Test di ascolto - segue
L'ascolto si è rivelato più convincente sfruttando le modalità preimpostate Rock e Jazz, in base al genere di musica ascoltato. La posizione Normal, se confrontata ad altri preset, appare piatta e anonima, mentre gli scenari Movie e Game non si adattano bene all'ascolto di musica in quanto i brani vengono leggermente sporcati da una riverberazione digitale.
Come promesso, l'impostazione Rock permette di ottenere la classica curva di equalizzazione a "V", con bassi e alti enfatizzati e medi attenuati. Possiamo confermare che la maggior parte della produzione recente e del rock sostenuto trova in questa impostazione la sua naturale collocazione, mentre per le registrazioni, magari non impeccabili, di qualche anno fa occorre cercare un miglior compromesso, partendo da Jazz e giocando con il semplice equalizzatore.
L'utilizzo in abbinamento a contenuti video, siano essi film o videogiochi, ha permesso di apprezzare la qualità generale offerta dal sistema iDome, con il limite ovviamente insita nella simulazione di un contesto Surround artificiale.
L'ascolto di brani acustici e soprattutto dei fiati e voce in ambienti sonori soffusi viene premiato dall'impostazione Jazz, che ne fa emergere le armoniche naturali grazie ad una leggera enfatizzazione delle frequenze medie. Il sistema dunque ci ha pienamente convinto, anche contando il prezzo di acquisto che si colloca nei dintorni dei 200 Euro. Una cifra che per un sistema di casse 2.1 può sembrare molto impegnativa, certo, ma che va ad accupare un settore nel quale i diretti concorrenti, con nomi ben più blasonati, offrono probabilmente meno ad un prezzo superiore.
Dovendo riassumere i pregi e i difetti potremmo rimproverare al sistema iDome una scarsa cura dell'aspetto generale, che porta a farsi un'idea prematura e sbagliata sulla qualità offerta all'atto pratico. Avremmo gradito anche una maggiore cura nella scelta dei tagli di equalizzazione manuale, limitata a due soli controlli e per giunta non molto efficaci. Per tutto il resto non ci resta che segnalare l'ottima "sostanza" della proposta di abit, che ha stupito per pulizia dei suoni e per l'ottima definizione dello split dei canali stereo, sia in ambiti analogici che digitali. Ottima anche la resa in situazioni difficili come quelle acustiche, restituite all'orecchio dell'ascoltatore in maniera calda e limpida, come non si ascoltano spesso in soluzioni per PC.
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Tra le caratteristiche spicca l'Abit µGuru.
A che serve? Ad overcloccare i W delle casse?