, 13:27 #2
Da quando Hillary ha perso pare che Obama pensi solo a creare problemi a Trump..
Regali a destra e manca senza fare politica e punizioni a nazioni complicate in modo da pestare i piedi a trump.. bravo seguace di Hillary.. viene il dubbio che Hillary e Obama siano stipendiati da qualcuno diverso dal popolo americano..
efewfew18 Gennaio 2017, 19:29 #3
Apprezzo questo articolo apolitico che ha spiegato brevemente ma efficacemente la questione
floc18 Gennaio 2017, 22:10 #4
io lo vedo semplicemente come l'ultimo sgambetto di un presidente inetto al suo successore. Un gesto politicamente e umanamente pietoso a mio avviso, Obama ha da farsi perdonare anni di immobilismo e scarsa risolutezza su molte questioni oltre che migliaia di morti.
pingalep18 Gennaio 2017, 22:53 #5
ma che state dicendo? la russia hackera dalla sua ambasciata mail e sistemi informatici, lui espelle in blocco 'sta gente e voi dite che fa un torto a trump?
allora dite anche che è obama a metter su le scie chimiche di persona, così capiamo il gombloddopensiero. e su...
floc19 Gennaio 2017, 00:06 #6
tu parli di "gomblotto" e tiri fuori i russi? Posa il fiasco dai
Notturnia19 Gennaio 2017, 08:11 #7
lo spionaggio interno ed esterno è una brutta cosa ma è un male necessario tempo, specie visto gli ultimi avvenimenti.
non è facile bilanciare la privacy dei buoni con lo spionaggio dei cattivi perchè non si sa chi è il buono e il cattivo fino a che non lo stai spiando da tempo.. per cui è difficile..

mi ricordo un bel racconto breve di Asimov "Per una buona causa"

a chi ha voglia di leggere qualcosa e capire lo consiglio.. sono poche pagine ma fanno capire come sia difficile alle volte raggiungere il fine giusto passando poi per cattivo..

lo spionaggio è brutto ma necessario.. la privacy è sacrosanta ma pericolosa..

The price of Freedom is eternal vigilance
pingalep19 Gennaio 2017, 10:38 #8
trump verrà probabilmente segato dal suo stesso partito. obama sta facendo delle azioni che tra i democratici sono apprezzate. il suo mandato non era ancora scaduto, non ha messo in pericolo altre vite, le verità venute fuori sono utili per processo di revisione delle modalità di intervento di peace keeping. i problemi della guerra dei droni e dei risultati controproducenti ottenuti, ingigantiti o relativizzati troppo dalle varie fazioni, sono una realtà? manning in qualche modo ha aiutato a mettere a fuoco la questione.
dei problemi di trump al di fuori di twitter ci occuperemo a tempo debito
Noir7920 Gennaio 2017, 15:16 #9
Originariamente inviato da: Mparlav
Io vedo un altro atto di questo Presidente per infastidire il suo successore.


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cdimauro21 Gennaio 2017, 10:39 #10
Originariamente inviato da: pingalep
trump verrà probabilmente segato dal suo stesso partito. obama sta facendo delle azioni che tra i democratici sono apprezzate. il suo mandato non era ancora scaduto, non ha messo in pericolo altre vite, le verità venute fuori sono utili per processo di revisione delle modalità di intervento di peace keeping. i problemi della guerra dei droni e dei risultati controproducenti ottenuti, ingigantiti o relativizzati troppo dalle varie fazioni, sono una realtà? manning in qualche modo ha aiutato a mettere a fuoco la questione.

Sono in buona parte d'accordo: alla fine Obama ha fatto... l'Obama.

Non mi piace, invece, l'idea di "premiare" Manning per quel che ha fatto: la condanna l'ha meritata perché ha violato la legge.

Fermo restando che personalmente sono dell'idea che in un paese che si spaccia come democratico tutta la documentazione degli pubblici dovrebbe essere, per l'appunto, pubblico. Dunque non dovrebbe nemmeno esistere il concetto di servizio segreto e, men che meno, quello di segreto di stato.

In definitiva son d'accordo con Obama per avergli/le dato la grazia per questioni puramente umanitarie, come traspare dalla notizia. NON, quindi, come premio.

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