Introduzione
Il computer portatile, chiamato ormai notebook anche in Italia con buona pace
per la nostra cara lingua, è ormai divenuto un'alternativa al sistema classico
formato da monitor e case che fino a poco tempo fa faceva mostra di sé nelle
nostre abitazioni. Il progresso tecnologico con i conseguenti benefici in
termini di prestazioni,
unito ad un abbassamento dei prezzi, hanno portato a considerare il PC portatile
coma valida alternativa ad un sistema tradizionale desktop.
Si sente sempre più spesso parlare di notebook "desktop replacement",
che altro non sono che soluzioni spesso non particolarmente leggere, destinate
proprio a chi vuole passare ad un PC portatile che possa a grandi linee
rimpiazzare il vecchio pc da tavolo, senza per questo rinunciare alle
prestazioni.
Due gli svantaggi di queste soluzioni rispetto al vecchio ed ingombrante
case: la prima è costituita dall'espandibilità, la seconda dal sottosistema
dischi basato su soluzioni da 2,5", decisamente più lenti rispetto
ai modelli da 3,5" utilizzati di norma nei sistemi desktop.
L'espandibilità è divenuta nel tempo un fattore quasi trascurabile, essendo
i moderni notebook dotati di chipset in grado di soddisfare l'esigenza
dell'utente medio con sottosistemi video molto performanti dotati anche di uscita video, porte di comunicazione in abbondanza, schede di rete e modem integrati.
Certo rimangono fuori le esigenze specifiche, come per esempio il sintonizzatore
TV (anche se si vedono già le prime soluzioni integrate anche in questo ambito) o una scheda audio di elevata qualità, ma anche in questo caso non mancano
le soluzioni esterne fornite da terze parti, siano esse basate su interfaccia USB
1.1/2.0, Firewire o più raramente PCMCIA.
Drammatica invece la situazione del sottosistema dischi, minata alla base
dall'adozione di dischi da 2,5" per molto tempo trascurati dalle case
produttrici e dagli stessi produttori di PC portatili, attenti a focalizzare
tutto sulla CPU utilizzata e recentemente anche sul sottosistema video.
Ultimamente però si è visto un certo impegno per correre ai ripari, in
quanto tutte le case ormai propongono soluzioni da 5400 e 7200 giri di
rotazione, in vece dei classici 4200 giri adottati di norma sui PC portatili.
Obiettivo di questo articolo è verificare se e in che misura l'adozione di
un disco di sistema da 5400 e 7200 giri possa giovare alle prestazioni di un
notebook originariamente equipaggiato con un modello a 4200, oltre ovviamente a
valutarne l'impatto in termini di autonomia della batteria del PC.
Oltre al modello di serie da 4200 giri abbiamo utilizzato due dischi da 5400
giri, uno Hitachi e l'altro Seagate, ed anche un modello da 7200 giri di casa
Hitachi. |