Introduzione
Ripercorrendo con occhio critico il mercato delle CPU degli ultimi anni, si possono
tracciare alcune linee guida per meglio capire cosa ci riservi il futuro e cosa invece è
destinato a scomparire. Cerchiamo di riassumere in poche parole, per chi non segue
assiduamente il campo, quali siano queste tendenze ormai conclamate. Fino a qualche tempo
fa i settori ricerca e sviluppo delle aziende puntavano tutto sulla ricerca della maggiore
frenquenza possibile, offrendo CPU a singolo core via via sempre più potenti.
Ne è la prova il continuo accrescimento de valori in MHz e GHz propri delle CPU dalle
origini fino a poco tempo fa, quando qualcosa è cambiato. Arrivati ad un certo punto
infatti ci si è trovati di fronte al problema del consumo energetico ed il conseguente
raffreddamento di processori divenuti sempre più caldi. Un problema sentito soprattutto
da Intel con la produzione Netburst di fascia alta, il cui ultimo rappresentante, la cpu
Pentium EE 965 da 3,73 GHz, trovate recensito nelle nostre pagine.
La via da seguire per l'evoluzione dunque doveva passare per soluzioni differenti,
lavorando quindi su architetture completamente diverse in grado di garantire un futuro
alla produzione Intel per il mercato desktop. A dare il via al tutto è stata la
piattaforma Centrino, che ha messo a disposizione dell'utenza processori dal valore
nominale in GHz certamente inferiore rispetto alle famiglie Pentium 4 Netburst, ma
garantendo in ogni caso prestazioni decisamente all'altezza della situazione, il tutto
abbinato ad un consumo energetico molto basso e a sistemi di raffreddamento non invasivi,
sia dal punto di vista fisico che acustico.
La cosiddetta "energy efficiency", l'efficienza energetica, è quindi
diventata cruciale per garantire un futuro alle CPU di qualsiasi Casa, dovendo in ogni
caso ingegnarsi per far crescere le prestazioni dei propri prodotti avendo però un
parametro come quello dell'energia dissipata da tenere sotto controllo. Come fare? La
risposta risiede nelle architetture multi-core, ovvero CPU in grado di incorporare più
core nello stesso package.
Le prime soluzioni di questo tipo, dotate di due core di processore integrati sullo
stesso package, risalgono alla primavera 2005: AMD con la serie di processori Athlon 64 X2
e Intel con quelli Pentium D serie 800 hanno reso disponibili queste architetture nel
segmento desktop del mercato, seguite in tempi diversi dalle soluzioni equivalenti per
sistemi workstation e server rispettivamente con le cpu Opteron e quelle Xeon DP. La
disponibilità di due core di processore nel sistema ha permesso agli utenti di
beneficiare di sensibili incrementi prestazionali sia con quelle applicazioni che
sfruttano in parallelo più core, che in generale utilizzando nel sistema più
applicazioni contemporaneamente lasciando altri programmi in background, come ad esempio
un antivirus che opera in real time.
L'evoluzione nel mercato delle cpu Dual Core è giunta al punto da rendere questi
processori accessibili alla maggior parte degli utenti; a titolo di riferimento il
processore più economico di AMD con questo tipo di architettura, modello Athlon 64 X2
3.800+, viene proposto ad un prezzo ufficiale di 152 dollari USA, con un controvalore nel
mercato retail italiano pari a circa 165,00 IVA compresa. Con cifre di questo tipo,
e la continua evoluzione tecnologica che spinge AMD e Intel, assisteremo nei prossimi 6
mesi ad una progressiva disponibilità di processori con architettura Quad Core, cioè
dotati di 4 distinti core di processore nel package. La prima cpu di questo tipo è una
soluzione destinata al mercato desktop: si tratta del processore Intel Core 2 Extreme
QX6700, meglio noto con il nome in codice Kentsfield, una soluzione quad-core che integra
nel package 2 "die" Conroe, a loro volta dual core.
Il nome Extreme lascia intendere che questa sia una cpu top di gamma per Intel,
proposta al prezzo ufficiale di 999 dollari USA che da sempre caratterizza le soluzioni di
questa famiglia. Prima che le soluzioni Quad Core possano raggiungere livelli di costo
vicini ai 152 dollari attualmente richiesti per la cpu Athlon 64 X2 3.800+ sarà in ogni
caso necessario attendere molto tempo, relegando di fatto queste architetture solo al
segmento degli utenti più appassionati e, soprattutto, di coloro che necessitano di 4
core in parallelo per le proprie applicazioni.
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