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Quando venne lanciata la Eos 40D, nell'agosto del 2007, in molti si chiesero
quali furono le effettive innovazioni rispetto al modello precedente Eos 30D.
Canon aveva aspettato più di un anno per rinnovare il segmento prosumer e la
scelta di adottare il live view divise gli appassionati della casa bianco rossa
tra i delusi e gli entusiasti.
A distanza di 12 mesi dal lancio della Eos 40D ecco sui banchi dei negozianti
l'evoluzione della specie, ovvero la Canon Eos 50D, che promette un balzo in
avanti dal punto di vista tecnologico. Il mondo reflex digitale
odierno si è fatto più attento agli aspetti di contenimento del rumore, resa
alle alte sensibilità e capacità di riprodurre sfumature colore aumentando la
resa cromatica, aspetti tenuti in considerazione da tutti i produttori, Canon
compresa.
Nelle prossime pagine analizzeremo una delle novità più importanti,
rintracciabili a livello del sensore CMOS APS-C da 15,1 Mp. Anticipiamo come
Canon abbia concentrato i propri sforzi nella realizzazione di un sensore "gapless",
studiato per minimizzare gli spazi tra un fotodiodo e l'altro, ovvero gli
elementi sensibili che formano il sensore stesso. Processore di immagine DiGiC IV, nove punti di messa a fuoco e
una velocità di scatto di 6,3 fps sono solo alcune delle ulteriori caratteristiche della
nuova prosumer Canon che andremo a scoprire lungo questa recensione.
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