Sandy Bridge: primi test delle cpu Intel di nuova generazione
Al debutto la nuova famiglia di processori Intel, seconda generazione di soluzioni della famiglia Core basata su architettura nota con il nome in codice di Sandy Bridge. In questo primo articolo analizzeremo le prestazioni velocistiche delle versioni Core i7-2600K, Core i5-2500K, Core i5-2400 e Core i5-2300
di Paolo Corsini pubblicato il 03 Gennaio 2011 nel canale ProcessoriConsumi
I dati forniti in questa pagina si riferiscono al consumo complessivo a monte dell'alimentatore da parte dei sistemi utilizzati nei test, rilevato utilizzando lo strumento Watts Up PRO: i valori in Watt forniti sono quindi dell'interno sistema e non del solo processore. Per il sistema operativo è stata utilizzata la modalità di risparmio energetico balanced, disabilitando lo spegnimento e/o lo standby di qualsiasi periferica. Di seguito i componenti adottati per le configurazioni socket LGA 1366, socket 1156 LGA e socket AM3:
- socket 1156 LGA: Intel DP55KG, chipset Intel P55
- socket 1366 LGA: Intel DX58SO Extreme Series, chipset Intel X58
- socket 1155 LGA: Intel DP55KG, chipset Intel P55
- socket AM3: ASUS CrossHair IV Formula, chipset AMD 890FX
- Storage: SSD Intel 160G2GC
- Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 480
- Sistema operativo: Windows 7 Utimate 64bit, inglese
Abbiamo inserito solo rilevazioni effettuate con processori presenti in redazione, evitando di valutare il consumo di processori simulati adottandone altri intervenendo su moltiplicatore di frequenza e bus; questa tecnica conduce a risultati corretti per quanto riguarda la componente prestazionale mentre può essere errata nella valutazione del consumo sia in idle come a pieno carico.

In idle i due processori Intel Core i5-2500K e Core i7-2600K fanno registrare i livelli di consumo dell'intero sistema più contenuti; il primo è in vantaggio per la dimensione della cache L3 più ridotta, pari a 6 Mbytes contro gli 8 Mbytes del modello 2600K.

Passando alle rilevazioni a pieno carico le soluzioni Intel Sandy Bridge confermano di consumare sensibilmente meno delle altre soluzioni Core presenti in commercio, soprattutto alla luce del superiore livello prestazionale di cui sono capaci. Una delle politiche interne in Intel per lo sviluppo di nuove architetture di processore è che a fronte di una novità che introduca un incremento prestazionale il consumo complessivo della CPU non possa aumentare, in termini percentuali, più dell'incremento in performance. Ottimisticamente si tende a implementare innovazioni che non incidono del tutto sul consumo complessivo, o in alcuni casi addirittura riuscendo ad ottenere maggiori prestazioni con una riduzione dei consumi. Alla luce di questi dati l'architettura Sandy Bridge sembra essere riuscita in questo intento.










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