Il miglior compromesso tra prestazioni e aumento della frequenza
Non aumentate mai il moltiplicatore diminuendo
la frequenza di bus: un Pentium 133 (66x2) è notevolmente più veloce di un 150 (50x3), e
un Pentium 166 (66x2.5) lo è altrettanto nei confronti di un 180 (60x3). Perché questo?
Molto semplicemente perchè la cache L2 lavora alla frequenza di bus, e abbassare
quest'ultima implica un notevole impatto sulle prestazioni complessive, anche se si
aumenta la frequenza di clock complessiva. Tenete anche conto del fatto che alcune cpu non
accettano moltiplicatori di frequenza superiori a quelli per i quali sono stati progettati
(ad esempio, tutte le cpu Intel Pentium MMX prodotte da fine 1997 poi, a prescindere dal
modello) mentre altre non possono utilizzare moltiplicatori diversi da quelli standard
semplicemente perché non li riconoscono (i Cyrix 6x86, ad esempio, non accettano
moltiplicatori diversi da 2x e 3x; le cpu AMD K6 di frequenza pari o inferiore a 233 Mhz e
i Pentium MMX da 233 Mhz non supportano in alcun modo moltiplicatori di frequenza
superiori a 3.5x). Se la vostra cpu, dopo aver aumentato il moltiplicatore di frequenza,
non parte o il bios segnala una velocità in Mhz inferiore a quella di serie o comunque
diversa da quella che si otterrebbe con il moltiplicatore impostato, 9 volte su 10 la cpu
in questione ha moltiplicatore bloccato.
Le cpu possono avere moltiplicatore bloccato
ma sempre verso l'alto, mai verso il basso; questo implica che una cpu bloccata a 2.5x
può essere utilizzata anche con tutti i moltiplicatori inferiori a 2.5x. Fanno eccezione
le cpu Intel Pentium II, Celeron e Celeron Mendocino, le quali hanno moltiplicatore di
frequenza bloccato sia verso l'alto che verso il basso (in pratica la cpu utilizza sempre
il moltiplicatore di default a prescindere da come quest'ultimo venga selezionato sulla
scheda madre).
Se la combinazione moltiplicatore di
frequenza-frequenza di clock impostata corrisponde ad una frequenza di clock della cpu che
non è inclusa nel database delle frequenze di clock contenuto nel bios della motherboard,
può essere che l'indicazione riportata dal bios non corrisponda all'effettiva frequenza
di clock della cpu; ad esempio, 83x3.5 corrisponde a 291.5 Mhz, frequenza che in molte
motherboard viene indicata come 266 Mhz. A fini pratici non cambia assolutamente nulla, la
cpu andrà a 291.5 Mhz, basta non farsi ingannare dall'indicazione errata.
Esistono on line numerosi software utili per
verificare le frequenze di bus e i moltiplicatori utilizzati; il più interessante e
completo di tutti è senz'altro WcpuID, che permette di visualizzare moltiplicatore,
frequenza di bus e frequenza di clock utilizzati, nonché alcuni parametri di
funzionamento della cache L2.

Altro software particolarmente interessante è
SoftFBS, che permette di variare direttamente da sistema operativo la frequenza di bus con
la stragrande maggioranza delle motherboard.

WcpuID è disponibile a questo indirizzo,
mentre SoftFBS a quest'altro.
Uno dei principali problemi che si incontra
overcloccando le cpu Intel Pentium II e Pentium III è la tolleranza della cache L2
all'aumento della frequenza di lavoro. La cache L2 è montatab direttamente sulla cpu,
esternamente al Core, e opera alla metà della frquenza di clock. Per questo motivo,
aumentando la frequenza di clock si aumenta la frequenza di lavoro della cache L2, con
possibili problemi di ridotta stabilità operativa. I chip della cache L2 montati su
queste cpu sono dotati di un tempo di accesso, al quale corrisponde una frequenza massima
di lavoro teorica: provvedendo, in qualche modo, al loro raffreddamento è possibile
portarli a lavorare stabilmente ad una frequenza superiore rispetto a quella per la quale
sono stati progettati, ma in genere la tolleranza dei chip della cache L2 varia molto da
processore a processore.
I rapporti tra frequenza di bus e frequenza
della cache L2 sono riportati nella seguente tabella:
| Frequenza di clock |
Frequenza lavoro cache L2 |
| 233 Mhz |
116 Mhz |
| 266 Mhz |
133 Mhz |
| 300 Mhz |
150 Mhz |
| 333 Mhz |
166 Mhz |
| 350 Mhz |
175 Mhz |
| 400 Mhz |
200 Mhz |
| 450 Mhz |
225 Mhz |
| 500 Mhz |
250 Mhz |
| 550 Mhz |
275 Mhz |
| 600 Mhz |
300 Mhz |
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Chip della cache L2 di una cpu Intel Pentium III 500 Mhz;
si noti il numero 4, che indica il tempo d'accesso del modulo memoria, 4 ns. A questa
velocità corrisponde una frequenza di lavoro teorica massima di 250 Mhz, per l'appunto
pari alla metà della frequenza di clock del processore. |
Alcune motherboard prevedono la possibilità
di variare la latenza della cache L2: in poche parole, agendo sulla latenza della cache L2
se ne modificano i timings di funzionamento, rendendola più o meno performante a seconda
che la latenza sia diminuita oppure aumentata (a valori superiori della latenza
corrispondono prestazioni inferiori). Aumentando la latenza la cache L2 diviene
leggermente più tollerante alla frequenza di funzionamento, ed è pertanto possibile che
grazie a questo una cpu diventi stabile ad una particolare frequenza di clock, critica con
latenza di default; è un po' quello che accade quando si variano i timings della memoria
per renderla stabile a frequenze di bus fuori specifica.
Dato che aumentare la latenza ha un impatto negativo sulle prestazioni è sempre buona
cosa verificare che l'aumento della frequenza di lavoro della cache l2, ottenuto
modificando la latenza, porti un effettivo aumento delle prestazioni o che l'impatto
negativo dell'aumento della latenza sia tale da vanificare il boot prestazionale ottenuto
con l'aumento di clock.
E' stato già detto che ogni processore è
differente dagli altri, anche se dotato delle stesse specifiche, e che il comportamento in
overclock è molto differente. Per verificare quali siano le caratteristiche di un
processore, oltre alla frequenza di defautl, è necessario ricercare la settimana
produttiva, la fabbrica di produzione e l'S-Spec, cioè le specifiche del Core utilizzato.
Questi dati sono molto facilmente ricavabili dalle cpu Intel.

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Celeron in formato PPGA: sul retro della cpu sono
serigrafate le caratteristiche tecniche, quali l'S-Spec (SL3BS), la fabbrica di produzione
(Malay, quindi Malesia), l'anno e la settimana di produzione: dell'ultima fila di dati la
seconda cifra, pari a 9 in questo caso, indica l'anno, quindi 1999 (se fosse stato 8
sarebbe stato il 1998); le due cifre seguenti, invede, indicano la settimana produttiva
(07 corrisponde alla settima settimana di produzione). |

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| Cpu Celeron in formato SEPP: in uno dei lati del PCB sono
riportate le specifiche del processore: fabbrica di produzione Malesia, S-Spec SL32B e
settimana produttiva 41-esima del 1998. |

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| Nel guscio plastico delle cpu Pentium III e Pentium II in
package SECC-II sono riportate le specifiche tecniche; si notino l'S-Spec (SL3F7), la
fabbrica di produzione /Filippine) e anno e settimana produttiva (anno 1999, 23-esima
settimana produttiva). Quella indicata è una versione a 550 Mhz di clock. |
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