Il futuro della TV è Smart

Il futuro della TV è Smart

I temi trattati alla Convention Panasonic di Amburgo permettono di tracciare il futuro della televisione: sarà connessa, Smart ed Eco

di Roberto Colombo pubblicato il nel canale Multimedia
 

Il futuro della TV secondo DisplaySearch: chi guiderà lo sviluppo dei contenuti?

Smart TV è una parola che ormai circola sulle bocche degli addetti ai lavori da parecchio tempo. Sotto diverse vesti la televisione connessa ha popolato le fiere dell'elettronica di consumo (CES e IFA in primis) in tutte le ultime edizioni, ma ha faticato a diventare quel best seller tanto annunciato.

DisplaySearch ha analizzato i dati relativi al mercato dei dispositivi Smart AV e ha presentato le sue conclusioni in occasione del keynote della Convention Panasonic ad Amburgo. Sono molti i temi che si profilano all'orizzonte del futuro delle televisioni connesse. Il primo grosso nodo da sciogliere sarà quello relativo al controllo dello sviluppo dei contenuti.

Sono molte le strade: Google sicuramente sta spingendo con la sua Google TV su un approccio il più aperto possibile in cui sono le scelte degli utenti a guidare lo sviluppo dei contenuti. Saranno le loro preferenze a far emergere i servizi e i contenuti più richiesti, senza troppi paletti imposti da content provider e broadcaster. I pilastri di questo approccio sono l'accesso completamente aperto a internet, con una scelta molto ampia di azioni a disposizione degli utenti. Tra i difetti la frammentazione dei contenuti e la richiesta di un certo livello di competenze per l'utilizzo della piattaforma.

La seconda strada è quella che vede i produttori stessi in prima fila nel dettare la strada e le tappe dello sviluppo dei contenuti: in questo caso saranno i servizi con maggiore forza e in grado di stringere gli accordi di rilevanza maggiore a delineare il profilo dei contenuti che arriverà sul display delle televisioni connesse. In questo caso l'interazione dell'utente è semplificata, così come la possibilità di scelta, che resta ampia, ma confinata all'interno dei paletti decisi a priori. L'utente potrà scegliere contenuti e app per il suo televisore, ma attraverso il canale del produttore.

In questa partita ci sono anche i broadcaster, che sicuramente non vogliono perdere la posizione di monopolio de facto sui contenuti attualmente distribuiti sui televisori. I gruppi televisivi ed editoriali puntano a un modello di business che lascia meno libertà agli utenti, basato su un concetto di scelta simile a quello dei canali TV. Si tratta di un approccio molto più semplificato e adatto a un pubblico anche con bassissime competenze, ma che può risultare restrittivo per una certa fetta di utenti.

Al momento i produttori si trovano a cercare un equilibrio e nessuno ha scommesso in modo definitivo su una delle tre strade: da un lato questo gli lascia aperte molte strade, dall'altro però mette gli utenti di fronte a un panorama molto frammentato, che non giova allo sviluppo del mercato delle smart TV. Non è nemmeno detto che la Smart TV prenda una sola strada, sulla scia di quanto avviene ad esempio nei sistemi operativi per cellulari, che si differenziano e suscitano interesse nel pubblico proprio per le loro differenze di approccio.

Eventi di portata mondiale come le Olimpiadi e gli Europei di calcio potrebbero spostare l'ago della bilancia a favore dei broadcaster, in grado di offrire una copertura molto fitta degli utenti, in questo 2012. Il loro asso nella manica è rappresentato anche dal 3D: le Olimpiadi di Londra 2012 si annunciano come il primo evento sportivo che vedrà una reale copertura completa in tre dimensioni e saranno in grado di modificare il panorama attuale e dare una direzione precisa, ovviando all'attuale frammentazione.