Introduzione
L'articolo è stato aggiornato in data 28 Giugno 2011 con nuovi benchmark
comparativi con sistemi notebook basati su processori Intel Core i3-2310M e Core i5-2410M.
Le pagine nelle quali sono state inserite nuove informazioni sono indicate con la scritta
(update) accanto al titolo.
Siamo finalmente al debutto delle prime soluzioni AMD basate su architettura nota con
il nome in codice di Llano; si tratta di APU, Accelerated Processing Unit, destinate
all'utilizzo in sistemi desktop e notebook di fascia medio alta, con le quali AMD
cercherà di guadagnare una quota di mercato nel settore dei sistemi portatili che sia
più elevata di quanto detenuto sino ad ora. Gli elementi alla base di queste soluzioni
sono particolarmente interessanti: tecnologia produttiva a 32 nanometri, con produzione
delegata a Globalfoundries; componente CPU con due o quattro core e GPU DirectX 11 che in
alcune versioni raggiunge i 400 stream processors.
La strategia di AMD è da anni incentrata sulle soluzioni APU, cioè sul connubio tra
CPU e GPU all'interno di un singolo componente. Nel corso dell'anno 2006 AMD ha acquistato
la canadese ATI, rilevando una ricca serie di tecnologie legate alla produzione di chipset
e di GPU; da quel momento l'azienda americana ha spinto la propria comunicazione verso le
future proposte APU, materializzatesi nel corso del 2011 in netto ritardo rispetto a
quanto inizialmente preventivato. Integrare CPU e GPU all'interno dello stesso componente
richiede uno sforzo ingegneristico molto complesso, con la tecnologia produttiva che
riveste un ruolo fondamentale; di fatto per AMD il passaggio ai 32 nanometri si è
rivelato essere un elemento imprescindibile per poter rendere disponibile la prima
soluzione APU di fascia media.
All'inizio del mese di Gennaio 2011 AMD ha presentato le prime soluzioni APU delle
serie AMD-E e AMD-C, basate su architetture di processore note con il nome in codice di
Bobcat. Queste proposte sono indirizzate al segmento di fascia più bassa del mercato,
quello dei sistemi netbook e nettop oltre che notebook e desktop entry level, proponendo
un'architettura di processore single oppure dual core in abbinamento a GPU integrata della
serie Radeon HD 6000 con supporto alle API DirectX 11. A differenza delle proposte Llano
quelle Bobcat sono costruite con tecnologia produttiva a 40 nanometri, utilizzando quale
partner produttivo la taiwanese TSMC. La risultante è quella di avere a disposizione una
APU dal ridotto consumo complessivo, per una buona autonomia nell'utilizzo in netbook
oppure in notebook, con prestazioni del sottosistema video che sono di gran lunga
superiori a quanto messo a disposizione da piattaforme concorrenti proposte da Intel.

APU AMD Llano, rimosso dal socket, accanto al Fusion Controller Hub
L'annuncio odierno è incentrato sulle versioni di soluzioni Llano per sistemi
notebook; nel corso delle prossime settimane AMD completerà la gamma con le equivalenti
soluzioni per sistemi desktop. Queste ultime condividono con quelle notebook
l'architettura di base differenziandosi solo per le frequenze di clock più elevate, e di
conseguenza anche per i valori di TDP. Solo nel corso del terzo trimestre 2011 vedremo al
debutto le CPU basate su architettura Bulldozer, a prendere il posto occupato attualmente
dalle soluzioni Phenom II nel segmento di fascia medio alta. I processori con architettura
Bulldozer assumeranno il nome commerciale di serie FX, così come annunciato da AMD all'E3
la scorsa settimana, proponendo versioni con architettura a 4, 6 e 8 core a seconda del
modello. Abbiamo parlato di processori e non di APU: le soluzioni Bulldozer, infatti, non
integreranno GPU dovendo venir abbinate necessariamente ad una scheda video discreta.
AMD sceglie di presentare le soluzioni Llano prima in declinazione per sistemi
notebook; questa strategia è perfettamente logica considerando la quota di mercato di AMD
nel settore dei sistemi notebook e le potenzialità detenute dalle proposte Llano proprio
nell'utilizzo in sistemi portatili. L'integrazione di CPU con architettura quad core e di
GPU con livelli prestazionali molto interessanti viene abbinato ad un'autonomia di
funzionamento con alimentazione a batteria ben più elevata di quanto ci hanno abituato le
precedenti soluzioni AMD per sistemi notebook. Sono elementi tecnici che catturano
l'attenzione dell'utente appassionato ma che possono diventare importanti considerazioni
legate all'acquisto per l'utente generico alla ricerca di un notebook dalle buone
caratteristiche.
In questo articolo andremo ad approfondire le caratteristiche tecniche alla base delle
APU Llano e delle differenti tecnologie implementate nei notebook dotati di queste APU.
Abbineremo a questo le prime analisi prestazionali fatte con un notebook messoci a
disposizione di AMD, che sulla carta dovrebbe ben replicare quelli che saranno i primi
sistemi in commercio basati su questa nuova architettura. Prima di iniziare l'analisi una
precisazione terminologica: Llano è il nome in codice utilizzato da AMD per indicare le
nuove APU ma non verrà mai utilizzato a identificare i prodotti in commercio, noti come
AMD serie A. Sabine è il nome in codice della piattaforma nel suo complesso, composta da
APU, da Fusion Controller Hub e dall'eventuale scheda video discreta. Nel corso
dell'articolo utilizzeremo in più occasioni i nomi in codice ma sul mercato questi non
verranno utilizzati da AMD come dai produttori di notebook per identificare le proprie
soluzioni.
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