nForce 680a SLI: "nuovo" chipset da NVIDIA
nForce 680a SLI: questo il nome del chipset che NVIDIA ha sviluppato per le
architetture Quad FX di AMD; ritroviamo in esso buona parte delle caratteristiche tecniche
delle soluzioni chipset della serie nForce 5 per processori AMD Athlon 64 Socket AM2, con
una sorta di raddoppio in termini di specifiche come il grafico seguente lascia facilmente
intuire.

Il chipset è architettura a due chip, come si nota chiaramente: questi sono collegati
tra di loro attraverso bus Hypertransport, e a dispetto del nome modificato di fatto altro
non sono che due chip nForce 570 SLI. La spiegazione di questo è presto data: ognuno dei
due chip può gestire una connessione PCI Express 16x e una seconda PCI Express 8x,
esattamente come per il chipset 570 SLI che può gestire, con un unico chip, due schede
video PCI Express con tecnologia SLI ma sfruttando connessioni PCI Express 8x elettriche e
non 16x elettriche come per il chipset nForce 590 SLI. Del resto il chipset nForce 570 SLI
permette di gestire un massimo di 28 linee PCI Express, caratteristica compatibile con la
presenza di uno Slot PCI Express 16x e di un secondo Slot 8x.
L'abbinamento dei due chip permette di ottenere il supporto contemporaneo a 4 canali
PCI Express 16x: 2 di tipo 16x anche elettrico, e 2 di tipo 8x elettrico su Slot 16x
meccanico. Ad uno dei due chip è delegata la gestione delle periferiche PCI, mentre al
secondo competono le periferiche PCI Express che non siano quelle delle schede video prima
segnalate. L'abbinamento dei due chip ha permesso di mettere a disposizione del sistema un
massimo di 12 canali Serial ATA, del tipo a 3 Gbit, e sino a 4 schede di rete Gigabit,
eventualmente configurabili in teaming così da avere a disposizione una bandwidth massima
teorica di 4 Gigabit.
La connessione tra processori Athlon 64 FX e chipset viene gestita attraverso due link
Hypertransport, e un ulteriore link viene utilizzato per collegare tra di loro le due cpu.
AMD segnala per le cpu Athlon 64 FX 7x la presenza di due link Hypertransport, e non di 3;
di conseguenza il grafico segnalato da NVIDIA è errato, nel senso che i due chip che
compongono il chipset nForce 680a SLI non possono entrambi essere collegati in modo
dipendente ad uno dei due processori, ma sono più realisticamente collegati tra di loro
con un link Hypertransport, e uno dei due processori collegato ad uno dei due chip.
Il memory controller è integrato nei processori, motivo per il quale i 4 Slot memoria
comunicano a coppie direttamente con i processori e da quest'ultimi entrano in
comunicazione con il chipset, sempre attraverso connessione Hypertransport.
Le caratteristiche tecniche accessorie del chipset nForce 680i non differiscono, in
buona sostanza, da quelle della piattaforma chipset nForce 680i SLI che NVIDIA ha
recentemente presentato per sistemi Socket 775 LGA. Segnaliamo la presenza di Linkboost,
funzionalità che nella serie di chipset per processori AMD era stata implementata solo
nel modello nForce 590 SLI e non in quello nForce 570 SLI.

