Che cosa indica il termine overclock?
L'overclock è uno degli argomenti più
gettonati nel panorama delle cpu x86; da tecnica riservata a pochi appassionati, per
giunta guardati con sospetto, è diventata una pratica molto diffusa, grazie sia alla
crescente diffusione di informazioni via web sia ai processi produttivi dei processori,
sempre più capaci di fornire cpu con elevata tolleranza a frequenze di clock fuori
specifica.
Partiamo da una premessa: che cosa è
l'overclock? Questo termine indica quell'insieme di tecniche attraverso le quali è
possibile aumentare la frequenza di funzionamento di un processore, rispetto a quella di
default (cioè per la quale è stato venduto). Ad esempio, se abbiamo un processore con
frequenza di clock di default di 400 Mhz e lo portiamo a funzionare a 420 Mhz otteniano, a
tutti gli effetti, un overclock, anche se molto ridotto (si tratta di un aumento della
frequenza complessiva del 5%). Overclock, letteralmente, significa andare oltre la
frequenza di clock, cioè di funzionamento, originaria.
In chiave generale, overclock indica l'aumento
della frequenza di funzionamento di un qualsiasi componente elettronico operante ad una
determinata frequenza di lavoro; restando nel panorama dei personal computer è possibile
individuare numerosi componenti funzionanti ad una determinata frequenza di clock e,
pertanto, overcloccabili (almeno teoricamente): giusto per citare un esempio, è possibile
aumentare la frequenza di lavoro dei chip delle schede video. In queste pagine ci
limiteremo ad analizzare solo i processori.
Perché overcloccare? Quali sono i
benefici?
Overcloccare vuol dire aumentare la frequenza
di funzionamento di un componente elettronico, nel nostro caso del processore; poter
utilizzare una cpu con frequenza di funzionamento più elevata implica, com'è ovvio,
maggiori prestazioni. Se si ottiene una frequenza di funzionamento di 450 Mhz da un
processore che ha frequenza di default di 300 Mhz, si ottengono le medesime prestazioni
della versione a 450 Mhz di default del processore in oggetto (naturalmente ipotizzando
che tutti gli altri componenti rimangano invariati e che si utilizzino le stesse frequenze
di lavoro per tutti i bus di sistema); in parole povere, raggiungendo una determinata
frequenza di funzionamento in overclock si ottengono le medesime prestazioni della
versione operante di default proprio a quella frequenza.
Il costo di questa operazione è, nella
maggioranza dei casi, ridotto all'acquisto (o alla fabbricazione) di sistemi di
raffreddamento opportunamente dimensionati (si vedrà in seguito il perché), pertanto non
comparabile all'acquisto ex novo della versione di frequenza superiore del processore in
possesso.
Tutto questo è lecito? La risposta è si, con
alcune precisazioni. In primo luogo, quando si acquista un processore se ne diviene
possessori, pertanto è possibile farne quello che meglio si crede (compreso usarlo come
fermacarte o posacenere); questo non vale con il software, in quanto di un programma si
acquista la licenza d'uso, non il possesso del programma stesso (e, salvo diversamente
stabilito, non è possibile modificarne il codice). In secondo luogo, l'alterazione dei
parametri di funzionamento del processore porta ad immediato decadimento della garanzia; a
tutti gli effetti l'overclock è una manomissione del processore, con le conseguenze in
termini di annullamento della garanzia che tale manovra comporta.
Trattandosi di modifica delle caratteristiche
di funzionamento di un componente elettronico, l'overclock implica alcuni rischi;
vediamoli qui di seguito.
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