AMD Ryzen Threadripper 1950X e 1920X: la battaglia dei 16 core

AMD Ryzen Threadripper 1950X e 1920X: la battaglia dei 16 core

Sono in vendita da quest'oggi i primi due processori AMD della famiglia Ryzen Threadripper, proposte a 12 e 16 core destinate agli utenti che ricercano il massimo delle prestazioni sfruttando più applicazioni contemporaneamente, tutte in grado di saturare il gran numero di core a disposizione.

di Paolo Corsini pubblicato il nel canale Processori
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Alcune peculiarità delle CPU Ryzen Threadripper

Come detto, le CPU Ryzen Threadripper sono ottenute da due die Zen a 8 core montati sullo stesso package e collegati tra di loro tramite interconnessione Infinite Fabric. Il controller memoria di tipo quad channel è ottenuto abbinando i due controller dual channel integrati in ciascuno dei die: in questo modo ne si sfruttano al meglio le caratteristiche tecniche, ottenendo il massimo disponibile in termini di bandwidth teorica.

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Un approccio di questo tipo ha però portato AMD a sviluppare quelli che sono indicati come Threadripper Profiles, accessibili da sistema operativo attraverso l'utility Ryzen Master. Sono due i profili disponibili, indicati con i nomi di Game Mode e Creator mode, ai quali corrispondono alcune precise configurazioni dell'accesso della memoria e del numero di core abilitati. La modalità creator è quella di default, nella quale l'accesso alla memoria è di tipo distribuito (UMA) pertanto gli accessi ai dati avvengono da entrambi i controller memoria a prescindere da quale sia il core che richiede i dati per l'elaborazione. Questo principio di funzionamento massimizza la bandwidth a disposizione con un impatto sulla latenza di accesso che è superiore in media.

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La modalità Game, invece, configura il controller memoria in modo che ogni die operi con il controller memoria in esso integrato: si ha un impatto sulla bandwidth massima a disposizione a favore della latenza che invece si riduce. Non solo: con la configurazione Game viene limitato il numero di core attivi ad un massimo di 16, evitando che la disponibilità di un numero maggiore possa rappresentare un problema nell'esecuzione di alcuni giochi non recentissimi. Detto questo, avere a disposizione un così elevato numero di core ha in linea di massima poco senso pensando alla dinamica di utilizzo dei processori con i giochi 3D.

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Ryzen Master permette di abilitare in modo indipendente le due modalità che sono alla base delle due modalità sopra menzionate, Creator e Game: la prima è quella Legacy Compatibility Mode, che dimezza il numero di core che sono abilitati dal processore così da assicurare compatibilità con giochi non recenti che possono avere problemi con un elevato numero di core a disposizione. Memory Access Mode invece permette di configurare tra modalità UMA e NUMA: la prima è quella ad accesso distribuito tra i due memory controller integrati nel processore e permette di ottenere i valori di bandwidth più elevati, mentre con la seconda ogni die gestisce il traffico dati dal proprio memory controller integrato permettendo di ridurre la latenza.

Ryzen Threadripper 1950X

Creator Mode Gaming Mode
Povray 3.7.0 5832 3377
Cinebench 15 2960 1402
Blender 2.78 165 299
Corona Benchmark 1.3 73 145
Hybrid - first pass 33,4 27,9
Hybrid - second pass 24,8 23,7
7-Zip 16.04 x64 70844 40013
Handbrake 1.0.2 - H.264 43,1 26,3
Handbrake 1.0.2 - H.265 18,9 11,5
Ashes of the Singularity: Excalation - 1680x1050 79,2 81,5
Rise of the Tomb Raider - 1680x1050 125 125
Mordor - 2560x1440 106,2 105,5
Alien - 1680x1050 190 190
GTA V - 1680x1050 75 75
Tom Clancy's The Division - 1680x1050 113 115

Con una versione beta del software Ryzen Threadripper abbiamo provato a valutare l'impatto sulle prestazioni delle due modalità Creator e Gaming, ottenendo risultati che fanno chiaramente propendere per la prima configurazione. In modalità Gaming non si ottengono che marginali variazioni dei frames al secondo con i giochi, mentre il dimezzamento nel numero dei core a disposizione rispetto all'impostazione di default porta ad un impatto sulle prestazioni con applicazioni di produttività personale che è netto: di fatto nei test che sfruttano appieno la presenza di un elevato numero di core si ottiene un dimezzamento delle prestazioni velocistiche.

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Ogni CPU Ryzen Threadripper mette a disposizione un controller PCI Express composto da 64 linee totali; in realtà si tratta di due controller affiancati, integrati in ciascuno dei die, dotati di 32 linee massime ciascuno. Alle 64 linee totali vanno sottratte le 4 utilizzate per collegare il processore al chipset X399: ne restano 60, che possono venir configurate in modalità differenti a seconda delle specifiche necessità d'uso. Questa architettura permette di configurare sistemi che implementano supporto SLI o CrossFire sino ad un massimo di 4 schede in parallelo, sfruttando link che possono essere 3 di tipo 16x affiancati da 1 di tipo 8x, oppure differenti combinazioni sino a 6 slot PCI Express 16x meccanici dei quali 1 con segnale 16x elettrico e i 5 restanti con segnale 8x elettrico. Per i system integrator si tratta di una flessibilità di configurazione sicuramente apprezzata, in quanto permette di adattare lo stesso tipo di sistema a differenti ambiti di utilizzo con solo marginali modifiche nei componenti.

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A differenziare il chipset X399 per processori Ryzen Threadripper da quello X370 per CPU Ryzen troviamo pochi elementi: nel primo è implementato supporto sino a 12 periferiche SATA contro le 10 del chipset X370, mentre il controller USB gestisce sino a 20 periferiche contro le 16 del chipset per CPU Ryzen. La tipologia di configurazione delle schede video è legata alle caratteristiche del controller integrato, così come del resto vale per il controller memoria che è dual channel nei processori Ryzen e quad channel in quelli Ryzen Threadripper.

 
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