Il nome Linkboost suggerisce un funzionamento fuori specifica per alcuni bus della
scheda madre. In effetti è proprio questo quello che accade: con questa funzionalità,
abilitabile o meno da bios, utilizzando schede video NVIDIA opportunamente certificate il
bus di connessione tra i due bridge del chipset e tra questi e le due schede video viene
incrementato del 25% nella sua frequenza di funzionamento. In sintesi, NVIDIA ha
certificato un overclock automatico del 25% di questi bus in particolari condizioni di
utilizzo, indicando questa particolarità con il nome di Linkboost e facendone un
interessante veicolo marketing. Dal punto di vista tecnico è sicuramente qualcosa
d'interessante, ma che non ci sembra in grado di cambiare lo scenario in termini di
prestazioni velocistiche.
Assieme alla possibilità di poter gestire due connessioni PCI Express 16x elettriche
in parallelo, Linkboost è una delle poche differenze che NVIDIA ha implementato
all'interno del proprio chipset top di gamma rispetto alla soluzione nForce 570 SLI.
All'atto pratico, Linkboost dovrebbe permettere di ottenere migliori prestazioni
velocistiche rispetto ad un setup sprovvisto, in quanto la bandwidth che viene generata è
superiore sia per quanto riguarda le comunicazioni tra i due bridge del chipset, sia per
quel che concerne la connessione di ciascuna scheda video con il bridge di competenza.
La seconda tecnologia presente nel chipset nForce 680a SLI mutuata dalle
precedenti piattaforme chipset NVIDIA è la memoria SLI. NVIDIA e Corsair hanno sviluppato
congiuntamente la tecnologia EPP, Enhanced Performance Profiles, che mira a rendere
disponibili degli utenti timings di accesso particolarmente spinti delle proprie memorie,
nel momento in cui queste sono utilizzate in particolari piattaforme certificate.
Le memorie EPP utilizzano parte della circuiteria dei chip SPD, Serial Presence Detect,
i piccoli chip che indicano alla scheda madre quali siano i timings di default programmati
per il modulo memoria. Parte di questa circuiteria non viene utilizzata dalle specifiche
JEDEC, ed è proprio servendosi di questa che la tecnologia EPP opera. Alcuni dei
parametri che vengono indicati con la tecnologia EPP alla scheda madre sono alla base di
qualsiasi overclock spinto: ad esempio, citiamo il voltaggio di alimentazione e il command
rate. Questi non sono tipicamente gestiti attraverso le impostazioni di default JEDEC, in
quanto queste definiscono i soli parametri base di un modulo memoria e non anche quelli
avanzati. La tecnologia EPP mira quindi a rendere questi parametri, indispensabili per il
raggiungimento di elevate frequenze di funzionamento della memoria senza impatti negativi
sulle prestazioni velocistiche, configurabili automaticamente dal sistema.
Una configurazione di questo tipo può quindi operare con impostazioni di default,
oppure attraverso una selezione da bios la scheda madre può forzare il funzionamento
della memoria su specifiche più elevate di quelle JEDEC, abbinando timings avanzati e
controllo del voltaggio di alimentazione così da mantenere in ogni caso il funzionamento
stabile del sistema.
Ovviamente rimane sempre accessibile la configurazione manuale delle memorie: i timings
di accesso restano liberamente accessibili da bios, ovviamente a seconda di quelle che
sono le opzioni rese disponibili dal bios della scheda madre utilizzata.
Tre sono le tecnologie implementate da NVIDIA in questo nuovo chipset che interessano
il sottosistema di rete, nuovamente riprese dalle altre piattaforme chipset nForce 5 e
nForce 6. La prima è FirstPacket: questo nome lascia intendere una gestione dei pacchetti
dati che sia funzionale al tipo di lavoro che dev'essere svolto dal sistema, e in effetti
proprio di questo si tratta. FirstPacket verifica quali siano i pacchetti dati che vengono
gestiti dalla scheda di rete, veicolando quelli ai quali sia stata data superiore
priorità rispetto agli altri così che giungano a destinazione senza impatti sulla
latenza della trasmissione.
Un esempio pratico dell'utilità di questa tecnologia, e in generale delle tecnologie
che gestiscono alcuni pacchetti di dati con priorità su altri, è quella del gaming on
line: configurando FirstPacket in modo tale che venga data priorità sui dati inviati dal
sistema legati al gaming on line, si possono ottenere benefici in termini di riduzione
della latenza di accesso. Un secondo esempio può essere quello delle trasmissioni VoIP o
di videoconferenza, per le quali è importante che i pacchetti vengano consegnati con
ridotta latenza così da evitare problemi di continuità della trasmissione dei dati, sia
audio che video.

Lo schema di funzionamento mostra come i pacchetti generati dal videogame vengano
gestiti con priorità rispetto a quelli della trasmissione FTP, tipicamente molto meno
sensibile a variazioni della latenza rispetto ad un game on line.
FirstPacket funziona solo con i dati in uscita dal PC, non con quelli in ingresso che
sono legati a come opera la rete alla quale si è collegati. Inoltre, i benefici sono
tangibili in particolare con quelle applicazioni che gestiscono molti pacchetti di ridotte
dimensioni, più che con quelle che sono poco influenzate dall'aumento della latenza
(trasmissioni FTP e navigazione web, ad esempio). L'utente può liberamente stabilire a
quali tipologie di pacchetti dare priorità in fase di trasmissione, oppure scegliere una
trasmissione di tipo tradizionale nella quale i pacchetti di dati vengono inviati in
funzione di quando sono resi disponibili al sistema per la trasmissione.
Dual Net è la seconda tecnologia implementata da NVIDIA: come il nome lascia
facilmente intendere, permette di gestire le trasmissioni di rete utilizzando due schede
di rete Gigabit affiancate tra di loro. Nell'implementazione del chipset nForce 680a SLI
possono essere affiancati sino a 4 chip di rete Gigabit lan, per un massimo teorico di 4
Gigabit di banda a disposizione del sottosistema di rete.
L'ultima tecnologia implementata da NVIDIA a livello lan è la TCP/IP Acceleration;
questa mira a velocizzare la trasmissione dei dati in protocollo TCP/IP, gestendo a
livello hardware pacchetti di driver che tipicamente generano notevole carico sul
processore. La tecnologia TCP/IP Acceleration opera sia a livello hardware, con della
logica integrata all'interno dei chipset nForce 600, sia con un apposito set di driver
specificamente studiati. La sua abilitazione avviene attraverso il pannello NVIDIA Network
Access Manager, con pieno controllo delle funzionalità da parte dell'utente.
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